Le guerre ottomano-ungheresi comprendono un insieme di numerosi conflitti tra il Regno d'Ungheria e l'Impero ottomano che si conclusero con la distruzione del Regno d'Ungheria e la sua spartizione tra i turchi e gli Asburgo d'Austria.
Il conflitto ottomano-ungherese si sviluppò in concomitanza con l'inasprirsi sul suolo europeo delle guerre bizantino-ottomane. Mentre l'Impero bizantino perdeva sistematicamente territori in favore dei sultani turchi, il potente regno ungherese si ritrovò a guidare in prima persona lo schieramento cristiano nella lotta contro l'avanzata ottomana.
Il primo scontro formale tra la potenza turca e quella ungherese si verificò durante la crociata di Nicopoli (1396) e si concluse con una schiacciante vittoria per il sultano Bayezid I. Nel cinquantennio successivo al disastro di Nicopoli, la lotta contro i turchi venne efficacemente guidata dal capitano ungherese Giovanni Hunyadi che, nonostante la sconfitta subita nella Crociata di Varna (1444), seppe infliggere una pesante sconfitta al sultano Maometto II nell'Assedio di Belgrado (1456).
Il figlio di Hunyadi, Mattia Corvino, re d'Ungheria dal 1458 al 1490, proseguì l'opera paterna, sfruttando come arma primaria nella lotta ai turchi il capace voivoda (principe) di Moldavia Ștefan III cel Mare (v. Guerre ottomano-moldave) che inflisse agli ottomani numerose sconfitte. Il crescente potere del Regno di Polonia spinse però la Moldavia a cercare l'appoggio dei turchi di Bayezid II per mantenere la propria indipendenza.
Padrone dei Principati danubiani di Valacchia e Moldavia, il sultano Solimano il Magnifico (1520-1566) mosse l'attacco definitivo contro l'Ungheria nel 1526. Il giovane re Luigi II d'Ungheria e Boemia venne affrontato, sconfitto ed ucciso nella battaglia di Mohács (29 agosto 1526) che segnò la fine del regno medievale d'Ungheria.
L'occupazione del regno ungherese avviò il conflitto tra i turchi e la casa d'Asburgo poiché Luigi II aveva sposato nel 1522 Maria d'Asburgo, sorella del potentissimo Carlo V d'Asburgo. Il fratello dell'imperatore, Ferdinando I d'Asburgo, mosse immediatamente contro il filo-ottomano Giovanni I d'Ungheria, re-fantoccio nelle mani di Solimano, per difendere l'eredità della sorella ed annettere l'Ungheria ai domini austriaci. La contesa tra Ferdinando e Solimano, causa primaria della spartizione dell'Ungheria sancita dal Trattato di Gran Varadino del 1551, sarebbe stato solo il preludio delle logoranti guerre ottomano-asburgiche.
Antefatto
Fin dal tempo della dinastia degli Arpadi, il Regno d'Ungheria aveva esteso la sua influenza a sud e ad est dei Carpazi creando dei microregni che facessero da cuscinetto tra l'Ungheria, i tartari, i Serbi ed il Secondo impero bulgaro. Con la crisi della dinastia Arpade (inizio XIV sec.), i banati di confine si erano emancipati, divenendo dei principati/despotati autonomi: la Valacchia, l'Oltenia, la Moldavia e la Bosnia.
Una volta divenuti sovrani d'Ungheria, gli Angioini avviarono una fitta serie di campagne politiche e militari per ristabilire il predominio della corona sui territori più esterni del regno. Avviata da Carlo Roberto d'Angiò (sconfitto pesantemente dal voivoda Basarab I di Valacchia nella battaglia di Posada), questa renovatio imperii venne completata dal figlio Luigi I d'Ungheria che ottenne la sottomissione di Valacchia e Moldavia, bisognose di alleati contro i Bulgari, si alleò ai Bosniaci per costringere alla pace i Serbi (1355) e mosse guerra allo Tzar Ivan Stratsimir di Bulgaria nel 1365.
Contemporaneamente al rafforzamento degli Ungheresi sul territorio balcanico-danubiano, dalla penisola anatolica l'Impero ottomano si protendeva sistematicamente verso il suolo europeo, lottando contro il decadente Impero bizantino dei Paleologi e contro le colonie orientali della Repubblica di Venezia: Gallipoli venne conquistata nel 1354, Filippopoli nel 1365 ed Adrianopoli, poi trasformata in capitale dagli ottomani, nel 1369.
