Numerose le pubblicazioni a cui ha partecipato e le serie da lui portate al successo: tra queste Lucky Luke e, in sodalizio con il disegnatore Albert Uderzo, Asterix. È anche autore dei racconti per bambini della serie Le petit Nicolas.

Biografia Primi anni René Goscinny nasce a Parigi da una coppia di emigranti polacchi di religione ebraica: il padre è Stanisław Simcha Gościnny, un ingegnere chimico di Varsavia, la madre è Anna Bereśniak, originaria di Chodorków, un villaggio nei pressi di Żytomierz (oggi Žytomyr, in Ucraina). È il secondogenito, preceduto dal fratello Claude di sei anni più grande. Quando aveva solo due anni, il padre trova un posto da ingegnere chimico a Buenos Aires e si trasferisce con l'intera famiglia. I Goscinny non rompono i legami con la Francia, tornando in patria appena possono e facendo studiare i figli nelle scuole in lingua francese. È in Sud America che il piccolo René scopre la letteratura a fumetti.

Con lo scoppio della Seconda guerra mondiale, una parte della sua famiglia rimasta in Europa, conoscerà la tragedia dell'Olocausto, con la morte di undici di loro nei lager di Auschwitz e Pithiviers. Nel frattempo Goscinny trascorre un'infanzia felice, ma nel 1943, poco dopo il conseguimento del diploma, suo padre muore per un'emorragia cerebrale. Sfumato il progetto di entrare ad una scuola di Belle Arti - all'inizio della guerra realizzava caricature dei dittatori europei - è costretto a cercare lavoro. Inizia a svolgere l'attività di aiuto contabile in una ditta di pneumatici, lavoro che troverà ingrato, per poi divenire apprendista disegnatore in una agenzia pubblicitaria.

Nel 1945, con la madre al seguito, si trasferisce a New York presso suo zio Boris. Per evitare il servizio militare sotto l'esercito statunitense, nel 1946 torna in patria per arruolarsi nell'esercito francese, venendo inquadrato nel 141º battaglione di fanteria alpina. Viene nominato disegnatore ufficiale del reggimento, lavorando a illustrazioni e poster per l'esercito.

Primi lavori Terminato il servizio militare per René iniziano sette anni difficili. Conosce e condivide magri pasti con Wili Elder, Jack Davis e Harvey Kurtzman, che saranno i futuri padri della rivista demenziale Mad, ma a quell'epoca lui e i suoi amici si barcamenano in attesa di vere opportunità. René prova a lasciare il lavoro precario con ben poca fortuna. Le sue lettere di assunzione ricevono innumerevoli rifiuti e, quando finalmente riesce a farsi assumere come illustratore per l'infanzia, il suo editore fallisce.

Goscinny ha spesso ripetuto che l'ambizione della sua vita era diventare umorista, far ridere la gente, ma dal principio non sapeva ancora bene come. Negli Stati Uniti d'America non poteva certo fare l'attore o lo scrittore, visto che quasi non conosceva la lingua; due disegnatori europei emigrati negli USA, Gillain e Morris, gli offrono una possibilità indicandogli il settore dei fumetti. Goscinny sarà costretto a fare da solo i disegni delle sue prime storie. Non essendo molto dotato tecnicamente spesso deve sopperirvi attraverso la sceneggiatura. Ad esempio ha problemi a disegnare le auto e per evitare di farlo quando i suoi personaggi hanno fretta si mettono a correre.

Nel 1951 gli stessi Gillain e Morris lo presentano a Georges Troisfontaines, direttore di una agenzia stampa in Belgio. Nell'ambiente è una semplice formula di cortesia, ma al neofumettista basterà per imbarcarsi nell'avventura e presentarsi un mese dopo con diciannove tavole di Dick Dicks, la sua prima serie. Il direttore rimane colpito dal risultato e si impegnerà, con scarso successo, per venderla come striscia quotidiana ai giornali del paese.

