La teosofia (dal greco θεός [theós], «dio», e σοφία [sofìa], «sapienza») è un insieme di diverse dottrine esoterico-filosofiche storicamente succedutesi dal XV al XXI secolo, che si richiamano l'una all'altra. Modernamente indica la dottrina come esposta dalla Società Teosofica fondata alla fine del XIX secolo da Helena Petrovna Blavatsky.

Correnti principali

Nella filosofia neoplatonica, ripresa in ambito cristiano, la teosofia indica la sapienza divina, alla quale l'uomo può accedere attraverso un'esperienza mistica e ascetica. Nel Rinascimento, il termine teosofia allude a una conoscenza gnostica non solo di carattere contemplativo, ma anche in grado di rivelare i segreti della natura con cui operare prodigi taumaturgici, e scoprire i legami che uniscono l'uomo al mondo degli spiriti divini o di quelli intermediari.Antoine Faivre, "Theosophy", in The Encyclopedia of Religion, vol. 14, pag. 467, a cura di Mircea Eliade e Charles Adams, New York Macmillan, 1987 ISBN 978-0029094808. La teosofia diventa una dottrina filosofica nel XVII secolo, sorta dalle visioni di Jacob Bohme ed espressa sovente nel linguaggio dell'alchimia, che vuole condurre l'uomo ad una conoscenza mistico-esoterica di Dio, a cui attribuisce una compresenza di principi contrapposti: questi si ritrovano in Lui sia come spirito trascendente che nella natura immanente, come luce e tenebre, in un dinamismo vivente e incessante che si rispecchia nella divina Sofia.Jean-Paul Corsetti, Storia dell'esoterismo e delle scienze occulte, pag. 224, traduzione di Mariagrazia Pelaia, Roma, Gremese Editore, 2003 ISBN 978-8884402370. Tra i filomati del XIX secolo, la teosofia è la conoscenza dell'ordine geometrico della natura, che si esprime nell'approssimazione delle sue forme alla spirale aurea simboleggiata dalla phi greca; impregnata anche di mesmerismo e mistica rosacrociana, in un sistema sincretico di elementi cristiani, esoterici, filosofici, spiritisti, connotò la cultura di vari ambienti massonici.Andrea Ceccherelli, Per Mickiewicz: atti del convegno internazionale nel bicentenario della nascita di Adam Mickiewicz, 14-16 dicembre 1998, pag. 51, Roma, Accademia polacca delle scienze, 2001. In particolare, la teosofia è la dottrina propugnata dalla Società Teosofica, fondata nel 1875 a New York da Helena Petrovna Blavatsky (1831–1891), che appunto si proponeva di divulgare il pensiero teosofico, secondo il quale tutte le religioni deriverebbero da un'unica verità divina. Tale verità sarebbe stata tramandata nel corso della storia attraverso una strettissima cerchia di iniziati, che avrebbero rivelato solo gli aspetti più conformi al periodo storico in cui essi si sarebbero venuti a trovare.

Per distinguere questa forma di teosofia, che si presenta come eclettica e universale, dalle correnti precedenti, la si denomina in genere con la T iniziale maiuscola («Teosofia»).

Pur intendendo inglobare in sè il significato delle altre correnti, come se costituissero un unico movimento senza soluzione di continuità, vi è chi ha respinto questa sovrapposizione: specialmente l'esoterista René Guénon tiene a distinguere la teosofia di stampo neoplatonico, di orientamento religioso e in particolar modo cristiano, alla quale appartenevano le dottrine di Jacob Böhme, Johann Georg Gichtel, William Law, Jane Lead, Swedenborg, Louis Claude de Saint-Martin, Eckartshausen, dalla riformulazione che ne venne data dalla Blavatsky a partire dalla seconda metà dell'Ottocento, che egli chiama piuttosto teosofismo per distinguerla dalla prima accezione.

Secondo Helena Blavatsky, a ogni modo, ogni religione si rapporta con nuclei fondamentali e universali come la cabbala, la teosofia e l'occultismo, inclusi il giudaismo e i maomettani.

