Un missile terra-aria, chiamato anche SAM (Surface-to-Air-Missile, missile superficie-aria), è un tipo di missile utilizzato per la difesa dello spazio aereo. Sono usati in genere in batterie contenenti missili di un solo tipo, ma collegate ad una rete di radar in modo da creare congiuntamente una "barriera" impenetrabile per gli aerei nemici, che quindi per superare tali difese sono costretti a volare a bassa quota. Sul campo di battaglia possono essere fissi o trasportati da veicoli, montati su apposite rampe (come ad esempio i SA-6 Gainful ex-sovietici).

Esistono anche versioni portatili a corto raggio, da impiegare con appositi lanciatori da spalla, come ad esempio il Blowpipe inglese, lo Stinger americano, o il SA-7 Grail di produzione ex-sovietica.

Sviluppo dei missili terra-aria La nascita Nel corso della seconda guerra mondiale la Luftwaffe (che era responsabile della difesa del territorio del Reich, sia con gli aerei da caccia che con le armi terrestri), sviluppò alcuni missili destinati a contrastare gli attacchi delle aviazioni alleate contro la Germania. Il primo ad entrare in funzione fu il Messerschmitt FR 1 Enzian (FlakRakete/Missile antiaereo 1 Genziana), un missile a propellente liquido (con 4 razzi a propellente solido per il decollo) che raggiungeva Mach 0,66. L'Enzian era guidato da un radar di illuminazione e da un sistema a raggi infrarossi e portava una testata HE (alto esplosivo) da 450 kg. Lo scopo di questo missile, che non avrebbe sfigurato in un arsenale di una nazione media negli anni sessanta, era essenzialmente quello di rompere le formazioni di bombardieri per permettere ai caccia ed alla FlaK (artiglieria contraerea) di distruggere i bombardieri nemici senza che essi potessero proteggersi a vicenda.

Accanto all'Enzian operava l'Henschel Hs 117 Schmetterling (Hs 117 Farfalla), guidato sul bersaglio via radio e con un carico utile di 25 kg, destinato invece ad abbattere i singoli bombardieri. Il motore era sempre a combustibile liquido ed il decollo era assistito da 2 razzi a combustibile solido. L'ultimo missile utilizzato fu il Rheintochter (Figlia del Reno) a due stadi e a propellente liquido, con velocità subsonica (come gli altri due) e fornito di una testata da 150 kg, con guida radio.

I primi missili antiaerei Subito dopo la seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti iniziarono a studiare i missili, anche con l'aiuto di diversi scienziati tedeschi, contattati mentre le loro truppe avanzavano in Germania (il più noto è certamente Wernher von Braun, il quale contribuì significativamente allo sviluppo della missilistica statunitense). Sebbene la maggior parte degli sforzi fosse diretta allo sviluppo dei Missili Balistici Intercontinentali, anche nel campo dei missili terra-aria furono investite notevoli risorse sia di personale, sia finanziarie. La prima forza armata a sviluppare missili antiaerei fu la US Navy, memore dei danni inflitti a tutti i tipi di nave dagli attacchi aerei dei kamikaze. Nascevano così i sistemi missilistici subsonici KAN 1 Little Joe e KAY 1 Lark, entrambi a guida radio. Da parte sua l'US Army sviluppava per proprio conto un sistema missilistico fisso (Nike), su missili di grandi dimensioni, che tatticamente non erano convenienti per l'uso contro un solo bombardiere, ma erano funzionali se utilizzati contro grosse formazioni. Bisogna notare che in quel periodo, primi anni cinquanta, l'Unione Sovietica non aveva bombardieri con propulsione a reazione, quindi gli eventuali attacchi avrebbero dovuto essere effettuati con modalità simili a quelle degli attacchi alleati contro la Germania. Nascevano così il Nike Ajax ed il Nike Hercules (utilizzato anche dall'Aeronautica Militare Italiana), entrambi validi, ma limitati come possibilità di utilizzo tattico. Da parte sua, la neonata USAF sviluppò un SAM proprio, l'IM 99A Bomarc, fornito di uno statoreattore che poteva spingerlo fino a Mach 4 e nella prima parte della traiettoria era guidato da un radar di illuminazione, mentre la parte finale era affidata alla guida attiva del radar incorporato nel missile.

