Identità Ignota e misteriosa è l'identità di questo falconiere arabo.

Il nome con cui è conosciuto nell'Occidente medievale è sicuramente il frutto della corruzione o della semplificazione della pronuncia del vero nome arabo. Basandosi su questo, e su altri elementi, François Viré ha avanzato una proposta di identificazione di con Abū Zayd Ḥunayn ibn Isḥāq al-ʿIbādī (809-873), medico del califfo abbaside al-Mutawakkil. Moamyn, quindi, sarebbe la deformazione europea dell'originale ḤunaynFrançois Viré, Sur l'identité de Moamin le fauconnier. Communication à l'Académie des inscriptions et belles lettres, avril-juin 1967, Parigi, 1967, pp. 172-176.

Kitāb al-mutawakkilī

A Moamin si deve un trattato di falconeria in arabo, citato solitamente con lo stesso nome dell'autore, Moamin, e identificato con il Kitāb al-mutawakkilī trattato in lingua araba «molto esteso e dettagliato, a differenza dei trattati occidentali precedenti»Il de Arte venandi cum avibus e i trattati ad esso collegati , dal sito del CESN - Centro europeo di studi normanni, sulla falconeria, sulla «conoscenza, sull'addestramento e la cura degli uccelli da caccia, con un'appendice sui cani da caccia»Baudouin van den Abeele, , Enciclopedia Federiciana, Vol. I, Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani.

Il trattato fu tradotto in latino nel 1250, da Maestro Teodoro, per volere dell'imperatore Federico II di Svevia, con il titolo De scientia venandi per aves: questa traduzione è conosciuta e citata spesso come Moamin latino.

Con la versione latina del tratta inizio una notevole tradizione letteraria sulla falconeria: il Moamin latino ebbe un ruolo importante nella genesi del De arte venandi cum avibus federiciano; inoltre, attraverso la traduzione latina, l'opera araba conobbe una notevole fortuna letteraria, essendo nota da diverse trascrizioni amanuensi, da traduzioni in lingue volgari (tra cui quella in francese antico voluta da Re Enzo) e perfino da una cinquecentina a stampa. Il trattato arabo conobbe anche una traduzione indipendente in lingua castigliana, nel 1252, due anni dopo la sua versione latina, sotto il titolo di Libro de los animales que caçan.

Fortuna del trattato

Il trattato conobbe una notevole fortuna, con una diffusione superiore a quella del De arte venandi cum avibus federiciano, testimoniata dalle molte trascrizioni amanuensi, ben ventotto, distinte in due famiglie (α e βGiovan Marco (Cinico), Libro de Moamyn, CASVI (Censimento, archivio e studio dei volgarizzamenti italiani), dal sito della Scuola normale superiore di Pisa) e dalle varie volgarizzazioni in lingue romanze, tramandate in sette manoscritti è una cinquecentina a stampa.

Volgarizzamenti

Tra le versioni in lingue europee, si segnala quella in antico francese che Re Enzo, recluso a Bologna, ordinò a Daniel Deloc da Cremona (1249-1272), quella trecentesca in toscano di Maestro Moroello da Sarzana, e quella quattrocentesca in napoletano di Iammarco Cinico per Ferrante d'AragonaLibro de' falconi et altri uccelli di rapina, volgarizzato dal calligrafo della corte aragonese Giovan Marco Cinico (o Giovan Marco da Parma, Parma, 1430 circa - Napoli, 1503 circa), allievo di Pietro Strozzi.. Esiste anche una versione parziale a stampa, in italiano, una cinquecentina di Sebastiano Antonio de MarinisLaura Minervini, , Enciclopedia Federiciana, Vol. II, Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani (1547).

