Biografia Nacque a Lama, nel palazzo di famiglia in piazza Umberto I, oggi museo a lui dedicato e biblioteca comunale.
Dopo gli studi al Liceo ginnasio G.B. Vico di Chieti si trasferì a Firenze, dove frequentò lo studio di pittura e scultura di Emilio Notte e i corsi della Facoltà di lettere dell'Università, stringendo amicizia con Paolo Toschi e Giovanni Papini. Partecipò alla prima guerra mondiale, come tenente di fanteria. Nel 1927 conseguì la laurea in filosofia all'Università di Firenze e insegnò filosofia, storia e storia dell'arte nelle scuole superiori di Firenze, Pistoia, Siena, Teramo, Lanciano, Pescara e Chieti.
Dal 1938 assunse la direzione della Biblioteca Provinciale di Chieti, succedendo al predecessore Francesco Di Pretoro. La sua direzione si caratterizzò per l'indirizzo contrario a quello del Di Pretoro, curando le acquisizioni di libri e periodici di orientamento ideologico diverso da quello fascista, con particolare attenzione alla filosofia e alla cultura straniera. Verlengia iniziò anche la catalogazione dei manoscritti e la redazione del catalogo per soggetti, colmando le vistose lacune nelle discipline etnoantropologiche, artistiche e religiose con particolare riferimento agli studi di carattere regionale.
Oltre a ciò, Verlengia viaggiò per l'Abruzzo e il Molise, catalogando del materiale presso le chiese, e segnalando nelle riviste di cultura alcuni pittori e scultori abruzzesi e molisani, auspicando studi più approfonditi, risultando un apripista su molti settori. A Chieti raccolse e salvò statue e pitture in stato di degrado, allestendo insieme alla Soprintendenza e al comune di Chieti l'Antiquarium Teatinum nel tempio dei Dioscuri (attuale museo archeologico "La Civitella"), il museo diocesano teatino nel palazzo del seminario della cattedrale, e la pinacoteca civica, attuale Museo d'arte "Costantino Barbella" a Chieti. Strinse rapporti di amicizia e di stima professionale con lo scultore Pasquale Di Renzo (Chieti 1921-Lanciano 1967), progettista, direttore dei lavori ed esecutore del Sacrario Militare Nazionale di Chieti.
Si adoperò per la costruzione di una nuova sede della biblioteca provinciale di Chieti, inaugurata nel 1947.
Persona di larghi interessi culturali, si occupò anche di storia dell'arte (collaborando tra l'altro all'organizzazione della Pinacoteca Provinciale di Chieti e del Museo Diocesano di Chieti), di tradizioni popolari e di poesia dialettale. Fece parte inoltre della Deputazione di storia patria negli Abruzzi. Nel 1948 fondò la «Rivista Abruzzese» a Chieti, con scopo di diffondere la ricerca e gli studi abruzzesi, che diresse fino al 1963, quando stanco e malato la cedette allo studioso di folklore e tradizioni popolari prof. Emiliano Giancristofaro, che la spostò a Lanciano.
Morì a Chieti nel 1967. La biblioteca provinciale di Chieti gli ha dedicato una sala, il comune di Lama dei Peligni invece il belvedere accanto alla chiesa madre in piazza Umberto I.
Archivio privato Verlengia Francesco Verlengia donò il palazzo di famiglia, sito in piazza Umberto I, alla Curia arcivescovile di Chieti, insieme alle sue carte, e diversi documenti e pergamene antiche riguardanti l'Abruzzo. Il palazzo risale al XVIII secolo, è sede del Centro di documentazione "F. Verlengia", che si occupa della valorizzazione del patrimonio documentale e dell'area della Maiella. L'archivio privato è stato censito e inventariato dalla Soprintendenza Archivistica per Abruzzo e Molise di Pescara.
Gli studi Verlengia perfezionò lo studio delle attività folkloriche abruzzesi, militando di paese in paese per scrivere i suoi articoli da pubblicare nei fascicoli della sua Rivista Abruzzese.
Verlengia si concentrò, dalla fondazione della Rivista abruzzese a Lanciano (CH), nella pubblicazione in rassegne trimestrali, insieme a M. Chini, E. Giancristofaro e altri, di articoli sulla cultura abruzzese in generale, in particolare su alcuni aspetti di storia dell'arte non adeguatamente approfonditi, oppure su curiosità popolari sul folklore o su pratiche religiose desuete. Molti articoli prima della Rivista erano pubblicati su periodi regionali o provinciali, poi furono raccolti nella Rivista.
