Il Fiat C.R.32 (Caccia Rosatelli, dal nome del progettista) era un aereo biplano da caccia prodotto dall'azienda italiana Fiat Aviazione negli anni trenta.

Impiegato principalmente dalla Aviazione Legionaria, durante la guerra civile spagnola, e dalla Regia Aeronautica, nel primo periodo della seconda guerra mondiale, venne adottato anche dalle aeronautiche cinese, ungherese, austriaca, venezuelana e paraguayana. Utilizzato durante la Guerra civile spagnola a sostegno dei Nazionalisti, in Spagna, si guadagnò presto la reputazione di uno dei migliori biplani prodotti. Nel Paese iberico fu anche costruito su licenza e restò in servizio fino al 1953, vent'anni dopo il suo primo volo..

Questo piccolo aereo della Fiat era compatto, robusto, assai manovrabile e diede delle ottime dimostrazioni delle proprie capacità in tutta Europa, alla guida dei piloti delle Pattuglie acrobatiche.. Ancor oggi conserva la reputazione incontestata di essere stato il più famoso degli aerei da caccia italiani. Seppure non eccezionalmente rapido, era robusto, maneggevole e potentemente armato, per la sua epoca (il decennio 1930-1940), con le sue due mitragliatrici Breda-SAFAT da 12,7 millimetri, sincronizzate e sparanti attraverso il disco dell'elica.Connaissance de l'Histoire Hachette. Avions militaires 1919-1939 Profils et Histoire. Paris: 1979.

Storia del progetto Progettato dall'ingegner Celestino Rosatelli, rappresentava uno sviluppo del Fiat C.R.30, suo precedente progetto: un aereo elegante e veloce che riscosse un certo successo.

Messo in lavorazione nella seconda metà del 1932, il prototipo del Fiat C.R.32 venne completato nella primavera del 1933. Volò per la prima volta il 28 aprile 1933, dal campo della Fiat Avio di Torino. Il C.R.32 era molto simile al suo predecessore: biplano dalla configurazione sesquiplana, in quanto l'ala inferiore era più piccola.. Le ali avevano una struttura mista, con longheroni e centine in duralluminio e rivestimento in tela. Le controventature erano composte da montanti interalari - costituiti da tubolari rigidi a forma di W (montanti tipo Warren) (la tipica travatura degli S.V.A.) e da tiranti di acciaio. Stessa struttura di metallo e tela per gli alettoni, presenti solo sull'ala superiore. La fusoliera era in tubi di alluminio e acciaio, ed era rivestita in duralluminio sul muso, fino al posto di pilotaggio, sul dorso, nella parte inferiore sotto la coda, e con tela nella parte restante (lati e "pancia"). Il motore era il Fiat A. 30 RA, raffreddato ad acqua. Progettato nel 1930 e costruito in serie (era montato anche sul C.R. 30 e sul Ro. 37) era un propulsore in linea, con 12 cilindri a V di 60°, con una potenza massima di 600 CV, a bassa quota e a 2.600 giri/minuto. Azionava un'elica bipala metallica a passo variabile (ma regolabile solo a terra). Il motore non utilizzava il normale carburante avio, ma una benzina a 94 ottani, ottenuta miscelando 55% di benzina, 22% di benzolo e 23% di alcool. Il C.R. era armato inizialmente con mitragliatrici Breda-SAFAT calibro 7,7 mm, ma il caccia era predisposto per montare due 12,7 mm, con 350 colpi ciascuna, montate sopra la capotta motore e sparanti attraverso il disco dell'elica con sistema di sincronizzazione. L'abitacolo del pilota era aperto, con parabrezza. La strumentazione era quella standard dell'epoca: bussola OMI 03, anemometro da 460 km/h, variometro, virosbandometro, contagiri e altimetro da 8 000 m e traguardo di puntamento a visuale libera e cannocchiale con poggiafronte per mirare, in seguito sostituiti da un collimatore a riflessione. Tutti gli esemplari erano predisposti per montare l'apparato rice-trasmittente, ma la radio RA.80-1 era un "optional" e quando era montata era collegata ad un generatore elettrico a mulinello montato davanti al serbatoio di riserva, sulla carenatura al centro dell'ala superiore. Alla radice della semiala inferiore sinistra, vi era la predisposizione per una cinefotomitragliatrice OMI FM.62, sincronizzata con le mitragliatrici..

