Las, qu'i non sun sparvir, astur ("Ahi, non esser sparviero o astore!") è l'incipit di una cobla (poesia costituita di una sola stanza) di autore anonimo, scritta in antico occitano. Scoperta ai margini di un manoscritto dell'XI secolo nella British Library, è possibile che sia stata aggiunta verso la fine di questo secolo, certamente da uno scriba germanico. Viene pubblicata per la prima volta nel 1984 e tradotta in francese e in inglese.
Nella poesia l'amante esprime il desiderio erotico e la nostalgia per la sua soddisfazione immaginando di essere uno sparviero o un astore, uccello da preda più pregiato, sì da poter volare fino a lei. Nel medioevo, il valore di uno sparviero era proporzionale alla sua somiglianza all'astore, per quanto riguarda le dimensioni, forza e bellezza. Il simbolismo dell'amante maschio come uccello da preda ricorre nella lirica trobadoricaBernart Marti, Bel m'es lai latz la fontana (Ben m'aggrada vicino alla fontana). e nel Minnesang del medioevo germanico,Der von Kürenburc, Ich zôch mir einen falken (Ho addestrato un falcone). iniziato un secolo dopo. L'opposizione di gioia (joi) e dolore (dolor) diventerà un punto di forza dei trovatori.
Note
Bibliografia Pierre Bec. "Prétroubadouresque ou paratroubadouresque? Un antécédent médiéval d'un motif de chanson folklorique Si j'étais une hirondelle..." Cahiers de civilisation médiévale, 47 (2004):153–62. William D. Paden. "Before the Troubadours: The Archaic Occitan Texts and the Shape of Literary History." "De sens rassis": Essays in Honor of Rupert T. Pickens. Ed. by Keith Busby, Bernard Guidot, and Logan E. Whalen. Amsterdam: Rodopi, 2005, pp. 509–28. William D. Paden and Frances F. Paden. Troubadour Poems from the South of France. Cambridge: D. S. Brewer, 2007.
Categoria:Letteratura occitana