Persecuzione dei musulmani si riferisce alle persecuzioni religiose inflitte ai musulmani. Per persecuzione s'intendono gli atti di violenza, la tortura, la confisca o la distruzione di proprietà. La persecuzione può estendersi al di là di coloro che percepiscono se stessi come musulmani fino a comprendere sia coloro che vengono percepiti dagli altri come musulmani sia i musulmani che sono considerati non-musulmani dai loro stessi correligionari.

Musulmani perseguitati dagli arabi pagani Nei primi tempi dell'Islam alla Mecca i nuovi musulmani furono spesso oggetto di abusi e persecuzioni. Alcuni furono uccisi, come Sumayya bint Khabbab, la settima convertita all'Islam, che fu prima torturata da Abu Jahl. Ma anche Maometto fu sottoposto a tali abusi: mentre pregava nei pressi della Kaʿba, Aqaba ibn Mu'it gettò le viscere di un cammello sacrificato su di lui e la moglie di Abu Lahab, Umm Jamil buttava regolarmente sporcizia sulla sua porta. E se i musulmani liberi erano vessati, quello che subirono gli schiavi convertiti fu di gran lunga peggiore. Il padrone dell'etiope Bilal ibn Rabah (che sarebbe diventato il primo muezzin) lo portò nel deserto durante il caldo bollente di mezzogiorno e pose una pesante pietra sul suo petto, chiedendogli di rinunciare alla sua religione e di pregare gli dei e le dee dei politeisti, fino a quando Abū Bakr lo comprò e lo liberò. Questa persecuzione alla fine provocò l'egira.

Persecuzione di gruppi minoritari/settari di musulmani da parte di altri gruppi di musulmani

Persecuzioni inflitte e patite dai Mutaziliti Nell'Iraq medievale, il movimento teologico del Mutazilismo divenne dottrina di stato nell'832, accendendo la miḥna (ordalia), una lotta sull'applicazione della prova logica greca al Corano; coloro che non accettavano l'idea mutazilita che il Corano non era eterno ma era stato creato furono a volte perseguitati. Le più famose vittime della miḥna furono Ahmad ibn Hanbal, che fu imprigionato e torturato, e il Qadi Ahmad ibn Nasr al-Khuza'i che fu crocifisso.Do not envy anyone who has not been harmed for the sake of this affair. (Non invidiare nessuno che non abbia sofferto per il bene di questa questione.) A Resource of Translated Islamic Texts Ahmad ibn Hanbal fu trascinato dinanzi all'organo delegato a valutare la corretta adesione alla teologia "ufficiale" del Mutazilismo, chiamata miḥna, ordinata dal califfo al-Maʾmūn.

Tuttavia, poco dopo esso perse il sostegno ufficiale. Ciò coincise con la perdita del vantaggio scientifico del mondo islamico e l'ascesa alla preminenza di un approccio più dogmatico all'Islam, di cui al-Ghazali fu uno strenuo difensore. Sunnismo e shi'a divennero le principali scuole di pensiero dell'Islam. Di conseguenza, i ruoli s'invertirono e nei secoli seguenti molti studiosi e scienziati, come Ibn Rushd (Averroè) che avevano un punto di vista mutazilita, furono essi stessi vittime di persecuzioni. La dottrina mutazilita - ormai considerata eretica dai sunniti - ha continuato ad essere influente fra gli Sciiti in Persia e tra gli Zayditi nello Yemen.

Conflitti e persecuzioni tra sunniti e sciiti In varie epoche molti gruppi sciiti hanno subito persecuzioni. Nel 1513 il sultano ottomano Selim I "Il Ponderato" (Yazuz) ordinò il massacro di 40.000 musulmani sciiti "eretici" in Anatolia. Tommaso Moro, St Thomas More Studies J. B. Buiiy, The Ottoman Conquest

Mentre la corrente dominante nel moderno dogma sunnita considera lo sciismo come un valido madhhab, seguendo l'orientamento dei dotti di al-Azhar, sia oggi che nel passato alcuni sunniti lo hanno ritenuto inaccettabile e hanno attaccato i suoi aderenti. In tempi moderni, tra gli esempi notevoli, vi sono gli attentati con esplosivi della Sipah-e-Sahaba sunnita e della Tehrik-e-Jafria sciita, due piccoli gruppi estremisti, contro le moschee rispettivamente sciite o sunnite in Pakistan

la persecuzione degli Hazara sotto i Talebani,

e i sanguinosi attacchi contro gli sciiti in Iraq collegati a Zarqawi e i suoi seguaci.

