La Casata dei Crivelli è una storica famiglia della nobiltà milanese, attestata a partire dall'XI secolo e iscritta tra le famiglie capitaneali del patriziato milanese. Originaria del territorio della Burgaria, nell'area compresa tra Parabiago, Uboldo e Legnano, il casato consolidò la propria posizione nei secoli centrali del Medioevo, assumendo un ruolo di rilievo nella vita politica, ecclesiastica e feudale del Ducato di Milano.
La famiglia possedette feudi e beni in Brianza, Lomellina, Comasco e Lodigiano, con residenza in località come Milano, Monza, Varedo, Dorno, Lomello e Cremona. Esponenti della casata ricoprirono incarichi nella Curia romana, nel governo dello Stato di Milano, nell'amministrazione asburgica e in ambito diplomatico tra XVIII e XIX secolo. La linea principale risulta estinta nel XX secolo, mentre alcuni rami secondari sopravvissero in Italia e Svizzera.
Storia Origini Secondo una leggenda di origine tardo-antica, la famiglia Crivelli trarrebbe il proprio nome da una vestale romana che, per dimostrare la propria innocenza, avrebbe trasportato dell'acqua del Tevere in un crivello senza disperderla, dando così origine alla gens Cribellum.
Sulla base di ricostruzioni storiche elaborate da studiosi come Ezio Riboldi e Gian Piero Bognetti, la casata avrebbe avuto origine tra il IV secolo e il V secolo come ramo cadetto dei Sambonifacio di Verona, trapiantato in Lombardia e stabilitosi nella regione della Burgaria, comprendente località come Parabiago, Uboldo, Legnano e la Brianza occidentale. Inserita nel sistema feudale altomedievale, la famiglia si sarebbe distinta per l'osservanza della Legge salica e per l'esercizio di funzioni valvassoraliE. Riboldi, I contadi rurali del milanese, in Archivio Storico Lombardo, Milano, 1904, pp. 93-96G. Penco, La nobiltà longobarda e franca in Italia settentrionale, Bologna, Il Mulino, 1998, pp. 132-139.
La prima menzione documentaria del nome risale all'anno 1075, quando compare in un atto notarile milanese un Arialdo "qui nominatur Crivellus"Codice Diplomatico Longobardo, Milano, 1901, doc. CLXXVII.
XI e XII secolo Tra l'XI e il XII secolo, i Crivelli risultavano attivi come latifondisti e valvassori nel contado milanese. L'ascesa verso ruoli di primo piano nella società urbana fu rapida, culminando con la nomina di Uberto Crivelli ad arcivescovo di Milano nel 1185. Nello stesso anno venne eletto papa con il nome di Papa Urbano III, e si distinse per l'opposizione all'imperatore Federico Barbarossa, difendendo l'autonomia della Chiesa ambrosianaF. Cognasso, Federico Barbarossa, Milano, Mondadori, 1966, p. 287.
A distanza di pochi decenni, un secondo pontefice legato alla famiglia salì al soglio pontificio: Papa Celestino IV, al secolo Goffredo Castiglioni, figlio di Cassandra Crivelli, fu eletto nel 1241, seppur il suo pontificato durò appena diciassette giorniA. Franchi, I Crivelli e la Chiesa milanese, Milano, Vita e Pensiero, 1998, pp. 29-40.
XIII secolo Nel corso del Duecento i Crivelli si affermarono stabilmente nell'aristocrazia comunale milanese. Le cronache riportano che, nel 1251, durante una visita a Milano, Papa Innocenzo IV chiese ai nobili locali quali fossero le famiglie più illustri della regione. Secondo quanto riferisce Lodovico Antonio Muratori, gli fu risposto che i Soresina erano i più nobili, ma i Crivelli i più potenti e ricchiL.A. Muratori, Antiquitates Italicae Medii Aevi, vol. V, Milano, 1738, col. 387.
XIV secolo Nel XIV secolo la famiglia si articolò in diversi rami territoriali. Un ramo importante si consolidò a Parabiago, mentre altri membri ottennero incarichi a Monza, entrando nel capitolo della basilica di San Giovanni Battista e nella magistratura cittadina. In questo periodo si distinse Alessandro Crivelli, tra i fondatori dell'Ordine di Sant'Ambrogio ad Nemus, congregazione religiosa nobiliare approvata da Papa Gregorio XIC. Marcora, L'Ordine di Sant'Ambrogio ad Nemus, Milano, Archivio Ambrosiano, 1962.
