Il Bomber Command (in italiano "Comando bombardieri") della Royal Air Force (RAF - l'aeronautica militare britannica) fu formato nel 1936 per prendersi carico di tutte le attività di bombardamento della forza aerea di cui faceva parte. Acquistò particolare fama durante la seconda guerra mondiale, quando i suoi bombardieri colpirono in 389.809 voli totali,. prevalentemente notturni, città, fabbriche e obiettivi militari della Germania, dell'Italia e dei territori occupati dalla Wehrmacht o dai suoi alleati.

Il Bomber Command inaugurò l'era dei bombardamenti aerei durante la seconda guerra mondiale, colpendo Berlino l'11 maggio 1940; dopo alcune difficoltà iniziali, dal febbraio 1942 passò all'inesorabile strategia del Area bombing e del maximum use of fire approvata personalmente da Winston Churchill, con la creazione dei famosi "vortici di fuoco" sulle città tedesche, che distrussero quasi totalmente i centri storici e causarono la morte di almeno 500.000 civili.. Pur a costo di pesanti perdite di aerei ed equipaggi, il Bomber Command continuò tenacemente per quattro anni, sotto la guida del suo comandante in capo, maresciallo dell'aria Arthur Harris, la devastante campagna di bombardamenti notturni che contribuirono al crollo materiale e morale della Germania la stessa tattica usata poi anche in Corea.

Le missioni non si limitarono ai soli bombardamenti notturni: alcuni bombardieri leggeri volarono in versione da caccia nella battaglia d'Inghilterra; altri compirono raid diurni a bassa quota; vennero sganciate migliaia di mine navali in mare e furono affondate centinaia di navi. In alcune occasioni i bombardieri del Bomber Command furono anche in grado di completare con pieno successo audaci missioni di attacco di precisione contro obiettivi selezionati della Germania nazista come le dighe della Ruhr e i centri di sviluppo delle armi segrete tedesche per la Germania.

Nel 1968, in seguito ad una riforma delle forze della Royal Air Force, fu unito insieme al Fighter Command per formare lo Strike Command, in cui poco tempo dopo fu inglobato anche il Coastal Command.

Storia

Genesi Nel Regno Unito una figura centrale della RAF fu il maresciallo Hugh Trenchard, capo di stato maggiore della forza aerea dal 1919 al 1929. Egli, in linea con il pensiero del generale italiano Giulio Douhet, sostenne che l'offensiva aerea globale sarebbe stata l'elemento decisivo di un eventuale prossimo conflitto in Europa.. In precedenza, durante la prima guerra mondiale, già il maresciallo Jan Smuts aveva teorizzato la necessità di una forza aerea indipendente con un proprio stato maggiore, incaricata soprattutto di costituire una forza da bombardamento imponente in grado di colpire la Germania.. Anche se contrari alle leggi umanitarie, i bombardamenti sulle città, centri della produzione industriale e della manodopera, sarebbero stati estremamente efficaci ai fini della vittoria, dato che avrebbero comportato, oltre ai danni materiali, sfiducia, stanchezza e caos, minando alla base il consenso della popolazione nemica verso il proprio governo.. Resistenze da parte della Royal Navy e del British Army (già invisi alla RAF in quanto arma da loro indipendente), oltre che l'arrivo della crisi del 1929, fecero sì che le tesi di Trenchard venissero sostanzialmente rigettate..

Con questa teoria scartata, la RAF rispose al riarmo di Adolf Hitler riorganizzando, per mezzo del nuovo capo di stato maggiore Edward Ellington, le sue forze dando vita, il 14 luglio 1936, al Fighter Command (comando caccia), Coastal Command (comando costiero), Flying Training Command (comando addestramento al volo), Army Cooperation Command (comando cooperazione con l'esercito) e Bomber Command.