Nel 1387, l'erede angioina Maria sposò Sigismondo di Lussemburgo, consegnandogli la corona ungherese e trascinando così nello scacchiere balcanico i regni dell'areale germanico. Nel frattempo, il sultano Bayezid I sconfiggeva i serbo-bosniaci nella battaglia del Kosovo (1389), sottometteva la maggior parte dei Balcani e riduceva l'Impero bizantino all'area attorno a Costantinopoli, tenuta costantemente sotto assedio. Nel 1393 lo Zar bulgaro Ivan Šišman perse la sua capitale, Nicopoli, e suo fratello Ivan Stratsimir divenne vassallo del sultano. Il Regno d'Ungheria si ritrovò così a confinare direttamente con i turchi.
Il primo scontro: la crociata di Nicopoli (1396)
Nel 1394, Papa Bonifacio IX proclamò una nuova crociata contro i turchi. L'appello del pontefice venne ben recepito dai sovrani europei. L'Inghilterra e la Francia si accordarono per una tregua nella guerra dei cent'anni e Riccardo II e Carlo VI si dissero disposti a finanziare l'impresa.
L'esercito crociato al comando di Sigismondo e del duca Giovanni di Borgogna, coadiuvati dal voivoda valacco Mircea il Vecchio, mosse nel 1396 in soccorso di Nicopoli, assediata da Bayezid e da Stefan Lazarevic di Serbia. Nonostante le gravi perdite (si parla di morti turchi) l'esito della battaglia di Nicopoli arrise agli ottomani: i generali cristiani scamparono alla cattura ma diverse migliaia di crociati prigionieri vennero trucidati per ordine del sultano.
La sconfitta di Bayezid da parte di Tamerlano nella battaglia di Ancyra (1402) e la conseguente situazione di caos venutasi a formare nell'Impero ottomano permise all'Ungheria di rafforzare il confine meridionale grazie alle vittoriose campagne dell'alleato Mircea di Valacchia. Mircea occupò nel 1404 la Dobrugia, già parte dell'ormai distrutto impero bulgaro, e successivamente partecipò alla contesa per il trono ottomano (Interregno ottomano) osteggiando l'ascesa di Musa ÇelebiGiurescu, p. 369..
Murad II e Giovanni Hunyadi, 1421-1451
Scomparso Mircea il Vecchio nel 1418, il Regno d'Ungheria trovò un nuovo valente capitano da opporre ai turchi nel nipote di Mircea, Dan II di Valacchia, che riuscì a mantenere il suo principato indipendente fino al 1428.
Mentre l'avanzata turca oltre il Danubio veniva osteggiata dalla Valacchia ed il voivoda di Moldavia Alexandru cel Bun trascinava sullo scacchiere balcanico gli interessi del Regno di Polonia, il sultano Murad II (1421-1451), succeduto al filo-bizantino Maometto I (1413-21), sferrò una massiccia campagna contro l'Impero bizantino. Costantinopoli e Tessalonica vennero assediate congiuntamente nel 1422: l'Assedio di Costantinopoli (1422) si concluse con una netta sconfitta ottomana (la capitale bizantina era infatti massicciamente fortificata e munita di artiglieria d'avanguardia), mentre l'assedio di Tessalonica portò alla conquista della città nel 1430. Sempre nel 1430, Murad stroncò la resistenza dell'Albania ottenendo la sottomissione del principe di Croia Giovanni Castriota.
Sigismondo rispose al crescente potere ottomano aizzando il nuovo voivoda di Valacchia, Alexandru I Aldea, ad attaccare le fortezze turche sul Danubio (1432). Il valacco finì però i suoi giorni (1436) come vassallo dei turchi ed il suo successore, Vlad II Dracul, dovette barcamenarsi tra ungheresi ed ottomani. L'anno successivo (1437), Sigismondo affrontava i turchi nell'assedio di Smederevo, riaprendo il diretto conflitto ottomano-ungherese che sarebbe stato proseguito dai successori.
Mentre sul trono ungherese si susseguivano Alberto II d'Asburgo (1438-1439) e Ladislao III di Polonia (1440-1444), la lotta con i turchi venne gestita da Giovanni Hunyadi, ban di Severin per volontà di Alberto II e signore del Banato e di Transilvania per volontà di Ladislao.