XV secolo Durante il XV secolo, la famiglia rafforzò i legami con altre casate lombarde, tra cui i Borromeo, i Trivulzio e i Pusterla, consolidando il proprio ruolo nel Ducato di Milano. Antonio Crivelli fu consigliere del duca Gian Galeazzo Visconti, mentre Gian Pietro Crivelli, canonico della Cattedrale di Milano, si distinse per attività caritative nei pressi di Vimercate.
Nel frattempo, i Crivelli ampliarono le loro proprietà nella Brianza, in particolare nei territori di Desio, Lissone, Meda, Varedo e Seregno, accrescendo la propria influenza fondiaria e giurisdizionaleA. Casati, Memorie storiche della Brianza milanese, Milano, Hoepli, 1910, pp. 210-217.
XVI secolo Nel corso del XVI secolo si distinse Melchiorre Crivelli, nato a Milano nel 1486, domenicano e teologo, nominato vescovo suffraganeo dell'Arcidiocesi di Milano e Inquisitore generale nel 1518. Durante l'amministrazione apostolica di Ippolito II d'Este, visitò le parrocchie della diocesi, istituì controlli dottrinali e promosse la catechizzazione del clero. Nel 1538 pubblicò il primo Indice dei libri proibiti in Italia. Venne successivamente confermato da San Carlo Borromeo e fu sepolto nel 1561 nella Basilica di Sant'EustorgioF. Meregalli, L'Indice dei libri proibiti del 1538, Milano, Università Cattolica del Sacro Cuore, 2002.
XVII e XVIII secolo Durante l'età moderna, la famiglia ricevette conferme imperiali dei titoli nobiliari. Nel 1642 l'imperatore Ferdinando III concesse il titolo comitale a Francesco Crivelli, senatore del Ducato di MilanoArchivio di Stato di Milano, Fondo Araldico, Diplomi imperiali, b. 67, fasc. Crivelli. Altri membri, come Alessandro Maria Crivelli, presero parte alla pubblica amministrazione, guidando la Regia Camera di Milano.
Nel Settecento, Gaetano Crivelli fu commissario provinciale per la Lombardia austriaca, mentre a Monza la marchesa Maria Teresa Crivelli sostenne opere filantropiche ed educative in ambito femminile. La famiglia possedeva ville di villeggiatura a Nova Milanese, Varedo e Bovisio Masciago, documentate nei catasti teresiani.
XIX secolo Nel XIX secolo, in epoca risorgimentale, la famiglia sostenne in parte le idee liberali. Federico Crivelli fu consigliere comunale di Milano e aderente alle istanze unitarie, mentre Luigi Crivelli fu eletto deputato al Parlamento Subalpino nel 1859 per il collegio di Gorgonzola. A Monza, Costanza Crivelli promosse iniziative assistenziali presso la Casa delle FanciulleP. Vismara, Nobiltà lombarda tra Antico Regime e unità, in Archivio Storico Lombardo, Serie VIII, vol. XXII, 1996.
Durante tutto il secolo, i Crivelli rimasero presenti nei collegi nobiliari di Milano e Pavia, conservando estesi possedimenti fondiari nella Brianza e nell'Alto Milanese.
Epoca recente Nel corso del XX secolo, la famiglia mantenne un ruolo attivo nella vita culturale lombarda. Il conte Carlo Crivelli fu presidente del Circolo Filologico Milanese tra il 1923 e il 1934, mentre Giuseppe Crivelli insegnò Diritto canonico presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore e fu consultore presso il Tribunale ecclesiastico regionale lombardo.
Nel secondo dopoguerra, parte dell'archivio genealogico e documentario della famiglia fu donato alla Biblioteca Ambrosiana e all'Archivio storico diocesano di Milano. Ancora nel XXI secolo, la famiglia conserva tracce significative nel tessuto sociale e culturale lombardo, con rami viventi a Milano, Monza, Lissone, Vimercate e Sovico. Tra archivi privati, cappelle gentilizie e residenze storiche, la memoria della casata continua a essere presente nel panorama dell'aristocrazia lombarda.
