La Serie A 2010-2011 è stata la 109ª edizione della massima serie del campionato italiano di calcio (la 79ª a girone unico), disputata tra il 28 agosto 2010 e il 22 maggio 2011 e conclusa con la vittoria del , al suo diciottesimo titolo.
Capocannoniere del torneo è stato, per il secondo anno consecutivo, Antonio Di Natale () con 28 reti.
Stagione Novità Come già annunciato nella primavera del 2009, dal 1º luglio 2010 la Lega Calcio si è scissa in Lega Serie A e Lega Serie B: a partire da questa stagione, la prima si sarebbe occupata anche dell'organizzazione della Coppa Italia, della Supercoppa italiana e del Campionato Primavera, mentre la seconda si sarebbe occupata solo del campionato cadetto. Il pallone ufficiale per il massimo campionato italiano è stato il Total 90 Tracer lc offerto dalla Nike utilizzato anche in tutte le competizioni curate dalla Lega di Serie A e in formato speciale, con il solo logo della Nike, anche nella Serie B.
Questa è stata inoltre l'ultima annata che ha permesso all'Italia di qualificare quattro squadre alla Champions League: a stagione in corso, infatti, la Germania salì al terzo posto del ranking UEFA scalzando l'Italia. Il campionato italiano avrebbe recuperato quattro posti per la massima competizione europea per club soltanto con la stagione 2017-2018.
La squadra detentrice del campionato era l', che ha raggiunto quota diciotto campionati vinti di cui cinque consecutivi: una sequenza che non si verificava dai tempi del Grande Torino. Le tre squadre che presero il posto di , e , retrocesse in Serie B, furono il , dopo appena un anno di cadetteria, il , ritornato in Serie A dopo 19 anni, ed il , che mancava dal massimo torneo da cinque anni.
Formula Dodici furono le regioni rappresentate in questo torneo. Le regioni maggiormente rappresentate furono Emilia-Romagna e Lombardia con 3 squadre. Liguria, Lazio, Puglia e Sicilia avevano 2 squadre a testa mentre Friuli-Venezia Giulia, Veneto, Campania, Sardegna, Toscana e Piemonte sono state rappresentate da una sola squadra ciascuna.
Ancora un record di squadre (sei) per il Mezzogiorno: a , , , e si aggiunse il neopromosso .
Anche in questa stagione, per la quinta volta consecutiva, a parità di punteggio la graduatoria finale veniva determinata in base alla classifica avulsa.
I quattro turni infrasettimanali di questa stagione furono disputati il 22 settembre 2010, il 10 novembre 2010, il 6 gennaio 2011 (pomeridiano) e il 2 febbraio 2011. Le soste per le qualificazioni a Euro 2012 ebbero luogo il 5 settembre, il 10 ottobre e il 27 marzo, mentre il 26 dicembre e il 2 gennaio il torneo si fermò per le festività natalizie. In più il turno del 24 aprile 2011 si giocò il giorno precedente per le feste di Pasqua.
Immutato l'accesso all'Europa: per la UEFA Champions League, le prime tre classificate venivano ammesse direttamente alla fase a gironi, mentre alla quarta spettava la disputa dei preliminari. Il pass per l'Europa League era garantito per le squadre al 5º e 6º posto, mentre il posto della terza squadra veniva assegnato alla vincitrice della Coppa Italia; qualora quest'ultima fosse già ammessa alla Champions League, il posto veniva occupato dall'altra finalista, ma se la vincitrice di Coppa Italia otteneva l'accesso in Europa League per via del piazzamento conseguito in campionato, oppure entrambe le finaliste accedevano alla Champions League, si qualificava la squadra giunta al 7º posto in Serie A.
Calendario Questa stagione ha visto messe in atto in maniera definitiva le sperimentazioni di orari viste nella precedente, con un anticipo la domenica alle 12:30 e, occasionalmente, un anticipo al venerdì o un posticipo al lunedì (con apposita cancellazione dell'anticipo del sabato alle 18:00 ed eventualmente anche dell'anticipo dell'ora di pranzo domenicale, se l'anticipo del venerdì e il posticipo del lunedì accadessero nella stessa giornata) per le squadre impegnate nelle coppe europee. La soluzione del venerdì e/o del lunedì è stata utilizzata comunque non più di sette volte. Gli anticipi del sabato e il posticipo della domenica sera sono rimasti fissi ed è stata comunque salvaguardata la contemporaneità di sei partite alla domenica pomeriggio.
