Loffensiva Iași-Kišinëv () fu un grande attacco dell'Armata Rossa sferrato contro le armate tedesco-rumene schierate in difesa della Romania che ebbe inizio il 20 agosto 1944 sul Fronte orientale durante la seconda guerra mondiale.

L'offensiva, iniziata dopo una pausa delle operazioni di oltre tre mesi seguita alla stabilizzazione del fronte nell'aprile 1944, colse di sorpresa l'alto comando tedesco-rumeno e raggiunse in pochi giorni il completo successo, accerchiando gran parte delle forze della Wehrmacht e dell'esercito rumeno e consentendo alle unità corazzate sovietiche di avanzare in profondità. Entro la prima settimana di settembre le truppe tedesche accerchiate furono distrutte.

La pesante sconfitta e l'imminente invasione del paese spinsero l'opposizione politica rumena a destituire il dittatore Ion Antonescu con l'immediato cambio di schieramento della Romania che dichiarò guerra alla Germania nazista e collaborò subito militarmente con l'Armata Rossa favorendo l'avanzata sovietica e contribuendo alle successive battaglie in Ungheria.

La Romania in guerra

La catastrofe di Stalingrado, che aveva coinvolto gran parte delle armate dell'esercito rumeno partecipanti alla guerra sul Fronte orientale, aveva provocato grande preoccupazione nei circoli dirigenti politici e militari della Romania.. Le perdite subite erano state pesantissime e gran parte delle forze operative rumene erano state distrutte dall'Armata Rossa; erano caduti prigionieri decine di migliaia di soldati. La diplomazie rumena e le correnti politiche conservatrici, che all'inizio dell'operazione Barbarossa, pur estromesse dal potere dalla dittatura militare del maresciallo Ion Antonescu, avevano sostanzialmente approvato i piani imperialistici verso le terre sovietiche almeno fino a Odessa, nel 1943 avevano cercato di prendere contatti segreti con le potenze anglosassoni nel tentativo di ottenere il loro intervento militare in Romania e concludere un armistizio separato che escludesse l'Unione Sovietica e protegesse la Romania dalla temuta invasione dell'Armata Rossa..

All'inizio del 1944, la dittatura militare del maresciallo Antonescu aveva perso ormai gran parte del suo potere; essa costituiva inoltre un grande ostacolo per ogni trattativa con gli anglo-americani; in Romania sussistevano tuttavia altri centri di potere che avrebbero potuto entrare in azione; in primo luogo la monarchia guidata dal giovane re Michele, poi i partiti liberale e contadino di Dinu Brătianu e Iuliu Maniu. I nuovi tentativi di entrare in collegamento con gli Alleati occidentali, da parte degli ambasciatori rumeni in Turchia, Svezia e Spagna, e poi da parte di due emissari segreti di Maniu al Il Cairo, non ebbero successo. Gli anglo-americani affermarono chiaramente che ogni trattativa di armistizio per la Romania avrebbe dovuto iniziare con un accordo preliminare con l'Unione Sovietica..

In Romania, nonostante la dittatura, era rimasto attivo in clandestinità il partito comunista che era stato perseguitato per anni e i cui capi erano stati ricercati e arrestati; fino al 1943 erano falliti i tentativi di organizzare un amovimento unito nazionale antifascista. Le cose cambiarono nella primavera 1944 con l'arrivo delle truppe sovietiche al confine della Romania dopo le travolgenti vittorie del maresciallo Ivan Konev nell'offensiva Uman'-Botoșani e del generale Rodion Malinovskij nell'offensiva di Odessa; i comunisti e i socialisti organizzarono un "Fronte unico operaio" e subito dopo si costituì un "Fronte nazionale" che comprendeva anche un gruppo dissidente liberale guidato da Gheorghe Tătărescu. Si ebbero anche i primi contatti tra militari, la monarchia e i comunisti.. Le dichiarazioni di Vjačeslav Molotov del 2 aprile 1944, alla vigilia dell'arrivo dell'Armata Rossa al confine rumeno, che affermavano che l'Unione Sovietica non intendeva annettere territori della Romania né cambiare il suo ordine sociale, favorirono un avvicinamento tra i social-comunisti e il gruppo di Maniu che dichiarò ai suoi contatti anglo-americani che su queste basi sarebbe stato possibile trovare un accordo rumeno-sovietico.. Nel giugno 1944 si giunse ad un accordo tra il gruppo di Maniu e Brătianu e i social-comunisti; venne costituito un cosiddettò "Blocco nazionale", che in collegamento con il re e alcuni alti ufficiali, iniziò i preparativi per la cospirazione contro il maresciallo Antonescu.

