I Dolfin (talvolta italianizzati in Delfin, Delfino, Dolfino, Delfini e Dolfini, pronunciato Dolfìn) sono una millenaria famiglia nobile di Venezia, la cui origine risale al periodo antecedente alla Serrata del Maggior Consiglio del 1297....La famiglia risulta già ascritta al consiglio nel 703. Per tutte le informazioni confrontare: . Inclusa nelle dodici famiglie apostoliche del patriziato. e annoverata tra le case vecchie,. le fondatrici dello stato veneziano,.. essa è considerata una delle più ricche, potenti e antiche della storia della Serenissima.
I membri della famiglia si distinsero per il loro ruolo nelle istituzioni politiche e militari della Repubblica, dove acquisirono grande prestigio. Uno di questi fu ad esempio Giovanni Dolfin, 57º doge della Repubblica di Venezia, unico della famiglia a ricoprire tale incarico.... Numerosi altri membri della casata furono uomini di chiesa al servizio del Papa in qualità di vescovi, patriarchi e cardinali. Nel corso dei secoli, i discendenti della famiglia ricoprirono importanti ruoli politici nella Repubblica come procuratori di S. Marco, governatori di città e terre sotto il dominio veneziano, membri dei Quarantia e del Senato, generali di terra e di mare, oppure ruoli di diplomazia come baili e ambasciatori presso la maggior parte dei paesi dell'Europa continentale.
I Dolfin furono inoltre influenti e abili commercianti. e seppero manovrare eccellentemente le dinamiche economiche della talassocratica Venezia,..... in particolare sfruttando le alleanze matrimoniali come strumenti strategici per consolidare il proprio potere economico e politico.....Un esempio è il matrimonio tra Lorenzo Dolfin e Giovanetta Morosini (XV secolo), che rafforzò le reti commerciali e l’accesso a capitali, garantendo stabilità e fiducia tra le famiglie. A differenza di Firenze (dove il commercio si basava su contratti tra mercanti, con aziende gestite come società indipendenti), Venezia basava il commercio sui legami familiari.Merita anche particolare menzione il ramo dei Dolfin detti "dal Banco", i quali possedevano l'omonima banca. Nel corso dei secoli, grazie alle loro ricchezze, edificarono e possedettero numerose residenze nella città di Venezia e nelle zone controllate dalla Serenissima.
Come i Gonzaga a Mantova, la fama dei Dolfin a Venezia e in Italia è principalmente legata al loro ruolo di mecenati nei confronti di vari architetti (soprattutto durante il periodo del rinascimento veneziano), letterati,. scultori e pittori. Richiesero difatti i servizi dei maggiori esponenti di quella che oggi viene chiamata scuola veneta, tra cui Giambattista Tiepolo, cavalier Bambini,. Tiziano Vecellio,Un esempio di commissione dolfiniana è il Ritratto di Jacopo Dolfin del 1531. Bernardo Strozzi, Giovanni Bellini, Domenico Rossi, Francesco. e Jacopo Sansovino. e molti altri. La famiglia ebbe anche una modesta influenza nell'ambito musicale: sia avendo richiesto i servigi di compositori come Antonio Vivaldi,.. Antonio Martinelli. e Francisco José de Castro,. sia come organizzatori di concerti in qualità di proprietari di numerosi teatri nelle maggiori città della Serenissima....Un esempio fu il teatro Dolfin di Treviso, ove Antonio Vivaldi ebbe modo di condurre le prime di numerosi concerti. Anche alcune opere letterarie sono state dedicate ad alcuni membri della famiglia: degli esempi sono La donna di garbo e La bella selvaggia di Carlo Goldoni, La metamorfosi della modestia di Giuseppe Beccarelli, Il Delfino overo Del bacio di Francesco Patrizi. e numerose poesie, fra cui quelle di Pietro Chiari, Gasparo Gozzi e Francesco Lorenzi.
Nonostante il declino del potere politico della Repubblica di Venezia, l'eredità artistica e culturale della famiglia è tutt'oggi apprezzata.
