La Marina militare del popolo coreano () è la componente marittima delle Forze armate della Corea del Nord.

Fondata all'indomani dell'indipendenza della Corea del Nord, la forza fu impiegata operativamente durante gli eventi della guerra di Corea; negli anni seguenti, poi, la Marina nordcoreana fu più volte coinvolta in scontri e scaramucce con unità della Corea del Sud lungo la contesa frontiera navale tra le due nazioni, come pure in azioni che hanno coinvolto imbarcazioni statunitensi e giapponesi.

A causa della quasi totale mancanza di informazioni e dati forniti in via ufficiale, è considerata una delle marine militari più segrete del mondo. Si tratta essenzialmente di una flotta costiera, equipaggiata con unità di superficie di medio-piccole dimensioni e numerosi sottomarini forniti da Unione Sovietica e Cina durante gli anni della guerra fredda e dalla tecnologia spesso antiquata; l'industria locale si è tuttavia dimostrata capace di progettare e realizzare varie classi di unità di concezione nazionale. Dal punto di vista organizzativo, la Marina risulta divisa in due diverse flotte che operano rispettivamente nel Mar Giallo e nel Mar del Giappone.

Storia Fondazione e guerra di Corea Il primo nucleo della marina militare nordcoreana nacque il 5 giugno 1946 come "Forza di Sicurezza Marittima" del Comitato popolare provvisorio della Corea del Nord, che all'epoca reggeva il territorio settentrionale della Corea sotto l'egida dell'Amministrazione civile sovietica occupante; il quartier generale della forza navale fu insediato inizialmente a Wŏnsan, ma nel dicembre del 1946 fu spostato a Pyongyang e l'unità fu rinominata "Pattuglia Navale". Un'accademia navale fu poi istituita a Wŏnsan nel giugno 1947 per curare, con l'assistenza sovietica, la formazione del primo corpo di ufficiali navali nordcoreani. Fino a quel momento posta sotto l'egida del Dipartimento degli affari interni del Comitato popolare della Corea del Nord, il 20 agosto 1949 la forza navale fu affidata alla direzione del Dipartimento della sicurezza nazionale della nuova Repubblica Popolare Democratica di Corea, divenuta autonoma dal controllo sovietico il 9 settembre 1948. Il 29 agosto 1949 la forza assunse la sua attuale denominazione di "Marina militare del popolo coreano".

Per quanto piccola ed equipaggiata solo di unità leggere fornite dall'Unione Sovietica, allo scoppio della guerra di Corea il 25 giugno 1950 la Marina nordcoreana surclassava numericamente e qualitativamente la sua corrispettiva sudcoreana (Daehanminguk Haegun): a fronte dei circa 7.000 uomini e 33 vascelli schierati dai sudcoreani, la forza navale di Pyongyang allineava 13.700 effettivi e 110 imbarcazioni di ogni tipo. La Marina nordcoreana fu molto attiva nei primi giorni di guerra: convogli di imbarcazioni civili requisite scortate da motosiluranti, cacciasommergibili e cannoniere compirono sbarchi di truppe lungo la costa orientale della penisola coreana a Gangneung e Samcheok, ma il tentativo da parte di un mercantile di sbarcare una forza nordcoreana nelle vicinanze dello strategico porto di Pusan fu sventato dall'unica unità navale sudcoreana di un certo valore, il cacciasommergibili ROKS Baekdusan, che affondò la nave nemica.

L'intervento delle preponderanti forze navali delle Nazioni Unite eliminò ben presto la Marina nordcoreana dal conflitto. L'unica battaglia navale di un qualche rilievo della guerra di Corea si ebbe il 2 luglio 1950 al largo di Jumunjin: un convoglio nordcoreano, diretto a trasportare rifornimenti lungo la costa orientale della penisola, fu intercettato da una formazione navale anglo-statunitense forte di due incrociatori e una fregata, venendo distrutto nel corso di una breve battaglia con l'affondamento di due torpediniere classe G-5 di fabbricazione sovietica e di sette navi da trasporto. Dopo questa sconfitta le forze navali nordcoreane rinunciarono in partenza a contestare il controllo del mare al nemico: le superstiti unità da guerra della Marina di Pyongyang trovarono per gran parte rifugio nei porti cinesi e sovietici, e fino alla conclusione delle ostilità le uniche azioni sul mare furono scaramucce tra unità leggere sudcoreane che pattugliavano le acque costiere e navi da trasporto nordcoreane che tentavano di recapitare rifornimenti alle truppe schierate nel sud della penisola.

