Video Killed the Radio Star è un singolo del gruppo britannico The Buggles, pubblicato il 7 settembre 1979 come primo estratto dall'album The Age of Plastic.
La canzone, scritta da Trevor Horn, Geoff Downes e Bruce Woolley, fu registrata nello stesso anno anche dal gruppo "Bruce Woolley e i Camera Club", ma ottenne il successo internazionale nella versione dei Buggles.
Il brano, che riflette sulle ambivalenze verso le nuove tecnologie mediatiche, raggiunse la vetta di numerose classifiche mondiali e ha venduto oltre 5 milioni di copie. Il suo video, diretto da Russell Mulcahy, fu il primo mai trasmesso da MTV negli Stati Uniti il 1º agosto 1981.
Descrizione Il progetto nacque dall'interesse comune dei membri del gruppo per la musica pop e per l'impiego dei sintetizzatori e delle nuove tecnologie di registrazione, in un periodo di rapida trasformazione dell'industria musicale.
Nel 1978 il gruppo realizzò una prima demo del brano nell'appartamento di Downes a Londra. La registrazione fu effettuata utilizzando attrezzature domestiche, tra cui un registratore a bobine Revox A77, e rappresentò una fase cruciale nello sviluppo del brano. La voce della demo fu interpretata da Tina Charles.
Horn e Downes tentarono inizialmente di proporre il brano a diverse etichette discografiche, ricevendo però numerosi rifiuti, tra cui quello della Island Records. In seguito, grazie all'intervento della compagna di Downes dell'epoca, che lavorava presso la Island, la demo venne nuovamente ascoltata e giunse all'attenzione di Chris Blackwell, che decise di mettere sotto contratto il gruppo.
La produzione del brano richiese oltre tre mesi di lavoro. Nel 2018 Downes dichiarò che la versione pubblicata differiva sensibilmente da quella incisa per la demo: le strofe furono estese e Downes contribuì con una nuova introduzione e una sezione centrale, mentre gran parte della composizione originale era già stata scritta da Horn e Woolley prima del suo ingresso nel progetto.
La base strumentale venne registrata in circa dodici ore presso i Townhouse Studios della Virgin Records, a Londra ovest, mentre la registrazione delle voci e il missaggio si svolsero ai Sarm East Studios. L'intero brano fu mixato utilizzando una console Trident TSM.
Durante le sessioni di registrazione, Woolley lasciò il progetto per fondare una propria band, i The Camera Club, che realizzarono una loro versione del brano, mentre Horn e Downes proseguirono come duo mantenendo il nome The Buggles.
Successivamente il brano venne riorganizzato e ri-registrato, con modifiche all'introduzione, alla sezione centrale e all'arrangiamento complessivo, prima della pubblicazione ufficiale nel 1979. Il risultato finale rifletteva un approccio produttivo fortemente influenzato dall'uso di strumenti elettronici e da una visione della musica pop orientata alla modernità tecnologica.
Questa versione è riconducibile ai generi new wave e synth-pop. Dal punto di vista strutturale, il brano presenta caratteristiche simili a quelle di un jingle esteso, condividendo elementi ritmici con la disco music.
Il pezzo è eseguito in tempo binario (4/4) a una velocità sostenuta di 132 battiti per minuto. È scritto nella tonalità di re bemolle maggiore, e utilizza una progressione armonica basata su sei accordi fondamentali.
Secondo Geoff Downes, la struttura armonica del brano è più complessa di quanto possa apparire a un primo ascolto, includendo accordi sospesi e accordi di nona minore, spesso trascritti in modo impreciso nelle analisi successive. Downes ha inoltre sottolineato che la composizione è stata scritta in re bemolle maggiore, tonalità che contribuisce a conferire al brano una specifica colorazione timbrica.
Timothy Warner, autore e accademico inglese nel campo della musica pop e della tecnologia musicale, osserva che l'introduzione relativamente sommessa del brano consente all'ascoltatore di percepire chiaramente il fruscio di fondo prodotto dai registratori analogici multitraccia, nonché il timbro degli strumenti sintetizzati, elementi che offrono indicazioni sul contesto tecnologico e sull'epoca di produzione della registrazione.
La voce di Horn fu filtrata per simulare l'effetto di una vecchia trasmissione radiofonica, ottenuto tramite un amplificatore Vox AC30 e un'equalizzazione che tagliava le frequenze estreme.
Il testo, ispirato al racconto The Sound-Sweep di James Graham Ballard, riflette sul passaggio tecnologico dall'era della radio a quella della televisione. Horn ha dichiarato di aver attinto all'immagine "ballardiana" del ragazzo muto che "aspira" i residui sonori per descrivere la fine di un'epoca musicale.
Video musicale Il videoclip di "Video Killed the Radio Star" fu diretto dal regista australiano Russell Mulcahy, allora attivo nella nascente scena dei video musicali e in seguito noto per il suo lavoro con numerosi artisti degli anni ottanta. La clip combina immagini futuristiche con richiami alla radio e alla televisione, rappresentando visivamente il tema centrale della canzone: il passaggio dai media radiofonici alla cultura video. Secondo l'edizione australiana di Rolling Stone, la scelta di questo video per la programmazione inaugurale di MTV rifletteva la sua natura visionaria e l'impatto culturale crescente del connubio tra musica e immagini.
