Biografia Gli inizi Nato a Torino, figlio di un ingegnere ferroviario, segue la famiglia in Sicilia e Calabria dove il padre viene trasferito per dirigere lavori sulle linee del sudRoberto Chiti, Roberto Omegna in Filmlexicon, cit. in bibliografia.. Qui, sin da giovanissimo matura un interesse per le osservazioni scientifiche, e soprattutto per gli mondo degli insetti, dando vita ad una collezione di farfalle e scarabei, che poi andrà perduta quando, nel 1890, la famiglia ritorna a TorinoMario Verdone, intervista a Roberto Omegna pubblicata su Cinema, seconda serie, n. 4 del 15 dicembre 1948. L'intervista era programmata in due incontri, ma non poté essere completata poiché Omegna morì improvvisamente dopo il primo..Nella città natale completa gli studi liceali ed universitari, laureandosi in Fisica e matematica, ma si dedica anche alla pittura ed al mondo dello spettacolo, partecipando a compagnie filodrammatiche e frequentando le scuole di recitazione Bassi e RistoriEnciclopedia dello spettacolo, cit. in bibliografia.. Tuttavia, per esigenze famigliari, si trova costretto ad diventare nel 1899 contabile presso la "Cassa Pensioni"Fernando Cerchio, Il pioniere Omegna in Cinema, prima serie, n. 92 del 25 aprile 1940..

Attratto dalla vita libera e creativa, vive con insofferenza la monotona condizione dell'impiegatoFranco Zannino, Ricordo di un pioniere in Cinema, seconda serie, n. 157 del 25 dicembre 1955. e continua ad interessarsi di fotografia e di spettacolo, e, dal 1901, della nuova forma che questo sta assumendo, il cinematografo. In quell'anno decide, assieme all'amico Domenico Cazzulino che finanzia l'operazioneCazzulino restò anch'egli nel mondo del cinema e fu, tra l'altro, uno dei fondatori della "Gloria Films". Perì nel maggio 1947 nell'incendio che distrusse i depositi della società "Minerva" a Roma., di rilevare uno dei due cinema "Lumière" allora operanti a Torino, che si trovavano in difficoltà economiche, ribattezzandolo "Edison". Poi si reca a Parigi dove acquista numerosi brevi filmati prodotti da Pathé, da Gaumont o realizzati da Méliès, che sceglie con il criterio di poterli rimontare assieme per produrre pellicole della lunghezza di 150 - 200 metri, che per l'epoca erano dei lungometraggiVirgilio Tosi, Il pioniere Omegna, in Bianco e nero, n. 3, marzo 1979.. Gli spettacoli allestiti con questo materiale sono pubblicizzati, secondo l'uso dell'epoca (che dava importanza non al tempo o alla lunghezza, ma alla quantità delle poseRoberto Paolella, Roberto Omegna in Sequenze, n. 8, agosto 1950.), come un'offerta di 200.000 fotogrammi ed hanno un enorme successo, restando in programmazione anche per mesi.

Le prime produzioni Nel frattempo per seguire la passione per la fotografia, che lo aveva portato da giovane ad autocostruirsi una macchina fotografica con parti di recupero, frequenta in via Santa Teresa il negozio torinese di Arturo Ambrosio, già affermato fotografo della casa reale, punto di ritrovo anche di altri "pionieri" come Vittorio Calcina e Giovanni VitrottiFranco Moccagatta, Arturo Ambrosio, anni ottantasei in Cinema, terza serie, n. 169, 1 luglio 1956.. Omegna pensa che la semplice importazione di film dalla Francia non sia più sufficiente e si propone di realizzarli egli stesso: convince Ambrosio ed il socio Alfredo Gandolfi a finanziare con 40.000 lire l'acquisto di una macchina da presa "Bioscope" prodotta dall'inglese Charles UrbanBernardini, Le imprese di produzione...., cit. in bibliografia, p. 498.. Nasce così nel laboratorio fotografico di Ambrosio quella che sarà una delle più importanti case di produzione nella storia del cinema italiano.

L'attività inizia con le riprese che Omegna realizza di un controverso avvenimento sportivo, la corsa automobilistica Susa - Moncenisio la cui prima edizione, già prevista (ma poi vietata dalle Autorità per timori di sicurezza) nel 1903, era stata autorizzata nel 1904 dopo non poche polemiche (l'anno successivo la "Ambrosio" riprenderà anche la seconda edizione). La pellicola, lunga 98 metri, viene sviluppata nel laboratorio Ambrosio di via Napione e poi proiettata in una sala di proprietà di un fratello di OmegnaProlo, cit. in bibliografia, p. 21.. Subito dopo realizza un secondo documentario Le manovre degli Alpini al Colle della Ranzola, anch'esso di 98 metri, avvenimento reso importante dalla presenza della Regina Margherita, notoriamente appassionata di alpinismo. Contemporaneamente nascono i primi film a soggetto di genere comico (Il bambino di un anno, La fabbrica dei salami) che sono girati in un improvvisato tendone allestito nel giardino dell'abitazione di Ambrosio in via Nizza.

Fondazione della "Ambrosio film" ed attività documentaristiche Il successo di queste prime esperienze induce i promotori a fondare nel 1905 la "Ambrosio & C." (poi "Ambrosio Film"). L'attività produttiva si allarga e diventa più ambiziosa, proseguendo sulla doppia strada dei documentari e dei film a soggetto drammatici o comiciBrunetta, cit. in bibliografia, p. 28.. Omegna lascia al socio la gestione del cinema "Edison"Bernardini, vol. II, cit. in bibliografia, p. 180. e diventa il "factotum" della società, con cui collaborerà e che poi dirigerà per quasi un ventennio. Nei primi anni Omegna condivide con un altro operatore, Giovanni Vitrotti, la realizzazione di numerose pellicole, in massima parte oggi perdute e di difficile attribuzione per le rare superstiti. Molte di esse riguardano avvenimenti di attualità, anche drammatici, e possono considerarsi antesignane degli attuali "inviati speciali"..

