Un mese con Montalbano è una raccolta di trenta racconti di Andrea Camilleri, pubblicata per la prima volta nel 1998 dalla Mondadori Editore; nel 2018 il libro viene ripubblicato da Sellerio Editore di Palermo.
Il titolo si collega al numero di racconti, che coinvolgerebbero il lettore per un mese esatto, leggendo un racconto ogni giorno, come afferma lo stesso autore nella nota conclusiva. Sempre a detta dello scrittore, la serie è stata realizzata in poco più di un anno e due mesi, fra il 1º dicembre 1996 e il 30 gennaio 1998. Gran parte dei racconti sono inediti, mentre altri furono pubblicati precedentemente in alcune riviste locali.
Racconti
La lettera anonima Al commissario di polizia di Vigata viene recapitata una lettera anonima. Il messaggio afferma che Annibale Verruso vuole uccidere la moglie Serena Peritore, dopo aver scoperto di essere stato tradito. Per Montalbano questa lettera è particolarmente sospetta perché il potenziale assassino non avrebbe alcun motivo per avvisare la polizia e nessun'altra persona oltre al potenziale assassino dovrebbe essere a conoscenza delle sue intenzioni.
Spacciandosi per un alto dirigente, Montalbano riesce a ottenere alcune informazioni dal Consorzio Agrario di Montelusa dove lavora Verruso. Successivamente, il commissario si reca con un pretesto a visitare la coppia e scopre che effettivamente qualcuno sta tradendo l'altro. Dalle parole del poliziotto Germanà, Montalbano viene a sapere che Serena intrattiene una relazione con un amico d'infanzia, Giacomino Agrò. La donna ha preferito sposare Verruso solo per poter avere una vita più agiata. Montalbano scopre anche che Verruso è stato derubato della rivoltella che aveva acquistato su consiglio della moglie dopo che la sua casa a Monterussello era stata svaligiata.
Dopo aver interrogato la signora, il commissario ottiene conferma dei suoi sospetti: la moglie insieme con l'amante aveva deciso di uccidere il marito, inscenando una rapina. Non era stata la moglie a spedire la lettera anonima, ma lo stesso amante che, impaurito da cosa stavano per fare, aveva voluto avvertire Montalbano.
L'arte della divinazione Il preside del liceo di Vigata si precipita nell'ufficio di Montalbano per denunciare un tentativo di omicidio ai suoi danni. I sospetti dell'uomo sono rivolti all'insegnante di francese che, improvvisandosi divinatore, gli aveva predetto che "il tredici febbraio sarebbe scampato da un colpo, ma che entro tre mesi non sarebbe stato più con loro". Il commissario convoca l'insegnante di francese per sapere la sua versione dei fatti, ma non può incriminarlo in quanto non esiste alcuna prova che il docente abbia cercato di uccidere il suo datore di lavoro. Il preside, pensando che Montalbano stia prendendo sottogamba la questione, racconta la sua vicenda a Pippo Ragonese, giornalista di Televigata. La notizia inizia a spargersi in tutto il paese ma il preside non ottiene la giustizia sperata: i vigatesi pensano che l'aggressione subita sia un avvertimento mafioso e iniziano a togliergli il saluto e la moglie si arrabbia moltissimo per non essere stata avvertita dell'accaduto e lo lascia. L'uomo è costretto quindi a trasferirsi, facendo involontariamente avverare la predizione.
La sigla Montalbano si ritrova a indagare sull'assassinio di Calorio, un mendicante che viveva all'interno del relitto di un'imbarcazione sulla spiaggia di Marinella. Calorio non aveva nemici in paese e Montalbano lo conosceva perché si fermava spesso a parlare con lui di romanzi e di letteratura. La scientifica rivela che la vittima aveva avuto il tempo di tracciare la sigla "POE" sulla sabbia prima di morire. Montalbano capisce che Calorio voleva lasciargli un messaggio, facendo riferimento allo scrittore Edgar Allan Poe e in particolar modo al racconto "Manoscritto trovato in una bottiglia". Il commissario trova quindi un messaggio in una bottiglia all'interno del relitto. Su questi fogli il mendicante ha raccontato tutta la storia della sua vita e, tra le righe, è rivelato anche il nome dell'assassino.
