La purezza (dal latino puritia, derivato di purus, «puro») indica – come qualità interiore – l'essere privo di colpe o di peccati."Purezza" in Dizionario enciclopedico universale, Sansoni editore, Milano 1995.

Cristianesimo Nella terminologia cristiana, la purezza indica, in senso generale, integrità morale, onestà, assenza di malizia; applicata al campo della castità, esprime il dominio delle pulsioni del corpo, con particolare riferimento ai desideri sensuali."Purezza" in Dizionario del Cristianesimo di Piero Petrosillo, Edizioni San Paolo, 2000.

Uno dei titoli attribuiti dai cristiani a Maria è quello di Panaghìa, cioè «Tutta pura».Vittorio Messori, Ipotesi su Maria, Edizioni Ares, Milano 2005, p. 239.

La «purezza del cuore» viene indicata da Gesù, nel Discorso della Montagna, come una qualità che permette di «vedere» Dio. (Mt 5,8)

Per il teologo Raimon Panikkar la purificazione del cuore consiste nel «non avere paura né di sé né degli altri. In questo sta la nuova innocenza»Raimon Panikkar, La nuova innocenza..

Altre religioni

I concetti morali di purezza e di purezza del cuore si trovano anche nell'ebraismo, nell'islam e nel sufismo, oltre che nel buddhismo, nel taoismo e nel tantrismo.

In ambito indù, il Mahatma Gandhi considerava la purezza come una condizione a cui tendere – attraverso un costante esercizio di autopurificazione dei pensieri, delle parole e delle azioni – per emanciparsi dal proprio ego, vedere faccia a faccia Dio e identificarsi così con tutto ciò che vive, in maniera da amare ogni creatura, anche la più modesta, come se stessi.Gandhi, La mia vita per la libertà, Newton Compton editori, Roma 1994, p. 453.

Note

Altri progetti

Categoria:Concetti religiosi Categoria:Virtù