La villiaumite è un minerale, un fluoruro di sodio, appartenente al gruppo dell'halite.
Il nome deriva da Charles Maxime Villiaume, esploratore e ufficiale artigliere francese che la trovò in Guinea.
Descritta per la prima volta da Antoine François Alfred Lacroix, mineralogista e geologo francese, che nel 1908 la reperì nella collezione di Villiaume.
Abito cristallino Si presenta in cubi imperfetti.
Origine e giacitura Si osserva esclusivamente in rocce eruttive alcaline del tipo sieniti nefeliniche e affini, soprattutto quando contengono quantità notevoli di sodio anziché di calcio; infatti se è il calcio a trovarsi in quantità notevoli non si parla più di villiaumite, bensì di fluorite. La paragenesi è con astrofillite, nefelina e sodalite.
Forma in cui si presenta in natura In natura si presenta in aggregati granulari o in piccole masse spatiche; raramente in cristalli.
Caratteri fisico-chimici Solubile in acqua fredda. Fonde facilmente. A differenza del fluoruro di sodio artificiale che è di colore bianco, il colore rosso ciliegia della villiaumite è dovuto probabilmente a difetti reticolari, come accade nel salgemma, formatisi per azione delle radiazioni. È fluorescente ai raggi UV in rosso Peso molecolare: 41,99 gm Indice di fermioni: 0 Indice di bosoni: 1 Fotoelettricità: 1,08 barn/cc Pleocroismo: forte E: giallo O: da rosa a carminio scuro Birifrangenza: debole ed anomala
Località di ritrovamento Sulle isole di Los, in Guinea, dove si trova associata ad eucolite e låvenite e anche apofillite; a Lovozero, nel massiccio di Khibin, in Russia, dove forma aggregati di qualche centimetro in un deposito di apatite; tracce se ne trovano anche ad Ilimaussak, in Groenlandia.
In Italia la si rinviene nelle fumarole del Vesuvio.
Note
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