La Direzione aziendale o Management in economia aziendale è il complesso delle funzioni amministrative, direttive e gestionali di un'azienda (sia essa di diritto pubblico o diritto privato). La locuzione viene anche utilizzata per indicare l'insieme delle persone che hanno responsabilità gestionali in azienda ovvero hanno poteri o obblighi decisionali per il bene o business dell'azienda stessa.
Il termine management proviene dalla lingua latina esignifica "condurre per mano".
Descrizione L'attività consiste nella guida della gestione aziendale, attraverso la definizione delle strategie, degli obiettivi aziendali e all'insieme delle azioni gestionali volte al loro perseguimento. Fondamentale risulta quindi una buona cultura giuridico-economica per compiere in modo consapevole scelte fondamentali quali quelle concernenti l'impiego delle risorse economiche, delle risorse umane e avere il controllo del governo societario.
Funzioni e ruoli La direzione aziendale comporta non solo il coordinamento, la guida di un gruppo di persone, rappresentato dalle risorse umane a disposizione dell'azienda o della parte di azienda (unità organizzativa) sotto la sua responsabilità, ma anche e soprattutto l'assunzione di decisioni di pianificazione e di gestione per garantire l'ottenimento di risultati in linea con gli scopi aziendali ed in grado di soddisfare i soggetti (persone od organizzazioni) portatori di interessi nei confronti dell'azienda, ovvero quelli che in lingua inglese sono gli stakeholder.
Funzioni dirigenziali secondo Fayol Secondo Henri Fayol, uno dei fondatori delle scienze manageriali, la dirigenza consiste in cinque funzioni: pianificazione, volta a preparare l'organizzazione al futuro, cercando di anticiparlo e predisponendo il conseguente piano d'azione organizzazione, volta a predisporre le risorse, comprese quelle umane, dell'organizzazione guida, volta ad assicurare il funzionamento delle azioni e dei processi dell'organizzazione coordinamento, volto ad assicurare l'allineamento e l'armonizzazione degli apporti delle varie componenti dell'organizzazione controllo, volto ad assicurare che le attività e i processi dell'organizzazione si svolgano in accordo con le regole e gli obiettivi stabiliti
Ruoli dirigenziali secondo Mintzberg Henry Mintzberg, analizzando il lavoro quotidianamente svolto dai manager in organizzazioni di vario tipo, ha individuato dieci ruoli, tra loro indissolubilmente legati, svolti dal manager nell'azienda, e li ha raggruppati in tre categorie: interpersonali, informativi e decisionali.
In virtù del suo status e dell'autorità formale di cui è investito, il manager svolge i ruoli interpersonali di:
figura rappresentativa dell'azienda o unità organizzativa con compiti simbolici e cerimoniali capo dell'azienda o unità organizzativa, guidando e motivando i subordinati, talvolta anche reclutandoli e formandoli collegamento, creando e mantenendo una rete di relazioni anche al di fuori della linea gerarchica
Le relazioni interpersonali danno al manager l'accesso a varie fonti d'informazione per svolgere i ruoli informativi di:
collettore di informazioni rilevanti, che cerca e raccoglie all'interno e all'esterno dell'azienda diffusore di informazioni, che trasferisce ai subordinati all'interno dell'azienda o unità organizzativa portavoce dell'azienda o unità organizzativa, fornendo informazioni all'esterno
In virtù delle informazioni di cui dispone e dell'autorità formale di cui è investito, il manager può svolgere i ruoli decisionali di:
"imprenditore", individuando le opportunità di miglioramento e promuovendo i conseguenti cambiamenti gestore di problemi, responsabile delle azioni correttive per fronteggiarli allocatore di risorse, che assegna alle varie attività all'interno dell'azienda o unità organizzativa negoziatore, partecipando per l'azienda o unità organizzativa a negoziazioni con altre unità organizzative o soggetti esterni
Proprietà e direzione aziendale Tutte le aziende hanno necessità della direzione aziendale: nelle imprese di minori dimensioni la relativa funzione è di solito svolta dallo stesso proprietario-imprenditore. Quando le dimensioni aziendali crescono, alcune delle funzioni della direzione aziendale vengono delegate a dei dipendenti, i dirigenti e questa separazione tra proprietà e management è ancora più accentuata nelle imprese di grandi dimensioni, strutturate sotto forma di società per azioni, dove i proprietari-azionisti nominano un consiglio di amministrazione il quale, a sua volta, nomina i dirigenti. Nelle aziende private e nelle aziende pubbliche la direzione aziendale è svolta dagli organi di governo, che si avvalgono di dirigenti.