Verlengia, quando divenne direttore della Biblioteca provinciale De Meis a Chieti (1936), riordinò il materiale bibliografico raccolto da Francesco Di Pretoro, compito che passò poi dal 1967 ad Emiliano Giancristofaro, presidente anche della Deputazione abruzzese di Storia patria. Verlengia al di fuori dei suoi brevi articoli, pubblicò una monografia molto accurata su un tema a lui caro, il culto lamese del Santo Bambino presso la chiesa parrocchiale (1957). Lo stile di Verlengia nei suoi articoli è asciutto e dettagliato, benché oggi una parte degli articoli siano, dopo ricerche più aggiornate, ormai desueti, in quanto all'epoca della compilazione non si avevano abbastanza fonti per la trattazione dello specifico tema. Pur restando il fatto che a Verlengia si deve la scoperta e l'analisi di varie opere sconosciute come la Madonna di Orsogna conservata nel deposito museale di Chieti, le "pupe" di Lama (due monoliti di pietra dall'aspetto muliebre), il sito archeologico di Juvanum a Montenerodomo, opere che in seguito alla sua morte verranno maggiormente approfindite.
Altro merito di Verlengia fu quello dell'essersi recato in Francia a studiare delle pergamene medievali riguardanti la storia dell'abbazia dei Santi Vito e Salvo a San Salvo, abbazia benedettina fiorente del basso Abruzzo, decaduta nel XV secolo, e poi trasformata nella chiesa parrocchiale di San Giuseppe. Le pergamene furono solo messe "in luce" dal Verlengia, ma non criticamente analiticamente studiate, compito che ancora oggi deve esser svolto, nonostante gli appelli anche dello storico di abruzzesistica medievale Luigi Pellegrini
Gli articoli più felici e approfonditi del Verlengia, specialmente sulle pratiche e le opere d'arte del suo territorio: Lama, Taranta, Torricella, Palena, Fara San Martino, Lanciano, Casoli, sono molto dettagliati, merito anche la corrispondenza di Verlengia con Giuseppe Pitrè e Gennaro Finamore, insigne folklorista e antropologo della vicina Gessopalena. L'articolo sulla pratica religiosa, prendendo in esame ad esempio il culto della Madonna di Corpisanti (Contrada di Lama dei Peligni), è strutturato schematicamente: Descrizione della pratica Mostra dei documenti o delle voci del volgo che testimonino l'antichità e le origini del culto Descrizione della festa e del santuario di riferimento Alcune considerazioni di comparazione con altre feste abruzzesi e oltre regione.
Opere
Il Santo Bambino di Lama dei Peligni, Mancini -Lanciano (1957) Scritti 1910-1966: arte, tradizione, storia, letteratura, a cura di Rosanna Caprara (Lanciano 2007), stampa della Rivista Abruzzese - il volume raccoglie tutti gli scritti pubblicati da Verlengia per i vari giornali italiani e abruzzesi, specialmente nella Rivista Abruzzese di Scienze, Lettere e Arti [RASLA] (1886-1919), Momento sera e la nuova Rivista abruzzese, fondata nel 1948 e tuttora attiva Guida storico artistica di Chieti / Spigolature abruzzesi: Chieti dopo il 1860, Chieti 1980, si tratta di 2 volumetti con gli scritti di Verlengia inerenti alla storia, all'arte e alle curiosità su Chieti.