Dopo l'invasione americana dell'Iraq sono esplosi alcuni dei peggiori conflitti tra sette sciite e sunnite, che continuano tuttora, senza interruzioni.

Secondo una stima agli inizi del 2008 erano 1.121 i kamikaze islamici che si erano fatti esplodere in Iraq.

Gli attentatori suicidi sunniti hanno preso di mira non solo migliaia di civili,

ma anche moschee, sepolcri,

matrimoni e cortei funebri,

mercati, ospedali, uffici e strade. Nasr, Vali, The Shia Revival, (Norton, 2006), p.203 Sul versante sciita, all'inizio di febbraio 2006 squadroni della morte costituiti dalle milizie controllate dal governo sono stati accusati di aver "torturato a morte" o dell'esecuzione sommaria di "centinaia" di sunniti "ogni mese nella sola Baghdad", molti gli arresti a caso.

Alawiti Gli Alawiti sono un gruppo religioso che, a quanto sembra, crede nella natura divina di ʿAlī. La religione alauita è segreta e gli alauiti non accettano convertiti né consentono la pubblicazione dei loro testi sacri. In passato sono stati perseguitati e sopravvivono nelle parti più remote e montagnose della Siria. Nel 1974 l'Imam Musa al-Sadr, capo degli sciiti duodecimani del Libano, proclamò l'accettazione degli alauiti come veri musulmani. Il partito Ba'ath, che ha governato in Siria fino al 2024, era dominato dagli Alawiti e alawita era lo stesso presidente Bashar al-Asad. Con la caduta di Damasco e la vittoria del sunnita Ahmad al-Shara' nella guerra civile siriana, è iniziata la persecuzione della minoranza alawita, denunciata da Amnesty International.

Persecuzione dai takfiriti Alcuni piccoli gruppi - i Kharigiti dell'Alto Medioevo europeo e il gruppo al-Takfir wa l-Hijra e il GIA oggi - seguono la dottrina takfirita e considerano quasi tutti gli altri musulmani come infedeli il cui sangue può essere legittimamente versato. Di conseguenza essi hanno ucciso un gran numero di musulmani, il GIA, per esempio, si è vantato con orgoglio di aver perpetrato il massacro di Bentalha.

Altri episodi di violenza tra musulmani Tra gli episodi di violenza tra musulmani vi sono: Guerre ottomano–persiane Guerra tra Ottomani e Arabia Saudita Guerra civile nord yemenita Settembre nero in Giordania Atrocità in Bangladesh del 1971 Guerra civile in Afghanistan Guerra Iran-Iraq Massacro di Hama Attacco chimico di Halabja Invasione del Kuwait Guerra civile algerina Conflitto del Darfur Conflitto in Libano nel 2007

Storia delle persecuzioni cristiane dei musulmani Persecuzione dei musulmani in Medio Oriente durante le crociate

La prima crociata fu lanciata nel 1095 da papa Urbano II con l'obiettivo dichiarato di riprendere il controllo della città santa Gerusalemme e della Terra Santa dai musulmani, che le avevano conquistate ai bizantini nel 638 e in parte in conseguenza della Lotta per le investiture, che fu il più significativo conflitto tra poteri secolare e religioso nell'Europa medievale. Cominciò come una disputa tra il Sacro Romano Imperatore ed il papato gregoriano e diede origine al concetto politico di cristianità come unione di tutti i popoli e sovrani, sotto la guida del papa, poiché entrambe le parti cercarono di dirigere l'opinione pubblica in proprio favore, la popolazione si ritrovò direttamente impegnata in una drammatica polemica religiosa. Di grande importanza fu anche la serie di vittorie conseguite dai turchi selgiuchidi, che vide la fine della dominazione araba a Gerusalemme. Assedio di Gerusalemme del 1099

