I Merovingi (dal nome di Meroveo, leggendario capostipite della famiglia) furono la prima dinastia dei Franchi.
Storia Origini
Le vicende dei primi personaggi della dinastia sono in gran parte leggendarie: secondo le Grandi Cronache di Francia (Grandes Chroniques de France) di Gregorio di Tours, il primo re dei Franchi sarebbe stato Faramondo (Pharamond), figlio del duca dei Franchi Marcomero (Marcomer o Marcomir). Eletto re nel 420, Faramondo avrebbe suddiviso il suo popolo in due metà e, alla testa dei Franchi Salii (originariamente stanziati tra il basso Reno ed il mare del Nord), avrebbe passato il Reno per stabilirsi nel nord dell'attuale Francia, mentre i Franchi Ripuari o Renani sarebbero rimasti nella zona di Colonia e nell'attuale regione tedesca della Renania Settentrionale-Vestfalia.
Dopo la morte di Faramondo nel 428, gli sarebbe succeduto il figlio, Clodione, detto “il Capelluto” (Clodion le Chevelu), che tentò approcci con i Romani, benché avversato dall'elemento nazionalista interno. Respinto dalla Gallia dal generale romano Flavio Ezio, si spostò a saccheggiare la Turingia. Sconfitto una seconda volta in battaglia, negoziò la pace, ma la ruppe per impadronirsi di Tournai e Cambrai (Camaracum), da cui fu nuovamente cacciato. Infine firmò un patto di alleanza con l'impero (foedus), con il quale gli venne consentito di stanziarsi all'interno dell'impero stesso, nella regione di Tournai, provvedendo in cambio a difenderne i confini.
Morto Clodione nel 448, gli sarebbe succeduto Meroveo (Mérovée), che una più tarda leggenda voleva figlio del re e di un mostro marino, il quinotauro, e che forse non fu figlio di Clodione, ma solo suo parente. Come alleato dei Romani, sembra abbia combattuto nella battaglia dei Campi Catalaunici del 451 guidata da Ezio contro gli Unni di Attila.Ottenendo anche, secondo G. Zecchini, una vittoria di peso in uno scontro precedente la battaglia vera e propria, che avrebbe privato Attila di un importante alleato come il contingente dei Gepidi. Con il suo governo il regno dei Merovingi si installò nella Francia settentrionale.
A Meroveo succedette nel 457 il figlio Childerico I (Childéric), fortunosamente liberato dalla prigionia degli Unni, che in un primo momento fu cacciato dai nobili per le sue numerose avventure galanti. Ospitato dal re dei Turingi, ne sedusse la moglie Basina, che lo seguì al suo ritorno in Gallia e lo sposò, malgrado il precedente matrimonio. Combatté contro i Visigoti stanziati nel sud del paese, che minacciavano Orléans, e nel 468 sconfisse i Sassoni che minacciavano Angers e uccise Paolo, comandante militare gallo-romano a Soissons. Conquistò alcune regioni della Germania e morì nel 481. Fu sepolto a Tournai, dove la sua tomba fu scoperta nel XVIII secolo. Il corredo funerario della tomba lo mostra in abiti e atteggiamenti romani, e vi sono stati ritrovati 200 denari d'argento romani e 90 soldi d'oro imperiali, dimostrazione che il concetto di monetazione presso i Merovingi era soggetto a sbagli volontari e involontari: si usavano le due monete indistintamente e si tendeva anche a contraffare le monete imperiali. Durante il suo regno terminò nel 476 l'impero romano d'Occidente.
Clodoveo I e la conversione al cattolicesimo Clodoveo, nato verso il 466, è considerato il vero fondatore della dinastia. Salito al potere nel 481 coalizzò le tribù dei Franchi ed iniziò una politica di espansione a spese di Alemanni, Turingi, Burgundi (con i quali stese diverse alleanze e intrattenne rapporti contrastantiBurgunda era sua moglie Clotilde, che ebbe una parte rilevante nella conversione di Clodoveo.) e Visigoti (della Gallia del Sud, fino al 507, quando, dopo la pesante sconfitta nella battaglia di Vouillé che costò la vita allo stesso re Alarico II e la perdita della capitale Tolosa e di quasi tutti i territori nella regione gallica, furono costretti a varcare i Pirenei). Occupò inoltre l'ultima enclave romana costituita nel bacino della Senna da Siagrio il quale, sconfitto nel 486, si rifugiò proprio presso Alarico II che poi lo consegnò a Clodoveo. A conclusione del processo di espansione scelse come capitale Lutezia (l'attuale Parigi).
L'espansione dei Franchi, che possedevano ormai quasi tutta la Gallia, attirò l'attenzione sia di Teodorico, re degli Ostrogoti, che cercò di aiutare i Visigoti inviando loro delle truppe, sia dell'imperatore d'Oriente Anastasio, che invece cercò di allearsi con Clodoveo per ridimensionare gli Ostrogoti stanziati in Italia ed ottenere la sua sottomissione formale. Dal punto di vista di Clodoveo l'offerta di Anastasio da una parte poteva legittimare le conquiste, ponendola come ristabilimento dell'autorità sovrana imperiale rispetto ai suoi sudditi, dall'altra li avrebbe messi in lotta contro i popoli germanici ben più vicini geograficamente e culturalmente. Inoltre il regno dei Franchi, che erano tra i popoli meno romanizzati, era l'ultimo ancora pagano in Europa occidentale.
