Vallanzasca - Gli angeli del male è un film del 2010 diretto da Michele Placido.

Basato sulla vita del criminale milanese Renato Vallanzasca, la sceneggiatura è stata scritta da Placido insieme a Kim Rossi Stuart e altri collaboratori, è ispirata al libro autobiografico Il fiore del male. Bandito a Milano scritto da Vallanzasca stesso con l'aiuto del giornalista Carlo Bonini.

Trama 1981 Carcere di massima sicurezza di Ariano Irpino: nel reparto di isolamento è detenuto Renato Vallanzasca, un uomo di 31 anni, la maggior parte dei quali passati a delinquere. Già da ragazzino Renato avrebbe potuto fare altre scelte, ma per sua volontà, assieme agli amici di sempre Enzo, Antonella, Fausto e Giorgio (che entrerà in seminario), ha iniziato a dilettarsi in piccoli furti e in attività criminali di vario tipo, fino a diventare uno dei più potenti e pericolosi banditi viventi. È lo stesso Vallanzasca a raccontare brevemente la storia della sua adolescenza, segnata negativamente dalla morte del fratello maggiore Ennio, l'unica persona a cui Renato abbia dato retta nella sua vita.

1972 Milano, quartiere Giambellino. Renato è un bandito giovane ma che ha già accumulato un ingente patrimonio con le sue prime attività criminali, cosa che gli consente, assieme agli amici, di passare le serate nei locali della città tra automobili di lusso, oggetti costosi e belle donne; essendo indubbiamente un ragazzo di bell'aspetto, viene soprannominato il bel René, anche se detesta essere chiamato così. Una sera, mentre è in compagnia dei compari Enzo, Nunzio e Rosario, conosce Consuelo, un'avvenente ragazza calabrese, con la quale scatta immediatamente una certa complicità.

La banda di Vallanzasca è specializzata soprattutto in furti e rapine: Renato ed i suoi uomini acquistano delle armi ed assaltano con successo un furgone portavalori appartenente alla catena “Supermercati Lombardi”, nonostante l'intervento della Polizia. La sera stessa, riunitisi come di consueto in un locale per festeggiare, Enzo fa notare a Renato la presenza del potente boss della malavita cittadina Francesco "Francis" Turatello, da sempre rivale di Vallanzasca, stimato e rispettato da Enzo e dagli altri membri della banda, ma non da Renato. L'attenzione dei due cade anche sulla donna in compagnia di Turatello, Antonella, che Renato ed Enzo non vedevano da parecchi anni. La ragazza, che ufficialmente è la parrucchiera del boss, in realtà è molto più di un'amica dello stesso; Enzo e Renato ironizzano con lei proprio su questo aspetto.

Poche ore dopo, mentre Renato è in compagnia di Consuelo, i poliziotti fanno irruzione nella stanza in cui si trovano i due, arrestando Vallanzasca per la rapina al furgone portavalori.

1973 Dopo essere stato trasferito dal carcere di San Vittore di Milano a quello di Bari, Renato riceve la visita di Consuelo, scoprendo che la compagna aspetta un figlio da lui. La donna si lamenta per il fatto che Vallanzasca si sia accollato tutta la colpa per la rapina, decidendo di non fare i nomi degli altri membri della banda, cosa che gli è costata una condanna a 6 anni di detenzione. Renato le assicura che prima della nascita del bambino riuscirà a liberarsi; ciò non avviene, ma Vallanzasca ha in mente un piano e, per farsi trasferire nuovamente a San Vittore, compie su di sé atti di autolesionismo, per indurre la direzione del carcere ad accogliere la sua richiesta perché Consuelo aveva partorito già da un mese. Poco dopo otterrà il trasferimento a Milano.