Alla batteria appare Warren Cann, membro degli Ultravox, mentre alle tastiere è presente un giovane Hans Zimmer (all'epoca collaboratore di Horn e Downes). Tuttavia, la traccia ritmica della registrazione originale fu realizzata prevalentemente tramite l'uso di sequencer e programmazione elettronica da parte dei componenti del gruppo.
Il video fu prodotto negli ultimi anni della decade, in concomitanza con il successo del singolo, e venne impiegato nei programmi televisivi britannici come Top of the Pops prima dell'avvento del canale MTV negli Stati Uniti. Sebbene le specifiche di produzione non siano sempre documentate in fonti giornalistiche di largo profilo, è ben attestato che la clip fosse parte della promozione del brano sin dalla sua pubblicazione.
L'importanza storica del video è principalmente legata alla sua trasmissione inaugurale su MTV: il 1º agosto 1981 alle 00:01 ora degli Stati Uniti fu infatti il primo videoclip a essere trasmesso sulla nascente rete via cavo, al lancio dell'emittente dedicata interamente alla musica. Questa scelta simbolica evidenziò l'intento di MTV di celebrare il ruolo crescente del video nella cultura musicale contemporanea, sancendo nel contempo il passaggio da un modello mediatico dominato dalla radio a uno incentrato sull'immagine. L'evento è ricordato come uno dei momenti fondamentali dell'evoluzione della promozione musicale audiovisiva.
Nel corso degli anni la clip ha continuato a essere associata alla storia dei video musicali: nella narrazione popolare è spesso citata come esempio di come la televisione e il medium video avessero iniziato a influenzare la percezione e la diffusione della musica pop negli anni ottanta.
Successo commerciale La canzone ottenne un ampio successo a livello internazionale.
Negli Stati Uniti raggiunse la 40ª posizione della Billboard Hot 100 nel dicembre 1979.
In Europa il riscontro fu ancora più significativo. Nel Regno Unito si posizionò al vertice della Official Singles Chart nell'ottobre 1979. In Italia il singolo ebbe un trionfo commerciale senza precedenti, diventando il più venduto dell'intero 1980: il brano rimase stabilmente tra le prime sette posizioni della classifica italiana dal 16 febbraio fino alla fine di giugno, occupando il primo posto ininterrottamente dal 15 marzo a metà giugno dello stesso anno.
Tracce Singolo 7" (catalogo Island Records 100 924 e WIP 6524)
Lato A
Lato B
Formazione Musicisti Geoff Downes – tastiere, percussioni Trevor Horn – voce, basso Debi Doss, Linda Jardim-Allen – voci del ritornello, coro di supporto Dave Birch – chitarra Phil Towner – batteria
Tecnici Gary Langan – missaggio, registrazione Hugh Padgham – registrazione, ingegneria del suono John Dent – mastering
Classifiche
Classifiche settimanali Classifica (1979/80)PosizionemassimaAustralia1Austria1Belgio (Fiandre)12Canada6Europa1Francia Selezionare "BUGGLES" e premere "OK".1Germania2Irlanda1Italia1Nuova Zelanda2Paesi Bassi16Regno Unito1Spagna1Stati Uniti40Sudafrica6Svezia1Svizzera1
Classifiche di fine anno Classifica (1979)PosizioneAustralia18Francia3Classifica (1980)PosizioneAustralia46Austria14Canada30Germania43Italia1Spagna7
Cover La seguente tabella riepiloga alcune reinterpretazioni, cover, utilizzi e campionamenti del brano da parte di altri artisti, in diversi contesti (cinema, album, singoli): Anno Artista / Autore Titolo Contesto Fonte 1981 Mini Pops Video Killed the Radio Star Versione utilizzata come sigla italiana del cartone animato La macchina del tempo Discogs 1982 Bappi Lahiri Auva Auva Koi Yahan Nache Brano in lingua hindi per il film Disco Dancer AllMusic 1990–2007 Asia Video Killed the Radio Star Inserita nel repertorio del gruppo: versione strumentale dal 1990, cantata da John Wetton dal 2007 Louder Sound 1998 The Presidents of the United States of America Video Killed the Radio Star Colonna sonora del film Prima o poi me lo sposo AllMusic 1999 Lolita No.18 Video Killed the Radio Star Cover punk rock pubblicata in Giappone Discogs 2003 Erasure Video Killed the Radio Star Cover pubblicata come lato B e in versioni remix AllMusic 2003 The Pillows Video Killed the Radio Star Cover incisa per il mercato giapponese Discogs 2005 Ben Folds Five Video Killed the Radio Star Traccia bonus nell'edizione estesa dell'album Whatever and Ever Amen AllMusic 2006 Gennaro Cosmo Parlato Video Killed the Radio Star Interpretazione inserita nell'album Remainders Discogs 2010 will.i.am feat. Nicki Minaj Check It Out Singolo basato su un campionamento del brano Billboard
Note
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