LAstesana è una delle "piccole patrie"Patrie cite in piemontese. che compongono il Piemonte. È un territorio antico creato e coagulato non per iniziativa di principi o di casate signorili, ma per l'attività politica e l'intraprendenza economica della città che gli ha conferito il nome: Asti. "Astesana" è un termine storico-culturale che da sette secoli richiama e definisce gli incessanti e ancora attuali rapporti tra una città e le terre che la considerano come proprio naturale punto di riferimento, come propria inevitabile capitale. Poiché nessuno stato, nessuna piccola patria è mai rimasta uguale a sé stessa nei secoli, cristallizzata in una forma immutabile, anche l'Astesana ha attraversato nel tempo una lenta evoluzione e trasformazione dei suoi confini, che si è assestata agli inizi del XVIII secolo. Di seguito riportiamo alcune tappe di questo lungo percorso.

Origine ed evoluzione del nome

Per tutta la durata dell'epoca comunale il territorio astigiano viene definito semplicemente come posse astensisOgerio Alfieri, Aliquid de ystoria Civitatis Astensium, c.51, in Codex Astensis qui de Malabaila communiter nuncupatur, Edizione a stampa a cura di Quintino Sella, Roma 1880: un concetto estremamente dinamico e fluido, legato alle iniziative di espansione giurisdizionale del dominio della città di Asti. Tra la fine del XII e l'inizio del XIII secolo compare la definizione di "Astisio"Codex Astensis qui de Malabaila communiter nuncupatur, op. cit., documenti 574, 568 a 570, 575, 581, 585, 586, 734, 920, 925 e altri, limitata al solo territorio controllato da un consortile nobiliare composto da famiglie appartenenti alla clientela vassallatica del vescovo di Asti; territorio oggi noto col nome di "Roero". Pur non comparendo nelle fonti scritte, la designazione territoriale di "Astesana" è probabilmente in uso comune già nel corso del XIII secolo, come sembra dimostrarlo, all'epoca, la diffusione locale del nome proprio di persona "Astesano"Codex Astensis qui de Malabaila communiter nuncupatur, op. cit., alle voci "Astexana" (doc.712) "Astexanus" doc. 820, 274, 457, 578, 579 e altri. Nello stesso periodo si usa il termine di "Acquesana" per definire aree appartenenti alla diocesi di Acqui. Nel corso del XIV secolo, una volta cristallizzata la compagine territoriale astigiana nel tentativo di garantirne l'unità e la compattezza sotto le diverse dominazioni straniere che succedono al dominio del Comune, appare sempre più evidente la sua designazione con un termine univoco e condiviso. "Astesana" compare quindi nella seconda metà del Trecento, durante la dominazione viscontea, per evidenziare ed enucleare la Patria Astensis all'interno della più vasta e articolata Contea di Asti. Già all'epoca della dominazione di Gian Galeazzo Visconti si attesta il Capitaneatus Astesanae, e la successiva signoria Orleanese, alla fine del XIV secolo, distingue definitivamente le terrae Astesanae (terre dell'Astesana) dal capitaneatus Claraschi et Braydae (capitaneato di Cherasco e Bra) e dal marchionatus Cevae (marchesato di Ceva) entrambi facenti parte della giurisdizione signorile del dominio astigiano. Nel corso del XV secolo il termine "Astesana" (anche nella variante francese di "Astezanne") si sovrappone a quello di "patria Astese" e di "contea di Asti" fino a prendere il definitivo predominio. Nel corso del XVI secolo, soprattutto a seguito dell'obbligo d'uso della lingua italiana nella stesura degli atti pubblici imposto da Emanuele Filiberto, si impone la variante di "Asteggiana", utilizzata fino alla fine del XVIII secolo. Risalgono a questo periodo le definizioni dei toponimi Villanova in Asteggiana, Buttigliera in Asteggiana, Castelnuovo in Asteggiana, Langhe dell'Asteggiana, ecc. Ancora nel XVIII secolo le relazioni degli Intendenti di Finanza usano esclusivamente la variante di "Asteggiana", individuando una "Bassa Asteggiana" di qua dal Tanaro, composta dai circondari di San Damiano, Villanova, Buttigliera, Montechiaro e Cocconato" e una "Alta Asteggiana" di là dal Tanaro, composta dai circondari di Costigliole, Canelli e Mombercelli. Agli inizi dell'Ottocento l'erudito Gian Secondo De Canis inizierà a utilizzare nei suoi studi la variante di "Astigiana" che nel corso del secolo prenderà definitivo sopravvento. A seguito della soppressione della Provincia di Asti nel 1860, il territorio assumerà lo status di Circondario all'interno della provincia di Alessandria. È in tale epoca che comincia a essere utilizzata la versione di "Astigiano", che nel corso dei decenni sostituirà la precedente e la svuoterà dei connotati identitari che le erano propri. Il territorio di Asti nel XIV secolo L'elenco, redatto in ordine alfabetico, riporta le località facenti parte del territorio sottoposto al dominio astigiano ai tempi della massima espansione del Comune.I processi di acquisizione delle località costituenti il dominio astigiano, sono riportati tramite i relativi atti notarili o diplomatici in Codex Astensis qui de Malabaila communiter nuncupatur, edito a stampa a cura di Quintino Sella nel 1880. Si tratta di un territorio vastissimo, coagulato prevalentemente in modo pacifico grazie all'impiego di capitali enormi e a un incessante lavorio diplomatico durato oltre due secoli.Gli Statuti del Comune di Asti, redatti già agli albori del XIII secolo e riformati nel 1379, contengono due elenchi dei villaggi, castelli e luoghi quod intellingantur de posse astensis: il primo è riportato nella Collazione 1, capitolo 44; il secondo nella Collazione 17, capitolo 51. Alcune differenze tra i due elenchi sono imputabili ai mutamenti di distrettualizzazione occorsi durante il secolo. (Rubrice Statutorum Civitatis Ast per ordinem Alphabeti - Edizione a stampa del 1534)

