L'inno nazionale del Perù fu composto nel 1821 e adottato come Marcha nacional del Perú. È anche noto con il titolo, tratto dal primo verso, Somos libres, seámoslo siempre.
L'inno nazionale del Perù è uno dei simboli nazionali del Perù, i cui testi appartengono a José de la Torre Ugarte e la musica a José Bernardo Alzedo. Fu adottata nel 1821 con il titolo di Marcia Nazionale del Perù.
CORO Somos libres, seámoslo siempre,y antes niegue sus luces el sol,que faltemos al voto solemneque la patria al Eterno elevó.
ESTROFASLargo tiempo el peruano oprimidola ominosa cadena arrastró;condenado a una cruel servidumbrelargo tiempo en silencio gimió.
Mas apenas el grito sagradoLibertad! en sus costas se oyó,la indolencia de esclavo sacude,la humillada cerviz levantó.
Ya el estruendo de broncas cadenasque escuchamos tres siglos de horror,de los libres al grito sagradoque oyó atónito el mundo, cesó.
Por doquier San Martín inflamado,libertad, libertad, pronunció,y meciendo su base los Andesla anunciaron, también, a una voz.
Con su influjo los pueblos despiertany cual rayo corrió la opinión;desde el istmo a las tierras del fuego,desde el fuego a la helada región.
Todos juran romper el enlaceque Natura a ambos mundos negó,y quebrar ese cetro que Españareclinaba orgullosa en los dos.
Lima, cumple ese voto solemne,y, severa, su enojo mostró.al tirano impotente lanzando,que intentaba alargar su opresión.
A su esfuerzo saltaron los grillosy los surcos que en sí reparó,le atizaron el odio y venganzaque heredara de su Inca y Señor.
Compatriotas, no más verla esclavasu humillada tres siglos gimió,para siempre jurémosla libremanteniendo su proprio esplendor.
Nuestros brazos, hasta hoy desarmadosestén siempre cebando el cañón,que algún día las playas de Iberiasentirán de su estruendo el terror.
En su cima los Andes sostenganla bandera o pendón bicolor,que a los siglos anuncie el esfuerzoque ser libres, por siempre nos dio.
A su sombra vivamos tranquilos,y al nacer por sus cumbres el sol,renovemos el gran juramentoque rendimos al Dios de Jacob.CORO
Siamo liberi, dobbiamo esserlo sempre,e che neghi i suoi raggi il sole,se verremo meno al voto solenneche innalzò la patria all'Eterno.
STROFEMolto tempo il peruviano oppressotrascinò l'ominosa catena;condannato a crudele schiavitùsoffrì molto tempo in silenzio.
Ma appena il sacro gridoLibertà! si udì nelle vicinanze,si scrollò di dosso l'indolenza di schiavo,levò il capo umiliato.
Già lo strepitio delle dure cateneche ascoltammo in tre secoli di orrore,dei liberi al sacro grido,che il mondo attonito sentì, cessò.
Dovunque San Martino con ardore,libertà, libertà, pronunciò,e cullando la loro base le Andela annunciarono, anche, di comune accordo.
Con il suo influsso i paesi si sveglianoe maturano l'idea;dall'istmo alle terre del fuoco,dal fuoco alla regione gelata.
Tutti giurano di rompere il legameche la Natura negò ai due mondi,e rompere lo scettro che la Spagnaadagiava orgogliosa sui due.
Lima, compie questo voto solenne,e, severa, mostrò la sua collerascagliandosi contro il tiranno impotente,che cercava di allargare la sua oppressione.
Al suo sforzo saltarono i ceppie i solchi che in sé riparò,le attizzarono l'odio e la vergognache ereditò dal suo Inca e Signore.
Compatrioti, non dobbiamo vederla più schiavaumiliata per tre secoli soffrì,per sempre giuriamola liberamantenendo il suo splendore.
Le nostre braccia, finora disarmatealimentino sempre il cannone,che un giorno le spiagge d'Iberiasentiranno il terrore del suo rumore.
Sulle loro vette le Ande sostenganola bandiera o pennone bicolore,che ai secoli annunci lo sforzodi essere liberi, che per sempre ci ha dato.
Alla loro ombra viviamo tranquilli,e ogni volta che il sole nasce dalle loro vette,rinnoviamo il grande giuramentofatto al Dio di Giacobbe. Note
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