Martano (Μαρτὰνα, traslitterato Martàna in grico, Martanu in dialetto salentino) è un comune italiano di abitanti della provincia di Lecce in Puglia.

Situato nel Salento centro-orientale, è il comune più popoloso della Grecìa Salentina, area ellenofona in cui si parla, in particolare fino al secolo scorso, un'antica lingua di origine greca: il grico. È sede del distretto socio sanitario 4, comprendente vari comuni della provincia leccese (Martano, Vernole, Calimera, Melendugno, Caprarica, Carpignano Salentino, Castrì, Martignano, Sternatia, Zollino), e un importante polo scolastico del circondario.

Il paese sorge in una posizione strategica che, dall'antica via romana Traiana Calabra (Brindisi-Lecce-Otranto), incrocia l'asse viario Otranto-Martano-Galatina-Gallipoli.

Dal 2017 è detta anche Città dell'aloe per la presenza sul territorio comunale di aziende di coltivazione e trasformazione di tale pianta.

Geografia fisica Territorio Il territorio del comune di Martano, che si estende su una superficie di , è posto nella regione della Grecìa Salentina.

La Grecìa Salentina, orograficamente, è costituita da un modesto altipiano con un piccolo avvallamento centrale. Il comune di Martano si trova sopra i depositi calcarei del Miocene costituenti la pietra leccese. Il territorio risulta compreso tra i 62 e i 102 metri sul livello del mare con un'escursione altimetrica complessiva pari a . L'alta permeabilità dei terreni, che assorbono la maggior parte delle precipitazioni piovose, ha determinato l'assenza di corsi d'acqua superficiali. Le acque vanno ad alimentare così la profonda falda acquifera che si colloca a oltre dalla superficie.

Confina a nord con i comuni di Martignano e Calimera, a est con il comune di Carpignano Salentino, a sud con i comuni di Castrignano de' Greci e Corigliano d'Otranto, a ovest con il comune di Zollino.

Clima Dal punto di vista meteorologico Martano rientra nel territorio del Salento orientale che presenta un clima mediterraneo, con inverni miti ed estati caldo umide. In base alle medie di riferimento, la temperatura media del mese più freddo, gennaio, si attesta attorno ai +14,4 °C, mentre quella del mese più caldo, agosto, si aggira sui +36 °C. Le precipitazioni, frequenti in autunno ed in inverno, si attestano attorno ai 1 mm di pioggia/anno. Il mese di novembre è quello con maggiori precipitazioni, con una media di 1 mm. La primavera e l'estate sono caratterizzate da lunghi periodi di siccità, infatti Luglio è il mese più secco con 0 mm.Facendo riferimento alla ventosità, i comuni del Salento orientale sono influenzati fortemente dal vento attraverso correnti fredde di origine balcanica, oppure calde di origine africana.

Origini del nome La presenza nello stemma civico di un centurione romano a cavallo (Martius Pegaseus) farebbe pensare ad un'origine romana della città, di cui è testimonianza l'evidente sistema di centuriazione del territorio.

La ricerca del filologo Luigi Pisanò attribuisce più verosimilmente l'invenzione delle origini cittadine ad un colto umanista del XVI secolo, che avrebbe assunto lo pseudonimo di Martius e che si sarebbe richiamato alla leggenda del cavallo alato Pegaso, il quale trasformò l'uomo in pietra. Questa ipotesi rinvia ad un'indagine più plausibile sul toponimo mart, comune a tante altre località (Monte Martano, Massa Martana, Marta). La radice mart potrebbe alludere, così, alla morfologia oppure, se l'origine non fosse precedente alla venuta dei romani, al culto del dio Marte.

Storia Le origini di Martano risalirebbero alla preistoria come ipotizzabile dalla presenza di monumenti megalitici quali la Specchia dei Mori (in grico secla tu demonìu) e il Menhir del Teofilo, che rappresenta il menhir più alto della regione. Questi monumenti sarebbero stati luoghi di culto delle popolazioni Japigee.

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, la cittadina fu abitata da coloni provenienti dall'Oriente e dal 476 cadde sotto il dominio dei greci subendo un processo di grecizzazione durato oltre cinque secoli. L'influenza greca e quindi bizantina influenzò radicalmente gli usi, i costumi e la lingua locale (grico). La cultura greca persiste ed è rinvenibile ancora oggi nelle tradizioni e nel folclore.

