Juan Sánchez Villa-Lobos Ramírez è un personaggio immaginario della serie cinematografica Highlander, dove è interpretato dall'attore Sean Connery.

Comparso per la prima volta in Highlander - L'ultimo immortale (1986), diretto da Russell Mulcahy, Ramírez è il mentore del protagonista Connor MacLeod. Gli insegna chi sono gli Immortali, quali sono le loro origini, le regole che governano la loro esistenza, come l’impossibilità di combattere su suolo sacro e il concetto del “ne resterà solo uno”, e cosa significhi vivere per secoli sotto il peso della propria immortalità.

Con il successo del primo film, Ramírez è riapparso nel sequel, Highlander II - Il ritorno (1991), oltre che in altri media.

Biografia del personaggio Highlander - L'ultimo immortale

Ramírez si presenta come un Immortale di origini antiche. Nonostante il suo nome spagnolo, rivela di essere nato in Egitto nel 896 a.C. e di aver avuto tre mogli. L'ultima è la giapponese Shakiko, figlia del maestro forgiatore Masamune. In segno di rispetto e riconoscenza, il suocero gli dona una katana di altissima fattura, del tutto anacronistica per l’epoca. Successivamente, Ramírez si stabilisce in Spagna, dove, all’epoca dell’imperatore Carlo V (XVI secolo), lavora come metallurgo e consigliere strategico a corte. Al tempo, porta il nome con cui è noto: Juan Sánchez-Villalobos Ramírez, un’identità che riflette la sua integrazione nella nobiltà spagnola del periodo.

Nel 1541, Ramírez rintraccia Connor MacLeod nelle Highlands scozzesi, poco dopo che quest’ultimo ha scoperto la propria immortalità, sopravvivendo inspiegabilmente a una ferita mortale in battaglia. Riconoscendo in lui un “neonato” Immortale, decide di diventare suo mentore. Trasferitosi al castello di Connor, Ramírez inizia un lungo periodo di addestramento, durante il quale gli insegna le regole fondamentali della loro razza: la necessità di combattere fino a che “ne resterà soltanto uno”, l’impossibilità di generare figli, il divieto di combattere in luoghi sacri e il concetto del “Reminiscenza”, ovvero il trasferimento dell’energia vitale e della conoscenza da un Immortale decapitato al suo vincitore.

Ramírez mette in guardia MacLeod dal più pericoloso degli Immortali: il Kurgan, una creatura brutale e sanguinaria che in passato ha già tentato di eliminarlo. Quando il Kurgan giunge in Scozia e attacca il castello dei MacLeod in assenza di Connor, Ramírez lo affronta da solo in un difficile e brutale duello, venendo sconfitto e decapitato. Secoli dopo, nel 1985, sarà vendicato dal suo allievo, che, uccidendo Kurgan, otterrà la tanto ambita Ricompensa.

Highlander II - Il ritorno

In Highlander II: Il ritorno viene rivelato che Ramírez e MacLeod provengono entrambi da un pianeta extraterrestre chiamato Zeist, dove avevano combattuto come ribelli contro un regime oppressivo guidato dal Generale Katana. Come punizione, furono esiliati sulla Terra e resi Immortali.

Sebbene fosse morto secoli prima, Ramírez ritorna in vita a seguito di un evento soprannaturale scatenato da Connor MacLeod, che, evocandolo attraverso un legame spirituale, gli restituisce forma fisica. Ramírez riappare così improvvisamente in un teatro di Edimburgo nel 2024, nel bel mezzo di una rappresentazione dell’Amleto. Dopo aver attraversato un breve arco narrativo comico e anacronistico, culminato in un viaggio verso gli Stati Uniti, raggiunge MacLeod e la scienziata Louise Marcus mentre cercano di disattivare il generatore dello Scudo che imprigiona il pianeta. Durante un’incursione nei tunnel sotterranei, il trio finisce intrappolato in una trappola a campo magnetico ad alta energia. In una delle sue ultime azioni eroiche, Ramírez decide di sacrificarsi per consentire agli altri di fuggire.