1976 Carcere di San Vittore: Vallanzasca è detenuto in prigione da 3 anni e mezzo. Consuelo ed il figlio vanno regolarmente a fargli visita, ma Renato nota qualcosa di strano nella compagna, che infatti gli rivela di aver conosciuto un altro uomo, un imprenditore con cui lei ed il figlio possono condurre una vita normale. Desideroso di evadere al più presto dal carcere per eliminare il rivale, Renato avvolge in più pezzi di gomma da masticare numerosi chiodi e li ingoia, causandosi volontariamente un'infezione intestinale. La direzione non può che farlo ricoverare all'ospedale Bassi, dal quale, corrompendo il Carabiniere che lo piantona, Vallanzasca fugge poche ore dopo. Renato si mette subito alla ricerca di Consuelo ma, dopo aver constatato che la donna ed il figlio sono felici, decide di lasciarli perdere e di tornare prepotentemente sulla scena criminale assoldando Fausto, uno dei suoi più cari amici d'infanzia, e Sergio, abilissimo nell'utilizzo delle armi. Assieme ai due ed all'amica Maria si reca nel carcere di Lodi, facendo evadere il compagno di questa, Beppe, criminale esperto nella guida ad alta velocità. I tre entrano nella banda di Vallanzasca, assieme ai componenti storici della stessa, accrescendo la qualità della batteria, che nei mesi successivi si renderà protagonista di numerose rapine e furti anche di grossa entità, venendo conosciuta in tutta Italia come la banda della Comasina.

La ricchezza e la fama acquisita da Vallanzasca portano ad un inevitabile scontro con Turatello per il dominio della scena criminale meneghina: una sera, in seguito ad un alterco con Enzo e Spaghettino (un amico di Enzo), Turatello ferisce lievemente Enzo accoltellandolo alla schiena ed uccide Spaghettino. Vallanzasca ed Enzo chiedono, tramite Antonella, un incontro con Turatello per chiarire la situazione, ma quest'ultimo snobba i due, scatenando la reazione di Renato, che decide di rapinare una delle bische del rivale. Il conflitto tra le due bande è imminente e si scatena quando il braccio destro di Francis, di sua iniziativa e senza consultare il boss, minaccia Consuelo ed il figlio di Vallanzasca. Renato decide, allora, di agire direttamente per eliminare il boss ed i suoi e, in seguito ad un conflitto a fuoco tra le due bande, alcuni uomini di Turatello perdono la vita, ma non il boss, che giura vendetta.

Renato ed i suoi decidono che è meglio far calmare le acque e si rifugiano ad Andria, dove, tuttavia, la banda continua i suoi affari criminali, rapinando l'ennesima banca. Sorgono, però, altre grane per Vallanzasca: durante il colpo, infatti, Enzo, fuori controllo a causa della droga assunta, uccide uno dei cassieri. Nel frattempo Nunzio, in viaggio verso Andria, viene fermato all'altezza di Montecatini per eccesso di velocità dalla Polizia Stradale e fornisce agli agenti una patente falsa, spacciandosi per Vallanzasca, motivo per cui i poliziotti tentano di arrestarlo, così Nunzio uccide uno dei due, l'appuntato Bruno Lucchesi, per poi fuggire. Come se non bastasse, Enzo, nuovamente in preda agli effetti della droga, tenta di rubare la macchina ad un passante, uccidendolo a colpi di mitra. Le forze dell'ordine, in seguito a questi eventi, tutti ricollegati alla banda di Vallanzasca, alzano sempre più l'attenzione nei confronti di Renato e i suoi uomini. Renato, furioso con Enzo, potrebbe ucciderlo mentre quest'ultimo dorme, ma, ripensando alla loro amicizia, decide di risparmiarlo, e lo lascia ad Andria per poi tornare a Milano con gli altri.

