Un'automobile a vapore è un tipo di locomobile idonea alla circolazione su strada, che monta un motore a vapore.
Negli albori della storia dell'automobile, queste vetture primeggiavano sui modelli con motore a combustione interna ed erano in concorrenza con l'auto elettrica. Fino all'inizio del XX secolo, le automobili a vapore erano ancora comuni e registrarono un record di velocità terrestre assoluto: difatti, nel 1906 la Stanley Rocket fu il primo veicolo terrestre a superare i 200 km/h.
Una vettura a vapore, il carro di Cugnot, fu inoltre la prima automobile realizzata nella storia, mentre la prima carta di circolazione e la prima patente di guida vennero associate a un'autovettura con questo tipo di trazione. Alcune autovetture a vapore furono poi fornite all'esercito britannico durante la seconda guerra boera, diventando le prime autovetture al mondo a essere utilizzate in un conflitto armato.
Dopo il successo iniziale, furono però poche le vetture a vapore costruite dopo gli anni venti del XX secolo. Grazie ai progressi tecnologici compiuti all'inizio del XX secolo sul motore a combustione interna – come l'invenzione del motorino di avviamento e l'applicazione di tecniche produttive più efficienti (la cosiddetta "catena di montaggio") – i modelli con questo tipo di trazione conquistarono il predominio sui mercati rendendo anacronistiche le autovetture a vapore. Sorte analoga toccò poi alle auto elettriche, che pagarono invece l'arretratezza della tecnologia degli accumulatori elettrici.
Nella seconda metà del XX secolo ebbero luogo dei tentativi di reintrodurre sul mercato gli autoveicoli a vapore, in virtù degli avanzamenti tecnologici e delle peculiarità che potrebbero rendere il motore a vapore un valido sistema di propulsione; questi progetti sono però ancora in fase di studio.
Storia
Le origini
Sebbene le prime applicazioni del vapore nella movimentazione di autoveicoli siano state tentate nel XVII secolo, e benché l'invenzione dell'automobile sia datata 1769, fu l'introduzione del motore con vapore ad alta pressione dalla fine del XVIII secolo - che rese possibile la realizzazione di questa tecnologia. La locomotiva a vapore e il battello a vapore sviluppati nel XIX secolo, vennero quindi realizzati molto tempo prima delle autovetture moderne. Il primo battello a vapore fu costruito nel 1783, mentre la prima locomotiva a vapore venne realizzata nel 1803.
Richard Trevithick, l'inventore della locomotiva a vapore, nel 1801 costruì la sua prima vettura a vapore in grado di circolare lungo le strade. A questa, ne seguì un'altra nel 1803, che fu la prima a percorrere le strade londinesi. Nel 1824 fu invece brevettato il prototipo a vapore di David Gordon. Questo veicolo, che aveva l'aspetto di una locomotiva, era dotato di un motore bicilindrico. Dal 1825 al 1829 Goldsworthy Gurney realizzò invece un autobus a vapore destinato al trasporto pubblico. Questi prototipi furono usati in diverse città inglesi nel trasporto locale e nel trasporto intercomunale, restando in servizio fino al 1831.
Risale al 1836 il primo "accordo di una privativa" in Italia, nel Regno delle Due Sicilie, «per l'introduzione in Sicilia di una vettura a vapore senza bisogno di rotaje». Una delle automobili a vapore realizzate da Richard Dudgeon fu invece il primo veicolo a comparire, nel 1857, sulle strade di New York, ma fu distrutta in un incendio già l'anno successivo.
Le autovetture moderne con motore a vapore e quelle a combustione interna furono invece sviluppate contemporaneamente a metà del XIX secolo, così come la costruzione stradale. L'evoluzione delle autovetture a vapore venne però facilitata dalla vasta esperienza sui motori a vapore che era stata fatta sia sulle locomotive sia sui battelli, e quindi i veicoli mossi da questo tipo di trazione ebbero un vantaggio iniziale su quelli dotati di motore a combustione interna.