L'incontro con Uderzo Il disegnatore Albert Uderzo lavora già da alcuni anni in Francia per France Dimanche, facendo reportage a disegni. In quel periodo il redattore di un'agenzia sentiva vagamente una notizia, ne inventava i dettagli e passava il tutto al disegnatore perché realizzasse una bella tavola drammatica. Anche se si trattava di un lavoro ben pagato, era sempre un lavoro di ripiego. Ma un giorno si presenta un certo Yvan Chéron, proprietario di una agenzia di stampa belga, che propone ad Albert di disegnare altro: i fumetti. Il Belgio di quegli anni è l'El Dorado della strip e Uderzo accetta l'invito a Bruxelles.

Lì il proprietario dell'agenzia e il suo amico Georges Troisfontaines hanno fondato due agenzie indipendenti, la World Press e la International Press, due agenzie che però condividevano la stessa sede e gli stessi autori. Nel dicembre del 1951 Uderzo sta finendo in tutta fretta Belloy, le chevalier sans armure. Per recuperare un po' del tempo perduto, World Press utilizza come corriere tra le due agenzie un giovane francese di ritorno dagli Stati Uniti d'America ed ancora senza contratto: Goscinny. È così che René e Albert si incontreranno per la prima volta.

Lucky Luke Per Goscinny il 1950 rimane un anno difficile, da precario, ma deve resistere finché il suo Dick Dicks non sarà pubblicato. Nel frattempo scrive le prime sceneggiature per la serie Lucky Luke. Morris, al secolo Maurice de Bévère, rimane colpito dalla professionalità e genialità di René. Grazie alle sue idee la serie si trasforma: il fumetto di Lucky Luke si trasforma in una caricatura del genere western, Lucky Luke sarà sì un cowboy silenzioso, ma avrà un cavallo parlante e non farà mai ricorso alla violenza. La censura ebbe sicuramente un suo peso nella scelta compiuta dall'autore di escludere avvenimenti e scene classiche dello scontro tra il bene e il male: infatti la censura era già riuscita a bandire tali prerogative da personaggi di successo come Tarzan e Superman. Rinunciare a duelli all'ultimo sangue, morti e ferimenti diventava soprattutto una sfida di inventiva: eliminare il cattivo di turno con una simpatica trovata, sempre nuova.

La coppia Goscinny-Uderzo

Nonostante il suo importante ruolo nella serie, René Goscinny deve rimanere ancora nell'ombra; potrà apporvi solo le sue iniziali R.G. Inizierà a firmare le storie per esteso solo perché Georges Remy, alias Hergé, teme possibili confusioni. Dick Dicks trova un acquirente, la Wallonie, e l'autore si trasferisce nell'ufficio parigino della World Press. Ritrova Albert Uderzo e stringe amicizia col suo nuovo vicino di scrivania. Uderzo lavorava principalmente per serie realiste, alla maniera dei cartoonist statunitensi, ma la sua vera passione rimane la comicità: ogni foglio da lui composto viene sistematicamente riempito di caricature. Troisfontaines affida allora all'inedita coppia un compito inatteso: la rubrica del galateo, sul femminile Bonnes Soirées. Goscinny e Uderzo per scriverne i testi si rifanno ad un manualetto belga, pieno di regole comicamente desuete. Tra una risata e l'altra i due imparano a lavorare insieme. I due provano il lavoro in coppia: nasce così Jehan Pistolet, corsaire prodigieux, testi di Goscinny e disegni di Albert Uderzo.

Nel 1952 World Press sogna un grande lancio negli Stati Uniti ed il duo risponde con una nuova serie: Oumpah-Pah le peau-rouge. Un indiano moderno con lavatrici e televisori sotto il teepee. I due ricordano quegli anni come un lavoro ininterrotto: Jehan Pistolet, Benjamin et Benjamine, Luc Junior, collaborazioni, racconti, e così via. Nel 1955 inizia una serie unica nel suo genere, per la quale René Goscinny prova una tenerezza particolare. Prima come fumetto, e poi come testo illustrato, immagina con Sempé il racconto in prima persona della vita di un bambino, Le petit Nicolas. Non il solito Pierino, ma un bambino normale: goloso, chiacchierone, che ama giocare e divertirsi. I bambini si ritrovano in Nicolas, nella sua psicologia, mentre gli adulti assaporano l'ironia e ricordano la loro infanzia.