Renato, infatti, ha già in mente un altro colpo: intende rapinare l'esattoria civica di piazza Vetra, in pieno centro. Fingendosi un ispettore e modificando il suo aspetto, entra nell'edificio per studiare la disposizione delle Forze dell'Ordine e la posizione dei soldi, in vista della futura operazione. Gli altri membri della banda, mischiandosi in vario modo tra la moltitudine di persone che circonda la zona, lo attendono fuori dall'edificio in caso di necessità, ma un poliziotto riconosce Nunzio: Renato sente improvvisamente degli spari, si affaccia alla finestra e vede alcuni dei suoi uomini coinvolti in un conflitto a fuoco con gli agenti di Polizia. Decide allora di uscire immediatamente dall'esattoria e fuggire, ma fa in tempo ad assistere alla morte del carissimo amico Fausto. Le ultime vicende della batteria riscuotono enorme risonanza nell'opinione pubblica, che, per assurdo, sembra sempre più affascinata dalla figura di Vallanzasca.

1977 La banda della Comasina non si ferma alle rapine, iniziando ad eseguire numerosi sequestri di persona. Gli ultimi colpi garantiscono una stabile ricchezza per molti membri del gruppo, che pensano seriamente di smettere di delinquere e cominciare una nuova vita, lontano dall'Italia e nel rispetto della legge. Renato riesce a convincere tutti a compiere un ulteriore sequestro, ai danni di un noto imprenditore bergamasco: Beppe, tuttavia, dichiara a Vallanzasca che questa sarà la sua ultima operazione insieme a lui. In viaggio verso Bergamo, Renato, che è alla guida della macchina sulla quale vi sono anche Beppe e Nunzio, decide di uscire dall'autostrada nei pressi di Dalmine: qui, però, i tre si trovano la strada sbarrata da un'auto della Polizia, già sulle loro tracce. Scoppia un duro conflitto a fuoco: Beppe viene colpito a morte, così come gli agenti Luigi D'Andrea e Renato Barborini; anche Vallanzasca è gravemente ferito, ma riesce a fuggire assieme a Nunzio. Renato deve essere operato, così Sergio e gli altri membri della banda lo fanno trasferire in gran segreto a Roma, dove un chirurgo di fiducia esegue l'intervento. La notte stessa, però, i Carabinieri vengono informati della sua presenza nella capitale e lo arrestano dopo averlo trovato in una villa. Il 15 febbraio tutti i telegiornali italiani danno la notizia della cattura del bandito più famoso del momento. Incredibilmente, Vallanzasca viene visto dall'opinione pubblica come un idolo; in particolare molte donne, letteralmente pazze di lui, gli fanno arrivare continuamente lettere in carcere in cui chiedono di conoscerlo. All'apertura dei processi in cui è imputato, i giornalisti sono tutti schierati dalla sua parte, tuttavia le accuse nei suoi confronti sono pesanti ed il bel René viene condannato all'ergastolo per l'omicidio dell'appuntato Lucchesi.

1979 Carcere di Rebibbia: Vallanzasca non è ancora guarito dalla ferita al gluteo sinistro, che non gli consente di camminare senza l'aiuto delle stampelle; presto, inoltre, potrebbero arrivare nuove condanne dai numerosi processi in cui è imputato. I problemi per Renato non sembrano finiti, anche perché nello stesso carcere è detenuto Turatello, che, sostanzialmente, controlla la prigione e gode di numerosi privilegi, quindi può rendergli la vita difficile. In realtà anche la situazione di Turatello non è molto rosea, in quanto, di nuovo, più di una persona vorrebbe prendere il suo posto al comando della malavita milanese. I due decidono quindi di mettere da parte le vecchie ruggini e, dopo essersi chiariti definitivamente, diventano a tutti gli effetti veri e propri amici. Francis fa in modo che Renato venga operato in cella da un detenuto ex chirurgo, quindi escogita un piano: propone a Vallanzasca di sposare una delle tante donne che giornalmente gli scrivono e si offre per fargli da testimone, sicuro che la notizia creerà enorme scalpore sia nel mondo onesto che in quello della malavita. In questo modo, l'immagine precaria di cui i due godono al di fuori del carcere sarà totalmente rilanciata. Renato decide allora di sposare Giuliana: il matrimonio avviene in carcere e, come previsto, la pubblicazione da parte della stampa delle foto dei due criminali assieme desta un notevole stupore.

1981