Per una migliore comprensione si sono riportati i nominativi degli attuali comuni, i cui confini amministrativi odierni comprendono spesso antiche località scomparse e si è utilizzata la grafia moderna. I comuni sono elencati suddivisi per l'attuale Provincia di appartenenza:

Provincia di Asti:

Agliano Terme, Altavilla Monferrato, Antignano, Asti, Azzano d'Asti, Baldichieri d'Asti, Belveglio, Bubbio, Buttigliera d'Asti, Calamandrana, Calosso, Calliano, Camerano Casasco, Canelli, Cassinasco, Castagnole delle Lanze, Castagnole Monferrato, Castell'Alfero, Castello d'Annone, Castelnuovo Belbo, Castelnuovo Calcea, Castelnuovo Don Bosco, Cellarengo, Cerro Tanaro, Cinaglio, Cisterna d'Asti, Costigliole d'Asti, Coazzolo, Corsione, Cortandone, Cortanze, Cortazzone, Cortiglione, Cossombrato, Cunico, Dusino San Michele, Ferrere, Frinco, Grana Monferrato), Isola d'Asti, Incisa Scapaccino, Loazzolo, Maretto, Masio, Moasca, Mombaldone, Mombercelli, Monale, Mongardino, Montaldo Scarampi), Montafia, Montechiaro d'Asti, Montegrosso d'Asti, Montemagno, Olmo Gentile, Piea, Portacomaro, Refrancore, Revigliasco, Roatto, Rocca d'Arazzo, Roccaverano, Rocchetta Palafea, Rocchetta Tanaro, San Damiano d'Asti, San Giorgio Scarampi, San Martino Alfieri, San Marzano Oliveto, San Paolo Solbrito, Scurzolengo, Serole, Sessame, Settime, Sommariva Bosco, Sommariva Perno, Tigliole, Tonco, Vaglio, Valfenera, Vesime, Viale d'Asti, Vigliano d'Asti, Villafranca d'Asti, Villanova d'Asti, Vinchio.

Provincia di Cuneo:

Bagnasco, Battifollo), Bergolo), Borgomale, Bosia, Bra, Canale, Castagnito), Castelletto Uzzone, Castellinaldo, Castellino Tanaro, Castiglione Falletto, Castiglione Tinella), Castino, Cavallermaggiore, Ceresole d'Alba, Ceva, Cherasco), Cortemilia, Cossano Belbo, Garessio, Felizzano, Gorrino, Govone, Igliano, Lequio Berria, Magliano Alfieri, Mango, Monasterolo, Monchiero, Montà d'Alba, Montaldo Roero, Monteu Roero, Montezemolo, Neive, Neviglie, Niella Tanaro, Novello, Nucetto, Pamparato, Perletto, Pezzolo Valle Uzzone, Piozzo, Pocapaglia, Priero, Priocca, Roascio, Rocchetta Belbo, Saliceto, Sanfrè, San Michele Mondovì, Santa Vittoria d'Alba, Santo Stefano Belbo, Santo Stefano Roero, Torre Bormida, Torresina, Trezzo Tinella.

