Nellarchitettura della prima metà dell'Ottocento si impone inizialmente la tendenza neoclassica, già presente nella seconda metà del Settecento, ma, in concomitanza con il diffondersi della sensibilità romantica e il conseguente interesse per la Storia, ben presto si manifestano tendenze architettoniche che propongono il recupero di "stili" di epoche precedenti (in particolare il medioevo come presunta culla delle identità nazionali), caratterizzate dal prefisso “neo” (neoromanico, neogotico ecc.), che vengono definite anche con il termine revivalismo o storicismo,

L'Ottocento è dunque caratterizzato da una sorta di codice: leclettismo storicista, dove tutti i gusti possono essere simultaneamente presenti nell'opera complessiva di uno stesso progettista o addirittura nello stesso edificio. Questo almeno fino all'avvento sulla fine del secolo del movimento Art Nouveau (detto anche Liberty), che fu il primo movimento architettonico non storicista e pertanto moderno (modernismo).

Contesto storico L'Ottocento fu un secolo di grandi trasformazioni economiche, sociali e politiche. Fu il secolo di Napoleone Bonaparte, del Congresso di Vienna, dell'affermazione di nuove identità nazionali, dell'affermazione del liberismo, del capitalismo, del commercio internazionale e dello sviluppo urbano, ma anche della nascita degli ideali del socialismo. Si assistette con la cosiddetta Rivoluzione industriale, ad uno straordinario sviluppo della scienza e della tecnologia, sottolineato dal positivismo.

In campo letterario e artistico dominò il romanticismo nella prima metà del secolo, mentre nella seconda metà si affermarono il realismo e, in pittura, l'impressionismo. Ancora l'Ottocento fu il secolo di Marx, Malthus, Darwin, Nietzsche.

Periodizzazione Il fattore comune al quale poter ridurre tutta la speculazione architettonica ed artistica dell'Ottocento è lo storicismo, ossia il recupero della tradizione, del passato in ogni campo. In tal senso è possibile dire che una delle caratteristiche dell'architettura dell'Ottocento fu non tanto di ideare il nuovo, quanto di manipolare in modo anche creativo il preesistente.. Alla luce di ciò, una rigida periodizzazione degli stili è difficoltosa, visto che per esempio architetti come Karl Friedrich Schinkel si impegnarono nel progettare e realizzare opere neogreche, neoromane, neogotiche, neoromaniche, reinterpretando sempre motivi del passato.

Dall'eclettismo storicista, inteso come caratteristica architettonica dell'Ottocento che si articola in una serie di stili, ognuno dei quali caratterizzato da invarianti proprie, andrebbero tuttavia distinti alcuni aspetti della cultura architettonica più complessi sul piano dello sviluppo temporale.

Tra questi lo stesso Neoclassicismo, affermatosi a cavallo dei due secoli, movimento di più ampio respiro, dai successivi storicismi e naturalmente l'Art Nouveau che conclude non solo il periodo storicista ma l'intera evoluzione classicista iniziata nel XV secolo.

Più complicato, ma necessario, distinguere una perdurante cultura classicista viva in Italia con il Giuseppe Piermarini o il Koch, ed in Europa con il Palladianesimo, che non può definirsi propriamenante neo-rinascimentale, in quanto non è un revival storicista, ma diretta continuazione della tradizione classicista, viva sia nel XVII che nel XVIII secolo, anche se a volte minoritaria.

Neoclassicismo

Il neoclassicismo ottocentesco continua i temi proposti nel secolo precedente, compreso il carattere fortemente programmatico e "razionalista". Gli elementi archeologici sono citati con maggiore senso filologico, distinguendo tra le varie epoche.

Le caratteristiche invarianti sono: piante bloccate in figure regolari, simmetria bilaterale riscontrabile in pianta ed in alzato, prevalenza del sistema trilitico su quello ad archi e volte (legata essenzialmente alla nuova tendenza neogreca), composizioni volumetriche che privilegiano lo sviluppo orizzontale. I materiali utilizzati sono pietra, marmi, stucchi bianchi o anche vivacemente colorati da quando si scoprì la policromia dell'architettura greca.

