Valtellina Superiore è la denominazione di origine controllata e garantita di un vino rosso prodotto in provincia di Sondrio.
Zona di produzione La zona di produzione delle uve comprende le aree vitate presenti nei comuni di Ardenno, Berbenno, Bianzone, Buglio in Monte, Castione Andevenno, Chiuro, Montagna in Valtellina, Poggiridenti, Ponte in Valtellina, Postalesio, Sondrio, Teglio, Tirano, Tresivio e Villa di Tirano.
Sottozone Le sottozone hanno esclusivamente rilevanza geografica e storica. Maroggia si trova nel comune di Berbenno di Valtellina. Comprende circa 25 ha Sassella si trova tra il comune di Castione Andevenno e la periferia di Sondrio. Comprende circa 100 ha Grumello si trova a nord-est di Sondrio. Comprende circa 80 ha Inferno si distende a est di Sondrio. Comprende circa 55 ha Valgella si trova nel comune di Chiuro. Comprende circa 140 ha
Storia Nell'antichità la Valtellina è stata in successione abitata da Celti, romani e Longobardi: tutti popoli che conoscevano e praticavano la viticoltura per cui resta difficile datare la introduzione della vite nella zona. La sua intensificazione però è sicuramente riconducibile all'epoca romana, poi ripresa nel medioevo (sec. X e XI) dai magistri comacini e dai monaci benedettini. Risulta che il Monastero Sant'Ambrogio di Milano era proprietario di vigne nellavalle. Dal 1550 al 1797 la Valtellina fu occupata dalla Lega Grigia, divenuta poi parte del Cantone svizzero dei Grigioni, che diede grande impulso alla viticoltura ed all'esportazione dei vini prodotti verso le corti del centro e nord Europa.
Tecniche di produzione Le operazioni di vinificazione e di invecchiamento devono essere effettuate nei comuni su cui ricade il disciplinare, in quelli confinanti o in stabilimenti preventivamente autorizzati ricadenti nella provincia di Sondrio.
L'invecchiamento e l'imbottigliamento del vino sono autorizzati anche nei comuni svizzeri di Brusio e Poschiavo; in etichetta si può aggiungere solamente la menzione storica "Stagafassli", termine dialettale svizzero-tedesco derivante da Stäga (scala) e Fässli (piccola botte) = piccola botte, che significa "piccola botte posta sulle scale".
In etichetta può essere utilizzata la menzione "vigna"; è obbligatorio segnalare l'annata di produzione. Sono ammesse le bottiglie bordolesi e borgognotte.
Disciplinare La DOC è stata approvata con DPR 11.08.1968 G.U. 244 La DOCG è stata riconosciuta con DM 24.06.1998 G.U. 159
Successivamente il disciplinare ha subito le seguenti modifiche: DM 11.11.2002 G.U. 278 DM DM 17.02.2004 G.U. 50 DM DM 25.01.2010 G.U. 33 DM 30.11.2011 G.U. 295 DM 12.07.2013 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf DM DM 28.10.2013 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf DM DM 7.03.2014 Pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf PM 12.07.2017 La versione in vigore è stata approvata con PM 12.07.2019 pubblicato sul sito ufficiale del Mipaaf
Tipologie Valtellina Superiore Le sottozone e le menzioni "Chiavennasca" e "Stagafassli" seguono le caratteristiche tecniche generali; per la menzione "riserva" varia solamente la durata dell'invecchiamento. uvaggioNebbiolo (localmente chiamato Chiavennasca), minimo 90%titolo alcolometrico minimo12,00%acidità totale minima 4,00 g/l.estratto secco minimo23,00 g/lresa massima di uva per ettaro80 q.resa massima di uva in vino70%invecchiamentoventiquattro mesi, di cui dodici in botti di legno; tre anni per la menzione "riserva".
Caratteristiche organolettiche Di un bel colore granato brillante e un bouquet complesso di confettura di lampone, rosa e amarena matura, con sapore pieno, morbido e vellutato, ha un gusto finale prugna essiccata e spezie.
Abbinamenti consigliati Perfetto con agnello, cacciagione e formaggi stagionati.
Note
Altri progetti
Categoria:Vini DOCG della provincia di Sondrio Categoria:Vini DOC e DOCG prodotti con uva Nebbiolo