I tempi per lo sviluppo di nuovi aerei furono molto lunghi. I bombardieri Vickers Wellington, iniziati ad essere progettati nel 1932, eseguirono il primo volo nel 1936 e raggiunsero gli squadroni solo due anni dopo; allo stesso modo i bombardieri Vickers Wellesley, disegnati nel 1931 e inaugurati nel giugno 1935, entrarono nelle linee della RAF solo nel 1937, per venirne radiati nel settembre 1939. Il risultato fu che quando Edgar Ludlow-Hewitt divenne capo del Bomber Command nel settembre 1937, questo constatò che i suoi aerei erano totalmente inadatti alla guerra, così come i loro equipaggi, troppo esposti sia agli attacchi da terra sia a quelli dall'aria, in grado di volare solo in condizioni meteo favorevoli. Hewitt pertanto diede disposizioni per aumentare la sicurezza sugli aerei, ordinò la messa in opera di ausili per la navigazione e riformò le tecniche di addestramento del personale di volo (di cui si parlerà più avanti).

Le mire espansionistiche di Hitler, in particolare la sua volontà di annettere i Sudeti, preoccuparono la RAF, che, per precauzione, elaborò tramite l'Air Staff un piano (Western Air Plans) di attacco consistente in sedici punti ognuno dei quali rappresentava un obiettivo in Germania, dalle industrie alle strutture della Luftwaffe (l'aeronautica militare guidata da Hermann Göring). Il Bomber Command tuttavia si mostrò scettico nei confronti di alcuni punti dei Western Air Plans, come il WA1 (distruzione delle forze di attacco al suolo della Luftwaffe) che implicava colpire obiettivi piccoli e difficili da individuare, mentre accolse favorevolmente il punto WA5, che dava disposizioni su come bombardare le estese zone industriali della Ruhr.

Seconda guerra mondiale

Quando, nel settembre 1939, iniziò la seconda guerra mondiale, la prima linea del Bomber Command consisteva in aerei lenti e poco protetti, dotati di ausili di navigazione primitivi. Non sorprende quindi che le primissime missioni consistettero, per la maggior parte, in lanci di volantini propagandistici sulla Germania. Comunque, il 2 settembre il ministero dell'aria distaccò in Francia l'intero 1º gruppo, montato sui Fairey Battle, per formare l'embrione della futura Advanced Air Striking Force (AASF), con compiti di bombardamento tattico a supporto delle truppe anglo-francesi.

Nel giugno 1940, a seguito della resa della Francia, il Regno Unito rimase la sola potenza a confrontarsi con la Germania e la sua forza aerea, la Luftwaffe. In quel periodo quindi, il Bomber Command fu l'unica unità britannica in grado di attaccare i territori occupati dalla Wehrmacht e cominciò, nonostante l'inadeguatezza dei mezzi, compiendo le sue missioni di notte cercando di evitare la potente contraerea tedesca.

Nel luglio del 1940, dopo che Churchill respinse le proposte di un accordo di pace da parte tedesca, la Germania cominciò ad accumulare mezzi da sbarco nelle coste francesi e olandesi per intraprendere l'operazione Seelöwe, la prevista invasione dell'Inghilterra. Il Bomber Command attaccò ripetutamente questi natanti coadiuvando le operazioni di caccia aerea del Fighter Command, pesantemente impegnato nella battaglia d'Inghilterra. In questo scontro aereo per ottenere il predominio dei cieli britannici, nonostante la caccia britannica fece da protagonista, fu il Bomber Command a patire più perdite. Nel marzo 1941 Churchill ordinò di intensificare gli attacchi contro l'attività della Kriegsmarine, la marina militare tedesca. L'ordine investì in pieno il Bomber Command e il Coastal Command che, unendo le forze, incrementarono la posa di mine navali e danneggiarono le corazzate Scharnhorst e Gneisenau.