Storia Origini La Cronaca giustiniana menzionò i Dolfin tra le "case vecchie" dei Proles Nobilium Venetorum, il gruppo più prestigioso del patriziato veneziano. La famiglia, insieme ai Gradenigo, formò un unico casato appartenente ad un'élite di tribuni che governò le isole venete ai tempi del dominio bizantino... Sempre secondo la Cronaca, i Gradenigo-Dolfin provennero dai tribuni di Torcello soprannominati "Gradensicus", perché discendenti di Gardocus, patrizio romano, della gens Memia, fondatore della città di Grado. I discendenti di questo "clan" fuggirono da Aquileia a Torcello dopo l'invasione della penisola italiana da parte degli Unni nell'anno 452.. Si intende dunque che i Gradenigo ed i Dolfin fossero appartenute alla stessa famiglia... Taluni, invece, li ritengono derivati dai Memmo.
Altre cronache post-imperiali indicano Giovanni Gradenigo, il quale visse attorno al 1040 (altri storiografi lo collocano verso il 452, quando venivano menzionati ancora in terraferma, altri ancora nel IX secolo),.. come probabile capostipite. Questo perché era soprannominato Delfino per motivi non ancora chiari: probabilmente per via della sua gibbosità, per la sua bellezza o per l'abilità nel nuoto...
Prime menzioni del nome "Dolfin" Si ha nota del fatto che alcuni membri della famiglia parteciparono all'elezione del primo Doge di Venezia, Paolo Lucio Anafesto. Sono però vari i documenti che attestano i primi nomi dei Dolfin:
Nel 997 un Giovanni Dolfin e un suo omonimo sottoscrissero un accordo tra alcune famiglie veneziane. Un altro Giovanni, nel 1074, nominò un Piero in una convenzione a favore del patriarcato di Grado; Nel 1095 Domenico Dolfin, detto della Ca' Grande, risultò procuratore di San Marco; Un Daniele nel 1098 partecipò alla Prima crociata. Nel 1114, suo figlio Giovanni ricoprì la medesima carica, e così Guglielmo Dolfin da Santa Sofia nel 1155. Nel 1177 un Nicolò Dolfin fu uno dei trenta comandanti delle trenta galee che s'armarono in difesa di Papa Alessandro III contro Federico Barbarossa.
Inizio della genealogia La precisa genealogia dei Dolfin ci è nota a partire da un Gregorio, che fu duca di Candia nel 1240.. Allo stesso è attribuito il disegno dello stemma odierno, in sostituzione di un precedente che riportava un solo delfino d'oro ed era partito di blu e d'argento. La scelta dei tre delfini nell'odierno scudo è tutt'ora ignota: probabilmente essa è un riferimento ai tre figli maschi di Gregorio, oppure ai vari significati simbolici del numero 3..
Ascesa della famiglia nella società veneziana I Dolfin furono una delle famiglie più attive nella vita pubblica veneziana, già prima della Serrata del Maggior Consiglio del 1297, (furono 7 i membri che ci parteciparono) mantenendo un ruolo di primo piano anche nel XIII e XIV secolo. Nel medesimo periodo, cominciarono ad interessarsi agli affari in Oriente. Uno dei loro membri, Delfino Dolfin, le cui origini sono ancora incerte, entrò nel Maggior Consiglio di Venezia nel 1269 e ricoprì vari incarichi pubblici e diplomatici. Nel 1288 venne inviato a Korōnī come bailo e, alla stessa maniera, nel 1293 a Costantinopoli, dove trattò con l’imperatore bizantino Andronico II. Successivamente, nel 1301, comandò l'esercito veneziano contro Padova e nel 1302 negoziò una tregua con i Bizantini. Quattro anni dopo ottenne un privilegio dal re Leone IV d'Armenia in qualità di ambasciatore veneziano e, nel 1308, trattò per la cessione di Ferrara.. Nello stesso secolo, Francesco (1340-1404) si distinse durante la Seconda guerra di Chioggia del 1378, quando difese con successo il castello di Mestre. Nel 1386, ricoprì la carica di capitano in Istria, dove affrontò la minaccia austriaca e migliorò le fortificazioni locali. Tre anni dopo, venne nominato provveditore a Rovigo nel 1401 per affrontare le incombenti minacce delle truppe estensi..