Nel frattempo la situazione generale della Romania, alleata della Germania nazista, diveniva sempre più critica; l'economia era indebolità dalle enormi spese di guerra e dai bombardamenti alleati sui centri industriali, la popolazione era in misura crescente contraria alla guerra e alle sue sofferenze, erano presenti fenomeni di opposizione, sabotaggio e renitenza alla leva. L'esercito era indebolito e le truppe manifestavano demoralizzazione; il 16 luglio 1944 il maresciallo Antonescu diramò una direttiva draconiana in cui ordinava misure repressive terroristiche contro i disertori e le loro famiglie.. Il maresciallo Antonescu era informato dei sondaggi diplomatici in corso; egli tuttavia respingeva ogni ipotesi di abbandonare l'alleanza con il Terzo Reich e continuava a mostrare grande fedeltà ad Adolf Hitler e piena fiducia nella forza della Wehrmacht che costituiva la principale difesa per il suo regime. Le proposte sovietiche del 12 aprile 1944 su sei condizioni per l'armistizio vennero quindi ufficialmente respinte dal governo rumeno e l'esercito, pur con crescenti fenomeni di disaffezione, rimase a fianco dei tedeschi.. Sembra che invece il maresciallo Antonescu non avesse informazioni sulla costituzione di un blocco politico di opposizione che, in collegamento con il re, avrebbe potuto minacciare il suo potere; egli mostrò estrema fiducia sulla fedeltà dell'esercito in un colloquio con il generale Heinz Guderian, senza comprendere come in realtà le forze armate fossero prima di tutto legate dal giuramento di fedeltà al re.

Situazione strategica nell'estate 1944

Il 26 marzo 1944 le truppe del 2º Fronte ucraino del maresciallo Ivan Konev avevano raggiunto per la prima volta il confine della Romania di prima della guerra lungo un tratto di 85 chilometri lungo il fiume Prut; la notizia era stata accolta con euforia in Unione Sovietica e salutata dalle salve dell'artiglieria a Mosca. Questo evento simbolico coronava la grande vittoria delle armate del maresciallo Konev che, nonostante le difficoltà logistiche causate dal disgelo primaverile, erano avanzate per 400 chilometri e avevano superato il Bug, il Dniestr e il Prut sbaragliando le difese tedesche. Di fronte al pericolo di un'irruzione immediata sovietica in Romania l'alto comando tedesco aveva fatto intervenire importanti riserve, tra cui quattro Panzerdivision e la 4ª Armata rumena, con le quali nella seconda metà di aprile era riuscito finalmente a stabilizzare il fronte tra i passi dei Carpazi e la linea da Pașcani al nord di Iași.. Inoltre le armate del 2º Fronte ucraino furono anche contrastate da una parte della 6. Armee tedesca che ripiegava verso il Dniest di fronte all'offensiva del 3º Fronte ucraino del generale Rodion Malinovskij; sei divisioni tedesche organizzarono una linea difensiva a protezione di Kišinev. Il 2° Fronte ucraino quindi riuscì ancora ad occupare le importanti città di Botoșani, Rădăuți-Prut e Feliceni, ma, ormai molto logorato dalla lunga avanzata, dovette arrestarsi sulla linea Pașcani, Orhei, Dubăsari.

In questa fase l'alto comando tedesco riuscì a contrastare, grazie all'intervento anche della 3ª Armata rumena, l'avanzata del 3º Fronte ucraino che, dopo la liberazione di Odessa, si collegò con la sua ala destra con le armate del maresciallo Konev e quindi occupò Tiraspol e Grigoriopol, costituendo importanti teste di ponte sul Dniestr. Il 16 aprile 1944 Stalin in persona accolse le proposte dei suoi generali e ordinò la temporanea sospensione delle operazioni offensive attive nel settore meridionale del Fronte orientale, a parte la grande battaglia in corso per la liberazione della Crimea..

