Il Gallipoli Calcio è una società calcistica italiana con sede nella città di Gallipoli, in provincia di Lecce. Nel 2009-2010 il Gallipoli Calcio ha disputato il suo primo e unico campionato di Serie B, e vantava nel proprio palmarès la vittoria di una Coppa Italia Serie C (2005-2006) e di una Supercoppa di Lega di Prima Divisione (2009).
I colori sociali sono il giallo e il rosso. Disputa le partite interne allo stadio Antonio Bianco.
Storia Gli albori Il calcio a Gallipoli comincia a diffondersi nei primi anni del Novecento, quando lo sport inventato dagli inglesi iniziò a prendere piede anche in Italia. Ed è legato proprio agli inglesi il primo aneddoto di cui si abbia conoscenza riguardo alla Gallipoli calcistica: nel 1909 la neonata società Sporting Club Lecce, capitanata da Ettore De Michele decise di disputare un incontro amichevole a Gallipoli contro una selezione studentesca composta da giovani gallipolini. Consci del tasso tecnico più basso, la compagine studentesca chiese aiuto ad alcuni marinai inglesi di stanza a Gallipoli, che diedero il loro contributo fondamentale durante la partita: il risultato finale fu 3-0 per la squadra gallipolina.
Bisogna giungere al 1920 per la creazione della prima società: la Polisportiva Gallipolina, ad opera di Giuseppe Calvi. La casacca indossata dai calciatori era bianca con una fascia rossa al centro, e si alternava con una maglia gialla con bordo rosso. La neonata società disputò il campionato di terza divisione provinciale, l'ultima delle categorie previste nel sistema calcistico del tempo, disputando oltretutto amichevoli contro le ben più blasonate Audace Taranto e Juventus Lecce.
In seguito all'instaurazione del regime fascista la Polisportiva Gallipolina cambiò nome in Gioventù Fascista Gallipolina, composta da giovani studenti universitari e partecipante a campionati organizzati dal regime, paralleli a quelli della FIGC. Il giocatore più rappresentativo fu l'attaccante Giuseppe Scategni, militante in seguito anche nel e nell'Atalanta. La squadra giocava nel campo sportivo situato in località Quattro Monti, ma alla fine degli anni trenta fu realizzato lo stadio della Giudecca, che diverrà in seguito teatro dei primissimi successi del Gallipoli.
Nel 1946 viene costituita la Fiamma Jonica, con presidente Maurizio Albahari e successivamente Antonio Ferilli, destinata a scomparire nel 1965 e rimpiazzata l'anno dopo dall'U.S. Gallipoli. La squadra del Gallipoli ha sempre militato nelle serie dilettantistiche regionali fino alla stagione 1971-1972, anno in cui la compagine salentina,con presidente Corrado Calvi, nipote del fu Giuseppe, vince il campionato di Promozione (spareggio contro il Grottaglie a Monopoli, 11 giugno 1972, gol di Luciano Casole e vittoria con la monetina scelta da capitan Vincenti), e si appresta dunque ad affrontare il primo campionato di serie D della sua storia. L'avventura in D però dura solo un anno, e il Gallipoli viene retrocesso in Promozione. Ma la squadra jonica, sempre sotto la presidenza Calvi, dopo una cavalcata conclusa con lo spareggio promozione a Lecce contro il Casarano vinto per 1-0, il 23 maggio 1974 ritorna nella quarta serie.
Primo anno in Serie C, poi la scomparsa
Dopo quattro campionati in Serie D il Gallipoli, nella stagione 1977-1978, giunge alla vittoria del campionato ottenendo la prima promozione in Serie C della sua storia. La prima annata tra i professionisti si chiude con la salvezza all'ultima giornata, grazie a una sorta di spareggio salvezza a Vasto conclusosi con la vittoria del Gallipoli. Successivamente la società non viene iscritta al campionato di Serie C2 1979-1980 a causa di inadempienze finanziarie: si riparte dunque dalla Prima Categoria, col nome di Virtus Gallipoli. Nel ventennio successivo il Gallipoli non riuscirà mai ad andare oltre l'Eccellenza, pendolando spesso tra Promozione e Prima Categoria e cambiando anche varie denominazioni (Vis Gallipoli dopo la fusione con la Vis Nardò, oppure Filanto Gallipoli per motivi di sponsorizzazione). Infine, nella stagione 1998-1999 in Eccellenza, la società viene definitivamente radiata dai ruoli FIGC (per la seconda volta nella sua storia) dopo aver disertato tre gare di campionato.
