La Madonna in trono col Bambino e i santi Pietro e Paolo, Clemente e Sebastiano è un dipinto a tempera su tavola di quercia (170x160 cm) di Domenico Ghirlandaio conservata nel Duomo di San Martino a Lucca.
Storia L'opera è una delle prime prove su tavola conosciute dell'autore, allora reduce dai primi successi per i Vespucci a Firenze e nella cappella di Santa Fina a San Gimignano, fu dipinta nel 1479 su commissione di Clemente di Antonio Andrucci e Piero di Lorenzo Spada per l'altare di san Pietro in Vincoli e della conversione di san Paolo che si trovava nella navata destra della cattedrale.
Descrizione e stile Il dipinto ha alcuni tratti in comune con la Madonna col Bambino in trono tra i santi Sebastiano e Giuliano della chiesa di Sant'Andrea a Brozzi, come la disposizione e l'impostazione verrocchiesca del gruppo sacro centrale, col Bambino benedicente in piedi su un cuscino poggiato sul ginocchio della Vergine, su un trono marmoreo a nicchia su due gradini, affiancato da una balaustra aperta sul paesaggio retrostante. Una tenda riccamente damascata e discostata teatralmente copre e vanifica il respiro spaziale retrostante, ma è allusiva alla produzione tessile lucchese. Disposti simmetricamente ai lati, si vedono san Pietro (con le chiavi e la testa calva), san Clemente (vestito da vescovo), san Sebastiano (con una freccia in mano e con la fisionomia identica al santo nell'affresco di Brozzi) e san Paolo (con la spada). Essi incrociano gli sguardi col Bambino e con la Vergine, compiendo una serie di gesti, legati agli attributi, che risultano armonici nell'insieme.
Ricca è la cromia dei panneggi, dagli effetti "bagnato" derivati ancora da esempi di Verrocchio, e la cura dei dettagli preziosi, come la tiara e i gioielli di san Clemente oppure la chiave dorata e i bordi della veste di san Pietro, rifacendosi all'arte fiamminga. Da quest'ultimo esempio proviene anche il tappeto orientale a colori vivaci disteso sui gradini davanti al trono, che fa convergere prospetticamente le linee verso Maria, secondo un accorgimento usato anche dall'Angelico.
Il dipinto è stato punto di riferimento e modello di molti pittori lucchesi successivi, specialmente di Vincenzo Frediani, introducendo a Lucca la tipologia della pala "quadra" con cornice ornata da motivi decorativi ispirati all'antico.
La predella, raffigurante storie dei santi rappresentati nella tavola principale, è stata attribuita anche ad un collaboratore del maestro, Bartolomeo di Giovanni o Vincenzo Frediani.
Bibliografia Andreas Quermann, Ghirlandaio, serie dei Maestri dell'arte italiana, Könemann, Köln 1998. ISBN 3-8290-4558-1 Emma Micheletti, Domenico Ghirlandaio, in Pittori del Rinascimento, Scala, Firenze 2004. ISBN 88-8117-099-X Massimo Ferretti, Domenico Ghirlandaio, Sacra conversazione, in "Matteo Civitali e il suo tempo. Pittori, scultori e orafi a Lucca nel tardo Quattrocento", catalogo della mostra, Cinisello Balsamo, 2004, pagg. 426 - 428.
Categoria:Dipinti a Lucca Categoria:Dipinti di Domenico Ghirlandaio Categoria:Dipinti su san Sebastiano Categoria:dipinti su san Pietro Categoria:sacre conversazioni con la Madonna col Bambino Categoria:dipinti su san Paolo Categoria:Dipinti su san Clemente papa