LEpifania (nome completo: Epifania del Signore), detta Teofania nell’Oriente cristiano, è una festa del cristianesimo celebrata il 6 gennaio. Essa commemora la manifestazione (theopháneia) di Gesù Cristo come Dio Figlio incarnato ed è una delle più antiche solennità cristiane, insieme a Pasqua e Pentecoste.
Nel cristianesimo occidentale la festa ricorda principalmente l’adorazione dei Magi e la rivelazione di Cristo ai Gentili; nelle Chiese orientali è invece incentrata soprattutto sul battesimo di Gesù nel fiume Giordano, evento in cui Gesù viene manifestato come Figlio di Dio dalla voce del Padre e dalla presenza dello Spirito Santo.
L’Epifania rientra nel periodo natalizio ed è tradizionalmente associata ai Dodici Giorni di Natale. La data della celebrazione è il 6 gennaio per le Chiese che seguono il calendario gregoriano, mentre corrisponde al 19 gennaio nel calendario civile per quelle che adottano il calendario giuliano. In Italia la ricorrenza è popolarmente nota come Befana, termine di origine profana che designa la figura folcloristica legata alla festa.
Storia Il termine greco era già utilizzato nell’antichità per indicare la manifestazione di una divinità attraverso segni o apparizioni; in ambito cristiano assunse il significato di manifestazione della divinità di Cristo.
Alla fine del II secolo, il teologo Tito Flavio Clemente d'Alessandria documenta che alcune comunità cristiane di Alessandria d'Egitto, in particolare quelle influenzate dallo gnosticismo basilidiano, celebravano il battesimo di Gesù e la manifestazione del Signore al mondo nel mese di Tobi del calendario alessandrino, data corrispondente al 6 gennaio del calendario moderno.
Nei primi secoli cristiani, la nascita di Gesù, il battesimo e l’annuncio agli angeli erano talvolta commemorati insieme come manifestazioni della divinità di Cristo. A partire dal III secolo, molte comunità cristiane del Vicino Oriente distinsero tre eventi principali associati all’Epifania: l’adorazione dei Magi, il battesimo di Gesù nel fiume Giordano e il primo miracolo a Cana. Nelle comunità di Gerusalemme, il Natale non veniva inizialmente celebrato il 25 dicembre: secondo il pellegrinaggio di Egeria, la festa della manifestazione del Signore si teneva il 6 gennaio, seguita da otto giorni di celebrazioni liturgiche. La separazione della celebrazione del Natale e del battesimo facilitò l’organizzazione dei pellegrinaggi sia a Betlemme che al Giordano.
Giovanni Crisostomo Nel 386 Giovanni Crisostomo, in contrasto alle ricorrenze giudaiche, sostenne fermamente la celebrazione del Natale al 25 dicembre. Pertanto, sia le comunità cristiane di Antiochia, quindi della Tracia e dell'Anatolia, si adeguarono a tale data. La convinzione, forse forzata, dello stesso Crisostomo fu quella che, a sua interpretazione arbitraria dei Vangeli, il Battista fu concepito in settembre, pertanto Gesù, di sei mesi più giovane, fu concepito a marzo, e quindi nacque in dicembre. Tuttavia, alcuni storici come Erbes, darebbero le date liturgiche separate del Natale e dell'Epifania già come tacitamente pre-accordate già durante il Concilio di Nicea del 325. Certo è che, sia Giovanni Crisostomo, sia un altro famoso Padre della Chiesa, Girolamo, sostennero che, se il Signore si manifestò in Gesù bambino a Betlemme, Egli si rese veramente pubblico trent'anni dopo, nel Gesù adulto del Giordano. Pertanto, già sul finire del IV secolo, adorazione dei Magi e Battesimo di Gesù divennero due ricorrenze separate.
Epifanio di Salamina L'“Epifania” intesa come solo Battesimo di Gesùil battesimo di Gesù avvenne poco prima dell'inizio del suo ministero all'età di circa 30 anni, fu ad opera di Giovanni Battista come riportato nei vangeli Mat. 3.13-17, Luc. 3.2; Mar 1.9-11; Giov 1.32-34 fu riconfermata dal teologo Epifanio di Salamina, uno dei Padri della chiesa. Essa doveva ricadere 12 giorni dopo la ricorrenza del Natale, questo probabilmente per assorbire gli antichi simbolismi del numero 12 nei precedenti riti pagani del Sol Invictus.