Nell'estate 1941 il cosiddetto "rapporto Butt" (dal nome del suo sviluppatore David Bensusan-Butt, segretario del gabinetto di guerra). mostrò che solo il 30% dei bombardieri riusciva a far cadere le bombe in un raggio di 8,05 km dall'obiettivo, e proprio questo fu uno dei principali fattori che favorì l'adozione del bombardamento a tappeto, indiscriminato ma con più probabilità di colpire qualcosa. In inverno vennero risparmiate le forze per l'anno successivo, un anno che si rivelò pieno di novità per il Bomber Command: cominciarono infatti ad arrivare i primi bombardieri Avro 683 Lancaster e, dal 22 febbraio, poco dopo l'uscita della direttiva che ufficializzò i bombardamenti a tappeto, Arthur Harris successe a Jack Baldwin come comandante in capo. L'intento, fortemente appoggiato da Churchill e dal suo consigliere, il fisico Frederick Lindemann, era quello di distruggere il morale della popolazione e polverizzare le strutture produttive dei 58 principali centri industriali tedeschi. Conscio della crisi in cui stava versando il Bomber Command, Harris predispose un massiccio attacco contro tre città tedesche (Colonia, Essen e Brema) effettuato ogni volta con circa 1.000 bombardieri (operazione Millennium). Il 30 maggio 1942 vennero radunati tutti gli aerei e gli equipaggi disponibili che in tarda serata devastarono Colonia, mentre le altre due città subirono danni minori.

Nonostante i risultati incoraggianti dell'operazione Millennium, i problemi circa la scarsa precisione dei bombardamenti continuarono ad assillare Harris. Nel 1942 sorsero, per uscire definitivamente dalla crisi, le figure dei Pathfinder e dei Master Bomber (di cui si parlerà in seguito), un'unità la prima e una nuova figura di aviatore la seconda, incaricate di aiutare la forza d'attacco segnalando con apposite tecniche e indicazioni il luogo preciso da bombardare. Il maggio 1943 vide i migliori uomini del Bomber Command distruggere in un ardito raid a bassa quota compiuto con bombe e strumenti di bordo speciali, le dighe dei fiumi Möhne ed Eder (operazione Chastise). Nell'agosto dello stesso anno l'azione principale fu l'operazione Hydra su Peenemünde, un'offensiva diretta alla distruzione dei centri di sviluppo dei missili V1 e V2 tedeschi, che ebbe però un esito mediocre.

Dal novembre 1943 alla fine del marzo 1944 il Bomber Command si impegnò nella battaglia aerea di Berlino, subendo il più alto tasso di perdite in tutta la guerra, dando adito a dubbi nelle alte sfere della RAF circa il modo di procedere di Harris, che peraltro, nel caso specifico di Berlino, non dette i risultati sperati nonostante le gravi devastazioni inflitte alla capitale tedesca.. Di pari passo continuarono sempre gli attacchi alle basi e ai cantieri di U-Boot e al naviglio della Kriegsmarine, che nel 1944 vide affondata da una bomba Tallboy, sganciata da un Lancaster, la corazzata Tirpitz. In vista dello sbarco in Normandia del giugno 1944, i comandi del Bomber Command e dell'USAAF (le forze aeree dell'esercito statunitense) vennero unificati nella persona di Dwight D. Eisenhower, comandante supremo Alleato in Europa, che obbligò Harris e il comandante dell'USAAF Carl Spaatz, ad alleggerire la pressione sulle città tedesche concentrandosi invece sulle basi della Luftwaffe e sulle vie di comunicazione della Francia settentrionale, non prima però dell'ultimo grande raid del Bomber Command sulla città tedesca di Norimberga, che si risolse in un disastro. Dopo lo sbarco, col procedere dell'avanzata Alleata, il Bomber Command volò via via sempre più in missioni di appoggio tattico alle truppe di terra. Un ultimo e controverso bombardamento strategico, anche per gli stessi ufficiali della RAF, si verificò nel febbraio 1945 con il devastante bombardamento su Dresda che distrusse quasi completamente la città.

Durante tutta la guerra il Bomber Command lanciò un totale di 970.369 tonnellate di bombe e 47.307 mine, cifre superate da nessun'altra forza aerea impegnata nel conflitto. Le perdite vennero quantificate in 8.655 aerei (2,22%) dei quali 6.440 precipitati in Germania, che portarono con sé un totale globale di 55.573 uomini (la RAF, nel suo complesso, ne perse 79.281) dei quali 47.268 deceduti nel corso di operazioni offensive; tra loro vi erano circa 10.000 canadesi, 4.000 australiani, più di 1.500 neozelandesi, quasi 1.000 polacchi e circa 500 provenienti da altri paesi.. I caduti sono ricordati da un monumento inaugurato nel 2012 a Green Park.