Deva Victrix, conosciuta anche come Castra Devana o, più semplicemente, Deva dal fiume che scorreva accanto ad essa e che i Romani chiamavano Deva ed oggi gli Scozzesi Dee, era una fortezza legionaria romana ed una città della provincia di Britannia.. L'insediamento diede poi vita a Chester, capoluogo della contea del Cheshire. La fortezza venne costruita inizialmente dalla II legione Adiutrix negli anni settanta del I secolo d.C., quando i Romani avanzarono a nord contro i Briganti, un potente popolo britannico. L'edificazione venne completata alcuni anni dopo dalla XX legione Valeria Victrix.

Molti fattori, come la presenza di un edificio ellittico, unico nelle fortezze legionarie, il metodo di costruzione e l'insolita dimensione del forte (più grande del 20% rispetto alla maggior parte degli altri forti in Britannia), suggeriscono che possa essere stata la base per una potenziale invasione dell'Irlanda, e forse una capitale della Britannia. Alla fine del I secolo, quando venne raggiunto dalla XX legione, il forte venne ricostruito in pietra, e subì una seconda ricostruzione nei primi anni del III secolo. Probabilmente la legione vi rimase fino all'inizio del V secolo, quando la Britannia venne abbandonata dai Romani.

Un insediamento civile (in latino canabae) crebbe attorno al forte, e fu uno dei motivi per cui venne edificato un anfiteatro a sud-est del luogo, mentre la città all'esterno del forte rimase, fino a diventare l'odierna Chester. Nei dintorni di Deva c'erano altri insediamenti, come le attuali Broughton, da dove iniziava l'acquedotto, e Handbridge, dove c'erano una cava di arenaria ed un santuario di Minerva, l'unico luogo di culto romano scavato nella roccia sopravvissuto in Gran Bretagna.

Storia Fondazione

Secondo il geografo del I-II secolo Tolomeo, Deva sorgeva nelle terre del popolo britannico dei CornoviTolomeo, II, 2, insediati nel nord del Galles, come è testimoniato dalla Cosmografia ravennate e dall'Itinerario antonino (negli itera II e XI). Quando all'epoca di Vespasiano gli sforzi diplomatici romani con i Briganti, gli abitanti della Britannia centro-settentrionale, fallirono, i Romani decisero che l'unico modo per ottenere una pace stabile fosse di occupare militarmente la regione.. La campagna fu inizialmente affidata a Sesto Giulio Frontino, e poi a Gneo Giulio Agricola, iscrizione di Gneo Giulio Agricola databile al 77.. La loro avanzata fece sì che ai Romani fosse necessaria una nuova base operativa per il nord dell'isola; il sito di Deva era l'ideale: era accessibile dal mare attraverso il fiume Deva (oggi Dee) ed era nella regione dei Cornovi, tra il territorio dei Briganti e quello degli Ordovici.. La II legione Adiutrix venne dislocata sul luogo nel 75 circa con l'ordine di erigere un accampamento permanente C(aius) Iuventius / C(ai) Cla(udia) Capito / Apro mil(es) leg(ionis) II / ad(iutricis) p(iae) f(idelis) |(centuria) Iuli Cle/mentis ann(orum) XL / stip(endiorum) [X]VII ed altre dieci iscrizioni..

Il forte nacque probabilmente dove era già ubicato un accampamento temporaneo del governatore Publio Ostorio Scapula, quando combatté contro i Deceangli, un popolo britannico della zona, nel 47-48 d.C.Tacito, Annales, XII, 31. L'accampamento era collocato su una scogliera sabbiosa che dominava il ponte romano che era stato costruito vicino alla piccola baia, mentre una curva del Dee proteggeva tutto il lato orientale del forte.. Il fiume era navigabile fino alla scogliera, che era presidiata dall'accampamento. Il fabbisogno d'acqua quotidiano del forte era di circa 2.400.000 litri., forniti dall'acquedotto che li prelevava direttamente da una sorgente situata a poco più di un chilometro e mezzo a est del forte.