Le nuove tipologie di edifici pubblici Il neoclassicismo nel XIX secolo si espresse soprattutto nella progettazione di grandi edifici pubblici rappresentativi, anche con tipologie nuove come: musei, biblioteche e teatri pubblici.

In questo ambito emergono due opere di Karl Friedrich Schinkel: il teatro Berlin Schauspielhaus e l'Altes Museum, anch'esso a Berlino. Il primo è progettato da Schinkel in obbedienza alla funzione pratica dell'edificio, più che monumentale. L'edificio è composto da un pronao esastilo ionico con frontone sormontato da statue, preceduto da un'alta scalinata d'ingresso. Il resto dell'edificio è caratterizzato da un'estrema razionalità, elevato su un basamento bugnato di altezza pari a quella della scala d'accesso. Gli spazi interni sono chiaramente denunciati all'esterno: l'ambiente ad altezza maggiore della sala, i corpi laterali del foyer. Al colmo di ogni volume sporgente vi è un frontone che in quanto elemento ricorrente unifica e riporta alla classicità l'intera costruzione.

Più chiaramente neoclassico è l'Altes Museum. La figura di pianta è un rettangolo allungato, con una galleria su ogni lato per l'esposizione di statue al piano terra e di dipinti al superiore. Al centro c'è un invaso rotondo coperto da una cupola il cui intradosso è chiaramente derivato dal Pantheon. All'esterno la cupola non viene denunciata, inscritta in un rettangolo per privilegiare l'aspetto longitudinale della composizione. Il fronte principale è disposto su un lato lungo, presenta un atrio preceduto da diciotto colonne ioniche su un alto basamento dal quale si accede da una scalinata aperta disposta in asse al fronte.

Simile per il marcato gusto neoclassico è il British Museum di Robert Smirke a Londra. Il fronte principale è caratterizzato dai due porticati interni che si prolungano all'esterno formando due ali sporgenti e dall'ingresso, arretrato, costituito da un pronao sormontato da un frontone. Ad unificare l'articolata composizione di facciata vi sono le quarantotto colonne ioniche che creano anche un suggestivo effetto chiaroscurale. All'interno fu realizzata successivamente la King's Library dal fratello di Smirke, Sidney. La biblioteca si caratterizza per la copertura a cupola interamente realizzata in ghisa.

Altra opera interessante è la St. George's Hall di Liverpool, progettata da Harvey Lonsdale Elmes. L'edificio ricorda il teatro di Schinkel per la composizione volumetrica ed l'Altes Museum per l'altro porticato. L'edificio è fortemente innovativo: presenta la facciata di un tempio pur essendo laico (contiene aule per riunioni e per l'amministrazione della giustizia, una sala per concerti ecc.); compendia praticamente l'intero repertorio dell'architettura classica. Di tipicamente ottocentesca va segnalata la differenza fra l'esterno sobrio e l'interno riccamente ed ecletticamente decorato.

Gli edifici religiosi La produzione neoclassica ottocentesca in Francia trova un suo riferimento nella realizzazione della Madeleine di Parigi. L'edificio, progettato inizialmente per essere una chiesa, fu pensato da Napoleone in un tmunumento all'armata francese (Temple de la Gloire). Il concorso per la trasformazione fu vinto da Pierre Vignon, allievo di Claude Nicolas Ledoux, che realizzò un gigantesco tempio romano di ordine corinzio su un alto basamento. Gli interni furono curati da Jacques-Marie Huvé che, non avendo un preciso riferimento classico, realizza una pianta consistente in una serie di ambienti quadrati coperti da cupole, sul modello degli impianti termali.

Al paradigma del tempio romano e delle antiche terme si ispirano numerose altre chiese costruite in Francia dopo la caduta di Napoleone. Modello di riferimento ancora nell'Ottocento è il Pantheon. A questa tipologia appartengono tre opere italiane di grande valenza urbanistica: la Basilica di San Francesco di Paola a Napoli, quella di Sant'Antonio a Trieste e quella della Gran Madre di Dio a Torino.