Da quanto detto emerge come sia limitativa l'accezione, diffusa nel linguaggio comune, che tende ad identificare il dirigente d'azienda con il titolare della direzione aziendale.
Inoltre, i soci o azionisti (ovviamente qui nell'accezione di persone fisiche), non fanno parte della direzione aziendale pur potendo, attraverso l'assemblea, emanare indirizzi a supporto delle strategie.
Livelli Si suole distinguere le funzioni della direzione aziendale in base a distinti livelli di responsabilità e autorità:
lalta direzione (detto anche top o senior management) comprende quel numero ristretto di persone (presidente, amministratore delegato, direttore generale ed eventuale vice direttore generale, segretario generale ecc.) che ha responsabilità e autorità sull'intera azienda. I dirigenti apicali (direttore generale, segretario generale, ecc) rispondono direttamente agli organi di governo (consiglio di amministrazione); la dirigenza (detta anche middle management) ha responsabilità e autorità su parti dell'azienda (unità organizzative), risponde all'alta dirigenza e occupa posizioni intermedie tra questa e il livello operativo. Comprende, quindi, i responsabili delle cosiddette direzioni intermedie, siano esse di tipo funzionale o divisionale, e ad essi è frequentemente attribuito il titolo di direttore o ruolo similare (coordinatore ad esempio)Si utilizzano spesso ruoli in lingua inglese, taluni piuttosto roboanti, ma ciò che conta, dal punto di vista giuslavoristico, è l'incarico esecutivo ovvero la mansione concreta in termini di autorità e responsabilità. , con la specificazione della funzione (ad esempio, direttore del personale o direttore finanziario) o dell'unità organizzativa (ad esempio, direttore di sezione) che rientra nella sua responsabilità.
In generale si può dire che, salendo verso i livelli superiori, nel lavoro del dirigente d'azienda, tende a diminuire il tempo dedicato alla funzioni operative e gestionali, mentre tende ad aumentare quello dedicato alle funzioni di pianificazione, organizzazione e controllo.
Rapporti tra proprietà e dirigenza La letteratura e talvolta le norme in materia di gestione aziendale sottolineano l'opportunità che la dirigenza, ed in particolare l'alta dirigenza, risponda ad un organo collegiale di governo dell'azienda, tipicamente il consiglio di amministrazione, responsabile delle scelte strategiche e della nomina e controllo dei dirigenti. Se esponenti della dirigenza sono anche membri di questo collegio - come avviene di norma nelle società per azioni - viene considerato opportuno che al loro fianco siedano anche membri che non sono dirigenti (o, come si suol dire, non esecutivi) in modo da evitare conflitti d'interesse.