Dei lingotti di piombo risalenti al 74 ritrovati a Chester potrebbero indicare che l'acquedotto era all'epoca ancora in costruzione.. I primi edifici, dovendo costruire in fretta l'avamposto, erano in legno., ma vennero poi rimpiazzati da altri in arenaria locale. La difesa della postazione era assicurata da un vallo alto sei metri con un fossato profondo un metro e mezzo e largo tre metri..

Il forte di Deva era costruito secondo il classico schema romano: rettangolare con gli angoli arrotondati e quattro porte di ingresso in corrispondenza dei punti cardinali.. La superficie era di 25 ettari, il che ne faceva il più grande della provincia di Britannia.. La fortezza conteneva camerate, granai (horrea), quartieri militari lunghi 83 metri e larghi 12., bagni ed uno strano edificio ovale che potrebbe essere stato il quartier generale del governatore di Britannia.. Due lapidi di epoca sconosciuta citano la II legione Augusta, forse stanziata nel forte per breve tempo.

Il nome Deva viene dal fiume lungo il quale sorgeva la città (che forse a sua volta prendeva il nome da una divinità britannica), mentre Victrix deriverebbe dal titolo della XX legione Valeria Victrix., parola che in latino significa vittoriosa; l'attuale nome di Chester deriva invece dal termine latino castrum (accampamento), che, entrato nella lingua anglosassone, diede origine a tutte le città con il suffisso -chester e -caster, vecchi forti romani.

Sotto la XX legione Valeria Victrix

Nell'88 l'imperatore Domiziano assegnò la II legione Adiutrix al Danubio e fece venire a Deva la XX legione Valeria Victrix come attesta l'iscrizione Leg(ionis) X[X V(aleriae) V(ictricis) De(vensis?) e più di altre 40 iscrizioni sul luogo., che si trovava in Britannia già all'epoca dell'invasione di Claudio del 43 a.C. ed aveva contribuito a fermare la rivolta di Boudicca nel 61Tacito, Annales, XIV, 34. La legione abbandonò il forte di Pinnata Castra, in Scozia centrale.. Al loro arrivo, i legionari ristrutturarono il forte sostituendo tutti gli edifici in legno in edifici in pietra. Aumentarono lo spessore della muraglia di più di un metro. ed aggiunsero 22 torri di 6,5 metri di lato alla cinta muraria, ad una distanza l'una dall'altra di circa 66 metri.. Il fossato fu ampliato fino a raggiungere la profondità di 2,5 metri e la larghezza di 7,5 metri.

Sempre in età flavia venne costruita la Via Devana, che univa da sud Deva a Camulodunum (l'odierna Colchester), mentre un'altra strada secondaria attraversava Deva da est ad ovest.

Durante il II secolo d.C., una parte della XX legione prese parte alla costruzione del Vallo di Adriano,. così una parte delle fortificazioni di Deva cadde in rovina o in abbandono. Nel 196 la legione venne trasferita in Gallia, lasciando Deva priva di guarnigione..

All'inizio del III secolo, a causa della rivolta degli Ordovici e dei Deceangli, Settimio Severo fece ricostruire e potenziare il forte. ed una linea difensiva che proteggesse Deva dalle loro incursioni, il cosiddetto vallo di WatBlake and Lloyd. The Keys to Avalon: the true location of Arthur's Kingdom revealed, anche se secondo Gildas e Beda la città in questione (da loro chiamata la città delle legioni) non era Deva, ma Caerleon.. Nel corso del IV secolo la guarnigione di legionari venne diminuita, come nel resto dell'impero..

Declino e abbandono Nella seconda metà del IV secolo ancora gran parte degli edifici principali del forte erano in uso, ad eccezione degli alloggi dei legionari.. Fino al 383 i soldati furono pagati con il denaro delle casse imperiali, ma in seguito la guarnigione venne forse rimossa da Magno Massimo, quando invase la Gallia pochi mesi dopo. Nella Notitia Dignitatum, scritta intorno al 395, non è iscritta alcuna guarnigione militare a Deva, quindi non ci furono probabilmente più sostituzioni per i soldati partiti il decennio prima. Se la fortezza fu di nuovo usata dai Romani, ciò non durò oltre il 410, anno in cui la Britannia venne lasciata a sé stessa da parte dell'imperatore d'occidente Onorio.. Con ogni probabilità il forte venne ancora usato dalla popolazione per rifugiarsi durante le incursioni dei pirati irlandesi.

