Biografia

Affiliato allAssociazione italiana, di cui fu eletto caposquadra nel 1854 o nel 1855Archivio di Stato di Roma, Tribunale Supremo della Sacra Consulta, Processi politici, busta 376 e probabilmente anche alla massoneriaMuseo centrale del Risorgimento, Roma, Notizie sul movimento liberale romano dall'anno 1849 al 1867, ms. n. 724, proprietario di un lanificio in via della Lungaretta a Roma, ne fece il centro clandestino del moto insurrezionale che nell'ottobre 1867 doveva appoggiare l'ingresso a Roma della colonna comandata dai fratelli Cairoli (scontro di Villa Glori).

Preparò nel lanificio armi e munizioni. Dopo l'intervento degli zuavi e dei gendarmi pontifici che provocò l'eccidio di "casa Aiani", nel quale trovarono la morte fra gli altri Francesco Arquati, ex proprietario del lanificio e suo direttore, la moglie Giuditta e il loro figlio dodicenne (25 ottobre 1867), Aiani fu ferito e imprigionato.

Nel processo rivendicò di aver agito in favore della nazione italiana, fu condannato a morte insieme a Pietro Luzzi (10 dicembre 1868), ma il 20 febbraio 1869 ebbe commutata la pena nell'ergastoloRaffaele de Cesare, Roma e lo Stato del papa: dal ritorno di Pio IX al 20 settembre, Vol. II 1860-1870, Roma: Forzani, 1907.

Nel 1870 uscì di prigione, ma poiché il suo lanificio era andato distrutto, visse in miseria.

Nel 1880 ottenne la direzione del lanificio della casa penale di Saliceta San Giuliano di Modena, dove rimase fino alla morte.

Note

Bibliografia Enzo Piscitelli, «AIANI, Giulio». In: Dizionario Biografico degli Italiani, Roma: Istituto della enciclopedia italiana, 1960

Voci correlate Scontro di Villa Glori Giuditta Tavani Arquati

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