Nel 1190, durante il periodo normanno, Tancredi d'Altavilla concesse il feudo a Giorgio Roma al quale succedettero Riccardo de Martano nel 1269, Goffredo de Castelli nel 1300 e Rinaldo de Hugot. A partire dal 1545 divenne feudo dei Bucale, nel 1591 dei De' Monti, nel 1698 dei Marchese-Belprato, nel 1742 dei Brunossi, ed infine nel 1748 fu acquistato dai Gadelata che furono gli ultimi feudatari.

L'Ultimo Duca di Martano è stato Salvatore Gaetani d'Aragona, del ramo dei conti Gaetani da Gaeta, essendogli stato trasmesso attraverso il matrimonio con Giuseppina Chiriatti, oggigiorno è ancora possibile visitare e ammirare il palazzo Gaetani del duca Salvatore ove entrambi dimorarono.

Simboli

Descrizione araldica dello stemma:

Il gonfalone è un drappo di bianco.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Chiesa matrice La chiesa matrice, dedicata alla Madonna Assunta, fu ricostruita nel 1596 così come si evince dall'epigrafe posta sul portale. Edificata da maestranze neretine con la pietra leccese delle locali cave, sostituisce l'antico edificio di rito greco.

Presenta un elegante prospetto barocco scandito da alte lesene e terminante con un timpano triangolare spezzato. Il primo ordine ospita il portale d'accesso inquadrato da colonne finemente scolpite, sostenute da due leoni stilofori provenienti dall'antica chiesa, e sormontato da una nicchia in cui è posizionata la statua dellAssunta recuperata dall'antico altare maggiore. L'ordine superiore è caratterizzato da una maggiore decorazione costituita da angeli, serpi, ghirlande, festoni, mascheroni e sirene.L'interno, a croce latina con tre navate, ospita alcuni altari barocchi del XVII e XVIII secolo tra i quali si distinguono quelli della Madonna Annunziata, con tela del celebre pittore leccese Oronzo Tiso, e dell'Immacolata (1618), con tela del pittore Cesare Fracanzano. Gli altri altari sono dedicati al Santissimo Sacramento (1750), alla Natività (inizi del Seicento), alla Resurrezione di Gesù, alla Madonna del Carmine (1697) e al Crocifisso, questi ultimi due posti nel transetto. Interessanti sono l'organo e il soffitto ligneo settecenteschi.

Chiesa ed ex convento dei domenicani La Chiesa con l'attiguo convento dei domenicani è un complesso conventuale sotto il titolo del Rosario. La chiesa fu edificata nel 1652 così come riportato sulla facciata. Il convento, costruito qualche decennio prima della Chiesa attigua, durante la seconda metà del XIX secolo ospitò gli uffici comunali e della locale Pretura mandamentale, ma subì un radicale intervento di ristrutturazione a partire dal 1893 quando, su progetto dell'ingegnere Salvatore Bonatesta, il piano superiore venne completamente riedificato per ospitare una più ampia aula consiliare, unitamente agli edifici scolastici. In seguito a tali lavori, l'aspetto seicentesco del prospetto fu rifatto secondo il gusto neoclassico. Il chiostro, a pianta quadrangolare, è quello originario. Anche la piazzetta antistante, oggi dedicata a Giacomo Matteotti venne sistemata in questi stessi anni, attraverso lavori di basolatura con pietra calcarea dura.

La facciata della chiesa, rimasta inalterata, presenta semplici linee architettoniche ed è divisa in tre zone da due poderose paraste. Il corpo centrale è costituito da un'ampia finestra, sul cui timpano spezzato è ospitata una statua a mezzo busto della Vergine col Bambino, posta in asse con l'elaborato portale sormontato dalla statua di San Domenico di Guzman (venerato l'8 agosto dai martanesi è l'originario patrono della cittadina, ora compatrono insieme a Maria S.S. dell'Assunta. Una sua raffigurazione lignea è conservata all'interno della chiesa matrice). I due corpi laterali, leggermente più bassi, presentano un finestrone centrale incorniciato.L'interno, a tre navate con volte a botte ribassate con lunette, è caratterizzato da tre altari per lato dedicati a san Pietro martire (1725), a santa Caterina da Siena e alla circoncisione di Gesù, a sinistra, a san Tommaso d'Aquino (1741), all'arcangelo Michele (1736) e alla Crocifissione, a destra. L'altare maggiore, rifatto a Napoli nel 1752, è in marmo policromo ed è sovrastato dalla tela della Pietà attribuita ad Alessandro Fracanzano, padre del celebre pittore Cesare Fracanzano.