Deva fu ancora abitata dopo la partenza delle legioni, anche se meno di prima: molti degli edifici andarono in rovina e, se ne abbiamo alcuni ancora oggi, è stato solo per la loro resistenza al tempo... Nonostante ciò Deva rimase ancora per qualche tempo il centro primario della regione. Dopo l'arrivo degli Anglosassoni la città venne chiamata Legacaestir, che significa città delle legioni.. I redattori di cronache medievali credevano che la chiesa dei Santi Pietro e Paolo (sito della futura cattedrale di Chester) avesse origini romane, ma oggi non ci sono prove di tale origine. Quando Chester divenne una città anglosassone, nel 907, le muraglie vennero restaurate., mentre un gran numero di edifici romani venne smantellato per recuperare il materiale di costruzione..

Nel XIV secolo Ranulf Higdon, un monaco di Chester, descrisse alcuni resti romani, inclusi i santuari ed alcune lapidi tombali.. Gli antiquari cominciarono così ad interessarsi al luogo fino al XVIII secolo, spinti da narrazioni e ritrovamenti, come quello dell'altare di Giove Tanarus. (il dio celtico Taranis romanizzato).. Nel 1725 William Stukeley scrisse a proposito delle arcate romane della porta orientale, che furono demolite nel 1768. Durante il secolo successivo le scoperte casuali continuarono, fino al ritrovamento dei bagni pubblici della città, andati persi anche loro alla fine del Settecento. La Società Archeologica di Chester, fondata nel 1849, si occupò di acquistare i manufatti ritrovati e di intraprendere scavi dove possibile.; il museo Grosvenor, il museo della Società che esponeva i reperti di Deva, aprì nel 1886., mentre la Società continuò la propria attività.. Tra il 1962 ed il 1999 vennero compiuti una cinquantina di scavi sia dentro che fuori dall'area del forte, rivelando sempre più informazioni sull'antica Deva.. Dal 2007 si stanno compiendo degli scavi nei pressi dell'anfiteatro con il patrocinio del comune di Chester e dell'English Heritage.

Archeologia del sito

Canabae legionis Gradualmente un insediamento civile (canabae legionis) sorse attorno al forte che, avendo bisogno di molti prodotti, attirò sempre più commercianti ed artigiani.. La cittadina non era amministrata dalla legione, ma probabilmente si gestiva in modo autonomo. Quando i legionari si congedavano era facile che decidessero di abitare nelle canabae, trasformandole a poco a poco in una colonia di veterani e prendendo mogli tra le donne locali. I cimiteri si estendevano lungo le strade oltre la città.. Nel museo Grosvenor ci sono attualmente oltre 150 lapidi tombali, la più grande raccolta di steli da un singolo sito di Gran Bretagna; molte di queste vennero usate per riparare i varchi nella parte settentrionale della muraglia durante il IV secolo. La città si estendeva attorno alla fortezza a est, sud e ovest., e le botteghe continuavano sulla strada fino ad una distanza di 300 metri dalle mura della fortezza.. Subito a est del forte c'era il campo di addestramento della legione, ad ovest c'erano i bagni usati dai civili, e a sud c'era la mansio, un edificio in cui giungevano le missive e si eseguiva il cambio di cavallo dei tabellarii, i corrieri romani.. Anche i primi edifici delle canabae erano in legno, ma vennero ricostruiti in muratura nel corso del II secolo.. L'insediamento si espanse per i due secoli successivi all'arrivo dei primi abitanti.. Quando la legione abbandonò il campo gli edifici militari vennero riconvertiti o abbattuti per far spazio a nuove case.

Bagni del forte

Deva aveva un grande complesso termale per i legionari, sia per la loro igiene che per lo svago. I bagni erano situati vicino alla porta sud del forte e misuravano 83 × 86 metri di lato.. Vennero completati verso la fine dell'impero di Vespasiano., ed erano costruiti in calcestruzzo rivestito di pietra. Le mura erano spesse più di un metro, mentre le volte a botte superavano di poco i 16 metri..