La Lunga Campagna Nel 1440, Hunyadi ottenne una prima significativa vittoria contro i turchi di Murad II in Bosnia. Nel 1441 gli ottomani, ormai padroni di Smederevo, scacciarono Hunyadi dalla Serbia. Nel 1442, presso Nagyszeben, Giovanni sconfisse un esercito ottomano in notevole vantaggio numericoNicolae Iorga, Les aventures "sarrazines" des Français de Bourgogne au XV siècle in C. Marinescu, Mélanges d'histoire générale : vol. I, Cluj, 1927, pp. 40-41. e, poco dopo, cacciò dalla Valacchia i Turchi, spodestò il filo-ottomano Vlad Dracul e lo sostituì con il filo-ungherese Basarab II di Valacchia. Un terzo esercito turco venne sbaragliato da Giovanni presso le Porte di ferro nel luglio del 1443.
Giovanni Hunyadi si adoperò a questo punto per dare una svolta alla crociata bandita da papa Eugenio IV contro gli Ottomani. Con l'appoggio del suo re, Hunyadi intraprese una campagna di riconquista dei Balcani. Al comando dell'avanguardia crociata, Giovanni entrò nei Balcani presso Ihtiman ("I cancelli di Traiano"), riconquistò Niš, sconfisse tre armate turche, conquistò Sofia e, ricongiuntosi al grosso delle forze ungheresi, sconfisse lo stesso Murad presso Snaim. Nel febbraio del 1444 l'esercito crociato riparò a Costantinopoli, dopo aver ormai seriamente compromesso le posizioni turche in Bosnia, Herzegovina, Serbia, Bulgaria ed Albania.
La crociata di Varna
I successi della spedizione crociata di Hunyadi convinsero molti potentati ad allearsi a Ladislao e Giovanni: Đurađ Branković despota di Serbia, Giorgio Castriota Scanderbeg principe d'Albania; Mircea II di Valacchia (seppur suo padre Vlad II fosse ancora alleato dei turchi). Mentre fervevano i preparativi, supervisionati dal legato pontificio Giuliano Cesarini, lo stesso sultano mandò al campo di Seghedino degli ambasciatori per negoziare la pace. Murad propose a re Ladislao una tregua di dieci anni dai termini molto vantaggiosi ma il cardinal Cesarini convinse i crociati a fingere di accettare l'accordo in funzione di un attacco successivo.
Due giorni dopo l'accordo di Seghedino, Cesarini ricevette notizia che una flotta veneta era partita per il Bosforo al fine di evitare il ritorno dei turchi in Grecia: Murad era infatti riparato in Anatolia. Sobillato dal cardinale, Ladislao decise di muovere contro il turco ed in luglio il suo esercito mosse verso Costantinopoli seguito da presso dalle galee veneziane. Branković, temendo l'ira del sultano, boicottò la missione: avvisò segretamente Murad del voltafaccia di Ladislao e convinse Scanderbeg a non seguire l'esercito crociato. Avvisato della minaccia e supportato dalla navi della Repubblica di Genova, ostile a Venezia, Murad sbarcò il suo esercito in Europa. Giunti a Varna, i crociati si trovarono di fronte l'armata ottomana al completo.
La battaglia di Varna
Il 10 novembre 1444 si consumò la battaglia di Varna. Giovanni Hunyadi, con la metà delle forze ungheresi, mise in scacco l'esercito di Murad. Il vantaggio guadagnato da Hunyadi venne però sprecato dal giovane Ladislao: il re, rimasto alla retroguardia, si gettò nella mischia con il resto della truppa ma si schiantò contro i Giannizzeri di Murad che lo fecero a pezzi. Caduto il loro re, gli ungheresi si diedero alla fuga, massacrati dai turchi. Lo stesso Giovanni scampò a stento alla cattura. I superstiti crociati ripararono oltre il Danubio sotto il comando di Mircea II di Valacchia, mentre pare che Giovanni venne catturato dal padre di Mircea, Vlad Dracul, che lo liberò previo riscatto.
Hunyadi reggente del Regno d'Ungheria Il 5 giugno 1446 Hunyadi venne nominato reggente d'Ungheria in nome del giovane re Ladislao V (Ladislao il Postumo). Impegnato a difendere gli interessi del suo paese contro l'imperatore Federico III, che teneva il giovane re Ladislao prigioniero, Hunyadi non abbandonò però la lotta contro Murad II.