Dogado di Giovanni Dolfin
In questo periodo di grande splendore economico, i Dolfin posero radici più solide nella politica veneziana grazie alla figura di Giovanni, figlio di Benedetto: prima diplomatico presso l'Impero bizantino, combatté poi nella guerra contro la Repubblica di Genova e fu infine eletto 57º Doge nel 1356, incarico che ricoprì fino alla sua morte, avvenuta un lustro dopo..
Durante il suo dogado, si concentrò principalmente nella prosecuzione delle guerre con il Regno d'Ungheria. Si impegnò inoltre in numerose missioni diplomatiche e militari, cercando alleanze e gestendo le difficoltà politiche, economiche e sanitarie interne alla Repubblica. Nonostante i tentativi di risolvere il conflitto con l'Ungheria, la pace fu difficile da raggiungere, con la Dalmazia ceduta agli ungheresi nella pace di Zara e vari scontri fra le varie città dell'odierno Veneto. Con lui, il titolo "Dux Venetiarum, Dalmatiae et Chroatiae et Dominus quartae partis et dimidiae totius Imperii Romaniae", usato sin dai tempi di Pietro Ziani, cambiò e divenne "Dux Venetiarum, Dei gratia dux Veneciarum et cetera", il quale rimase inalterato fino alla caduta della Repubblica nel 1797...
Influenza verso paesi esteri
Tra il XV e il XVI secolo, la famiglia iniziò a solidificare il suo potere nell'Italia settentrionale, avviando anche un periodo di influenza verso altre famiglie della penisola. Pietro Dolfin, abate e umanista, si distinse per il suo impegno nella diffusione degli studi umanistici e per il supporto e lo sviluppo della controriforma, ma anche per il suo operato nell'Ordine Camaldolese.. in qualità di generale. Egli è noto non solo per la sua influenza politica verso Lorenzo De Medici, Giovanni di Lorenzo de' Medici e, nel complesso, dei Medici,. ma anche per il suo epistolario: esso costituisce una preziosa testimonianza della storia politica ed ecclesiastica del suo tempo.. Fra i principali corrispondenti di Pietro figurano Pietro Barozzi, i Todeschini Piccolomini, Pierfilippo Pandolfini, Paolo Antonio Soderini, Angelo Niccolini, Piero Soderini, Francesco Guicciardini, Zenobi Acciaiuoli, Domenico Bonsi, Bernardo Rucellai, Cosimo de' Pazzi, Francesco Soderini, Bernardo Dovizi, Mariano da Gennazzano, Maffeo Gherardi e Marco Barbo. Tra i corrispondenti veneziani con i quali Pietro legò amicalmente, rientrarono i Dogi Leonardo Loredan, Domenico Morosini e i già citati fiorentini Lorenzo, Giovanni (divenuto papa Leone X) e Piero de' Medici. Sempre nel contesto fiorentino, il cardinale Zaccaria Dolfin ebbe un rilevante ruolo da intermediario nelle trattative, riuscite, fra Cosimo I de' Medici, Massimiliano II d'Asburgo ed il re di Spagna riguardo al riconoscimento del titolo di granduca di Toscana..Un altro importante esponente della famiglia nel periodo del Pietro abate fu Giovanni Dolfin (1490-1547), il quale entrò a far parte del Maggior Consiglio di Venezia nel 1510. Cinque anni dopo venne eletto membro della Quarantia civile e nel 1518 diventò Savio agli Ordini. Giovanni mostrò un forte senso dell'ordine e della giustizia, esigendo severi provvedimenti contro la corruzione anche tra gli stessi patrizi. La sua carriera politica lo portò ad assumere incarichi significativi come Savio di Terraferma e provveditore generale in campo, dove contribuì alla riorganizzazione difensiva e finanziaria del territorio. La sua figura emerse come quella di un uomo deciso, seppur controverso, che lasciò un'impronta tangibile nella politica e nell'architettura della Serenissima, come testimoniato dalla costruzione del suo palazzo a Venezia nel 1536.. Egli lo fece realizzare da Jacopo Sansovino, padre di Francesco, il quale nell'opera Venetia, città nobilissima, et singolare, lodò la bellezza del palazzo, considerandolo «uno dei più notevoli palazzi sul Canal Grande per architettura, per la disposizione delle pietre esposte, il controllo e l'importanza dei volumi e il costo dei lavori intrapresi»..
Periodo d'oro e la caduta di Venezia