Le prime automobili a vapore
La prima autovettura a vapore moderna prodotta per fini commerciali, e quindi in grado di circolare lungo le strade, fu realizzata da Thomas Rickett a Buckingham, sempre città inglese, nel 1858. Rickett costruì poi, nel 1860, altri prototipi di questo genere. Questo triciclo a vapore era in grado di raggiungere una velocità massima di 19 miglia orarie.
È invece del 1864 il veicolo a vapore realizzato da Innocenzo Manzetti. Secondo le cronache dell'epoca, aveva l'aspetto di un furgone. Nella parte anteriore del veicolo erano presenti il camino dei gas di scarico e il motore monocilindrico, mentre sopra quest'ultimo era posizionata la caldaia. La trazione era anteriore e la panchina su cui potevano trovare spazio i passeggeri era posizionata nella parte posteriore della vettura.
Nel 1873 Amédée Bollée costruì a Le Mans un veicolo con motore a vapore a cui fu dato il nome di "Obéissante" (). A esso, il ministero dei lavori pubblici francese assegnò la prima carta di circolazione della storia. L'autovettura era dotata di due motori V2, ciascuno dei quali era collegato a una ruota motrice. Ognuno dei propulsori erogava 20 CV di potenza e ciò permetteva al veicolo di raggiungere una velocità massima di 42 km/h.
Lo sviluppo, per opera di Léon Serpollet, di una caldaia caratterizzata dalla riduzione del tempo necessario per raggiungere le condizioni operative portò invece alla realizzazione di tricicli e quadricicli a vapore tra la fine degli anni ottanta e l'inizio degli anni novanta del XIX secolo. Questi veicoli ebbero successo e presero parte anche a competizioni di lunga distanza, ma persero presto il favore del pubblico a causa della concorrenza delle automobili con motore a combustione interna. Nel 1883, a Léon Serpollet, fu assegnato un permis de conduire, che fu la prima patente automobilistica della storia.
Le automobili a vapore all'inizio del XX secolo
Le automobili a vapore moderne furono sviluppate principalmente negli Stati Uniti d'America tra gli ultimi anni del XIX secolo e l'inizio del XX secolo. Questo fu anche il loro periodo di maggior successo: ad esempio, nel 1902, 485 delle 909 registrazioni di nuove automobili negli Stati Uniti furono di vetture a vapore.
Una delle aziende più famose che costruivano automobili a vapore fu la Stanley, che costruì questi tipi di veicoli dal 1902 al 1924 a Newton, nel Massachusetts. Negli Stati Uniti, fino al 1905, la Stanley superò nelle vendite tutte le case automobilistiche che assemblavano auto con motore a scoppio, posizionandosi al secondo posto assoluto dopo la Columbia, che realizzava principalmente auto elettriche. Le autovetture della Stanley avevano installato una caldaia a tubi e un motore a due cilindri a doppia azione. Nel 1906, la Stanley Rocket, pilotata nell'occasione da Fred Marriott, conquistò il record di velocità terrestre a Ormond Beach, in Florida, registrando una velocità massima di 205 km/h. La Stanley Rocket fu quindi il primo veicolo terrestre a superare i 200 km/h. Tale primato fu battuto da un'altra automobile a vapore solo 103 anni dopo, nel 2009. Tale era la diffusione delle auto con questo tipo di trazione, che una vettura Stanley fu la prima automobile ufficiale del presidente degli Stati Uniti d'America. Nello specifico, venne scelta come auto di rappresentanza durante il mandato di Theodore Roosevelt.
La White Motor Company produsse invece automobili a vapore dal 1900 al 1911 a Cleveland, nell'Ohio. Questa casa automobilistica introdusse nel 1902 una novità per il generatore di vapore: grazie all'installazione di un condensatore, la caldaia ora riciclava i vapori esausti. Nel 1909 il neoeletto presidente degli Stati Uniti d'America William Howard Taft, che succedette a Theodore Roosevelt, scelse come auto ufficiale una White Model M 40 torpedo a sette posti. Dopo aver deciso di interrompere la produzione delle auto con questo tipo di trazione, la White iniziò prima a fabbricare auto con motore a combustione interna (1910) e poi veicoli commerciali (1918).