La Società Teosofica

Il metodo di questa nuova forma di teosofia proponeva un forte eclettismo e una conoscenza diretta dei testi sacri, soprattutto orientali. Alcuni studiosi vedono nel movimento teosofico l'origine della moderna «new age», con le sue libere esegesi dei testi convenzionalmente ritenuti sacri da vari culti religiosi.Sarebbe stata Alice Bailey, seguace della Blavatsky, a diffondere l'espressione "new age" (cfr. .

Nell'ambito della Società Teosofica del XIX secolo, la teosofia si configura essenzialmente come scienza esoterica. Il termine "scienza" ha dunque qui un significato piuttosto sui generis, basato sulla credenza che al di là delle conoscenze scientifiche sulle cose, la loro intima verità (eidos) sia accessibile solo per via chiaroveggente e intuitiva.

Helena Blavatsky definisce la teosofia, nel testo La dottrina segreta, come: I tre principi e scopi su cui si basa la Società Teosofica sono: formare un nucleo di fratellanza universale dell'umanità senza distinzioni di razza, sesso, credo, casta o colore; incoraggiare lo studio comparato delle religioni, filosofie e scienze; investigare le leggi inesplicate della Natura e le capacità latenti dell'uomo.

Il testo sacro di questi teosofi sono le Stanze dal Libro di Dzyan, che costituiscono l'argomento principale della Dottrina segreta. La loro cosmogonia prevede uno sviluppo del mondo tramite vari stadi intermedi tra la materia e lo spirito, che si alternano in un andamento a spirale; l'uomo, composto di corpo, anima e spirito, cresce anch'esso attraverso vari stadi, che discendono dallo spirito alla materia, attraverso il piano mentale, astrale, ed eterico, per poi spiritualizzarsi nuovamente. L'anima umana non ha né inizio né fine: essa è destinata ad un ciclo di reincarnazioni finché raggiunge la sostanza assoluta del cosmo.

La fondatrice del movimento, Helena Blavatsky, sostenne sempre di aver compiuto un viaggio nell'allora sconosciuto Tibet,. dove avrebbe incontrato i Maestri della «Fratellanza Bianca», la cui esistenza sarebbe attestata in tutte le tradizioni iniziatiche sia orientali sia occidentali: questi Maestri sarebbero da identificare con gli esseri soprannaturali noti in sanscrito come Mahatma.

In Tibet questi Maestri le avrebbero insegnato le arti occulte che lei avrebbe poi rivelato sia attraverso i suoi libri, sia in maniera più completa agli aderenti dei massimi livelli della Società da lei fondata insieme al colonnello Henry Steel Olcott.

Il viaggio potrebbe anche essere inteso in senso metaforico, alludendo ad una sorta di iniziazione da parte di tali Maestri, il cui rifugio metaforico o reale si troverebbe nella leggendaria Agarthi; parimenti Blavatsky sostenne anche di aver combattuto al fianco di Giuseppe Garibaldi nell'unificazione d'Italia..

Altri influssi nel pensiero teosofico di Blavatsky possono essere ricondotti alla tradizione ermetico-massonica da lei apprese in Europa.Jorg Sabellicus, introduzione a

Dottrina e insegnamenti Sebbene gli scritti dei più importanti teosofi espongano una serie di insegnamenti, la Società Teosofica stessa afferma di non avere credenze ufficiali su cui tutti i membri debbano concordare. Pur basandosi su una dottrina, pertanto, non la presenta come dogma.; . L'unico principio che tutti i membri dovrebbero sottoscrivere, per la Società, è l'impegno «a formare un nucleo della Fratellanza Universale dell'Umanità, senza distinzione di razza, credo, sesso, casta o colore».. Ciò comporta che vi possano essere membri della Società che si reputino scettici su alcune, o addirittura tutte, le dottrine teosofiche più condivise, pur rimanendo solidali con il suo obiettivo fondamentale di fratellanza universale..

Come rilevato da Santucci, la Teosofia è «derivata principalmente dagli scritti» della Blavatsky,. ma revisioni e innovazioni sono state apportate anche da teosofi successivi come Annie Besant, Charles Leadbeater, e soprattutto Alice Bailey.. Cfr. anche Occorre inoltre tener presente che la Blavatsky non considerava queste dottrine teosofiche come una propria creazione, ma affermava di averle ricevute da una confraternita di adepti spirituali segreti, da lei chiamati i «Maestri dell'antica sapienza», o con termine induista Mahatma («grandi anime»)..