Highlander II: Renegade Version Nel 1995, il regista Russell Mulcahy ha modificato alcune scene del film creando una nuova versione denominata Highlander II: Renegade Version: in questa versione tutti i riferimenti agli Immortali come alieni sono stati eliminati e li ha resi originari di un lontano passato della Terra, dove i sacerdoti, dopo la rivolta, li bandiscono trasportandoli in futuri casuali e il Premio consiste nell'essere gli ultimi rimasti.

Highlander 3

Highlander 3 è un sequel diretto del primo film che ignora gli eventi di Highlander II - Il ritorno. Ramírez appare nel prologo, quando Connor ricorda la sua morte per mano di Kurgan. In seguito viene menzionato da Nakano, lasciando intendere che i due si siano conosciuti. Nakano dice a Connor che insegnerà a lui come Ramírez aveva fatto in passato, facendo così riferimento diretto al maestro spagnolo

Highlander (serie televisiva) e Highlander Endgame

La serie TV Highlander si svolge in una continuità alternativa, dove Connor MacLeod sconfigge Kurgan ma non vince l'Adunanza nel 1985. In questa realtà, esistono altri Immortali ancora in vita, e il protagonista è Duncan MacLeod, un altro Immortale scozzese del Clan MacLeod, oltre che allievo di Connor. Durante la serie, Ramírez non compare fisicamente ma viene nominato moltissime volte. Connor lo menziona indirettamente, ricordando l'immortale che gli ha insegnato tutto.Highlander, prima stagione, episodio Il grande incontro

Tjanefer, che in seguito adotta il nome di Graham Ashe, rivela a Duncan che Ramírez era uno dei suoi migliori allievi.Highlander, quinta stagione, episodio La spada di Hashe

Ramírez compare in immagini d'archivio in Highlander: Endgame, quando Duncan, decapitando Connor, ne assorbe i ricordi.

Concezione del personaggio Creazione e casting Il personaggio di Juan Sánchez Villa-Lobos Ramírez venne concepito dallo sceneggiatore Gregory Widen nella sua bozza originale di Highlander - L'ultimo immortale, sviluppata come tesi universitaria presso la UCLA. In questa prima versione della sceneggiatura, Ramírez — inizialmente chiamato Juan Cid Romirez — ricopriva il ruolo dell’archetipo del mentore: un immortale esperto incaricato di introdurre il protagonista, Connor MacLeod, nel mondo degli Immortali. La struttura narrativa prevedeva il suo addestramento del protagonista, la trasmissione delle regole dell’immortalità e la sua morte violenta per mano dell’antagonista, elemento che sarebbe rimasto costante nelle successive revisioni.

Quando Peter Bellwood e Larry Ferguson subentrarono allo sviluppo del copione, mantennero la funzione narrativa originaria del personaggio ma ne rielaborarono l’identità e le origini. Il nome subì una progressiva evoluzione da Juan Sánchez Ramírez alla versione definitiva Juan Sánchez Villa-Lobos Ramírez. In una prima stesura venne introdotta un’identità primigenia, Tak Ne, e un’origine egiziana, datata a circa 2.437 anni prima degli eventi narrati. Il personaggio venne descritto come un viaggiatore e guerriero cosmopolita, che nel corso dei secoli aveva assunto molte identità e assorbito elementi di diverse culture. Tra gli elementi distintivi introdotti figurava la katana, arma anacronistica per un personaggio spagnolo del XVI secolo, ma giustificata dalla narrazione: sarebbe stata forgiata da Kamakura — poi sostituito da Masamune nelle versioni successive — come dono di nozze in occasione del matrimonio tra Ramírez e la principessa giapponese Shakiko.

L’incidente che rivelava la sua immortalità, inizialmente narrato come un investimento da parte di un carro in tenera età, fu mantenuto nelle prime versioni, per poi essere progressivamente semplificato o omesso.