La figura e l'attività del dirigente Oggi la direzione aziendale è più complessa rispetto al passato in quanto le sfide da affrontare sono diverse e molteplici. Fondamentale è il ruolo del dirigente aziendale che utilizzando determinate strategie deve essere in grado di attuare lo sviluppo dell'azienda sia al suo interno sia in rapporto all'ambiente esterno definendo la missione e la visione aziendale. Per attuare e sviluppare una corretta direzione aziendale il manager e i suoi collaboratori devono essere disposti a mettersi in gioco, a riflettere sul modo con cui gestiscono l'impresa, ad acquisire nuove abilità e a introdurre nuove tecniche di governo.Corbetta G. "I ruoli delle imprese di piccole e medie dimensioni, Sistema Impresa n°5, 1993
La direzione aziendale prevede un nuovo modo di concepire l'impresa, il dipendente, le relazioni di lavoro, il modello di guida, mettendo la parola fine agli estraniamenti del lavoratore dal prodotto, dal processo, dal cliente e dai profitti. Prevede inoltre lo sviluppo della responsabilità.
facendo acquisire potere alle persone che operano nelle organizzazioni in condizioni svantaggiose (powerlessness). facendo acquisire un senso di padronanza e controllo sul proprio lavoro. sinonimo di delega, autorità, decentramento, partecipazione, responsabilizzazione, motivazione, fiducia, rispetto, discrezionalità e iniziativa. dando responsabilità e stimolare all'iniziativa, dare autorità appropriata. elevando partecipazione. determinando il coinvolgimento a tutti i livelli e sostenendo il vantaggio competitivo. attuando un controllo sul proprio destino. determinando l'accesso alle informazioni e alle risorse.Il lavoro manageriale in pratica. Quello che i manager fanno e quello che possono fare meglio. Franco Angeli, 2014.
Le competenze del manager nella direzione aziendale Una visione manageriale completa prevede che il manager e i suoi collaboratori sviluppino alcune competenzeCuomo M.T., Metallo G., Sviluppo manageriale per le imprese, Torino, G. Giappichelli Editore, 2013 riguardanti: la gestione economica: è fondamentale conoscere gli impatti delle singole decisioni sui risultati aziendali e sulla reale creazione di valore, analizzando le relazioni tra i diversi ambiti della gestione; la leadership manageriale e la conoscenza delle tecniche di sviluppo di responsabilizzazione : una buona conoscenza del proprio ruolo manageriale aiuta a migliorare le capacità d'influenza positiva sui propri portatori di interessi, ed in particolare la capacità di motivare e coinvolgere i propri collaboratori; lo sviluppo delle performance management e l'allenamento al feedback: fondamentali nella relazione quotidiana con i collaboratori; valutare, comunicare e fornire risposte sono abilità utili per la crescita delle competenze e il miglioramento delle prestazioni; i metodi di gestione progettuale: utili per una gestione ottimale dei progetti organizzativi; una visione strategica e una guida del cambiamento da applicare qualora fosse necessario. Il cambiamento richiede un processo sistematico che deve nascere dall'analisi delle performance di una organizzazione. Fondamentale è la scelta consapevole di soluzioni concrete e praticabili che possano consentire di innovare e guadagnare competitività; l'allenamento al pensiero sistemico : per la gestione dei processi e delle attività aziendali; la gestione dei conflitti: saper capire le differenti prospettive e reindirizzare le energie verso un ideale comune; le tecniche di direzione del personale: utili per gestire le performance e lo sviluppo delle abilità attraverso il coaching; la gestione delle competenze: così da poter fare un bilancio tra le competenze richieste e quelle possedute e poter intervenire sullo sviluppo;
Creatività e innovazione: due elementi fondamentali nella direzione aziendale Il manager all'interno dell'azienda deve essere in grado di sviluppare la creatività e l'innovazione. I due termini sono tra loro collegati in quanto la creatività è l'atto con cui si creano le idee mentre l'innovazione è la messa in pratica di tale idee attraverso la creazione di azioni e processi.
La creatività di un'organizzazione si manifesta nel momento in cui essa è in grado di modificare le proprie idee e i propri comportamenti in maniera attiva, cioè senza adattarsi passivamente alle situazioni, al mercato e all'ambiente esterno.Spazzoli F., Costantini M., & Fedeli M., Gestire l'Impresa Sociale. Non management del non profit, Santarcangelo di Romagna, Maggioli, 2014, p.166-167