Il problema delle date si restrinse solo più nell'adattamento ai vari tipi di calendari; un antico documento, il Cronografo del 354 di Furio Dionisio Filocalo, citava tutte le ricorrenze romano-cristiane dopo il Concilio di Nicea del 325 d.C., compresa l'Epifania; nel 46 però, Giulio Cesare aveva introdotto il calendario giuliano e, a causa di complessi calcoli, quello giuliano risultava sfasato esattamente di 13 giorni più avanti rispetto a quello più recente gregoriano, adottato nel mondo occidentale cattolico dall'anno 1582.
Invece, gli Ortodossi della Chiesa d'Oriente di rito Bizantino, chiamati anche “Cristiani Ortodossi di Vecchio Calendario (o di Calendario Giuliano)”, celebrano l'Epifania il 19 gennaio del nostro calendario, e la chiamano Teofania (=manifestazione di Dio)vedi su Orthodoxwiki.org, mentre il "loro" Natale cade il 7 gennaio. Inoltre, la suddetta Teofania di Calendario Giuliano viene celebrata come la sola Commemorazione del Battesimo di Gesù nel Fiume Giordano. Per la Chiesa di rito romano, madre dell'attuale Cattolicesimo, l'Epifania doveva cadere il 6 gennaio del calendario gregoriano, commemorando la "manifestazione" del Signore attraverso il segno rivelatore dell'adorazione dei Magi a Betlemme, mentre il Battesimo di Gesù, invece, doveva essere separato, e cadere quindi nella domenica immediatamente successiva al 6 gennaio. Fu sempre nello stesso periodo che, per le sole Chiese romane, l'adorazione dei Magi fu fatta coincidere col 6 gennaio piuttosto che col 25 dicembre, sebbene le due ricorrenze commemorino sempre la stessa manifestazione di Betlemme.
Per alcuni paesi cristiani in cui l'Epifania non era istituita come festa di precetto, questa veniva celebrata il lunedì coincidente o successivo al 6 gennaio; nella messa tridentina, invece, il Battesimo di Gesù viene celebrato in un giorno fisso, detto l'“ottava di Epifania” (13 gennaio) e cioè 8 giorni dopo l'Epifania. La ricorrenza del Battesimo di Gesù conclude tutto il periodo natalizio dell'anno liturgico cattolico romano.
Teologia Epifanio di Salamina racconta il Battesimo di Gesù come la manifestazione della divinità:
Riguardo alla nascita di Gesù il testo dei Vangeli, come quello di tutte le altre opere di scrittori antichi, è il frutto di un lavoro storico, filologico e dottrinale che richiede delle scelte tra alternative differenti.
Ad esempio Epifanio cita un passo del vangelo di Luca diverso da quello riportato dalle attuali traduzioni della Bibbia; questa discrepanza è presente in vari codici, tra cui il codice Bezæ: le parole di Dio sono rese Σὺ εἶ ὁ υἱός μου ὁ ἀγαπητό,εγὼ σήμερον γεγέννηκά σε (su ei huios mou ho agapetos, ego semeron gegenneka se, Tu sei il mio figlio prediletto, in questo giorno ti ho generato) al posto di ἐν σοὶ εὐδόκησα (en soi eudokesa, in te mi sono compiaciuto).Catholic Encyclopedia, voce Natale
I Magi sono stati interpretati come Re Magi per l'influsso di Isaia , e sono stati attribuiti loro i loro nomi di Melchiorre (semitico), Gaspare (camitico) e Baldassarre (iafetico).
Secondo il Vangelo di Matteo (2,2) i Magi (non precisati nel numero), guidati in Giudea da una stella (ἀστέρα, da ἀστήρ, stella od astro), portano in dono a Gesù bambino, riconosciuto come "re dei Giudei" (Mt 2,2: βασιλεὺς τῶν Ἰουδαίων), oro (omaggio alla sua regalità), incenso (omaggio alla sua divinità) e mirra (anticipazione della sua futura sofferenza redentrice) e lo adorano.
Con l'Epifania si celebra la prima manifestazione della divinità di Gesù all'intera umanità, con la visita solenne, l'offerta di doni altamente significativi e l'adorazione dei Magi, autorevoli esponenti di un popolo totalmente estraneo al mondo ebraico e mediterraneo. Avvenimento di fondamentale importanza per la tradizione cristiana, che ha trovato riscontro in numerosissime opere d'arte.