Re Clodoveo fece allora una scelta singolare, cioè quella di convertirsi, imponendo il battesimo al proprio popolo, ma non secondo la fede ariana, predominante nei popoli germanici, ma secondo il credo niceno, accettando la sottomissione solo e soltanto al vescovo di Roma. La scelta ebbe una portata storica molto forte, in quanto i Franchi furono il primo popolo “barbaro” che accettò il primato del papato. Le ragioni di tale scelta possono essere individuate nella volontà di Clodoveo di legittimarsi direttamente da Roma (e quindi dall'Impero delle origini), anziché da Costantinopoli, e di ribadire la propria identità nazionale con una scelta diversa da quella degli altri popoli germanici. Accantonata la liturgia già in uso dai vescovi gallo-romani, Clodoveo fece applicare la liturgia e la disciplina del vescovo dell'Urbe, facendo diventare i Franchi i "figli primogeniti della Chiesa romana", e dunque i principali alleati politici e difensori di Roma. Ma la conversione presentò anche alcuni rischi per la casa regnante, perché poteva scontentare i suoi maggiori fedeli di cultura pagana e inoltre toglieva alla sua dinastia l'aura sacrale derivata dalla tradizione leggendaria. Nella pratica comunque l'accettazione del cristianesimo non va vista come assoluta, poiché quelle popolazioni spesso avevano credenze religiose sincretiche e sicuramente convissero con i vecchi costumi religiosi e militari tradizionali.
LHistoria Francorum di Gregorio di Tours data la conversione di Clodoveo al 25 dicembre 496, data respinta ormai da molti storici che la collocano al 506, alla vigilia del conflitto con gli ariani VisigotiCardini - Montesano, Storia medievale, Le Monnier Università, Firenze, 2006, pag. 79.. I principali artefici della conversione regale, sempre secondo Gregorio, furono la burgunda regina Clotilde e san Remigio, vescovo di Reims, anche se occorre tener presente che la forte personalità e lo spiccato intuito politico di Clodoveo, che peraltro non risulta aver dato segnali di particolare religiosità o aver mutato abitudini personali, gli avranno suggerito più una valutazione sulla reale importanza sociale e politica della Chiesa, piuttosto che considerazioni di carattere personale; a ciò si aggiunga anche che buona parte delle popolazioni stanziate sui territori oggetto delle sue conquiste era di fede cattolica..
La vittima più illustre di questo stato di cose fu Teodorico, re degli Ostrogoti d'Italia, che aveva imperniato la sua politica su una rete di alleanze (anche matrimoniali: sposò Audefleda, sorella di Clodoveo) e accordi di non belligeranza con gli Stati più importanti d'Europa. Ma come ha osservato Paolo Lamma, “il problema franco è la chiave di volta dei rapporti barbarici occidentali; Teodorico lo ha compreso e ha cercato di attrarre anche questa forza nel suo sistema di equilibrio, ma la politica franca si muove su linee diverse da quelle da lui auspicate. È un imperialismo particolare che mira ad un dominio, più che a una collaborazione, sulle genti vicine.”Come riportato in Brezzi, op. cit., pag. 74.. Alla crisi si giunse dopo la già citata battaglia di Vouillé, vinta dai Franchi a spese dei Visigoti, aiutati dagli Ostrogoti di Teodorico (e dunque anche vinta dalla politica espansionistica contro quella diplomatica); Clodoveo chiese all'imperatore d'Oriente Anastasio la dignità consolare, che ottenne ("proconsole") prontamente con le relative insegne. Anastasio infatti non aspettava altro che un'occasione propizia per mettere in difficoltà Teodorico, che non era solo uno scomodo vicino con il quale aveva in sospeso dispute di confine, ma aveva anche problemi inerenti alla Chiesa di Roma. Si creò dunque un'alleanza Oriente-Gallia che si poteva contrapporre a quella Italia-Spagna e che teneva Teodorico chiuso in una morsa da cui non fu più in grado di uscire, anche per il successivo mutare della situazione politica internazionale..
Il regno di Clodoveo si frammentò tra i quattro eredi (Clotario, Clodomiro, Teodorico e Childeberto), secondo le usanze del tempo che consideravano le conquiste territoriali alla stregua del patrimonio personale di beni mobili, i quali continuarono la politica paterna di espansione a spese di Burgundi e Turingi, e con l'annessione della Borgogna, ceduta dal re ostrogoto Vitige.. Qualche difficoltà fu incontrata da Childeberto nella sua politica di intervento in Italia come alleato dei bizantini contro i Longobardi del re Autari, la cui resistenza, seppure con alterne fortune, indusse il re franco a non insistere nel tentativo di impadronirsi dell'Italia settentrionale..
"Re fannulloni"
I quattro figli maschi di Clotario, ultimo sopravvissuto dei figli di Clodoveo, divisero a loro volta nuovamente il regno in altrettante regioni, che negli anni successivi vennero anche allargate grazie a conquiste verso oriente e verso sud. Neustria e Aquitania andarono a Cariberto I, Austrasia, e Alvernia e Provenza a Sigeberto I, Borgogna a Gontrano e la regione attorno a Tournai a Chilperico I. Restavano fuori dalla sfera di influenza franca lo stato degli Alamanni (più o meno l'attuale Svizzera), la Bretagna, l'Occitania e i vasconi (i Paesi Baschi) dell'area pirenaica.
La nascita in quei tempi dei primi abbozzi della futura lingua francese rende bene l'idea di una popolazione prevalentemente gallo-romana (il francese è infatti lingua neolatina) assoggettata alla minoranza germanico-franca al potere. Il retaggio culturale latino era ancora più forte nelle città del versante mediterraneo, dove infatti la lingua provenzale e occitana sono più marcatamente neolatine.