Il calcio a Gallipoli scompare. Ci pensa Antonio Vallebona a costituire nel 1999 la nuova società, rilevando il titolo del Leverano, squadra militante in Prima Categoria: in due anni il Gallipoli raggiunge nuovamente il campionato di Eccellenza.
L'arrivo di Barba Nel 2002 arriva l'interessamento da parte dell'imprenditore petrolifero Vincenzo Barba, che rileva la società. La prima stagione di Barba si conclude con un discreto sesto posto (capolista fu il Bitonto), ma le ambizioni del presidente sono altre: "B come Barba", questo è lo slogan del suo progetto. E per la stagione 2003-2004 il patron prepara una grande squadra guidata dal tecnico Antonio Toma che domina il campionato, riottenendo la Serie D dopo 25 anni.
Anche per la stagione seguente il presidente Barba non badò a spese e fornì al neo tecnico Franco Giugno, assieme al nuovo ds Danilo Pagni, una squadra di primo ordine, che annoverava tra le sue file l'attaccante argentino José Ignacio Castillo, affiancandolo a Riccardo Innocenti (insieme frutteranno 45 gol). Dopo un campionato condotto sin dalle prime partite al comando, il Gallipoli ottenne la matematica promozione in C2 il 1º maggio nel derby contro il .
In Serie C2 e Coppa Italia di serie C Per affrontare il secondo campionato tra i professionisti della storia del Gallipoli il patron Barba confermò Castillo, resistendo alle numerosissime richieste da club di serie superiori, ingaggiò Gaetano Auteri come allenatore e puntellò l'organico con gente esperta della categoria. Anche quell'anno, dalla prima all'ultima giornata, il Gallipoli condusse il campionato saldamente in testa, ottenendo la terza promozione in tre anni. Ma il Gallipoli in quella stagione non si accontentò solo della promozione in C1: arrivò infatti anche la vittoria della Coppa Italia Serie C, riuscendo a prevalere nella doppia finale contro la Sanremese. La vittoria del girone consentì alla squadra di disputare la Supercoppa di Lega Serie C2 insieme a e , il trofeo sarà vinto da quest'ultima mentre il Gallipoli termina la competizione al secondo posto, davanti ai veneti.
Per la stagione seguente Barba continuò a fare affidamento su Auteri, ma molti elementi protagonisti dell'annata 2005-2006 andarono via, come Castillo (al Frosinone in B), Raimondi (al ), Innocenti (alla Val di Sangro). La stagione si rivelò molto difficile per il Gallipoli, che non riuscirà mai ad entrare in zona playoff; dovuto anche alla crisi di risultati che perdurò da gennaio 2007 fino alla fine del campionato, che portò anche ad un allontanamento temporaneo del tecnico Auteri, richiamato una settimana dopo il suo esonero. Il Gallipoli chiuse al decimo posto a pari punti con la .
Consolidamento in Serie C1 Per la stagione 2007-2008 Barba operò un'autentica rivoluzione: chiamò Dario Bonetti come allenatore e soltanto 8 giocatori della rosa precedente saranno riconfermati. L'inizio è positivo: vittoria casalinga per 4-1 contro la Massese, pareggio all'ultimo secondo per 1-1 a Salerno grazie a Stefano Morello.
Il Gallipoli si portò così in zona play-off, occupandola per gran parte del campionato grazie ad un buon rendimento casalingo (compreso il 2-0 alla capolista ), nonostante la carenza di punti lontano dalle mura amiche (una sola vittoria in trasferta in tutto il campionato, a Pistoia). A causa di incomprensioni con l'ambiente, dopo la ventiseiesima giornata Dario Bonetti venne sostituito da Vincenzo Patania, lasciando la squadra al momento terza in classifica.
