Le Isole Canarie () sono un grande arcipelago situato nell'Oceano Atlantico al largo dell'Africa nord-occidentale, composto da sette isole maggiori e altre isolette minori, tutte di origine vulcanica, che formano una comunità autonoma della Spagna.
Le Canarie sono la regione più meridionale e più occidentale della Spagna. È anche una delle otto regioni con particolare considerazione di nazionalità storica riconosciute come tali dal governo spagnolo.
Le Isole Canarie sono divise in due province: la provincia di Tenerife, con capitale Santa Cruz de Tenerife, cui fanno riferimento La Palma, La Gomera e El Hierro e la provincia di Gran Canaria, con capitale Las Palmas de Gran Canaria, cui fanno riferimento Fuerteventura, Lanzarote e La Graciosa; fino al 1927 il capoluogo canario era soltanto Santa Cruz.
Geografia fisica Territorio
Le Canarie sono isole subtropicali, situate nell'Oceano Atlantico, davanti alla costa dell'Africa e al Sahara, al largo del Marocco, poco più a nord rispetto al tropico del Cancro (al 28º parallelo, ovvero alla stessa latitudine di Florida, Bahamas, Bermuda, Caraibi, Hawaii).
In ordine di estensione, le isole sono: Tenerife, (capoluogo di comunità, di provincia e di isola: Santa Cruz de Tenerife) Fuerteventura, (capoluogo di isola: Puerto del Rosario) Gran Canaria, (capoluogo di comunità, di provincia e di isola: Las Palmas de Gran Canaria) Lanzarote, (capoluogo di isola: Arrecife) La Palma, (capoluogo di isola: Santa Cruz de La Palma) La Gomera, (capoluogo di isola: San Sebastián de La Gomera) El Hierro, (capoluogo di isola: Valverde) Lobos, Arcipelago Chinijo (a nord-est di Lanzarote): La Graciosa, (capoluogo di isola: Caleta De Sebo) Alegranza, Montaña Clara, Roque del Oeste (o Roque del Infierno) Roque del Este,
L'isola più vicina all'Africa, Fuerteventura, si trova a circa dalla costa africana, mentre l'arcipelago dista dalla costa continentale europea.
Le isole formano l'ecoregione della Macaronesia, assieme a Capo Verde, Madera, le isole Azzorre e le isole Selvagge. Il vulcano del Teide, situato nell'isola di Tenerife, con i suoi metri è la montagna più alta della Spagna.
Clima
Durante l'anno, le isole godono di un clima molto mite; a causa dell'influenza degli alisei, però, esso può essere molto secco, così come piuttosto umido. Essendo comunque in pieno oceano Atlantico, la temperatura dell'acqua raggiunge i a gennaio-febbraio (periodo più freddo dell'anno), per aumentare fino ai a luglio-agosto-settembre (il periodo più caldo). Il regime pluviometrico è di tipo desertico, in quanto solo in alcuni punti più elevati si superano i annui, concentrati nella stagione invernale.
Flora e fauna Prima dell'arrivo degli aborigeni, le Canarie erano popolate da animali endemici, alcuni estinti: lucertole giganti (Gallotia goliath), ratti giganti (Canariomys bravoi e Canariomys tamarani) Consejería de Medio Ambiente y Ordenación Territorial del Gobierno de Canarias e tartarughe giganti (Geochelone burchardi e Geochelone vulcanica) Spanish Journal of Palaeontology (antes Revista Española de Paleontología)..
Sono presenti diverse specie autoctone di flora, come il cosiddetto albero del drago (Dracaena draco), le foreste di laurisilva, pini e palme tropicali, piante grasse di agave, aloe vera e cactus. L'"albero del drago", considerato il simbolo delle Canarie, può raggiungere 20 metri di altezza. Si ritiene che gli esemplari più antichi possano essere addirittura millenari. L'esemplare più antico si trova a Icod de los Vinos, nella zona nord-occidentale di Tenerife. La sua linfa è di colore rosso intenso, e proprio per questo motivo è chiamata "sangue di drago". Veniva usata dagli antichi abitanti delle Canarie (gli indigeni aborigeni, Guanci) nei loro riti animisti; questa pratica era considerata magica. I fiori simbolo delle Isole Canarie sono le buganvillee (Bougainvillea) e le orchidee. Solo nell'isola di Gran Canaria, proclamata Riserva della biosfera, esistono ben 2.000 varietà di fiori esotici, considerati unici al mondo. Macizo de Anaga a Tenerife, anch'esso Riserva della Biosfera, è il luogo che ha la maggiore concentrazione di specie endemiche in Europa.