Ipotesi su un secondo trattato di falconeria federiciano

È stato anche ipotizzato da alcuni che il Moamin fosse incorporato in un secondo Falkenbuch di proprietà di Federico IIAnna Laura Trombetti Budriesi, , Enciclopedia Federiciana, Vol I, Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani. La congettura, avanzata originariamente da HaskinsCharles Homer Haskins, "The of the Emperor Frederick II", in The English Historical Review, 36 (1921), pp. 334-355., è stata in seguito ripresa da altri studiosi, tra cui in particolare Johannes FriedJohannes Fried, Kaiser Friedrich II, als Jäger oder ein zweites Falkenbuch Kaiser Friedrichs II.?, «Nachrichten der Akademie der Wissenschaften in Göttingen», Philologisch-Historische Klasse, 4, 1996, e accolta infine da Anna Laura Trombetti Budriesi, autrice di un'edizione critica (con traduzione italiana) del De arte venandi cum avibus federicianoAnna Laura Trombetti Budriesi, . L'arte di cacciare con gli uccelli. Edizione critica e traduzione italiana del ms. lat. 717 della Biblioteca Universitaria di Bologna collazionato con il ms. Pal. Lat. 1071 della Biblioteca Apostolica Vaticana, prefazione di Ortensio Zecchino, Roma-Bari, Laterza, 2000

Libro de los animales que caçan

Allo stesso originale arabo è riconducibile un'opera sorta nell'ambiente letterario e culturale di Alfonso X il Saggio, sebbene con una traduzione diretta dall'arabo e del tutto indipendente: si tratta del Libro de los animales que caçan (circa 1250, di poco posteriore alla traduzione di Teodoro di Antiochia), in castigliano conosciuto da due testimoni, entrambi incompleti, alla Biblioteca Nacional de España José Manuel Fradejas Rueda (a cura di), 'Muhammad ibn Abd Allah ibn Umar al-Bayzar (Moamín). Libro de los animales que cazan, Madrid 1987 [ testo online, Archivo Iberoamericano de Cetrería, Università di Valladolid ISSN 1887-5343]

Note

Bibliografia , Enciclopedia Federiciana, Vol. II, Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani Baudouin van den Abeele, , Enciclopedia Federiciana, Vol. I, Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani Laura Minervini, , Enciclopedia Federiciana, Vol. II, Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani Anna Laura Trombetti Budriesi, , Enciclopedia Federiciana, Vol I, Istituto dell'Enciclopedia Italiana Treccani François Viré, Sur l'identité de Moamin le fauconnier. Communication à l'Académie des inscriptions et belles lettres, avril-juin 1967, Parigi, 1967, pp. 172–176 Johannes Fried, Kaiser Friedrich II. als Jäger oder ein zweites Falkenbuch Kaiser Friedrichs II.?, «Nachrichten der Akademie der Wissenschaften in Göttingen», Philologisch-Historische Klasse, 4, 1996 Charles H. Haskins, The of the Emperor Frederick II, in «The English Historical Review»", 36 (1921), pp. 334–355 Il de Arte venandi cum avibus e i trattati ad esso collegati , dal sito del CESN - Centro europeo di studi normanni Edoardo D'Angelo, Falconeria normanna , dal sito del CESN - Centro europeo di studi normanni Giovan Marco (Cinico), Libro de Moamyn, CASVI (Censimento, archivio e studio dei volgarizzamenti italiani), dal sito della Scuola normale superiore di Pisa José Manuel Fradejas Rueda (a cura di), 'Muhammad ibn Abd Allah ibn Umar al-Bayzar (Moamín). Libro de los animales que cazan, Madrid 1987 [ testo online, Archivo Iberoamericano de Cetrería, Università di Valladolid ISSN 1887-5343] Serena Modena, Schede Livre de Moamin, Livre de Ghatrif e Daniele Deloc, in Repertorio informatizzato antica letteratura franco-italiana (Rialfri) .

Voci correlate De scientia venandi per aves Falconeria Federico II di Svevia, De arte venandi cum avibus Guicennas, De arte bersandi Hunayn ibn Ishaq Libro de los animales que caçan

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