Par condicio A Vigata, gli omicidi delle famiglie mafiose dei Sinagra e dei Cuffaro ai danni dei reciproci affiliati si sono sempre alternati. Un giorno però la par condicio non viene rispettata con l'assassinio di Angelo Bonpensiero, marito di Mariuccia Cuffaro, e uomo della stessa famiglia Cuffaro, dopo che, poco tempo prima, era stato eliminato un altro della stessa famiglia. Montalbano cerca di capire cosa sia accaduto.
Amore Michela, bellissima giovane di una poverissima famiglia, ad appena quindici anni fugge da casa per cercare una vita migliore, sino a quando s'innamora, riamata, del ragioniere del locale cementificio. Ma un giorno nell'ufficio di Montalbano si presenta la madre della giovane per denunciarne la prolungata assenza e soprattutto la mancanza dei denari che la figlia le dava mensilmente. In realtà Michela è scomparsa perché ha voluto regalare al suo amato ragioniere qualcosa che non ha mai dato agli altri uomini che ha conosciuto.
Una gigantessa dal sorriso gentile Il ginecologo Landolina, regolarmente maritato con una gigantessa dal sorriso gentile, offre serie garanzie di integrità etica e professionale: così almeno a giudizio della severa famiglia di Mariuccia che viene affidata alle sue visite mediche che però si trasformano ben presto, con reciproca soddisfazione, in incontri d'altra natura. Ma ogni bel gioco, come quello del dottore e del malato, dura poco: Landolina scompare dalla circolazione suicidandosi alla scoperta che Mariuccia è rimasta incinta. Così almeno sembra che stiano le cose ma a Montalbano la faccenda "non quatra".
Un diario del '43 Il preside Burgio è entrato in possesso di un interessante diario, risalente al 1943, di un giovane fanatico fascista che, venuto in possesso di diverse bombe a mano, racconta di star progettando un attentato contro gli americani sbarcati in Sicilia. Montalbano inizia un'indagine nel passato per scoprire se il giovane mise in atto il suo piano.
L'odore del diavolo La signora Clementina Vasile Cozzo, la maestra paralitica in pensione che ha conosciuto e aiutato Montalbano in altre indagini, confida al suo amico commissario che la sua insegnante delle elementari, Antonietta, ormai un'anziana di novantacinque anni, è perseguitata dal diavolo che avverte della sua presenza con un disgustoso odore di zolfo e di fogna. Montalbano, che non è certo un "chiesastico", non crede si tratti di presenze demoniache, e incomincia a indagare su questi strani avvenimenti. Avendo intuito giustamente, coglierà sul fatto il nipote dell'anziana signora mentre si stava introducendo nell'abitazione della zia, munito di un costume da diavolo e di una boccetta contenente un composto chimico dall'odore di zolfo e di fogna. Si scoprirà che il nipote, Filippo, aveva agito in tale modo per far vendere a basso prezzo dalla zia l'abitazione "infestata dal diavolo" ad alcuni suoi soci nell'affare.
Il compagno di viaggio Il commissario prende il treno e, nello stesso scompartimento, c'è un uomo che ha appena ucciso la moglie.
Lo scrittore, nella Nota alla fine del libro, spiega che lo spunto per questo racconto gli venne offerto dal Noir in Festival di Courmayeur; il racconto è poi apparso nel maggio del 1997 sulla rivista Sintesi.
Trappola per gatti
In via Roma i negozianti pagano il pizzo alla famiglia Sinagra tramite il padrone del negozio di scarpe Pepè Rizzo, il quale non è un mafioso, ma soltanto un uomo sotto ricatto. Tramite un ingegnoso stratagemma, una trappola per gatti appunto, Montalbano riuscirà ad arrestare due membri della famiglia per spaccio di denaro falso.
Miracoli di Trieste Montalbano si reca a Trieste per un convegno. Qui gli viene sottratto il portafoglio ma, quando si reca alla hall dell'albergo, il portiere glielo riconsegna intatto. Il commissario si chiede quindi che senso abbia eseguire un furto simile.