Per questa stagione, la Lega Serie A delibera una modifica del formato orario.
Sabato: 1 partita: ore 18:00 1 partita: ore 20:45 Domenica: 1 partita: ore 12:30 6 partite: ore 15:00 1 partita: ore 20:45
La principale innovazione è stata caratterizzata dal lunch match, alle 12:30 della domenica. A seconda degli impegni delle squadre nelle coppe europee, in alcune giornate sono possibili anticipi al venerdì e posticipi al lunedì (in orario serale). In presenza di uno di questi, viene rimosso il primo anticipo del sabato; qualora entrambi fossero in programma, viene annullato anche il "lunch match". I turni infrasettimanali sono programmati per le 20:45 del mercoledì, con la possibilità di un posticipo il giovedì (nel medesimo orario).
Il formato della gara all'ora di pranzo viene inaugurato alla 2ª giornata, con - (che il 28 marzo 1943, in B, si affrontarono alle 10). Nella storia del massimo campionato, si è giocato anche in altri orari insoliti: alle 10 (- del 13 ottobre 1957), alle 12:15 (Roma- del 31 dicembre 1955) e alle 13 (- del 9 gennaio 2000 e Atalanta-Fiorentina del 5 aprile 2009).
Calciomercato
Per la prima volta nella storia del massimo campionato, nessuno degli allenatori dei club partecipanti aveva mai vinto uno scudetto. Il compito di sostituire José Mourinho sulla panchina di un'Inter reduce da uno storico treble fu affidato allo spagnolo Rafael Benítez, proveniente dal . L'unica operazione di mercato fu la cessione di Balotelli al dell'ex Roberto Mancini, confermando poi la rosa della stagione precedente; nel mercato invernale l'organico sarà rinforzato con Ranocchia e Pazzini. Il Milan si affidò all'emergente Massimiliano Allegri, reduce da un biennio in cui aveva ottimamente guidato il Cagliari, e a un attacco guidato dall'ex interista Ibrahimović, completato poi da Robinho e Boateng; nella sessione di riparazione i rossoneri venderanno Ronaldinho e si rinforzeranno con gli acquisti di Van Bommel e Cassano.
La rivoluzionò il suo assetto tecnico e manageriale: il nuovo presidente Andrea Agnelli, figlio di Umberto, ingaggiò come allenatore Luigi Delneri, proveniente dalla Sampdoria, e come direttore generale Giuseppe Marotta. Undici i nuovi acquisti bianconeri, tra cui l'ala serba Krasić, il difensore e futuro capitano Bonucci e l'attaccante Quagliarella; nella sessione invernale ci sarà poi l'avvicendamento in difesa tra Legrottaglie e Barzagli.
Perso Cesare Prandelli, designato erede di Marcello Lippi alla guida della Nazionale, la chiamò in panchina Siniša Mihajlović, che lascia , sulla cui panchina giunse Marco Giampaolo. La Sampdoria sostituì Delneri con Domenico Di Carlo, che lasciò a Stefano Pioli la panchina del . Scambio di panchine tra e : Francesco Guidolin divenne il nuovo allenatore dei friulani, mentre in Emilia andò Pasquale Marino. A stagione già iniziata, il Bologna sostituì Franco Colomba con Alberto Malesani, che prese in mano la squadra dopo la 1ª giornata.
Udinese, , e mantennero sostanzialmente la stessa rosa della stagione precedente perfezionandola con qualche acquisto mirato: nella capitale arrivò il brasiliano Hernanes, i rosanero confermarono Pastore e puntarono su due sloveni inizialmente poco noti come Iličič e Bačinovič, cedendo Cavani ai partenopei, che dal canto loro acquistarono Sosa dal , Yebda dal Benfica e Cribari dalla Lazio. Delle neopromosse, soltanto il cambiò allenatore: a sostituire Pierpaolo Bisoli, andato al , venne chiamato Massimo Ficcadenti, reduce da una sofferta salvezza ottenuta alla guida del Piacenza in B. , , Genoa, Lazio, , , e confermarono i rispettivi allenatori.