Il 7 maggio 1099 i crociati raggiunsero Gerusalemme, che era stata riconquistata ai Selgiuchidi dai Fatimidi d'Egitto solo un anno prima. Il 15 luglio i crociati riuscirono a terminare l'assedio abbattendo sezioni delle mura ed entrarono in città. Nel corso di quel pomeriggio, della sera e della mattina successiva, i crociati uccisero quasi tutti gli abitanti di Gerusalemme. Musulmani, ebrei e persino i cristiani orientali furono tutti massacrati. Anche se molti musulmani cercarono rifugio in cima al Monte del Tempio all'interno della Moschea al-Aqsa, i crociati risparmiarono la vita a pochi. Secondo l'anonima Gesta Francorum, che alcuni ritengono essere una delle più preziose fonti contemporanee alla Prima Crociata, "...la strage fu così grande che i nostri uomini camminavano nel sangue che arrivava fino alle caviglie..."https://www.fordham.edu/halsall/source/cde-jlem.html#gesta2 Fordham.edu Retrieved on 24 May 2007 Tancredi reclamò per se stesso il quartiere del Tempio dove offrì protezione ad alcuni dei musulmani, ma non poté impedire la loro morte per mano dei crociati suoi seguaci. Secondo Fulcherio di Chartres: "In realtà, se tu fossi stato lì avresti visto i nostri piedi arrossati fino alle caviglie con il sangue degli uccisi. Ma cos'altro devo raccontare? Nessuno di loro fu lasciato in vita, né le donne né i bambini furono risparmiati."https://www.fordham.edu/halsall/source/cde-jlem.html#fulcher1 Fordham.edu Retrieved on 24 May 2007

È stato riportato che durante il massacro di Gerusalemme della prima crociata i Crociati "[circondarono] l'umanità urlante, torturata dalle fiamme, cantando 'Cristo noi ti adoriamo!' sollevando in alto le loro croci."David Rausch, Legacy of Hatred: Why Christians Must Not Forget the Holocaust., Baker Pub Group, 1990, ISBN 0801077583, p. 27 I musulmani furono uccisi indiscriminatamente e gli ebrei che si erano rifugiati nella loro sinagoga furono uccisi quando questa fu data alle fiamme dai Crociati.

Persecuzione dei musulmani nell'Europa meridionale

Nella penisola Iberica

I Balcani Kosovo

In epoca moderna, in particolare durante il conflitto del Kosovo, i musulmani sono stati vittime di uccisioni di massa.

I massacri di Ljubenić sono una serie di omicidi di musulmani albanesi del Kosovo, commessi dalla polizia serba e da forze paramilitari nel villaggio di Ljubenić, vicino a Peć, durante la guerra del Kosovo del 1998-1999.

Nel massacro di Ćuška del maggio 1999, esercito, polizia e paramilitari serbi, e volontari serbi dalla Bosnia hanno ucciso 48 civili albanesi del Kosovo, tutti uomini e ragazzi. Alcuni degli autori erano serbi del Kosovo, altri erano criminali della Serbia centrale scarcerati per combattere in Kosovo.

Nel 2005, Nebjosa Minic, noto anche come "Comandante Morte", che è uno dei capi del gruppo di miliziani che ha eseguito il massacro, è stato identificato da HRW ed arrestato in Argentina.

Nei massacri di Drenica, nel Kosovo centrale, forze speciali di polizia della Serbia hanno ucciso civili albanesi del Kosovo. Secondo Human Rights Watch, gli abusi nella regione di Drenica durante la Guerra del Kosovo del 1998–1999 "sono stati talmente diffusi che una descrizione completa va oltre gli scopi di questo rapporto". Le atrocità più gravi hanno avuto luogo nel periodo di febbraio-marzo 1998 nei villaggi di Qirez, Likoshan e Prekaz e durante il, bombardamento NATO della Jugoslavia, da marzo a giugno 1999 nei villaggi di Izbica, Rezala, Poklek, Qikatova e Vjetër (Staro Ćikatovo).

Nel massacro di Suva Reka, ci sono state 48 vittime - compresi molto bambini - tutti membri della famiglia Berisha. Le vittime sono state chiuse all'interno di una pizzeria nella quale sono state gettate due bombe a mano. Prima di portare i corpi fuori dalla pizzeria, la polizia avrebbe sparato a chiunque mostrasse ancora segni di vita. I corpi delle vittime furono poi trasportati in Serbia e sepolti in fosse comuni nei pressi di una centrale di polizia a Batajnica, vicino a Belgrado.

Tra il 19 marzo e il 15 giugno 1999, a Drenica, le forze serbe e jugoslave hanno posto in essere "una brutale campagna di pulizia etnica contro gli albanesi del Kosovo che ha comportato esecuzioni sommarie e arbitrarie, detenzioni arbitrarie, percosse regolari, diffusi saccheggi e la distruzione di scuole, ospedali e altri obiettivi civili".

A Cikatovo, più di 100 persone di etnia albanese furono giustiziate dalle forze serbe e sepolte in una fossa comune, secondo gli inquirenti sui crimini di guerra.

Genocidio in Bosnia