La riserva di legge è l'istituto giuridico in base al quale una determinata materia può essere regolata soltanto dalla legge o da un atto avente forza di legge; ha una funzione di garanzia nei confronti del cittadino, escludendo l'esercizio della potestà regolamentare da parte del governo e interventi in via amministrativa.

In Italia Tipologia delle riserve Nell'ordinamento giuridico italiano, la Costituzione traccia vari tipi di riserva di legge:

riserva di legge ordinaria: la materia può essere disciplinata dalla legge e da atti aventi forza di legge. assoluta: la materia deve essere regolata integralmente dalla legge. Ad esempio l'art. 13.2Art. 13, c. 2: Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'Autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge. Cost. ammette restrizioni della libertà personale nei soli casi e modi previsti dalla legge.. relativa: i principi sono stabiliti dalla legge, riducendo la discrezionalità dell'esecutivo, che però potrà intervenire dettando la disciplina di dettaglio con propri regolamenti. (artt. 97.2Art. 97, c. 2: I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l'imparzialità dell'amministrazione. e 23Art. 23: Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge. Cost.) rinforzata: riserve, assolute o relative, dove la Costituzione pone dei limiti alla discrezionalità del legislatore, predeterminando alcuni dei contenuti che la legge deve avere. (art. 16Art. 16: Ogni cittadino può circolare e soggiornare liberamente in qualsiasi parte del territorio nazionale, salvo le limitazioni che la legge stabilisce in via generale per motivi di sanità o di sicurezza. Nessuna restrizione può essere determinata da ragioni politiche. Ogni cittadino è libero di uscire dal territorio della Repubblica e di rientrarvi, salvo gli obblighi di legge. Cost.) riserva di legge formale: nella materia può intervenire la legge del parlamento mentre non possono farlo atti aventi forza di legge, come decreti-legge o decreti legislativi, del governo (art. 76Art. 76: L'esercizio della funzione legislativa non può essere delegato al Governo se non con determinazione di principî e criteri direttivi e soltanto per tempo limitato e per oggetti definiti., art. 77Art. 77: Il Governo non può, senza delegazione delle Camere, emanare decreti che abbiano valore di legge ordinaria. Quando, in casi straordinari di necessità e d'urgenza, il Governo adotta, sotto la sua responsabilità, provvedimenti provvisori con forza di legge, deve il giorno stesso presentarli per la conversione alle Camere che, anche se sciolte, sono appositamente convocate e si riuniscono entro cinque giorni. I decreti perdono efficacia sin dall'inizio, se non sono convertiti in legge entro sessanta giorni dalla loro pubblicazione. Le Camere possono tuttavia regolare con legge i rapporti giuridici sorti sulla base dei decreti non convertiti. Cost.). Di fatto, poi, le materie disciplinate da riserva di legge formale sono quelle coperte da riserva di assemblea (art. 72.4Art. 72, c. 4: La procedura normale di esame e di approvazione diretta da parte della Camera è sempre adottata per i disegni di legge in materia costituzionale ed elettorale e per quelli di delegazione legislativa, di autorizzazione a ratificare trattati internazionali, di approvazione di bilanci e consuntivi. Cost.). La riserva di legge formale è tipica dei casi in cui si vuole riservare al solo parlamento la possibilità di adottare un determinato atto, ed è dunque soprattutto utilizzata per quanto riguarda gli atti autorizzatori dell'assemblea. Basti pensare alla legge di bilancio, la cui natura autorizzatoria è sottolineata dalla stessa Costituzione all'art. 81Art. 81: Le Camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal Governo. L'esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi. Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese. Ogni altra legge che importi nuove o maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte. Cost. La stessa ratio impone di considerare riserva di legge formale la conversione di decreti legge, così come la delega della funzione legislativa nel caso di adozione di decreti legislativi: infatti, non fosse imposta una simile riserva, si potrebbe in questi casi procedere con atti aventi forza di legge, falsando in modo inaccettabile la natura dei rapporti tra l'esecutivo e il legislativo.