Il periodo post-conflitto La Marina militare del popolo coreano fu più volte impegnata in azione durante il lungo periodo di ostilità a bassa intensità tra Corea del Nord e Corea del Sud seguente l'armistizio di Panmunjeom, conclusivo della guerra di Corea. Anche la conflittualità con gli Stati Uniti si mantenne alta: il 23 gennaio 1968 torpediniere e cacciasommergibili nordcoreani catturarono la nave spia statunitense al largo della costa orientale della Corea del Nord; l'equipaggio fu poi liberato nel dicembre seguente dopo lunghe trattative, ma la Pueblo è ancora conservata a Pyongyang come monumento.

Unità navali nordcoreane furono spesso coinvolte nello sbarco di sabotatori, incursori e spie lungo l'estesa linea costiera sudcoreana. Il 30 ottobre 1960 circa 120 incursori furono sbarcati lungo la costa meridionale della provincia di Gangwon, obbligando preponderanti forze sudcoreane a impegnarsi in una campagna di un mese prima di essere completamente sgominati. Il 17 settembre 1996 un sottomarino classe Sang-o nordcoreano finì incagliato lungo la costa a sud di Gangneung durante un tentativo di infiltrazione di una squadra di spie; l'equipaggio fu ucciso dai sudcoreani mentre tentava di fuggire via terra, e il battello venne catturato dalle forze di Seul. Il 20 novembre 1998 un battello nordcoreano fu individuato e catturato dai sudcoreani mentre tentava di sbarcare spie sull'isola di Ganghwa; il 17 dicembre seguente, invece, un battello da incursione semi-sommergibile nordcoreano venne localizzato dalle forze sudcoreane mentre tentava di sbarcare degli infiltrati nei pressi di Yeosu, finendo affondato con la perdita di tutto l'equipaggio.

Anche il Giappone si ritrovò coinvolto nelle operazioni di spionaggio navale di Pyongyang: il 22 dicembre 2001, nel corso della cosiddetta "battaglia di Amami-Ōshima", unità della Guardia costiera giapponese colarono a picco dopo un breve scontro una nave spia nordcoreana sorpresa a operare al largo delle coste nipponiche.

Un altro settore di costante conflittualità tra Corea del Nord e Corea del Sud si rivelò il confine navale tra le due nazioni nella zona occidentale della penisola (la cosiddetta "Northern Limit Line" o NLL), in particolare per quanto riguardava le acque attorno alle isole (controllate da Seul) di Yeonpyeong, Baengnyeong e Daecheong; frequenti furono gli sconfinamenti di navi civili delle due parti e i seguenti confronti tra le opposte unità da guerra delle due marine, talvolta sfociati in conflitti a fuoco. Tra il 7 e il 15 giugno 1999 vari pescherecci nordcoreani appoggiati da unità da guerra sconfinarono a sud del tracciato della NLL riconosciuto da Seul, portando a uno scontro armato con le navi pattuglia sudcoreane il 15 giugno (prima battaglia di Yeonpyeong) conclusosi con l'affondamento di una torpediniera nordcoreana e il danneggiamento di altre unità; un nuovo scontro tra pattugliatori nordcoreani e sudcoreani lungo la NLL si verificò il 29 giugno 2002 (seconda battaglia di Yeonpyeong), conclusosi questa volta con l'affondamento di un'unità di Seul e il danneggiamento di una unità di Pyongyang. Ancora il 10 novembre 2009 navi nordcoreane e sudcoreane si affrontarono a cannonate lungo la NLL, in uno scontro (battaglia di Daecheong) conclusosi con danni a unità delle due parti.