Elenco parziale degli articoli di Verlengia, dal vol. "Scritti (1910-1966)", Rivista abruzzese 2007
Una lapide romana nel territorio di Lama dei Peligni, RASLA, 1912 f. X La leggenda di San Sebastiano protettore di Lama dei Peligni e il terremoto del 1742, RASLA 1915, f. III Chieti: chiesa di Santa Chiara, alcuni quadri del sec. XVII-XVIII, RASLA, 1916, f. II Francavilla al Mare: due quadri di Donato Teodoro, RASLA 1916 Il Taumaturgo Bambino di Lama dei Peligni, RASLA 1916, f. II La festa di San Biagio in Taranta Peligna: paesi, tradizioni, leggende della Valle dell'Aventino, RASLA 1916, f III La Madonna di Carpineto di Rapino, RASLA 1916 f. V Le Sette Madonne della valle dell'Aventino, RASLA 1916, f. XII La leggenda di Sant'Onofrio, RASLA 1916, f. XII Motti e distintivi satirici dei paesi d'Abruzzo, RASLA 1918 Storia del convento di Santa Maria della Misericordia a Lama dei Peligni, L'Alba 1922 Sculture lancianesi del sec. XVI, L'Alba 1922 Un quadro di Tommaso Alessandrino pittore ortonese del sec. XVII nella chiesa dei Cappuccini di Lanciano, Corriere Frentano, 1923 Il quadro di San Gilberto nella chiesa matrice di Casoli, Corriere Frentano 1923 Pitture di Sebastiano Majewski nel chiostro di Santa Maria delle Grazie in Ortona a mare, Corriere Frentano 1926 La Majella leggendaria: vecchie storie di eremiti, di concubine e di tesori della grotta di Sant'Angelo in Lama, Il Giornale d'Abruzzo e Molise, 1929 Una statua del sec. XIII rinvenuta a Chieti, La Tribuna 1931 - importante articolo sul ritrovamento della Sant'Anna "metterza" nella chiesa cimiteriale di Chieti dedicata a Sant'Anna La chiesa di San Pantaleone a Miglianico, La Tribuna 1931 Opere d'arte raccolte nel Regio Liceo ginnasio "Giambattista Vico" di Chieti, La Tribuna 1931 Glorie e memorie della Badia di San Salvo del Trigno, La Tribuna 1931 La Madonna delle Rose di Torricella Peligna, L'Indipendente 1932 La tessitrice e il figlio scemo (fiaba popolare), L'Indipendente 1932 La Contessa di Palena nella valle dell'Aventino (leggenda abruzzese), L'Indipendente 1932 La leggenda dei Peligni, L'Indipendente 1932 Un fonditore teatino del sec. XVII, L'indipendente 1932 Il passaggio di Ferdinando II per Lama dei Peligni, L'Indipendente 1932 La leggenda e la festa di San Marziale a Torricella Peligna, Nuovo Abruzzo 1933 Il pittore teatino Nicola de Laurentiis, Nuovo Abruzzo 1933 San Giustino di Chieti, La Tribuna 1934 Antiche sculture del sec. XIV e XVI rinvenute in Atessa, La Tribuna 1934 L'ordinamento di un museo annesso alla basilica di San Clemente a Casauria, La Tribuna 1934 I lavori di restauro della chiesa collegiata di Atessa, La Tribuna 1934 Il progetto di ripristino della facciata della chiesa di San Marciano in Aquila, La Tribuna 1934 Il museo diocesano di Chieti, La Tribuna 1935 Un'interessante lapide romana nel costituendo museo Casauriense, La Tribuna 1935 Le opere d'arte nella chiesa parrocchiale di Pollutri - con leggenda di San Nicola, La Tribuna 1935 Le statue della distrutta chiesa di San Domenico di Chieti, La Tribuna 1936 Chieti ottocentesca nelle descrizioni di artisti e poeti, La Tribuna 1936 Il Santissimo Crocifisso di Città Sant'Angelo, La Tribuna 1937 L'Antica campana di Roio del Sangro e mastro Nicola di Capracotta, La Tribuna 1937 Chieti città archeologica: il Capitolium Teatino, Il Popolo di Roma 1938 La Mater Domini di Chieti, Il Giornale d'Italia 1940 Il castello di Roccascalegna, Il Giornale d'Italia 1940 Sant'Ubaldo di Gubbio patrono di Taranta Peligna, Il Giornale d'Italia 1940 La chiesa teatina dedicata a Sant'Antonio abate, Il Giornale d'Italia 1940 Arte e artisti germanici del '400 chietino, Il Giornale d'Italia 1940 San Filippo de L'Aquila: splendori e decadenza, Il Messaggero 1941 La Madonna di Fraine, Il Messaggero 1941 La chiesa di San Francesco - Chieti sacra, Il Messaggero 1942 La Provincia di Chieti alla Mostra d'arte religiosa popolare di Venezia, Il Messaggero 1942 la Croce processionale di San Martino sulla Marrucina, Il Messaggero 1942 Un ritratto dello scultore Barbella eseguito da Francescopaolo Michetti, Il Messaggero 1942 I restauri del teatro romano di Chieti, Il Messaggero 1942 La Madonna col Bambino nella Pinacoteca civica di Chieti, Il Messaggero 1943 La più antica immagine di San Giustino, Il Messaggero 1943 La Madonna della Strada di Scerni, Il Messaggero 1943 Chieti e il culto di San Nicola di Bari, Il Messaggero 1943 La Madonna di Orsogna, Il Messaggero 1943 Per il restauro della Santissima Annunziata di Fara San Martino, Il Messaggero 1943 Recenti acquisti al Museo archeologico degli Abruzzi, Il Messaggero 1943 Chieti del '600 in una rappresentazione pittorica religiosa di San Gaetano, Il Messaggero 1943