Nel Regno Unito lo sviluppo dei missili terra-aria iniziò nel 1950: furono progettati tre missili diversi (rispettivamente per esercito, marina ed aviazione) ma molto simili nelle concezioni di base. Il missile per la Royal Navy era il British Aerospace Dynamics Seaslug, con una grande probabilità (92%) di first kill, cioè di colpire il bersaglio al primo colpo. La guida era a fascio radar, quindi richiedeva un radar di illuminazione e inseguimento che tenesse il bersaglio nel suo fascio. Il primo impiego bellico fu nel 1982, durante la Guerra delle Falkland/Malvinas. L'esercito invece produsse un missile molto meno maneggevole, l'English Electric Aviation Thunderbird, che non ebbe un grande successo di vendite data la sua limitatissima mobilità tattica. La Royal Air Force invece produsse un missile, il Bristol Bloodhound, che pur essendo mobile per quanto riguarda il missile ed i componenti radar, doveva essere lanciato da rampe fisse.

L'Unione Sovietica invece, che aveva comunque trasferito nel suo territorio diversi tecnici missilistici tedeschi, studiò i suoi sistemi di missili antiaerei. Il primo fu il SA-1 Guild, montato su postazioni fisse. Successivamente fu sviluppato il V750 (SA-2 Guideline), che nel 1960 distrusse l'U-2 pilotato da F.G. Powers. A differenza del SA 1, il SA-2 era mobile e fu utilizzato in campo bellico dall'India (guerra indo-pakistana del 1965), dal Vietnam del Nord (furono usati più di 9.000 missili in tutto il corso della guerra) e dall'Egitto (guerra dei sei giorni). Dopo il SA-2, furono prodotti il SA-3 Goa (con funzioni anche mare-aria), destinato ad intercettare aerei a quote più basse di quelle previste per il SA-2, ed il SA-4 Ganef. Tutti questi missili erano coperti dal massimo segreto: le prime immagini infatti furono divulgate solo quando comparvero nella parata del 7 novembre 1960 sulla piazza Rossa.

Missili Antiaerei NATO

Nel corso degli anni sessanta e settanta, l'elettronica ebbe uno sviluppo velocissimo dovuto all'abbandono delle valvole termoioniche a favore dei transistor, sviluppo che permise tanto di ridurre le dimensioni ed il peso dei sistemi elettronici, quanto di aumentarne l'affidabilità. In questo modo, aumentando la probabilità di giungere sul bersaglio, fu possibile ridurre il carico pagante (cioè la quantità di esplosivo trasportata) del missile che quindi divenne più maneggevole, tanto da arrivare a poter essere trasportato da un veicolo leggero (Jeep o Land Rover) o addirittura da un singolo soldato.

In ambito NATO fu sviluppato all'inizio degli anni sessanta il sistema Roland, in collaborazione fra la Aérospatiale (francese) e la Messerschmitt-Bölkow-Blohm (tedesca). Questo sistema missilistico si basava sullo scafo del trasporto truppe tedesco Marder o del carro francese AMX-30, mentre la versione utilizzata negli Stati Uniti usava lo scafo del cannone semovente M109. Sullo scafo era montato un radar di acquisizione ed inseguimento, con un'apparecchiatura IFF (Identification Friend or Foe - Identificazione amico o nemico) che è in grado di identificare i bersagli nemici. Il missile aveva una velocità massima di Mach 1.5 ed un peso al lancio di 63 kg ed era in grado di intercettare un bersaglio anche a quota 20 m. Ogni veicolo portava 2 missili pronti al lancio.