Liturgia Nelle Chiese orientali Nelle Chiese cristiane ortodosse la festa è normalmente denominata "Teofania del Signore", e commemora le diverse manifestazioni della divinità di Gesù Cristo, soprattutto il suo battesimo nel Giordano.
Nel rito bizantino le celebrazioni comprendono una veglia notturna, che comincia con i vespri solenni, prosegue con la Divina Liturgia di San Basilio, una grande compieta, la litía, il mattutino, la Divina Liturgia di san Giovanni Crisostomo e una benedizione solenne delle acque, che può avere luogo sia in chiesa sia presso un corso d'acqua, sulle rive di un lago o al mare.
Dove è seguito il calendario giuliano, nel giorno corrispondente al 7 gennaio gregoriano si celebra la Nascita di Gesù, a causa di una differenza di tredici giorni fra calendario gregoriano, promulgato nel 1582, e il calendario giuliano precedente, ancora in uso in alcune Chiese ortodosse; di conseguenza l'Epifania è celebrata il 19 gennaio del calendario civile.
Nelle Chiese ortodosse che osservano il calendario gregoriano (con il calendario giuliano conservato per il solo ciclo pasquale), la Teofania è celebrata il 6 gennaio.
Nella Chiesa latina Nel rito romano l'Epifania è parte del tempo di Natale, cade di norma il 6 gennaio e ha grado di solennità, come lo stesso Natale e il 1º gennaio, giorno di Maria Santissima Madre di Dio. Nei paesi in cui l'Epifania non è festa di precetto, essa si celebra nella domenica che cade tra il 2 e l'8 gennaio.
Prima della riforma liturgica di papa Paolo VI l'Epifania dava inizio al Tempo di Epifania, un periodo del calendario liturgico della durata di otto giorni, tuttora presente nella Chiesa anglicana e in diverse Chiese protestanti.
Esso comprendeva nelle seguenti domeniche e festività: 6 gennaio: Epifania del Signore: Ecce, advenit dominator Dominus; Domenica dopo l'Epifania: festa della Sacra Famiglia di Gesù, Maria e Giuseppe: Exsultat gaudio pater Iusti; 13 gennaio: commemorazione del Battesimo di nostro Signore Gesù Cristo: Ecce, advenit dominator Dominus; quando il 13 gennaio cadeva di domenica, prevaleva la festa della Sacra Famiglia.
Nel rito ambrosiano con la festa ha inizio il Tempo di Epifania, che dura fino all'inizio della Quaresima e prevede la celebrazione di due ricorrenze legate all'infanzia di Gesù: la Sacra Famiglia nell'ultima domenica di gennaio (terza o quarta dopo l'Epifania) e la Presentazione del Signore il 2 febbraio.
Tema artistico
L'episodio dell'Epifania è rappresentato fin dall'epoca romana in bassorilievi, dipinti e altre opere d'arte.
Nella musica Musica classica Johann Sebastian Bach compose due cantate che concludevano il periodo di Natale: Sie werden aus Saba alle kommen (BMW 65) Liebster Immanuel, Herzog der Frommen (BMW 123) Inoltre, per il servizio liturgico dell'Epifania fu pubblicata la Parte VI dell'oratorio Herr, wenn die stolzen Feinde schnauben (BWV 248 VI).
Nel poema sinfonico di Ottorino Respighi intitolato Feste romane il movimento finale si chiama "Bofana" e ha luogo nell'Epifania.
Inni e canti natalizi Nel 1662 il compositore tedesco Georg Weissel pubblicò per la prima volta l'inno Nun liebe Seel, nun ist es Zeit.
Nel 1860 William Chatterton Dix scrisse As with gladness, men of old, legato a varie leggende relative al resoconto dei Magi; intorno al 1857 il reverendo John Henry Hopkins Jr., all'epoca diacono ordinato della Chiesa Episcopale at the Cyber Hymnal, diede alle stampe l'inno We Three Kings of Orient Are, dedicato agli studenti del Seminario Teologico Generale di New York di cui era il direttore musicale.
Un altro inno popolare, meno noto come canto natalizio, è Songs of thankfulness and praise, con parole di Christopher Wordsworth e normalmente suonato sulla melodia "St. Edmund" di Charles Steggall.
L'Epifania come festività civile