Sono presenti numerosi bananeti, in cui si coltivano frutti chiamati plátanos, più piccoli, sodi e saporiti delle classiche banane.
Ricchissima è la fauna marina tropicale. I più noti sono il pesce pappagallo, le murene, i pesci volanti e il pesce civetta. Si possono trovare le tartarughe marine, i globicefalo e i delfini. Ci sono molti tonni, barracuda, aragoste, sardine e al largo dell'Oceano Atlantico si possono incontrare le balene, marlin, pesci vela, ma anche squali, come lo squalo martello.
Le Canarie sono un paradiso per gli uccelli; solo a Gran Canaria ci sono settanta specie diverse di volatili che si riproducono nell'arcipelago. Un gran numero di migratori sverna nelle Canarie. Numerosi sono i pappagalli, e il canarino è sicuramente l'uccello più rappresentativo.
Particolare menzione meritano le endemiche lucertole del genere Gallotia, che a volte raggiungono di lunghezza.
Una vastissima varietà di fauna e flora locale e esotica si può ammirare nei grandi parchi di Loro Parque, a Puerto de la Cruz, nell'isola di Tenerife, nell'Oasis Park nel sud di Fuerteventura, nella località di La Lajita - Pajara, nel Palmitos Park nel sud di Gran Canaria, vicino a Maspalomas.
Le isole vennero battezzate Canarie (dal latino canis, "cane") per il gran numero di cani selvatici (antenati dell'attuale perro majorero dal quale derivano in parte il cane da presa canario e il dogo canario) che popolavano l'arcipelago, reso noto per la prima volta da Plinio il Vecchio.
Aree protette
Quattro dei 13 parchi nazionali spagnoli trovano alle Canarie, più che in ogni altra comunità autonoma del resto della Spagna. Due di questi sono stati dichiarati Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO:
Parco nazionale del Teide su Tenerife: creato nel 1954, fu dichiarato Patrimonio dell'Umanità nel 2007. Ha ettari di superficie e comprende l'Istituto d'Astrofisica delle Canarie e l'Osservatorio del Teide. Parco nazionale Timanfaya su Lanzarote: creato nel 1974, ha una superficie di . Parco nazionale della Caldera de Taburiente su La Palma: creato nel 1954, ha una superficie di . Al suo interno è situato l'Osservatorio del Roque de los Muchachos. Parco nazionale di Garajonay su La Gomera: creato nel 1981 e dichiarato Patrimonio dell'Umanità nel 1986. La superficie totale è di 3986 ettari e il suo territorio si estende in tutti i municipi dell'Isole di La Gomera.
Simboli naturali
I simboli naturali delle Isole Canarie sono Serinus canaria (canarino) e Phoenix canariensis (palma delle Canarie).
Storia
Antichità I primi resoconti storicamente credibili di viaggi attraverso lo stretto di Gibilterra nell'Atlantico risalgono ai cartaginesi Annone e Imilcone (entrambi i resoconti sono oggi perduti) databili al V secolo a.C. A questi seguono la descrizione della costa (Periplus) dello Pseudo-Scilace e di Pitea, citate da Erodoto. Erodoto riporta anche nelle sue storie che i Fenici avevano circumnavigato l'Africa intorno al 600 a.C. per conto del faraone egiziano Necao II, da est a ovest. Poiché Erodoto scrive che i Fenici riferirono di aver visto temporaneamente il sole dall'altra parte del cielo, i naviganti devono aver effettivamente almeno attraversato l'equatore.