I Maestri dell'Antica Saggezza Il nucleo della dottrina teosofica è dunque costituito non solo dalla rivelazione dell'esistenza di un gruppo di Maestri o adepti spirituali che supervisionano in incognito l'evoluzione dell'umanità, ma che costoro siano anche responsabili della produzione dei principali testi teosofici.. Per la maggior parte dei teosofi, questi Maestri sono considerati i veri fondatori del moderno movimento teosofico stesso.. Chiamati Mahatma, Adepti, Maestri di Saggezza, Maestri di Compassione, o Fratelli Maggiori, sono esseri ritenuti comunque di origine umana, ma che dopo aver attraversato vari processi di trasformazione spirituale, detti «iniziazioni», le quali gli hanno consentito di oltrepassare la loro condizione di comuni esseri umani, si sono altamente evoluti in termini sia di sviluppo morale che intellettuale, pur continuando regolarmente a incarnarsi per assistere l'evoluzione dell'umanità sulla Terra.

Attraverso molti anni di addestramento, costoro avrebbero acquisito poteri soprannaturali,. tra cui la chiaroveggenza, la capacità di prolungare la propria vita, o di proiettarsi istantaneamente in qualsiasi luogo. Alla fine del XIX secolo, secondo la Blavatsky, la loro residenza principale era a Shamballa nel regno himalayano del Tibet.

Ai Maestri è attribuito il compito di preservare l'antica conoscenza spirituale del mondo, in quanto appartenenti a una grande gerarchia occulta detta «Fratellanza Bianca», i cui gradi superiori sono costituiti da esseri spirituali ancora più avanzati, che a differenza di loro proverrebbero da mondi non terrestri, e avrebbero guidato e istruito l'umanità sin dai primordi. La loro origine più prossima è ritenuta il pianeta Venere («lucifero»), ma viene collegata anche con Sirio e le Pleiadi.Salvatore Brizzi, Le sette iniziazioni e come prepararle, parte I, pp. 25-26, Antipodi edizioni, 2020.

Tra i Maestri vengono annoverate figure bibliche come Abramo, Mosè, Salomone, Gesù, guru illuminati come Buddha, Confucio, Laozi, e personalità moderne come Jakob Bohme, Alessandro Cagliostro e Franz Mesmer. I Maestri a cui si fa più riferimento nella letteratura teosofica sono tuttavia Koot Hoomi (o Kuthumi), e Morya, con i quali la Blavatsky affermava di essere in contatto anche telepatico., pp. 70-73..

Altri maestri ritenuti guide del movimento teosofico sono Hilarion, lo stesso Gesù, Racokzy (identificato con Cristiano Rosacroce e col conte di Saint Germain), e Djwal Khul reso noto dalla Bailey. La dottrina prevede che tali Maestri possano avvicinarsi alle persone che ritengono degne di intraprendere un apprendistato o un discepolato spirituale,. sottoponendole a diversi anni di prova nel corso di complessive sette iniziazioni,Il tema è stato affrontato da Alice Bailey nell'opera Iniziazione umana e solare (1922). Cfr. anche Salvatore Brizzi, Le sette iniziazioni e come prepararle, parte II, pp. 75-126, Antipodi edizioni, 2020. per consentire infine a costoro di entrare nella loro gerarchia.

La Blavatsky incoraggiò la produzione di immagini dei Maestri,. i ritratti più importanti dei quali furono creati nel 1884 da Hermann Schmiechen.. Secondo lo studioso di religione Massimo Introvigne, le raffigurazioni così ottenute di Morya e Koot Humi ottennero uno «status semi-canonico» nella comunità teosofica,. venendo considerate quasi icone sacre piuttosto che semplici figure decorative..

Un'antica dottrina universale

Secondo gli insegnamenti della Blavatsky, gran parte delle religioni del mondo sono da ricondurre a un'origine comune, ad un'antica religione universale chiamata anche Religione-Saggezza o «Tradizione Segreta», che era già nota a Platone e ai primi saggi indù, ritornata nella nozione ficiniana di prisca theologia, e che continua a rappresentare il nucleo di ogni religione..