Il nuovo caccia era più piccolo, con una superficie alare minore e soprattutto presentava una diversa distribuzione dei pesi, ottenuta da una ricollocazione dei serbatoi, che consentivano al C.R.32 una velocità e maneggevolezza superiori al predecessore.

Il biplano Fiat fu un immediato successo. I primi ordini furono assegnati nel marzo 1934 e l'anno dopo fu consegnato al 1º Stormo Caccia Terrestre, 3º e 4º Stormo.. Della versione originale furono prodotti 383 esemplari, di cui 291 destinati alla Regia Aeronautica, 76 al Regno d'Ungheria e 16 alla Repubblica di Cina.

In totale la produzione della Fiat ammontò ad almeno 1 212 esemplari.

Impiego operativo Guerra civile spagnola

L'aereo ebbe il suo battesimo del fuoco durante la Guerra civile spagnola nel 1936. Il 18 agosto di quell'anno arrivarono in Spagna i primi 12 C.R.32 "Freccia" che costituirono le squadriglie "Cucaracha", "Gamba di Ferro" e "Asso di Bastoni" del 3º Stormo. Già il 21 di quel mese i C.R.32 dell'Aviazione Legionaria abbattevano il primo aereo nemico, un Nieuport-Delage NiD-52, nel cielo di Cordova. La vittoria aerea era del tenente pilota, Vittorino Ceccherelli, Medaglia d'oro al valor militare, che troverà la morte proprio nei cieli di Spagna. In tutto, il governo italiano inviò in Spagna tra 365 e 405 C.R.32. Altri 127-131 furono forniti direttamente all'Aviación Nacional, l'aeronautica militare della fazione franchista, dei quali sei esemplari furono catturati dagli avversari repubblicani della Fuerzas Aéreas de la República Española. Uno di questi ultimi fu inviato in Unione Sovietica per valutazione..

Con l'agile C.R.32, gli italiani stabilirono immediatamente la loro supremazia sugli avversari, che potevano contare su un campionario eterogeneo di velivoli da caccia e da bombardamento di varia provenienza e di prestazioni diversissime. Nel corso del conflitto l'Aviazione Repubblicana ebbe a disposizione, infatti, più di 2 400 aerei: 214 erano in suo possesso al 18 luglio 1936, 260 vennero costruiti in Spagna nei tre anni di guerra, 40 erano ex-velivoli civili, quasi 1.400 russi (più di 1 000 i caccia) ed altri 500 erano di costruzione britannica, statunitense, francese, olandese e cecoslovacca. Grazie ad una combinazione di manovrabilità della macchina e di abilità dei piloti da caccia dell'Aviazione Legionaria, i C.R. riuscirono a prevalere anche su avversari più veloci e dall'impostazione più moderna. L'Aviacion Legionaria rivendicò l'abbattimento di 60 (di cui 48 confermati) moderni bombardieri russi Tupolev SB-2, delle forze repubblicane, considerati, fino ad allora, inintercettabili. E a fronte della perdita di 73 Fiat, i legionari rivendicarono l'abbattimento - confermato - di 242 biplani Polikarpov I-15 e 240 monoplani Polikarpov I-16, i celebri "Rata", oltre a un centinaio di altri abbattimenti non confermati.

