Il Paradiso perduto è un poema in versi sciolti (blank verse) di John Milton del 1667 che tratta il racconto ebraico-cristiano della caduta dell'uomo: la tentazione di Adamo ed Eva da parte di Lucifero, e la loro cacciata dal Giardino dell'Eden. Il fine di Milton, espresso nel primo libro, è "svelare all'uomo la Provvidenza eterna" (I, 26) e spiegare il conflitto tra tale Provvidenza eterna e il libero arbitrio.

L'età di Milton Milton iniziò a scrivere Paradiso Perduto nel 1658, durante gli ultimi anni della Repubblica inglese, segnata dalle lotte interne tra le varie fazioni militari e politiche. Sebbene Milton probabilmente abbia terminato il lavoro all'incirca nel 1664, non lo pubblicò fino al 1667, a causa della pestilenza (1665) e del grande incendio di Londra (1666).

Sotto il profilo letterario, la religione domina gli spiriti grazie alla supremazia della Versione Autorizzata; fioriscono i trattatisti teologici (Walton, Browne, Traherne) e i poeti metafisici (Herbert, Crashaw), e si diffondono i poemi epico-religiosi, come la Pharonnida di Chamberlayne, la Theophila di Benlowes e la Davideis di Cowley.

Storia editoriale Preceduto dall'abbozzo di una tragedia mai portata a compimento, intitolata Adam Unparadiz'd, il poema di Milton fu pubblicato per la prima volta nel 1667, in 10 libri; seguì una seconda edizione, del 1674, divisa questa volta in 12 libri (in imitazione della suddivisione dellEneide di Virgilio) con delle piccole revisioni nel testo e l'aggiunta di una nota sulla versificazione.

La storia è innovativa nei suoi tentativi di riconciliare la tradizione pagana e quella cristiana; prova a conglobare nella storia paganesimo, cristianità e classici greci: egli ammirava molto i classici, ma intendeva, con la sua opera, andare oltre ad essi. Egli prese ispirazione probabilmente da Blossio Emilio Draconzio il quale, nel primo libro (a posteriori denominato Hexaemeron) del suo De laudibus dei descrisse il Paradiso terrestre.

Milton subì l'influenza non solo dei grandi poemi della classicità greco-latina, ma anche dei "romanzi di cavalleria" italiani rinascimentali (Orlando furioso, Gerusalemme liberata) e del poemetto di Giambattista Marino La strage degli innocenti, il primo canto del quale, noto come Sospetto di Erode, era stato tradotto in inglese da Crashaw e pubblicato dallo stesso editore di Milton.Cfr. S. Baldi, Studi miltoniani, Università degli Studi di Firenze. Istituto di Lingue e letterature germaniche, 1986.

Milton compose l'intera opera mentre era completamente cieco, e aveva bisogno di amanuensi che lavorassero a pagamento per lui (è solo una leggenda quella secondo cui forzò le sue figlie a scrivere al suo posto); in particolare si avvalse del supporto di Andrew Marvell. Il poeta affermò che uno spirito divino lo ispirava durante la notte, affidandogli i versi che avrebbe recitato al mattino. È oggetto di discussione se Milton si sia occupato di faccende come punteggiatura e suddivisione in capitoli. La terza edizione di Paradiso Perduto ignora la punteggiatura ritrovata nel sopravvissuto abbozzo del manoscritto che sarebbe stata inserita dall'amanuense, ma questa procedura è stata messa in dubbio.