Personalità importanti
La casata ebbe alcuni individui ricordati storicamente: Papa Urbano III al secolo Uberto Crivelli (1120 circa-1187); Carlo Crivelli, pittore (1430?-1495); Francesco Crivelli, pittore (circa 1520-dopo il 1580) tre Cardinali, Alessandro, Conte di Lomello (1514-1574), Ignazio Michele (1698-1768) e Carlo (1736-1818), entrambi Conti d'Ossolaro; Filippo Crivelli, regista (1928-2022) il compositore contemporaneo Carlo Crivelli (1953) la giornalista Giulia Crivelli (1969)
Rami più importanti Da ricordare i due rami più antichi della famiglia, diretti discendenti dei Sambonifacio di Verona: i Da Ugobaldo e i De Parabiaco. Esistono inoltre i seguenti rami: Crivelli d'Agliate (marchesi feudatari della Pieve d'Agliate dal 1647), Crivelli di Castellanza (feudatari della Castellanza dal 1673), Crivelli di Cremona (conti feudatari di Ossolano dal 1717), Crivelli di Turate, Crivelli di Burgaria, Crivelli di Nerviano (conti), Crivelli di Uboldo-Albese. Altri rami si spostarono nelle Marche ed a Napoli.
Crivelli Da Ugobaldo (Crivelli di Uboldo) Ebbero sede a Uboldo (antica Ugobaldo), in provincia di Varese, nei pressi di Saronno, e secondo gli archivi della Biblioteca Ambrosiana di Milano, risultano iscritti fin dal 377 d.C., nelle Tavole della Chiesa Metropolitana Milanese, tra le casate elettrici dei Cardinali.
Crivelli Visconti Dai Crivelli di Uboldo, nel Cinquecento, si distaccò per matrimonio il ramo dei Crivelli Visconti. Questi si originarono dal matrimonio nel 1581 tra Giambattista Crivelli di Uboldo e Angela Visconti, la quale portò alla casata del marito le proprie armi e il proprio cognome. Suo discendente fu Carlo Antonio (1698-1766), il cui figlio Antonio (n. 1742), venne compreso tra i XII di provvisione e sposò la contessa Maria Eleyzaldi e fu padre di Teodoro (n. 1795), il quale fu ciambellano imperiale ed abate commendatario del monastero di Santa Maria della Pace di Magenta. Ignazio (1756-1831), fratello di Antonio, fu nonno di un Antonio (1835-1895), il quale fu maggiore generale d'esercito.
Crivelli De Parabiaco (Crivelli di Parabiago) Conti con sede nella cittadina milanese di Parabiago (nella storica abitazione di via Brisa), furono già dal V secolo la principale famiglia nobile del luogo, e tale rimase per i tredici secoli successivi.
Sotto di loro il Comitatus Parabiagi (Contado di Parabiago), talvolta ricordato o probabilmente confuso come Contado di Burgaria, rimase autonomo, sia da altri territori, sia dall'Imperatore, nei principi del Secondo Millennio dell'era Cristiana.
Divennero potenti durante l'epoca medioevale, proprio come reggenti della Burgaria, una delle cinque Contee della Marca di Milano, chiamata così da un gruppo di Bulgari scesi in zona assieme ai Longobardi di Alboino, ai Gepidi e ai Sarmati.
Con l'avvento del Rinascimento, sia la famiglia, sia la Burgaria decaddero lentamente e anche la stessa Parabiago subì le loro sorti, fino ai secoli XVI e XVII, quando la stirpe cominciò ad essere oscurata da altre famiglie comitali parabiaghesi: Maggi, Corvini, Castelli, Giulini e Moriggia.
Di questo ramo dei Crivelli si ricordano alcuni personaggi: Pietro, Prevosto di Parabiago durante il XIII secolo; Ambrogio, Prevosto di Parabiago durante il XIV secolo; Protasio, che tredicenne durante la battaglia di Parabiago si rifugiò a Ravello, Dottore in Legge Civile e Canonica, nel 1405, all'età di 110 anni, raccontò ad un cronista milanese le sue rimembranze riguardo a tale scontro bellico; Riccardo, milite e probabilmente capitano di ventura nel XVI secolo, annegò nel Ticino durante una battaglia, il suo cadavere venne portato a Nerviano nella Chiesa Prepositurale; Gian Angelo, Parroco di Parabiago dal 1584 al 1625; Gioachino, Parroco di Villastanza dal 1796 al 1830; Gaspare (morto nel 1884), Cavaliere della Corona d'Italia e Sindaco di Parabiago per ben 36 anni.
Crivelli di Agliate