Complessivamente, anche a livello internazionale, il calciomercato estivo subì una brusca frenata. I "colpi di mercato" furono infatti esigui e senza spese spropositate, a causa sia degli strascichi della crisi economica, sia soprattutto del fair play finanziario, la norma dell'UEFA che avrebbe obbligato, di lì a due anni, le squadre europee ad avere un bilancio finanziario positivo e non ripianabile dagli azionisti o dal presidente, pena l'esclusione dalle competizioni confederali per la stagione seguente.
Avvenimenti Girone di andata
L'avvio di stagione fu contraddistinto da un inatteso equilibrio: dopo cinque turni nessuna delle venti squadre era più imbattuta, evento che non si verificava dalla stagione 1971-1972. La partenza incerta delle big provocò il sorprendente emergere di alcune provinciali: alla 2ª giornata capolista solitaria fu il Chievo di Pioli, che grazie ai successi contro Catania e Genoa, torna a guidare la classifica dopo 9 anni; la settimana successiva salì invece al comando il neopromosso Cesena, che nei turni precedenti aveva già battuto sul suo terreno un Milan ancora in rodaggio a livello tattico. Appaiata ai romagnoli, l'Inter si ritrovò poi da sola il turno seguente con un punto di vantaggio sul Chievo e sul Brescia, altra sorpresa di inizio stagione. I meneghini vennero però sconfitti da una Roma fin lì deludente, il che consentì dapprima l'aggancio poi, complice lo 0-0 casalingo degli uomini di Benítez nel derby d'Italia, il sorpasso della Lazio. I capitolini, poco accreditati alla vigilia, ma ottimamente guidati da Reja, tennero il comando in solitaria per il successivo mese e mezzo, toccando il massimo vantaggio di +4 su un'Inter gravata sia dall'inesorabile declino dei migliori elementi del triplete, sia dalla scarsa sintonia tra lo spogliatoio e Benítez, quest'ultimo peraltro non pienamente soddisfatto delle scelte di mercato della società.
Nella prima metà di novembre, però, le battute d'arresto nella stracittadina e contro il Cesena fecero perdere il primato alla Lazio a vantaggio di un Milan che, superati i tentennamenti iniziali, trovò un suo equilibrio nel momento in cui Allegri preferì rinunciare alla fantasia e affidarsi alla sostanza di un centrocampo solido ed esperto. Il Diavolo prese il comando all'undicesima giornata e per circa un mese riuscì a ribattere colpo su colpo ai tentativi di riaggancio dei laziali. Frattanto, alle loro spalle facevano capolino Juventus e Napoli: i bianconeri, dopo un inizio difficile, sembravano aver preso il giusto ritmo trascinati dai gol di Quagliarella e dalle positive prestazioni di Krasić; gli azzurri, anche loro partiti in sordina, mancavano di continuità nei risultati, ma con il passare del tempo trovarono linfa nella vena realizzativa di Cavani e in un'eccellente forma fisica mercé la quale riuscirono a ottenere vittorie pesanti, talvolta in pieno recupero. Restavano invece attardate la Roma, che tra settembre e ottobre aveva persino lambito la zona retrocessione prima di risalire la china, e un'Inter in piena crisi.
Il Milan tentò una prima fuga alla 16ª giornata: batté a domicilio il Bologna e, approfittando della sconfitta patita dalla Lazio sul campo della Juventus, si portò a +6 dal terzetto formato dai biancocelesti, dai bianconeri e dal Napoli corsaro a Genova. Appena la settimana successiva, tuttavia, i meneghini subirono il blitz della Roma a San Siro e videro riavvicinarsi a –3 capitolini e partenopei, mentre la Juventus venne bloccata dal Chievo al Bentegodi rimanendo a cinque lunghezze di distanza. Nel frattempo l'Inter si era vista rinviare le sfide con Cesena e Fiorentina essendo impegnata, da vincitrice della Champions League, nel mondiale per club ad Abu Dhabi: il successo iridato però non servì a rasserenare i rapporti tra Benítez e il presidente Massimo Moratti;: cinque giorni dopo, la società milanese annunciò la risoluzione del rapporto con il tecnico spagnolo, al posto del quale ingaggiò a sorpresa l'ex milanista Leonardo.