L'attività di documentarista conduce l'inquieto Omegna in giro per il mondo: nel 1905 è in Calabria, terra della sua giovinezza, dove gira un filmato di quasi 100 m. sui danni del terremoto; nel 1907, si reca per motivi famigliari in Argentina, dove compie una spedizione nell'inospitale Chaco da cui torna con 600 metri di pellicola, che sono sopravvissuti sino ad oggiDi Viaggio al Chaco sono conservate copie all'Istituto LUCE ed a Londra. Cfr. Le imprese di produzione ..., cit. in bibliografia, p.393. più un documentario su Buenos Aires. Nel 1908 va in Africa dove realizza una serie di documentari, tra cui La caccia al leopardo realizzato a Cheren, in Eritrea, in totale lungo 194 metri, (circa 10 minuti) che ottiene il primo premio al Concorso Internazionale di Cinematografia tenutosi a Milano nello stesso annoProlo, cit. in bibliografia, p. 102.. Di questa pellicola si è salvato ed è conservato presso il Museo del cinema di Torino uno spezzone, mentre Matrimonio abissino, di 115 metri, è sopravvissuto intero ed è stato proiettato in occasione delle ricorrenze per il centenario del cinemaRoberto Chiti, Dizionario dei registi del cinema muto italiano, Roma, Museo Internazionale Cinema e spettacolo, 1997.. Molti altri girati nella stessa occasione come Funerale abissino o Da Massaua a Cherén, sono invece perduti.

Con altrettanto impegno vengono realizzati documentari di argomento italiano: di particolare successo I centauri di Pinerolo (sulla Scuola di Militare di Cavalleria), di 600 m. che viene venduto in centinaia di copie, oltre 800 solo in FranciaSadoul, Storia generale del cinema, ed it. Torino, Einaudi, 1967, vol. II, p. 337.. Vi sono anche opere destinate alla divulgazione in campo agricolo, come Le risaie (1906), girato nel Novarese. Nel 1908 Omegna torna al sud per riprendere le drammatiche conseguenze del terremoto di Messina, documentario che verrà proiettato senza accompagnamento musicale, per rispetto delle vittime. Nel dicembre 1911 si imbarca a Marsiglia per l'India, dove effettua riprese a Bombay e Benares, per poi passare a Rangoon in BirmaniaMario Voller - Buzzi, Roberto Omegna dalle Indie Orientali in Vita cinematografica, n. 6, 10 marzo 1912.. Nel 1912 va anche in Cina ed in Russia. Da tutti questi viaggi torna con migliaia di metri di pellicola che saranno la base di numerosi documentari oggi tutti perduti.

Lo sviluppo dell'attività all'"Ambrosio" Accanto all'impegno documentario, Omegna è altrettanto assorbito nella produzione di film a soggetto, che ormai rappresentano per la "Ambrosio" una crescita costante: dai 46 titoli del 1908 si arriva agli oltre 100 del 1913Prolo, cit. in bibliografia, p. 120 - 121. e tra questi Gli ultimi giorni di Pompei, oggi perduto, di cui Omegna è l'operatore. Per la sua lunghezza, 365 m., circa 20 minuti, un lungometraggio per quell'epoca, esso viene considerato il primo film italiano spettacolare di grande successo e l'antesignano del filone "storico" che farà la fortuna internazionale della cinematografia italiana negli anni antecedenti la guerra. Nello stesso 1908 Omegna collabora con il prof. Camillo Negro per la realizzazione de La neuropatalogia (in alcuni testi definito La nevropatologia), in parte girato presso l'Istituto Cottolengo di Torino, uno dei primi casi di impiego del cinema a scopi di documentazione medico - scientifica, la cui proiezione ad un pubblico di medici e psichiatri, cui partecipò anche Cesare Lombroso, rappresentò un evento per la comunità scientificaImmagine, note di storia del cinema. prima serie, n. 5, giugno 1983.. Una copia del documentario è conservata presso il Museo del cinema di Torino.

Negli anni che seguono lo sviluppo delle produzioni della "Ambrosio", presso la quale si è ormai formata una équipe di soggettisti (tra i quali Arrigo Frusta), direttori artistici, attori e tecnici che producono oltre un centinaio di pellicole all'anno, costringono Omegna a ridurre la propria attività sul campo e ad assumere ruoli dirigenziali, con qualche interruzione nel 1914 per curare la fotografia di pellicole prodotte dalla "Centauro Film", una casa di produzione torinese sorta nel 1912 per iniziative di suo fratello Dario Omegna, la cui attività faceva riferimento alla "Ambrosio".

Omegna si trova quindi al vertice della "Ambrosio" proprio nel "periodo aureo" della cinematografia italianaProlo, cit. in bibliografia, p. 45.: sono anni di crescita incessante nei quali la società dà vita ai grandi successi della "serie oro", coinvolge D'Annunzio nella realizzazione di diversi film, ospita le prime forme di "divismo", esporta in molti Paesi europei ed americani e vince (1911) con Nozze d'oro il primo premio di 25.000 lire nella categoria artistica alla Esposizione Internazionale di TorinoBernardini, cit. in bibliografia, p. 61.. Ma Omegna non è stato completamente assorbito in questo tumultuoso sviluppo poiché nella stessa manifestazione viene premiato nella categoria scientifica per La vita delle farfalle, da lui realizzato con Guido Gozzano.

La crisi degli anni venti