Il clero regolare è composto da religiosi ordinati, che seguono la regola dei loro fondatori (ad esempio i monaci, i frati, ecc..) e che hanno emesso pubblicamente i voti durante una celebrazione eucaristica e davanti al proprio Superiore maggiore e all'assemblea il clero secolare non fa i voti, ma semplicemente una promessa (al Vescovo diocesano) con carattere meno cogente. e che successivamente sono stati ordinati sacerdoti.. Si distingue, quindi, dal clero secolare, detto anche clero diocesano, composto da quei vescovi, presbiteri e diaconi che non sono vincolati da una "regola" e che, quindi, vivono nel "secolo", ovvero nel mondo civile (dal latino saeculum, -i sn: secolo, generazione, stirpe, epoca, tempo, qui intesi nella loro accezione mondana, nella loro dimensione legata ai beni materiali).

Voti Il clero regolare essendo composto da religiosi emette i tre voti che accomunano tutti gli Istituti religiosi: Povertà Castità Obbedienza.

Alcuni Ordini religiosi hanno anche un quarto voto che li contraddistingue come ad esempio i Camilliani che hanno un quarto voto di assistenza ai malati contagiosi, o i Gesuiti che hanno un quarto voto di obbedienza speciale al Papa.

In epoche in cui per assicurare una decorosa condizione di vita del clero, era necessaria per l'ordinazione sacerdotale l'attribuzione di una prebenda, per il clero regolare il votum paupertatis faceva luogo alla prebenda.

Per quello che riguarda il votum castitatis si deve rilevare che nella chiesa ortodossa e in quella cattolica di rito orientale, l'ordinazione sacerdotale può essere attribuita anche a persone sposate, il cui matrimonio continua ad essere valido. La maggior differenza tra clero regolare e clero secolare in quelle chiese è appunto che il secondo è di regola sposato ed il primo no.

Per quanto riguarda il votum obedientiae il clero regolare dipende dal proprio superiore religioso, il clero secolare dal proprio vescovo.

Vita in comune

Il clero regolare, essendo composto da religiosi che hanno come costitutiva la forma di vita comunitaria, vive in monasteri / conventi / case religiose, mentre il clero secolare vive in abitazioni proprie o delle parrocchie di cui hanno la cura d'anime. In alcune epoche la stima goduta dagli appartenenti al clero regolare, ha fatto sì che, specialmente per iniziativa vescovile, anche il clero secolare abbia iniziato una vita comune, dando origine ai canonici regolari che hanno finito per adottare la regola agostiniana più o meno modificata.

Note

Bibliografia Orio Giacchi Diritto canonico

Collegamenti esterni

Categoria:Clero cristiano