La Gran Bretagna usa invece il sistema Rapier, sviluppato dalla British Aircraft Corporation nel corso degli anni sessanta ed entrato in servizio nel 1971. I missili di questo sistema possono essere lanciati sia da rampe mobili (cingolati) sia da rampe a terra, comunque trasportabili con veicoli leggeri (Land Rover). Sempre in Gran Bretagna, è stato sviluppato dalla Short Brothers il missile Blowpipe, trasportabile da un singolo soldato. Il soldato che lancia il missile deve tenere inquadrato il bersaglio fino all'impatto: questo da una parte permette di attaccare l'aereo da qualsiasi angolo, ma d'altra impegna l'operatore per tutto il tempo di volo ed impedisce un'opzione "lancia e dimentica".

Inizialmente, negli Stati Uniti fu sviluppato dalla Raytheon il sistema antiaereo HAWK (Acronimo per Homing All the Way Killer - Distruttore per bersagli provenienti da qualsiasi direzione)La parola inglese "hawk" significa "falco". e il primo battaglione fu costituito nel 1960. Questo sistema ha avuto un notevole successo di vendite, tanto che venne acquistato da circa 20 stati. Anche l'Esercito Italiano ha utilizzato (dal 1964) questo sistema per la protezione dei bersagli da distanze medio-lunghe. Il sistema si basava su due diversi radar di acquisizione, un radar di illuminazione ed una serie di rampe trainabili; inoltre le batterie HAWK avevano anche una centrale per la direzione del tiro. Il sistema HAWK è stato dismesso dall'Esercito italiano, nel 2011. Il sistema MIM 104 Patriot è stato sviluppato, come l'HAWK, dalla Raytheon Corporation, dopo una gestazione durata più di 10 anni; il primo battaglione fu costituito nel 1983. L'unità di impiego comprende solo un radar, che può gestire separatamente fino a 8 lanciatori (comunque ne sono previsti solo 5 in organico). I lanciatori sono formati da cassoni in cui sono sigillati i missili, trasportabili su autocarri 6x6. Il sistema Patriot è stato utilizzato nella guerra del Golfo (1991) con risultati positivi. Anche gli Stati Uniti hanno sviluppato un sistema missilistico portatile per un unico soldato, il FIM-92 Stinger, sviluppato dalla General Dynamics Corporation e utilizzato dall'|US Army e dall'US Marine Corps. Il missile, una volta puntato contro il bersaglio, si dirige contro di esso, indipendentemente dall'angolo di approccio: può anche ingaggiare un aereo frontalmente.

MBDA Aster è una famiglia di missili antiaerei superficie/aria costruiti da Eurosam, un consorzio europeo formato da MBDA Italia, MBDA Francia e Thales. La famiglia è composta da due varianti Aster 15 con gittata di 30 km e Aster 30 con gittata di 120 km, Il sistema di guida si avvale di un radar attivo nella fase finale, mentre nella fase di crociera il missile riceve aggiornamenti tramite un data-link. I missili Aster sono progettati per essere utilizzati sia da unità navali che da lanciatori terrestri.

Fondamentalmente le versioni 15 e 30 differiscono solo per il booster, cioè il primo stadio del missile (è un missile a doppio stadio). La meccanica della spoletta di prossimità (fuze) ed il radome, furono studiati all'inizio dal dr. Paolo Iudica di Alenia.

Una caratteristica del Dardo, in pratica il secondo stadio del missile, è quella di avere come sistema di manovra il cosiddetto PIF (pilotage en force) ed il PAF (pilotage aerodinamic fort). Il PAF consiste nell'avere nell'ugello dei timoni (TVC) bagnati dal flusso del motore a razzo, mentre il PIF consiste (così come per le passeggiate spaziali degli astronauti) dei getti di aria compressa che modificano rapidamente la traiettoria del missile. Il PIF viene usato soprattutto in prossimità del bersaglio, dove la forza aerodinamica generata dai timoni classici ha un'isteresi più alta e quindi farebbe cambiare traiettoria al missile stesso dopo più tempo, con la conseguenza di aumentare la miss distance dall'obiettivo.

Missili Antiaerei Sovietici