Nel giugno 1944, alla vigilia dell'inizio del nuovo ciclo di grandi offensive estive dell'Armata Rossa, il Gruppo d'armate Ucraina Sud, passato al comando del generale Johannes Friessner dopo il trasferimento del generale Ferdinand Schörner alla guida del Gruppo d'armate Nord, difendeva quindi la Romania lungo un fronte di 645 chilometri di lunghezza, tra i Carpazi e la foce del Dniestr, con 33 divisioni tedesche e 23 divisioni rumene; erano disponibili notevoli riserve mobili con nove Panzerdivision e divisioni Panzergrenadier. Questo solido schieramento di truppe tuttavia sarebbe stato disastrosamente indebolito a seguito degli sviluppi della situazione complessiva della Wehrmacht sul Fronte orientale a partire dal 22 giugno 1944, giorno di inizio della grande operazione Bagration in Bielorussia..

La Wehrmacht tedesca subì una serie di gravi sconfitte all'inizio dell'estate 1944; dopo il crollo del Gruppo d'armate Centro e la caduta di Minsk il 3 luglio, l'offensiva Leopoli-Sandomierz, iniziata il 13 luglio, permise alle unità corazzate dell'Armata Rossa di marciare fino alla line della Vistola, infine dal 18 luglio i sovietici diedero inizio all'offensiva Lublino-Brest che provocò una nuova disfatta tedesca con l'avanzata del 1º Fronte bielorusso fino alle porte di Varsavia. Queste pesanti sconfitte costarono fortissime partite all'esercito tedesco e sembrarono aprire all'Armata Rossa le porte per la Germania orientale e per i Paesi Baltici con conseguenze potenzialmente decisive per l'esito finale della guerra.. L'alto comando tedesco prese provvedimenti d'emergenza per evitare una catastrofe strategica irreversibile e quindi una serie di divisioni di rinforzo vennero trasferite nei punti critici per cercare di stabilizzare la situazione. Il Gruppo d'armate Ucraina Sud dovette cedere sette divisioni fanteria e sei Panzerdivision, tra cui la 3. SS-Panzerdivision "Totenkopf" e la Panzergrenadier-Division Großdeutschland. Questi rinforzi permisero alla Wehrmacht di contrattaccare sulla linea della Vistola per contenere le teste di ponte sovietiche, di riaprire le comunicazioni con il Gruppo d'armate Nord nei Paesi Baltici e soprattutto di fermare e respingere dal 1º agosto 1944 i carri armati sovietici alle porte di Varsavia.. Tuttavia il Gruppo d'armate Ucraina Sud del generale Friessner fu fortemente indebolito dopo questi trasferimenti di preziose riserve meccanizzate e divenne particolarmente vulnerabile alla vigilia della nuova offensiva dell'Armata Rossa.

La battaglia Piani e preparativi

Il Gruppo d'armate Ucraina Sud aveva quindi dovuto trasferire la maggior parte delle sue formazioni mobili a causa dell'aggravarsi della situazione della Wehrmacht negli altri settori del Fronte orientale, e alla vigilia dell'offensiva sovietica disponeva in totale di 52 divisioni di cui 24 divisioni tedesche, tra cui però c'erano solo quattro divisioni corazzate o meccanizzate, compresa la Divisione corazzata rumena. Nonostante l'indebolimento generale delle sue forze, tuttavia il Gruppo d'armate Ucraina Sud aveva cercato di rinforzare le sue difese organizzando due linee fortificate lungo il Seret e il Prut e costituendo posizioni difensive nelle città più importanti del fronte. Il generale Friessner aveva suddiviso le sue forze in due raggruppamenti tattici: il "Gruppo Wöhler", al comando del generale Otto Wöhler, con la 8. Armee tedesca, la 4ª Armata rumena e il XVII Corpo d'armata tedesco che erano schierati su una linea di 270 chilometri sull'ala sinistra del Gruppo d'armate; il "Gruppo Dumitrescu", al comando del generale Petre Dumitrescu, che occupava un fronte di 310 chilometri sull'ala destra con la 6. Armee tedesca del generale Maximilian Fretter-Pico e la 3ª Armata rumena.