Contenuto

Il proemio Il proemio del Paradiso perduto è costruito per imitazione e riscrittura del modello archetipico istituito dai grandi classici dell'epica, disponendo prima la "propositio" («Of Man's First Disobedience, and the Fruit | of that Forbidden Tree», vv. 1-2) e subito dopo l'"invocatio" («Sing Heav'nly Muse», v. 6) così come avviene nell'Odissea.L. Calè, Visione e cosmo. La prospettiva nel "Paradise lost", Roma, Bulzoni, 1997, pp. 36-38. Struttura Il poema, seguendo la tradizione epica, inizia in medias res con i libri I-IV che descrivono la pianificazione infernale tesa a ottenere la disubbedienza di Adamo; l'antefatto, ossia la ribellione di Satana, è narrato nei libri V-VI. Il libro più lungo è il IX, con 1189 versi, mentre il più breve, il VII, conta 640 versi. Ciascun libro è preceduto da un sommario, intitolato L'argomento. Sinossi L'opera di Milton narra due vicende: quella di Satana e quella di Adamo ed Eva. Quella di Satana (o Lucifero) rende omaggio agli antichi poemi epici di argomento guerresco. Inizia dopo che Lucifero e gli altri angeli ribelli sono stati sconfitti e scaraventati da Dio nell'Inferno. Nel "Pandemonio", Lucifero deve impiegare le sue abilità retoriche per far ordine tra i suoi seguaci; è affiancato dai suoi fedeli tenenti: Mammona e Belzebù. Alla fine della discussione, Satana si offre volontario per avvelenare la Terra, appena creata. Affronta da solo i pericoli dell'Abisso in un modo che ricorda molto quello di Ulisse e di Enea dopo i loro viaggi nelle regioni ctonie dell'Oltretomba.

L'altra vicenda è fondamentalmente diversa, una nuova sorta di epica: quella "domestica". Adamo ed Eva, per la prima volta nella letteratura cristiana, vengono dotati di passioni, personalità e sesso. Satana tenta Eva con successo, approfittando della sua vanità e ingannandola con la sua dialettica; Adamo, vedendo che Eva ha peccato, commette coscientemente il medesimo errore, mangiando anche lui il frutto proibito. In tal maniera, Milton ritrae Adamo come un personaggio eroico, ma anche come un peccatore ancor più grande di Eva. Dopo aver compiuto il peccato originale, essi hanno ancora caratteristiche sessuali, ma ora con una nuova sorta di sensualità che prima non possedevano. Dopo aver preso coscienza del loro errore, ossia di aver consumato il frutto dell'Albero della conoscenza, Adamo ed Eva iniziano a lottare. Ad ogni modo, le suppliche di Eva ad Adamo fanno sì che i due si riconcilino. Adamo intraprende un viaggio visionario con un angelo, nel quale è testimone degli errori dell'uomo e del Diluvio universale, ed è incommensurabilmente rattristato dal peccato che hanno commesso attraverso l'assunzione del frutto. Ad ogni modo, gli viene anche mostrata la speranza, e cioè la possibilità di redenzione, attraverso la visione di Gesù Cristo. Essi, successivamente, vengono banditi dall'Eden, e un angelo aggiunge che qualcuno potrà trovare "un paradiso dentro di sé". Adamo ed Eva, ora, hanno un rapporto più distante con Dio, il quale è onnipresente ma invisibile, a differenza del tangibile Padre nel Giardino dell'Eden.

Personaggi principali Satana

Satana è rappresentato come l'oggetto di ammirazione della storia, da imitare e celebrare come un vero eroe. Lotta duramente per vincere i suoi stessi dubbi e le sue stesse debolezze, e porta a compimento il suo obiettivo, ossia corrompere la specie umana. Satana è considerato il più interessante e avvincente dei personaggi del Paradiso Perduto, principalmente per la sua complessità e la sua astuzia. In un certo modo è simile al personaggio di Iago dellOtello di Shakespeare.

Secondo un'altra corrente d'opinione, il ruolo di Satana eroe riprenderebbe il valore offeso di Achille, le astuzie e la scaltrezza di Ulisse e infine il viaggio di Enea alla ricerca di una nuova patria. Altri asseriscono che Milton utilizza Satana come personificazione dello spirito della Rivoluzione inglese e rappresentazione dell'onore e dell'indipendenza della nazione, fatti valere a dispetto di un governo imbelle. Tutte queste visioni di Satana vengono spiegate approfonditamente in The Satanic Epic, di Neil Forsyth.