La chiesa napoletana, sita in Piazza del Plebiscito, è inquadrata da Murat nel più ampio progetto di sistemazione del largo antistante il Palazzo Reale. Il progetto vincitore è quello di Leopoldo Laperuta che prevedeva una chiesa al centro del colonnato semi ellittico. Era stato realizzato solo quest'ultimo quando l'edificio della chiesa fu oggetto di un nuovo concorso, vinto da Pietro Bianchi. Ferdinando I, ritornato al trono dopo la seconda restaurazione borbonica, volle infatti conferire all'edificio maggior senso monumentale. Dal porticato si accede al tempio costituito da una rotonda con due cappelle ai lati. L'effetto è acropolico, di grande valore monumentale. Il paradigma del Pantheon è declinato in maniera originale, con l'inserimento delle due cupole a coprire l'invaso delle cappelle. All'interno la grande cupola è sostenuto da un primo ordine di colonne e da un secondo di pilastri.

Altra opera modellata sul Pantheon è la chiesa di S.Antonio a Trieste. Il lotto sul quale essa insiste è di forma rettangolare, dunque Pietro Nobile progettò un corpo allungato diviso in tre aule. Le due laterali sono coperte a crociera, quella centrale con una cupola. Manca dunque l'intersezione diretta del pronao con la rotonda, ma all'esterno sicuramente il paradigma è riproposto con originalità ed innovazione. La caratteristica dell'opera, come s'è detto, risiede nella sua valenza urbanistica: la chiesa è posta sul fondo del Canal Grande triestino. La facciata del tempio si rispecchia nell'acqua e si trova alla fine di un'obbligata fuga prospettica.

Altra opera che riprende il modello del Pantheon, in maniera anche più fedele all'esterno delle due precedenti, è la chiesa della Gran Madre di Dio a Torino. inserita allo sbocco del primo ponte costruito sul Po dai Francesi, con le colline alle spalle, viene esaltata dalla sua posizione urbanistica. L'invaso si distacca sensibilmente dal modello romano, riproponendo un contrasto tra ambienti concavi e convessi tipico dell'architettura barocca.

Opere in Italia

Giuseppe Piermarini, allievo di Vanvitelli, realizzò la Villa Reale di Monza, ispirata alla reggia casertana del maestro, sebbene profondamente semplificata nelle forme. Un discepolo del Piermarini, Leopoldo Pollack, progettò la Villa Reale di Milano e Villa Casati a Muggiò. A Livorno su progetto di Pasquale Poccianti fu costruito il Cisternone di Livorno, edificio che ha chiari riferimenti all'architettura romana e all'opera di Étienne-Louis Boullée e Claude-Nicolas Ledoux: costruito come serbatoio per il nuovo acquedotto cittadino, fu pensato dall'architetto come una sorta di propileo ai sobborghi ottocenteschi, al termine di un percorso che avrebbe condotto il visitatore dalle sorgenti dell'acquedotto fino alla città. Si segnala infine il Caffè Pedrocchi a Padova, di Giuseppe Jappelli.

Palladianesimo

La produzione ottocentesca di ville e residenze rimase fortemente legata al palladianesimo, ispirato alle opere e ai disegni dell'architetto veneto Andrea Palladio (1508–1580), che si era sviluppato nelle sue forme più vitali nel XVIII secolo, durante il quale influì notevolmente sull'architettura neoclassica. Durante la prima metà dell'Ottocento rimase uno stile di moda, non solo in ambito britannico, ma anche nella maggioranza dei paesi nordeuropei e nell'America settentrionale.

Stili revivalisti

Neogotico

Il neogotico presenta le seguenti invarianti: piante ed alzati non bloccati, irriducibili a figure elementari, prevalenza della asimmetria, composizione nettamente verticale, effetti di trasparenza e luminosità, ripresa degli archi acuti e delle volte ogivali, utilizzo delle decorazioni. Tuttavia a volte il neogotico perde il senso del maestoso, del fuoriscala, dell'irreale, basandosi su principi quali l'economia della struttura, la correttezza costruttiva che saranno di fondamento per l'architettura del ferro.