Provincia di Alessandria:

Denice, Bergamasco, Ponti, Quattordio, Vignale Monferrato, Carentino.

Provincia di Torino:

Poirino, Pralormo, Riva presso Chieri.

Provincia di Savona:

Cagna, Lodisio, Murialdo.

Suddivisioni amministrative del territorio in epoca comunale

Un territorio tanto vasto non era certo omogeneo dal punto di vista politico e amministrativo: al suo interno si evidenziavano diverse aree relative ai diversi tipi di rapporti che legavano la dominante Asti ai centri periferici e alle potenze locali. I "villaggi antichi" del comune di Asti Rappresentano il nucleo originario coagulato dall'iniziativa politica cittadina agli albori del Comune. Disegnano un territorio di strettissima pertinenza e appartenenza urbana. Azzano, Montemarzo (frazione di Asti), Neante (luogo scomparso nei pressi di Asti), San Marzano di Rocca Schiavina (oggi San Marzanotto, frazione di Asti), Mongardino, Bellangero (frazione tra San Marzanotto e Mongardino), Camerano Vecchio (luogo scomparso), Variglie (frazione di Asti), Revigliasco, Antignano, Tasseria, Molegnano, Villa Palazzo, Cumignano (località scomparse tra Antignano, San Martino Alfieri, Celle), Baldichieri, Andona e Monfrione (località scomparse a ovest di Asti).

I "luoghi nuovi" Nel raggio di una ventina di chilometri dalla città, il Comune di Asti identificò un territorio di stretta pertinenza urbana, privilegiato dal fatto che i suoi abitanti godevano il diritto di cittadinanza astigiana, condividendo gli oneri e onori propri di chi risiedeva entro le mura. Il cronista Ogerio Alfieri alla fine del XIII secolo delimitò tale territorio come segue ("Tutte queste terre si chiamano Luoghi nuovi del comune di Asti, per distinguerli dai villaggi antichi, dai vassalli e dai castelli dei cittadini."): Nella valle del Tanaro da Felizzano fino a Neive Nella val Tiglione fino a Belveglio e a Vinchio Nella valle Belbo da San Marzano Oliveto fino a Castino Nella valle Tinella fino a Trezzo Tinella Fra Tanaro e Borbore fino a Magliano e Castellinaldo, e fino a Bra e Cavallermaggiore Nella Piana fino a Poirino, Riva e Castelnuovo (Don Bosco) Nella valle Triversa fino a Buttigliera e Maretto Nella val Rilate fino a Montechiaro d'Asti Nella valle Versa fino a Rinco, Tonco e Calliano Oltre il Versa fino a Montemagno, Grana Monferrato e Vignale Monferrato.

I "Luoghi nuovi", visti come delle vere e proprie pertinenze urbane, non potevano essere sottomessi all'autorità feudale di un signore, ma erano controllati direttamente dal comune di Asti che vi nominava i podestà e i castellani. Solo più tardi, a causa del progressivo indebolirsi dell'autorità comunale, buona parte dei "Luoghi nuovi" furono infeudati a famiglie nobili astigiane dietro lauti pagamenti, o da queste ultime proditoriamente occupati. Il termino "Luogo Nuovo" indica semplicemente un luogo da poco tempo aggregato alla città di Asti, e non si riferisce alla costruzione o alla fondazione del medesimo. Tuttavia, nell'ambito di vaste campagne di riordino fondiario, demografico, politico dei territori conquistati, spesso il comune di Asti costruiva ex novo i suoi "Luoghi Nuovi", che allora prendevano il nome di "Villenove".

Dai documenti dell'epoca vengono indicati come "Luoghi nuovi" i seguenti centri abitati: Belveglio, Calosso, Canelli, Castagnole delle Lanze, Castelnuovo Calcea, Castelnuovo di Rivalba (Don Bosco), Cossano Belbo (CN), Masio (AL), Isola d'Asti, Mango (CN), Mombercelli, Neviglie (CN), Rocchetta Belbo (CN), San Marzano Oliveto, Vinchio.

Sono invece "Villenove" di nuova fondazione: Buttigliera d'Asti, Canale (CN), Costigliole d'Asti, Montechiaro d'Asti, Montegrosso d'Asti, San Damiano d'Asti, Settime, Villa San Secondo, Villafranca d'Asti, Villanova d'Asti. I feudi del Comune