Inizialmente conosciuto come Lucifero, Satana era un orgoglioso angelo che non si considerava uguale agli altri. Il giorno in cui Dio nominò il Figlio suo successore al potere, Lucifero si ribella a causa della propria invidia, prendendo con sé un terzo dell'intera popolazione di angeli del Paradiso. Egli è enormemente pieno di sé, e sicuro di poter abbattere Dio; le sue parole sono sempre fraudolente e ingannevoli. Assume varie forme nel corso della storia, le quali sono il riflesso della sua decadenza morale e razionale. Prima è un angelo caduto di considerevole levatura; successivamente un umile cherubino, un cormorano, un rospo, e infine un serpente. Tutto ciò è la raffigurazione di un'incessante attività intellettuale, senza alcuna abilità di pensare adottando un'ottica morale. Adamo ed Eva

Adamo è forte, intelligente e razionale, nato per la meditazione e la prodezza, e prima della caduta è pressoché perfetto, esattamente come ogni essere umano avrebbe potuto essere. È però caratterizzato anche da imperfezione, dacché talvolta s'abbandona a imprudenze e ad atteggiamenti irrazionali. Come conseguenza della caduta, la sua ragione pura e il suo intelletto vengono da lui persi, e l'uomo non è più capace di conversare alla pari con gli angeli (come fece con l'Arcangelo Raffaele), ma è come unilaterale (come si vede, con l'Arcangelo Michele, dopo la caduta). Il suo punto debole è l'amore per Eva. Egli confida a Raffaele che la sua attrazione per lei è travolgente, qualcosa che la sua ragione non è in grado di vincere. Dopo che Eva si nutre dall'Albero della Conoscenza, egli decide di compiere lo stesso atto, essendosi reso conto che se lei è votata a ciò, egli deve seguirla nel suo destino infausto, per non perderla - anche se ciò significa disobbedire a Dio.

Eva è la madre di tutta l'umanità, inferiore ad Adamo nelle facoltà intellettive (perché l'uomo è considerato più vicino a Dio rispetto alla donna) e dotata di tenerezza e dolce grazia affettiva. Ella lo supera nella bellezza, per la quale ella stessa s'innamora della propria immagine al rimirarla nel riflesso in uno specchio d'acqua (qui v'è un richiamo al mito greco di Narciso). È proprio la sua vanità a essere sfruttata da Satana per persuaderla a nutrirsi dall'Albero della Conoscenza, per mezzo di lusinghe. Eva è chiaramente intelligente, ma a differenza di Adamo non è desiderosa di apprendere, essendo infatti assente nella conversazione di Adamo e dell'Angelo Raffaele nel libro VIII, e nelle visioni di Adamo presentate da Michele nei libri XI e XII. Eva non crede che sia suo compito andar in cerca della conoscenza in modo indipendente; preferisce invece che Adamo gliela trasmetta solo in un secondo momento. Il primo caso in cui evade dalla sua passività è quando s'avventura fuori da sola e finisce con l'ingerire il frutto proibito.

Alcuni studiosi argomentano che è errato pensare che Milton denigri le donne attraverso la sua raffigurazione di Eva. Attraverso Eva, egli esamina il ruolo della donna nella sua società, il ruolo positivo e importante che rivestono le donne nella divina unione del matrimonio. Alla fine del poema, dopo aver svelato le proprie forze e le proprie debolezze, Adamo ed Eva appaiono come una potente unità, l'uno complementare all'altro - non solo al lettore, ma anche a se stessi. La caduta serve un fine di scoperta di se stessi, ed è la Caduta Propizia, o la cosiddetta felix culpa.

Dio

Il Dio miltoniano è onnisciente, onnipresente e onnipotente: ciò sta a dire che egli ha prescienza degli eventi futuri, però non predestina - cosa che negherebbe interamente l'idea del libero arbitrio. La difficoltà nell'interpretazione del personaggio di Dio nel Paradiso Perduto è che è più una personificazione di idee astratte che un essere reale; egli è incarnazione della pura ragione (infatti, vi è un'interpretazione che vede in Satana la passione che combatte la ragione, facendone un'anticipazione dell'eroe romantico). Egli permette che il male accada, ma crea il bene dal male. Il critico letterario William Empson (1906-1984) ha chiarito molti dubbi dei lettori sul Dio di Milton nella sua influente opera, che porta lo stesso nome. Il Figlio