Il racconto - a quanto afferma l'autore nella Nota di fine testo - venne realizzato in occasione del festival Piazza Gutenberg su proposta del suo amico triestino Piero Spirito. La stessa storia è apparsa in Raccontare Trieste, un piccolo saggio edito nel giugno 1997.
Icaro Tre tedeschi aprono un circo a Montelusa: una donna, suo marito e il fratello (e amante incestuoso) della donna. Un circo molto particolare apprezzato dai paesani e soprattutto dal "femminaro" Mimì Augello poiché lo spettacolo principale offre agli spettatori eccitanti visioni femminili. Un ragazzo del paese si innamora così della bellissima artista che riuscirà a possedere nel suo camper. Scoperto però dal fratello e dal marito della giovane, verrà usato per l'ultimo spettacolo: messo in mutande e in casco da astronauta viene appeso, novello Icaro, a un cavo collegato a un elicottero che vola a 30 metri di altezza dal palco.
L'avvertimento Un barbiere, noto fascista di Parma, ne ha fatte di cotte e di crude nella sua città contro i nemici politici. Caduto il fascismo, si è rifugiato a Vigata dove ha fatto fortuna con un salone di barbiere che ha tramandato al figlio Carlo Memmi che si è nel frattempo sposato e ha ampliato l'attività dopo la morte del padre: questi infatti, preso da nostalgia, è tornato nella sua città e lì è stato eliminato da chi, dopo tanti anni, non aveva dimenticato. Carlo Memmi ha poi venduto il suo salone e ora può dedicarsi alla sua passione di cacciatore e pescatore, quand'ecco che subisce una serie di incendi dolosi e attentati che culminano con l'avvelenamento del suo amato cane da caccia Pippo. Montalbano non crede che si tratti di avvertimenti mafiosi.
Being here... Dall'America ritorna finalmente al suo paese un emigrante che però passeggiando per Vigata scopre di essere morto perché sul monumento ai caduti compare il suo nome. Montalbano dovrà far luce su questo, per lui, intrigante mistero.
Il patto Montalbano riaccompagna a casa un'anziana signora che stava camminando in piena notte sul ciglio della strada.
Il giorno successivo, viene chiamato a indagare sull'omicidio di un professore in pensione, ucciso a colpi di pistola nel suo studio. A seguito di una ricerca, Montalbano trova un frammento di fotografia bruciato, nel quale è raffigurata Angela Clemenza, la donna della notte precedente. Il successivo colloquio con Angela è risolutivo: quest'ultima dichiara di essere l'omicida, di essere stata l'amante del professore e che non si erano mai sposati per un'antica faida tra famiglie le quali, proprio come per Romeo e Giulietta, non avevano mai acconsentito alla loro unione; la loro relazione era allora continuata clandestinamente, finché, pochi giorni prima della sua morte, il professore non aveva confidato all'amante di essersi innamorato di un'altra. La donna, a questo punto, mostra un patto stipulato negli anni '30 nel quale si diceva che se uno dei due si fosse innamorato di una terza persona, allora sarebbe dovuto morire.
Il racconto si conclude con una riflessione di Montalbano, indeciso se arrestare o meno l'anziana.
Quello che contò Aulo Gellio Aulo Gellio, l'antico scrittore latino, nelle sue Noctes atticae raccontava di Androclo, uno schiavo fuggitivo, che era diventato amico di un leone a cui aveva curato la zampa trafitta da una spina. Quando Androclo, divenuto cristiano, era stato condotto nel circo per essere sbranato era stato riconosciuto dal leone che, invece di azzannarlo, gli aveva leccato la mano: un evento giudicato miracoloso che aveva procurato la grazia della vita ad Androclo.
Anche Montalbano, mentre tranquillamente sta aspettando di cenare in una sperduta trattoria da lui scovata nei suoi giri gastronomici, subisce l'incursione di due malfattori mascherati di cui uno è seriamente intenzionato a farlo fuori; ed ecco che, come nel racconto di Androclo, uno dei due delinquenti colpisce il collega alla testa e salva così Montalbano da morte sicura. Perché lo ha fatto?
Il vecchio ladro