Chiesa dell'Immacolata La chiesa dell'Immacolata (detta anche chiesa della Congrega) è una costruzione barocca della seconda metà del XVII secolo. Presenta un prospetto timpanato a due ordini portato a termine nel 1664 e ripreso successivamente nel 1870. Scandito in tre zone da alte paraste con capitelli ionici e dorici, è caratterizzato nel piano inferiore da un portale riccamente decorato, nel cui timpano spezzato è ospitata la statua dellImmacolata, e nel piano superiore da un finestrone centrale affiancato da due nicchie contenenti le statue di San Pietro e San Paolo.L'interno, a navata unica rettangolare, possiede una copertura a volta decorata con stucchi e pitture a motivi floreali e un solo altare, quello maggiore, ospitante una tela della titolare.

Chiesa di Santa Maria degli Angeli La chiesa di Santa Maria degli Angeli, situata nell'area cimiteriale, risale al 1721 e fu edificata dai locali costruttori Margoleo, autori fra l'altro della chiesa di San Domenico al Rosario di Lecce. Il prospetto, ripartito in tre parti da paraste, presenta nella zona centrale un finestrone e un portale d'ingresso riccamente decorati. Lateralmente insistono gli stemmi del comune, a destra, e della famiglia Venneri-Stomeo, a sinistra. L'interno, a navata unica, ospita un pregevole altare barocco.

Chiesa della Madonnella La chiesa della Madonnella, dedicata alla Madonna Assunta, è una chiesa rurale costruita fuori dalle mura nel 1727. Edificata dai locali maestri costruttori Margoleo, la chiesa si presenta con un'elegante facciata simile, per le linee architettoniche, a quella di Santa Maria degli Angeli. Scandita da quattro alte paraste, terminanti con capitelli ionici, è caratterizzata da un finestrone posto in asse con il portale finemente scolpito e sormontato dalla statua della Vergine in pietra leccese. L'interno, ad unica navata rettangolare, ospita l'altare maggiore che custodisce un affresco della titolare e un altare laterale dedicato a san Francesco da Paola.

Chiesa e monastero di Santa Maria della Consolazione Il monastero di Santa Maria della Consolazione è situato in contrada Sinobbie (antico insediamento di monaci bizantini cenobiti) sulla via per Borgagne. Abitato da monaci cistercensi, il convento intitolato a Santa Maria della Consolazione fu fondato dagli alcantarini. Costruito nel 1686 sul luogo dell'antica cappella della Madonna del Ligori, l'edificio ospita i monaci cistercensi dal 1926 per lascito del barone Angelo Comi e del cavaliere Cosimo Marcucci. L'archivio e la biblioteca del monastero custodiscono documenti e libri di grande valore. Rinomate sono inoltre la liquoreria, in cui viene prodotto l'amaro digestivo "San Bernardo" e numerosi altri prodotti, tra i quali olio e marmellate.La chiesa, che conserva il semplice prospetto seicentesco, presenta un interno sfarzoso e ricco di decorazioni tardobarocche. A tre navate, ospita sei altari laterali dedicati a san Pasquale Baylon, a san Domenico di Guzmán, a sant'Antonio di Padova, al Crocefisso, alla Vergine e all'Annunciazione. L'altare maggiore (1691) conserva alla sommità un quattrocentesco affresco della Madonna della Consolazione proveniente dall'antica chiesa bizantina.

Altre chiese Cappella dello Spirito Santo Chiesa (sconsacrata) di San Lorenzo, fuori dall'abitato in contrada Apigliano Chiesa di San Giovanni Bosco Cappella di Santa Lucia Chiesa dei Santi Medici Cappella Madonna del Teofilo