Le fonti romane menzionano le Canarie per la prima volta espressamente in epoca imperiale, precisamente in Pomponio Mela e Plinio il Vecchio; le identificarono come le Isole Fortunate. Plinio il Vecchio distingue nettamente le relativamente note Isole Fortunate dalle Isole Gorgadi (ovvero le isole di Capo Verde) e dalle Esperidi. A nord delle Canarie, secondo Plinio il Vecchio, si trovano le isole di Atlantide (Madera) e le Isole Purpurae. I nomi delle isole che sono riportati da Plinio erano Junonia (Fuerteventura), Canaria (Gran Canaria), Ninguaria (Tenerife), Junonia Major (La Palma), Pluvialia (El Hierro), e Capraria (La Gomera). Lanzarote e Fuerteventura, le più orientali delle Isole Canarie, erano solo menzionate come l'arcipelago delle Purpurae Insulae, ossia le "isole viola". Il nome complessivo di Canarie e in specifico dell'isola Canaria non ha un'origine chiara. Una possibilità è che derivi dal latino canis, cane e che sia collegato alla presenza sulle isole di grandi quantità di cani, riferita per la prima volta da Plinio il Vecchio. Un'altra possibilità per l'origine del nome dell'arcipelago, più accreditata presso gli storici della cultura canaria e della cultura amazigh del Nord Africa, è quella riguardante la spedizione voluta dal principe Giuba II: questi nel suo trattato Lybika, che ci è giunto frammentarioCfr. G. Ottone, Libyka. Testimonianze e frammenti, Milano, Tored, 2002, pp. 621 ss., menziona, fra le popolazioni sulla catena montuosa dell'Atlante, la tribù dei canarii.
Ci sono molte speculazioni e ipotesi sulle origini degli abitanti nativi delle Isole Canarie, gli antichi canari, noti generalmente come Guanci, ma anche sul modo in cui sono arrivati nelle isole. Reperti archeologici a Lanzarote che risalgono al X secolo a.C., fanno ipotizzare che i primi coloni fossero originari dell'area culturale fenicio-punica e che si stabilissero presumibilmente con una base commerciale su quest'isola all'incirca nello stesso periodo dell'insediamento di Lixus e Gades (intorno al X sec. a.C.). All'inizio, questi non erano insediamenti in grado di sostenersi da soli, ma dipendevano da contatti regolari con la regione mediterranea.Cfr. A. Peña, "Consideraciones en relación con la colonización protohistórica de las Islas Canarias", in "Anuario de estudios atlánticos", 2013, ISSN 0570-4065, pp. 527 ss., Online
Grazie ai ritrovamenti archeologici, l'insediamento permanente sulla maggior parte delle isole può essere identificato al più tardi dal III secolo a.C. È molto probabile che i coloni provenissero dalle aree del Nord Africa e della Spagna meridionale, che erano allora sotto la sovranità romana. In un processo continuo, diversi gruppi di coloni furono portati nelle isole con l'attrezzatura necessaria. Reperti archeologici dimostrano che almeno tra il I secolo a.C. e il III secolo d.C., c'erano stretti legami economici tra le Isole Canarie e parti dell'area culturale romana. Dalla crisi dell'Impero romano del III secolo, questi rapporti si sono ridotti sempre di più fino a quando non sono stati completamente interrotti al più tardi nel IV secolo. Poiché gli abitanti delle isole non avevano abilità nella costruzione navale e nessuna conoscenza della navigazione, anche le relazioni tra le isole si interruppero in questo momento.
Nel periodo dal IV secolo fino alla riscoperta delle Isole Canarie da parte degli europei nel XIV secolo, diverse culture si sono sviluppate indipendentemente l'una dall'altra sulle singole isole. Sebbene fossero basati sugli stessi principi, avevano così tante caratteristiche proprie per cui non si può parlare di una "cultura guanci delle Isole Canarie".
C'era la cultura dei Majos a Lanzarote, quella dei Majoreros a Fuerteventura, quella dei Bimbaches a El Hierro, quella dei Gomeros a La Gomera, quella dei Canarios a Gran Canaria, dei Benahoaritas a La Palma e dei Guanches a Tenerife.
La denominazione degli indigeni di tutte le isole con il nome degli indigeni dell'isola di Tenerife, come Guanci, ignora gli sviluppi culturali differenziati nelle diverse isole. Questa frammentazione culturale fu causata dalla diversità della topografia, della fertilità del suolo, del clima, dell'area delle isole e dalle dimensioni della popolazione totale.Cfr. H.-J. Ulbrich, '"La morte e il culto dei morti tra i nativi di Tenerife (Isole Canarie)" in Almogaren, 2002 pp. 107 ss., Online
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