Il cambio parve dare i suoi frutti: dopo una rocambolesca sconfitta con l'Arezzo per 3-2 il Gallipoli travolse la diretta concorrente Perugia per 3-0. Poi la squadra, come l'anno precedente, ebbe un crollo fisico e mentale che la portò a totalizzare un punto in 6 partite e a uscire sconfitta dall'incontro casalingo contro il Crotone e dalle trasferte con , , Martina (ultimo in classifica e già matematicamente retrocesso) e Juve Stabia. Una nuova sconfitta fu patita nell'incontro casalingo col . Questi risultati portarono la squadra al nono posto in classifica, posizione mantenuta fino a fine stagione.
La storica promozione in Serie B e la Supercoppa di Lega La stagione segna un netto cambiamento in società: al posto di Pagni e Patania vengono chiamati Gino Dimitri, ex responsabile dell'area tecnica del settore giovanile del , e come allenatore Giuseppe Giannini. La rosa, che combina giovani promettenti ed elementi esperti della categoria, punta con decisione alla promozione in Serie B, anche sfruttando il fattore-campo legato soprattutto all'atipico terreno in sintetico.
In campionato il Gallipoli mantiene un rendimento costante. La formazione ionica può contare su un organico molto valido, che ha in Ciro Ginestra e Francesco Di Gennaro due prolifici attaccanti, cui si aggiungono il regista David Mounard, i centrocampisti centrali Gennaro Esposito e Giuseppe Russo e una difesa di spessore, guidata dal portiere Generoso Rossi.
Il Gallipoli si insedia solitario in vetta alla classifica sin dalle prime giornate, con 16 punti dopo 6 partite. Poi la squadra accusa un calo (sconfitte esterne a Foggia e Pescara e pareggio interno con l'), ma subito si riprende, sconfiggendo il club campano della al Bianco per 5-1.
Nel periodo tra dicembre e gennaio il Gallipoli consolida la propria posizione tra le pretendenti alla promozione in Serie B, a differenza di quanto avvenuto nelle stagioni precedenti, quando la squadra in questo periodo ha avuto cali fisici e mentali. Seguiranno le vittorie con il Crotone in casa e nel derby pugliese col allo Iacovone. La squadra giallorossa in casa ha un rendimento molto positivo, ma rispetto alla stagione precedente decisivo è anche il rendimento in trasferta.
La svolta avviene il 26 aprile, quando gli uomini di Giannini affrontano in trasferta il Crotone allenato dal salentino Francesco Moriero. La classifica vede il Gallipoli in testa a 57 punti e il Crotone staccato di un solo punto. Dopo il primo tempo conclusosi a reti bianche, il Crotone passa in vantaggio con Basso su rigore, ma il Gallipoli si porta sull'1-1 con un tiro di destro del bomber Ginestra, prima che all'89º minuto l'attaccante Di Gennaro firmi il definitivo 2-1 con un tiro in diagonale. Il gol, festeggiato con i 400 tifosi gallipolini giunti in Calabria, consente al Gallipoli di aumentare il distacco, che sale a 4 punti.
La gioia definitiva per i tifosi locali arriva il 17 maggio 2009, quando i giallorossi, davanti a 3 500 spettatori, battono tra le mura amiche il Real Marcianise per 3-2. Il Gallipoli consegue per la prima volta la prima promozione in Serie B, diventando la quarta squadra salentina, dopo il , il e il , ad accedere alla serie cadetta.
Pochi giorni più tardi il club gallipolino prevale nella doppia sfida valida per la Supercoppa di Lega di Prima Divisione contro il : dopo lo 0-0 in casa, i giallorossi riescono ad espugnare lo stadio Dino Manuzzi per 2-1 grazie all'autogol di Cusaro e alla marcatura di Buzzegoli.
L'abbandono di Barba: l'esordio in Serie B, la retrocessione e il fallimento L'euforia per la storica promozione in Serie B viene subito spenta dalle prime avvisaglie di crisi che segna l'estate del Gallipoli. Inizialmente riemerge con forza l'annosa questione dell'idoneità dello stadio Antonio Bianco, non sottoposto ai necessari lavori di adeguamento nonostante i malumori della tifoseria, con il conseguente trasferimento del Gallipoli allo stadio Via del mare di Lecce per le partite casalinghe.