Aveva il grado di 2° capo radiotelegrafista della Marina; come radiotelegrafista partecipò al movimento di liberazione. Per non essere catturato dai nazi-fascisti, si lanciò dal quinto piano di un palazzo di via Pier Capponi 2 a Milano, insieme al compagno di lotta Sergio Tavernari: mentre l'amico morì, Piccinini riuscì a sopravvivere, ma perse l'uso delle gambe; per questo atto di coraggio fu insignito della medaglia d'oro al valor militare. Nonostante ciò nel dopoguerra divenne sia dirigente sportivo che dirigente ANPI.

Onorificenze

Ricordo A Piccinini sono stati intitolati:

- Il centro remiero (canottaggio, canoa e kayak) che aveva contribuito a sviluppare nel Parco del Lido a Casalecchio di Reno;

- Una piazza e un monumento a Rastignano, frazione di Pianoro, dove risiedeva;

- Una via a Bologna, zona Lame, nel quartiere Navile;

- Un giardino a Monfalcone (Friuli Venezia Giulia)

Note

Bibliografia Franco Giannantoni, Ibio Paolucci, Giovanni Pesce "Visone", un comunista che ha fatto l'Italia Enzo Collotti, Renato Sandri, Frediano Sessi Dizionario della Resistenza, Volume 2, Einaudi 2001 Paolo Emilio Taviani, Aurelio Ferrando-Scrivia, Breve storia della Resistenza italiana, F.I.V.L., 1994 Edgardo Sogno, La seconda repubblica, Sansoni, 1974 Franco Fucci Spie per la libertà:i servizi segreti della Resistenza italiana, Mursia, 1983

Collegamenti esterni

Categoria:Medaglie d'oro al valor militare