L'incidente più grave verificatosi lungo la NLL si ebbe il 26 marzo 2010, quando la corvetta sudcoreana ROKS Cheonan esplose e affondò con la morte di 46 membri dell'equipaggio; l'inchiesta successiva attribuì l'affondamento a un siluramento operato da un sottomarino nordcoreano, sebbene Pyongyang abbia sempre smentito ogni coinvolgimento nell'incidente

Organizzazione e dottrina strategica

Con una forza di circa 46.000 effettivi in servizio e 65.000 riserve, la Marina militare del popolo coreano è una tipica brown water navy, ovvero una forza navale incapace di operare in mare aperto ed equipaggiata principalmente con unità leggere adatte solo alle acque costiere. La bassa qualità del naviglio, principalmente unità di epoca sovietica o loro copie prodotte localmente, è compensata tuttavia dalla notevole disponibilità numerica di imbarcazioni: la consistenza numerica è stimata in 430 unità da combattimento di superficie, 35 sottomarini e 335 tra imbarcazioni di supporto e mezzi da sbarco.

Oltre a pattugliare le acque di casa in tempo di pace, in caso di conflitto la Marina nordcoreana potrebbe organizzare una credibile attività di "guerriglia navale", ostacolando l'accesso alle sue zone costiere da parte delle unità nemiche anche mediante la posa di estesi sbarramenti di mine, e organizzando limitate azioni offensive del tipo "mordi-e-fuggi" con imbarcazioni veloci lanciamissili e lanciasiluri oppure con la sua cospicua flotta di sottomarini..

Da un punto di vista organizzativo la Marina, il cui quartier generale è situato a Pyongyang, è suddivisa in due flotte: la Flotta Orientale, con comando a T'oejo-dong e responsabile delle operazioni nel Mar del Giappone, dispone di basi principali situate a Najin e Wŏnsan e basi minori avanzate nei porti di Ch'aho, Ch'angjn, Mayangdo e Puam-ni; la Flotta Occidentale, con quartier generale a Namp'o e responsabile delle operazioni nel Mar Giallo, ha come basi principali Pip'a-got e Sagon-ni e basi minori avanzate a Ch'o-do e Tasa-ri. Le due flotte sono sostanzialmente autonome l'una dall'altra, visto che in caso di conflitto con Seul la conformazione geografica della Corea del Nord impedirebbe il trasferimento di unità da una flotta all'altra e il supporto reciproco; circa un 60% delle unità navali nordcoreane è dislocato nelle basi minori a poca distanza dal confine della Zona demilitarizzata coreana, disperso il più possibile per aumentarne le possibilità di sopravvivenza in caso di confronto con le superiori forze aeronavali sudcoreane e per essere pronto a lanciare attacchi di sorpresa anche nelle prime ore di un conflitto.

La Marina nordcoreana controlla operativamente le batterie di artiglieria costiera ma non dispone di unità di aviazione navale né di un corpo di fanteria di marina dedicato, per quanto varie unità della Forza per Operazioni Speciali dell'Armata Popolare Coreana siano addestrate a condurre operazioni e incursioni anfibie.

Unità in servizio Una buona quantità delle imbarcazioni in servizio con la Marina nordcoreana è costituita da unità di progettazione sovietica o cinese, o loro copie prodotte localmente, risalenti all'epoca della guerra fredda. Tuttavia, l'industria locale è stata in grado (soprattutto in tempi recenti) di sviluppare propri progetti autonomi e di condurre un significativo sforzo di modernizzazione dei sistemi in uso; i cantieri navali nordcoreani si sono dimostrati in grado di assemblare in autonomia unità di superficie di taglia medio/piccola nonché battelli sottomarini oltre la categoria dei "sommergibili tascabili".

Tracciare un esatto organigramma delle forze navali nordcoreane è molto difficile: le fonti ufficiali sono pochissime, e le informazioni provengono in maggioranza da studi dei servizi informazioni stranieri e analisi delle foto satellitari. Gli effettivi numeri delle unità a disposizione, come pure l'effettiva operatività dei battelli in servizio, sono sconosciuti e per lo più oggetto di congetture; anche la stessa designazione e classificazione delle varie classi navali nordcoreane è operata da enti esterni, e spesso non corrisponde alle designazioni "ufficiali" del governo di Pyongyang.

Navi da combattimento di superficie