I tentativi più importanti per rendere più avanzate le auto a vapore furono operati invece dalla Doble, che riuscì a ridurre i tempi di avviamento introducendo una caldaia monotubo in grado di preriscaldare una piccola quantità di acqua. Questo preriscaldamento faceva infatti partire il motore prima che venisse scaldata l'intera quantità di liquido. Entro il 1923, le Doble erano in grado di partire da freddo girando una chiave e avviandosi in meno di 30 secondi. Abner Doble, anche dopo la chiusura della casa automobilistica da lui fondata, non uscì dal mondo delle auto con questo tipo di trazione e sviluppò in via sperimentale, tra il 1950 e il 1953, l'Ultimax, ovvero un motore a vapore per la McCullough-Paxton.
La Locomobile, casa automobilistica inizialmente con sede a Watertown, nel Massachusetts, fabbricò alcune migliaia di modelli a vapore dal 1899 al 1904. Quando la compagnia cessò la produzione di veicoli con questo tipo di trazione, iniziò quella di automobili di lusso con motore a combustione interna. Nel 1922 la Locomobile fu acquistata dalla Durant Motors. Sette anni dopo chiuse i battenti per le basse vendite di autovetture. Durante la seconda guerra boera, la Locomobile fornì alcuni veicoli all'esercito britannico. Per tale motivo, delle Locomobile furono le prime autovetture al mondo a essere utilizzate in un conflitto armato.
Nel 1900 la American Bicycle Company di Toledo, nell'Ohio, creò invece la Toledo Steam Carriage, che era mossa da un motore da 6,5 hp di potenza. Nel settembre del 1901 due esemplari di questa vettura furono iscritti alla gara di durata "New York to Buffalo Endurance Contest". Uno di essi arrivò terzo nella propria categoria. Questa parte di gara venne però cancellata dopo la diffusione della notizia dell'assassinio del presidente degli Stati Uniti William McKinley. La produzione di auto a vapore Toledo terminò nel 1903, dopo di cui la compagnia iniziò a concentrarsi sulla fabbricazione di modelli a benzina sotto il nome di Pope-Toledo.
L'Endurance steam car è stata invece un'automobile a vapore costruita a Los Angeles dal 1923 al 1924. Questo modello, che era a cinque posti, era dotato di freni a disco e venne messo in vendita a 1 885 dollari.
Il declino e la scomparsa
Il primo avvenimento che decretò il declino delle auto a vapore fu l'adozione del motorino di avviamento da parte delle vetture con motore a combustione interna. Questa invenzione, che fu introdotta nel 1912 sui modelli Cadillac, rese possibile una partenza semplice e immediata del motore a scoppio. Fino ad allora, infatti, per l'auto a vapore esisteva il vantaggio di essere "avviata con un cerino" (che accendeva il bruciatore), anche se per poi azionare il mezzo occorreva aspettare qualche minuto. L'avviamento a manovella delle prime auto a combustione interna era invece complicato, scomodo, faticoso, e anche pericoloso. In seguito, anche l'auto a vapore ebbe l'accensione elettrica del bruciatore.
Dato che gli inconvenienti erano anche altri, il declino delle auto a vapore non si fermò. Il problema principale di questo tipo di vetture era collegato al fatto che - con la tecnologia del tempo - il motore a vapore fosse particolarmente pesante. In aggiunta, era di difficile gestione l'enorme condensatore che era continuamente intasato da gelatine carboniose prodotte dalla miscela del vapore con i liquidi lubrificanti. Infine, persisteva il problema del tempo necessario per raggiungere le condizioni operative e per far muovere l'auto partendo da condizioni fredde.
Nel 1913, l'introduzione su larga scala della catena di montaggio applicata a modelli con motore a combustione interna, decretò un cospicuo abbattimento dei costi di produzione di questo tipo di vetture. Questo, sommato agli effetti dell'adozione dell'avviamento elettrico, causò prima il declino e poi la scomparsa delle auto a vapore.
La tecnologia delle automobili a vapore