Assi spagnoli del Fiat C.R.32

Il più grande asso del Fiat C.R.32 è stato lo spagnolo Joaquín García-Morato. Morato è anche il pilota nazionalista con il maggior numero di abbattimenti nella guerra civile spagnola. Ottenne 36 delle sue 40 vittorie aeree sul biplano Fiat che portava il numero 3-51 sulla fusoliera. Nell'aprile 1939, a guerra finita, mentre si esibiva in acrobazie a bassa quota, davanti a delle cineprese, il motore del suo C.R. 32 ebbe un guasto provocando la caduta dell'aereo e la morte del suo pilota.. Un altro asso nazionalista spagnolo fu il Capitano Manuel Vasquez Sagaztizabal, che ottenne 21 1/3 vittorie volando sul C.R.32 con il Grupo 2-G-3, prima di essere abbattuto ed ucciso il 23 gennaio 1939. Il Comandante Angel Salas Larrazabal, dopo un primo abbattimento con un Nieuport-Delage 52, passò al C.R.32, abbattendo il 29 ottobre 1936 – primo pilota da caccia nazionalista a riuscire nell'impresa - il velocissimo (per i tempi) bombardiere bimotore sovietico Tupolev SB-2. Larrazabal abbatté con il Fiat altri quattro aerei nemici prima di essere trasferito a un'unità equipaggiata con i tedeschi Heinkel He 51. Ma dopo altre due vittorie con questo velivolo, aderì al nuovo Grupo 2-G-3, equipaggiato con i C.R.32. Con questa unità, pilotando di nuovo il biplano Fiat, portò il totale delle sue vittorie aeree a 16, abbattendo – tra gli altri – tre SB-2 e un I-16 in una singola missione, il 2 settembre 1938. Il Capitano Miguel Guerrero Garcia, infine, ottenne nove delle sue 13 vittorie pilotando il biplano Fiat: quattro I-15, tre “Papagayos” (bombardieri d'assalto Polikarpov R-5 e Polikarpov R-Z) e due I-16..

Italia Regia Aeronautica

I Fiat C.R.32 - come i precedenti C.R.30 - furono usati per numerose manifestazioni aeree, molte delle quali tenute in Italia. In occasione delle visite di uomini di stato, il 4º Stormo, l'unità délite della Regia Aeronautica, basato a Gorizia (Merna), organizzava spettacolari esibizioni con formazioni di 5 ÷ 10 velivoli. Nel 1936, tali manifestazioni vennero replicate in altre città europee e, l'anno seguente, in tutto il Sud America. Il ritorno in Europa della squadra di piloti acrobatici culminò in un grandioso spettacolo a Berlino.

Le notevoli caratteristiche acrobatiche del C.R.32 e il suo indiscusso successo in Spagna diedero ai vertici della Regia Aeronautica l'errata convinzione che aerei con formula biplana avessero ancora un valido potenziale come macchine da guerra. anche quando ormai questo tipo di aereo era superato dai più veloci, più protetti - e meglio armati - monoplani. Questa scelta fece sì che allo scoppio del conflitto, i due terzi degli aerei da caccia della Regia Aeronautica fossero biplani. Il C.R.32 fu consegnato ai reparti da caccia dal 1935. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale erano in linea, infatti, 294 C.R.32 e 300linea di volo della Regia Aeronautica al 10 giugno 1940, considerando i soli velivoli in Italia. Dei caccia monoplani, il 10 giugno i Macchi M.C.200 ammontano a 156 velivoli, e i Fiat G.50 a 118. Nelle cifre relative alla distinzione caccia monoplani/biplani non si sono considerati i caccia assaltatori, quali i Breda Ba.65 ed i caccia ricognitori, quali gli IMAM Ro.44. C.R.42, più del doppio dei nuovi caccia monoplani disponibili. L'unico caccia britannico rispetto al quale i biplani Fiat erano di prestazioni di poco superiori era il Gloster Gladiator, che però era più maneggevole ed aveva un numero doppio di mitragliatrici (sebbene di calibro inferiore). Il biplano da caccia della RAF era, inoltre, nel 1940, ormai in fase di rimpiazzo a vantaggio dei moderni Hawker Hurricane e Supermarine Spitfire, ma prestava servizio ancora nel Mediterraneo, in Medio Oriente e in Africa Orientale. Allo scoppio delle ostilità i C.R.32 erano in dotazione al 1º, 2º, 6º Stormo e Caccia Terrestre e ad alcuni Gruppi Autonomi, oltre che alla 410ª e 411ª Squadriglia Autonoma Caccia in Africa Orientale.

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