Lee Van Cleef, Clint Eastwood, Malcolm McDowell, Gene Hackman, Michael Caine e Peter O'Toole furono presi in considerazione per il ruolo, ma alla fine la parte andò a Sean Connery. L'attore scozzese accettò il ruolo con entusiasmo, anche se il tempo a disposizione per le riprese fu limitato (solo una settimana). Connery scommise ironicamente con il regista Russell Mulcahy che non sarebbero riusciti a concludere tutto in 7 giorni, ma perse la scommessa. Un incidente durante una scena pericolosa portò Connery ad abbandonare momentaneamente il set, dopo che Clancy Brown, l'attore di Kurgan, rischiò di colpirlo accidentalmente. Brown si scusò, e Connery tornò, scherzando sull’uso della controfigura. Infine, il monologo iniziale di Connery fu registrato nel bagno della sua villa in Spagna, il che gli diede un effetto eco. I produttori approvarono la registrazione senza rendersi conto della qualità audio reale, poiché l'ascoltarono solo al telefono.

Durante la pre-produzione del sequel Highlander II - Il ritorno, Christopher Lambert si espresse apertamente a favore del ritorno di Connery. Anche se la sceneggiatura originale non prevedeva il ritorno di Ramírez, i produttori accolsero l’idea e modificarono la storia per inserire un ritorno “mistico” del personaggio, resuscitato attraverso un legame spirituale con MacLeod.

Aspetto e personalità Ramírez ha un aspetto nobile e carismatico, che riflette la sua lunga vita e cultura cosmopolita. Ha capelli lunghi e ondulati, di colore scuro con striature grigie e pettinati all’indietro, spesso legati o tenuti ordinati. Porta un baffo e pizzetto perfettamente curati. Indossa un abito ispirato alla moda spagnola del XVI secolo, ricco di dettagli, con giubba rossa, ricami dorati, stivali di cuoio e piume di pavone. Il vestito venne donato dal regista Russell Mulcahyal al London Film Museum.

Dal punto di vista caratteriale, Ramírez è un uomo gentile, premuroso e sempre allegro, e si dimostra molte volte anche saggio e serio. Egli assume il ruolo di mentore e guida per Connor MacLeod, nonostante l'iniziale odio che quest'ultimo serba nei suoi confronti. I due, infatti, sia esteticamente e culturalmente sono molto diversi: Ramirez è un uomo molto sofisticato, amante dell'arte e cultura, mentre Connor è lo stereotipo di un barbaro, che ad esempio non ama lavarsi, caratteristica più volte sottolineata da Ramirez stesso che non apprezza lo sgradevole odore del protagonista.

Ramírez, inoltre, sa essere un uomo arguto e affascinante, nonché un abile seduttore come racconta lui stesso a Heather; tuttavia è conscio di non potersi affezionare troppo ad una o più persone in quanto non riuscirebbe a sopportarne la scomparsa: mentre esse morirebbero, Ramirez invece vivrebbe in eterno in quanto immortale. Per questo tenta di persuadere Connor a lasciare Heather, ricevendo una risposta negativa dall'allievo. Raramente lo si vede animato da intenzioni negative, salvo nell'occasione in cui affronta Kurgan.

Poteri Come tutti gli Immortali, da quando ha risvegliato i propri poteri Ramírez non invecchia, non può morire per cause naturali, possiede un elevato fattore rigenerante, è in grado di respirare sott’acqua e non può procreare. L’unico modo per ucciderlo è decapitarlo. Inoltre, è dotato della capacità di percepire la presenza di altri Immortali non appena questi si avvicinano. È dotato di un'enorme forza fisica ed, come tutti della sua specie, è un abilissimo spadaccino. In combattimento utilizza uno stile basato sulla velocità e sulla tecnica piuttosto che sulla potenza ed è in grado di alternare con grande fluidità la presa ad una mano e quella a due mani, combinando stili di combattimento differenti per spiazzare l'avversario.

Ramírez brandisce una katana giapponese, la "Testa di Drago". Questa lama è un’arma unica: secondo Brenda Wyatt, che ha avuto modo di analizzarne alcuni frammenti, la katana è stata forgiata con una tecnica avanzata attribuita al leggendario maestro spadaio Masamune, suocero dello stesso Ramírez, considerato un vero genio dell’arte della spada.

Altre apparizioni Serie animata