Esistono anche riserve non a favore della legge ordinaria: riserva di legge costituzionale (artt. 116Art. 116, cc. 3-4: Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell'articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all'organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei principi di cui all'articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata., 132.1Art. 132, c. 1: Si può, con legge costituzionale, sentiti i Consigli regionali, disporre la fusione di Regioni esistenti o la creazione di nuove Regioni con un minimo di un milione di abitanti, quando ne facciano richiesta tanti Consigli comunali che rappresentino almeno un terzo delle popolazioni interessate, e la proposta sia approvata con referendum dalla maggioranza delle popolazioni stesse., 137Art. 137. Una legge costituzionale stabilisce le condizioni, le forme, i termini di proponibilità dei giudizi di legittimità costituzionale, e le garanzie d'indipendenza dei giudici della Corte. Con legge ordinaria sono stabilite le altre norme necessarie per la costituzione e il funzionamento della Corte. Contro le decisioni della Corte costituzionale non è ammessa alcuna impugnazione. e 138Art. 138: Le leggi di revisione della Costituzione e le altre leggi costituzionali sono adottate da ciascuna Camera con due successive deliberazioni ad intervallo non minore di tre mesi, e sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camera nella seconda votazione. Le leggi stesse sono sottoposte a referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali. La legge sottoposta a referendum non è promulgata, se non è approvata dalla maggioranza dei voti validi. Non si fa luogo a referendum se la legge è stata approvata nella seconda votazione da ciascuna delle Camere a maggioranza di due terzi dei suoi componenti. Cost.), anch'essa tipica dello Stato costituzionale di diritto riserva a favore dei regolamenti parlamentari (art. 64.1Art. 64, c. 1: Ciascuna Camera adotta il proprio regolamento a maggioranza assoluta dei suoi componenti. Cost.) riserva di giurisdizione: il già citato art. 13.2 non ammette alcuna "restrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria (...)"; similmente l'art. 15 ammette limitazioni alla libertà e alla segretezza della corrispondenza "soltanto per atto motivato dell'autorità giudiziaria". riserva di regolamento amministrativo: in Italia è molto rara; ad esempio è prevista dall'art. 17, c. 95, della legge 127/1997, che attribuisce al Ministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca la riserva di regolamentazione in materia di titoli di studio e ordinamenti didattici universitari, tant'è che la riforma cosiddetta del 3+2 è stata emanata con D.M. 509/1999, il quale deroga ampiamente ai due precedenti regi decreti già vigenti (1592/1933 e 1269/1938).

La riserva di legge nel diritto penale Il principio di riserva di legge penale è un tipo di riserva di legge tendenzialmente assoluta ed esprime il divieto di punire una determinata condotta in assenza di una legge preesistente che la configuri come reato (art. 25 comma II Cost.).

La funzione della riserva di legge è essenzialmente garantistica, in quanto si vuole garantire che in materia penale le norme vengano emanate dall'organo maggiormente rappresentativo (parlamento).

La riserva di legge deve essere intesa come riserva di legge assoluta anche se in alcuni casi l'apporto da parte di una fonte normativa secondaria è ammessa; ecco perché si preferisce classificarla come riserva di legge tendenzialmente assoluta.

È ammessa quando si limita a specificare dal punto di vista tecnico elementi già contemplati dalla legge; quando viene richiamata dalla legge (il rinvio però deve essere fisso o recettizio; non è ammesso il rinvio mobile); non è ammesso, invece, che la legge consenta alla fonte secondaria di scegliere i comportamenti punibili tra quelli disciplinati dalla legge stessa.

Rientrano nel concetto di legge la legge formale ordinaria, cioè quell'atto normativo emanato dal parlamento ai sensi degli artt. 70-74 Cost. e la legge costituzionale emanata in base al procedimento previsto dall'art. 138 Cost.

La riserva di legge nel diritto tributario La riserva di legge in materia tributaria, sancita all'art. 23 della Cost., è il risultato dell'evoluzione storica del principio del consenso al tributo, o principio di autoimposizione. Le sue origini risalgono all'Inghilterra medievale, dove con la Magna Charta Libertatum del 1215 fu richiesto il consenso dei feudatari per l'imposizione di imposte straordinarie. Tale principio, che non aveva ancora valore democratico, ma rifletteva il potere della nobiltà nei confronti del sovrano, prese il nome di ''no taxation without representation''.

Successivamente, con lo Statutum de tallagio non concedendo (1297) di Edoardo I, il consenso all'imposizione fu esteso a tutti gli uomini liberi e ai tributi ordinari, sancendo così una limitazione del potere del sovrano ad opera del parlamento. Tale principio venne poi fissato nel Bill of Rights del 1689.

Nell'Europa Continentale trovò la sua formulazione più compiuta nell'art 14 della Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789, che riconosce il consenso al tributo come diritto inviolabile dei cittadini.Déclaration des droits de l'homme et du citoyen, 1789, art 14

In Italia, lo Statuto Albertino del 1848 stabilì all'art.30 che ''nessun tributo può essere imposto o riscosso se non è stato consentito dalle Camere e sanzionato dal re''. Questa norma attribuisce al Parlamento una funzione di controllo politico sul potere esecutivo. La riserva di legge, a seguito dell'evoluzione verso lo Stato Parlamentare, assunse progressivamente un valore garantista, di tutela della libertà patrimoniale del cittadino.

L'attuale art. 23 cost. (''Nessuna prestazione personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge'') è il punto di arrivo di questo percorso: da limite politico al potere regio a principio costituzionale di garanzia dei diritti individuali.Costituzione Della Repubblica Italiana, art. 23