L'agenzia Edipresse Nel 1956 René viene licenziato da un giorno all'altro da Troisfontaines, convinto che l'umorista sia diventato un agitatore sindacale. Albert, che lavorava in esclusiva, rimane con un pugno di mosche in mano. Fortunatamente la redazione di World Press decide di mettersi in proprio. Nasce Edipresse, agenzia di stampa e pubblicità. Jean Hébrard fornisce i capitali e la sede, Goscinny, Uderzo e Charlier contribuiscono en nature, cioè con il loro lavoro.

Tutto ruota attorno alla pubblicità. La commessa principale è Pistolin il giornale pubblicitario della Chocolat Pupier. A questa si sommano in seguito le storie pubblicitarie per la Chambre syndicale de la Margarine, Pétrole Hahn con la sua famille Cockalane, la Chambre syndicale de la Haute Couture e altri lavori. Edipresse accetta ogni lavoro, Goscinny e Uderzo fanno addirittura delle storie realiste. Nel frattempo Goscinny moltiplica le collaborazioni: Franquin, Tibet, De Moor, Maréchal, Macherot, Dino Attanasio, Berckmans e altri ancora. L'esperienza alla World brucia ancora e vuole ad ogni costo evitare che si possa ripetere.

Grazie a questi nuovi contatti il Journal de Tintin accoglie nelle sue pagine alcune storie del duo Uderzo-Goscinny. Poco dopo giunge la grande rivincita: pubblicare quell'Oumpah-Pah che Dupuis aveva snobbato sei anni prima. La serie viene ritoccata, ambientandola nel 1700 e affiancando al pellerossa un incipriato colonizzatore: Hubert de la Pâte Feuilletée. Le storie sono molto belle, ma un sondaggio dell'edizione belga del giornale mette la strip solo al dodicesimo posto. L'orgoglio dei due è ferito e, ormai impegnati su nuovi progetti, decidono di interrompere la serie.

Il giornale per adolescenti Pilote Nel 1959 Radio Luxembourg fa una proposta coraggiosa per quei tempi: fondare un giornale per i giovani, la radio come supporto pubblicitario. Fondare un giornale è una prospettiva allettante, che Goscinny affronta con un anno intero di contrattazioni e tavole rotonde: tutti a Radio Luxembourg vogliono dire la loro. François Clauteaux, futuro direttore del giornale, inventa il titolo: Pilote, il giornale che pilota i bambini.

Le fatiche di Goscinny sono ricompensate: Pilote è il primo periodico francese a fumetti e l'unico ad essere diretto dai suoi stessi autori, una vera rivoluzione. Gli autori Charlier e Goscinny si dividono i compiti: il primo controlla le storie realiste, il secondo quelle comiche. Lavorano uno di fronte all'altro: la scrivania di Goscinny è vuota, impeccabile, mentre quella del ritardatario Charlier straripa di oggetti che regolarmente invadono il campo del collega. Riunire la redazione è difficile, Edipresse è sulla lista nera della concorrenza e gli editori minacciano di licenziare chi collabora. Nonostante tutto il giornale esce il 29 ottobre 1959, lanciato da un giorno intero di pubblicità alla radio. Le grand magazine illustré des jeunes vende ben copie in un giorno.

Per la prima volta un giornale è pensato per gli adolescenti, e non per i bambini. Il tono liceale (potache) è nuovo e divertente. Giochi ed articoli occupano più pagine che i fumetti, ma la loro qualità rimane altissima. Le Petit Nicolas di Goscinny-Sempé, Michel Tanguy di Charlier-Uderzo, Le Démon des Caraïbes di Charlier-Hubinon ed altri ancora.

Nascita di Asterix Su Pilote debutta anche una nuova serie, introdotta da un breve commento:

L'intenzione di François Clauteaux, direttore del giornale, era di dare ai lettori un po' di folclore francese, invece dei soliti gialli e western. Goscinny e Uderzo decidono allora di adattare a fumetti le Roman de Renart. Per evitare paragoni con altre serie bisogna trovare una nuova idea. Uderzo ricorda così il lungo brain storming con cui è nato Asterix: