Tafo (in greco antico: Τάφος) è un'isoletta situata tra le coste dell'Acarnania e Leucade.

Nel mito La mitologia greca arcaica la riferisce abitata un tempo dai Tafi, popolo di navigatori, trafficanti e predoni.

Personaggi mitologici Personaggi del mito connessi a Tafo sono il Mente menzionato nellOdissea, il fondatore della città Tafio, il figlio Pterelao re dell'isola e i figli di questi Cometo e Evere.

La critica moderna Secondo studi moderni, i popoli insediatisi a Tafo e nelle isolette limitrofe ne avevano fatto, nella tarda età del bronzo, il centro propulsivo di uno specifico modello socioeconomico: una talassocrazia predatoria radicata in un contesto geografico insulare frammentato, fondata sul mercato degli schiavi e il predominio sul controllo del commercio del nuovo metallo, il ferro.

La voce del vocabolario Treccani dedicata al popolo dei Tafi li presenta come popolazione arcaica della Grecia centrale, di uno strato etnico pre-greco, poi sospinta dall'invasione delle stirpi elleniche a ridurre il proprio territorio all'arcipelago «fra Leucade e la costa dell'Acarnania»: sarebbero stati questi i tremendi pirati «Tafî ricordati da Omero (Odissea, I, 181; XV, 427)» contro i quali «secondo una tradizione esiodea» avrebbe guerreggiato Anfitrione.

Nelle fonti primarie Una delle prime menzioni ricevute dall'isola di Tafo è appunto nellOdissea, laddove Atena per avvicinare Telemaco assume le sembianze di Mente, re dei Tafi e legato al padre Odisseo dai vincoli di ospitalità familiare:

Od. 417-420: «"ξεῖνος δ' οὗτος ἐμὸς πατρώϊος ἐκ Τάφου ἐστί, Μέντης δ' Ἀγχιάλοιο δαΐφρονος εὔχεται εἶναι υἱός, ἀτὰρ Ταφίοισι φιληρέτμοισιν ἀνάσσει." ὣς φάτο Τηλέμαχος» «"Questo straniero proviene dalla famiglia di mio padre, da Tafo, afferma di essere Mente, figlio del saggio Anchialo, e di governare i Tafi, amanti dei remi." Così parlò Telemaco»

Proprio l'epiteto di φιλήρετμοι, philéretmoi, indica una delle qualità principali dei Tafi, "amanti dei remi", ovvero "navigatori".

Tafi e Telebi A partire «dall'età esiodea», ugualmente appunto epoca di transizione ravvisabile tra la fine dell'VIII e l'inizio del VII secolo a.C., si sovrapposero le definizioni onomastiche di Tafî e Telebi,; anch'essi genti pre-greche «dell'Acarnania», tanto che la «tradizione collegò l'eponimo progenitore dei Tafî Taphos, con l'eponimo antenato dei Telebi», ossia Τηλεβόας, «Teleboas», attribuendo a Taphos la paternità di questi.

La commistione identificativa si verificò soprattutto in età postomerica, favorita da circostanze condivise, ossia quando le due stirpi acarnane furono accomunate dalla pressione espulsiva esercitata dagli invasori ellenici, che le costrinse ad abbandonare il continente greco e a dirigersi verso le isole dello Ionio.

Crema riporta la contaminazione onomastica tra i due popoli in «fonti databili dall’età ellenistica in poi»: nelle Argonautiche Apollonio Rodio, che definisce i Teleboi «Taphioi leistai», "predatori Tafi",Ap. Rhod. Argon. 1. 747-751: e la «Biblioteca di Apollodoro», che cita Tafo e la narrazione mitologica dei tentativi inutili di conquistarla, oltre a riprendere le «ramificazioni genealogiche e [...] [le] eponimie, di tardo cònio»., 2. 5-7

Meganisi L'attuale nome dell'isola è Meganisi.

Bibliografia

Note

Collegamenti esterni Strumenti e testi originali on line

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