Biografia Iniziò la sua carriera alla corte di Lorenzo il Magnifico. Nel 1483 passò ai Gonzaga e nel 1485 si spostò a Milano, dove divenne il poeta di corte di Lodovico Sforza, il mecenate di Leonardo da Vinci. Egli scrisse elogi e sonetti dedicati al suo protettore ed ingaggiò tenzoni poetiche con altri letterati, alcune nella maniera burlesca di Burchiello. I versi di occasione di Bellincioni furono la base per elaborare masque allegorici e poemi da recitare in occasione dell'ingresso del corteo dei regnanti. In occasione del matrimonio dell'erede al Ducato di Milano, Gian Galeazzo SforzaCon il matrimonio, Ludovico assunse tutti i poteri sottraendosi alla reggenza. con sua cugina Isabella d'Aragona, figlia del re di Napoli, Alfonso II, presentò alla diciannovenne Isabella, i poemi che avevano accompagnato la cerimonia, in un piccolo libro (libretto) scritto in bella grafia.Nick Webb, Peter Elmer, Roberta Wood, The Renaissance in Europe: An Anthology (Yale University Press) 2000:224 Si tratta de La festa del Paradiso, e per l'occasione Leonardo si occupò degli allestimenti scenici.
Egli compose un sonetto sul ritratto di Cecilia Gallerani, colei che si ritiene rappresentata ne La dama con l'ermellino di Leonardo, "l'invidia della natura"Tradotta da Frank Zöllner, "Leonardo da Vinci's Portraits: Ginevra de' Benci, Cecilia Gallerani, La Belle Ferronière, and Mona Lisa", in Rafael i jego spadkobiercy. Portret klasyczny w sztuce nowozytnej Europy ; materialy ses-ji naukowej, 24 - 25 October 2002. (Toruń: Nicholas Copernicus University) 2003 (Sztuka i kultura) 4 pp 157-183; (on-line text), che nel testo di Bellincioni appare più luminosa del sole e impossibile da ritrarre, secondo un topos tipicamente rinascimentale.
Bellincioni fu anche ritratto da Leonardo, in un disegno che servì da modello per la xilografia dell'edizione delle rime del 1493.
Opere
Sonetti, canzoni, capitoli, Milano, 1493.
Note
Bibliografia Le rime di Bernardo Bellincioni riscontrate sui manoscritti'''', a cura di Pietro Fanfani, Bologna, Gaetano Romagnoli, 1876-78 Giovanni Mario Crescimbeni, Storia della volgar poesia, I, Venezia, Lorenzo Basegio, 1731, pp. 193, 207, 255, 347 Girolamo Luzio-Rodolfo Renier, Del Bellincioni, «Archivio storico lombardo», XIV(1887), p. 314 Vittorio Rossi, Nuovi documenti su Bernardo Bellincioni, «Giornale ligustico», XVI (1889), p. 285 Francesco Flamini, Pulci o Bellincioni?, «Il Propugnatore», XXII, 2 (1889), pp. 184–191 Ettore Verga, Saggio di studi su Bernardo Bellincioni, poeta cortigiano di Ludovico il Moro, Milano, Cooperativa Editrice Italiana, 1892 Jacob Burckhardt, La civiltà del Rinascimento in Italia, II, Firenze, Sansoni, 1911, p. 174 Pio Pecchiai, Il testamento di Bernardo Bellincioni, in «Archivio storico lombardo», XLIV (1918), pp. 655–666 Eugenio Garin, La cultura milanese nella seconda metà del XV sec., in AA. VV., Storia di Milano, VII, Milano, Fondazione Treccani degli Alfieri, 1956, pp. 578, 579 ss., 581, 587 Tobias Leuker, Ad Alessandro Cortesi rimasto in Italia. Un sonetto fiorentino (e non milanese) di Bernardo Bellincioni, «Interpres», 21, 2000, pp. 286–290 Armando Bisanti, Bernardo Bellincioni e il "Geta" di Vitale di Blois, «Schede Umanistiche», 1, 2000, pp. 35–65 Wilhelm Suida, Leonardo e i leonardeschi, Vicenza, Neri Pozza, 2001 Lina Bolzoni, Poesia e ritratto nel Rinascimento, Bari, Laterza, 2008
Danio Asinari, Lo sguardo riscoperto di Cecilia Gallerani, Nel borgo della Dama con l'ermellino, 2020,'' ISBN 978-88-31949-36-1
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