Autore di diffusissime carte geografiche e di atlanti, predominanti e per alcuni periodi unici nel panorama culturale italiano,Cfr. bibliografia. Le carte murali erano presenti in ogni scuola; di atlanti scolastici era obbligatoria l'adozione. seppe coniugare scienza e divulgazione in pubblicazioni innovatrici, che ebbero successo in Italia e all'estero, e contribuì alla diffusione della cultura geografica in ambito mondiale, tanto da essere eletto socio onorario nella American Geographical Society. Fu per lui motivo di orgoglio che le sue carte fisico-politiche della Venezia Giulia fossero strumenti di lavoro alla Conferenza di Parigi per Italia e Jugoslavia in vista dei Trattati di Parigi del 1947.Cfr. . Del resto, due giorni dopo il trattato di Rapallo (1920) aveva pubblicato la carta del nuovo confine orientale dell'Italia (1:500.000).
Biografia I primi anni in Friuli Originario di Brazzano, frazione di Cormons, nel Friuli allora sotto il dominio dell'Impero Austriaco, rimase sempre molto legato alla sua cittadina pur vivendo a Novara. Il piccolo Gigi, primo di tre fratelli, rimase orfano del padre Bartolo (Bartolomeo) a cinque anni. Lo zio Giorgio Visintin,Cfr. Dizionario biografico friulano e Voce Isontina 5, agosto 1989, p. 2. parroco di Muscoli, un paese situato nel comune di Cervignano del Friuli, ed appassionato cultore di musica, si occupò di lui con la sorella Maria, lo tenne presso di sé e si accorse delle sue doti intellettuali. Gli diede aiuti di ogni tipo ed influì sulla sua formazione e sulla sua onestà.
Dopo la scuola preparatoria frequentò dal 1905 al 1912 il liceo-ginnasio statale austriaco di lingua tedesca di Gorizia (Staatsgymnasium).l'insegnamento si svolgeva in tedesco e l'italiano era insegnato come lingua straniera quattro ore settimanali. Claudio Magris, in Un altro mare, ne descrive l'atmosfera di onore e virtù Visse in quegli anni presso lo Knabenseminar e poi, come convittore, presso il collegio salesiano di Gorizia.Per gli studi a Gorizia cfr. .
Studi all'Università di Vienna: musica, storia e geografia Per tre anni, dal 1912 al 1914, visse nel vivace ambiente culturale viennese, e come prima di lui aveva fatto il geografo Giuseppe Dalla Vedova, frequentò l'Università di Vienna.Il suo nome è segnalato fra gli accademici Giuliani di Vienna in I cattolici isontini nel XX secolo dal 18 al 34 di Anna Ascenzi e Roberto Sani, 2005, Political Science, citazione reperibile anche in Google. Abbracciò l'indirizzo storico naturalistico della facoltà di Filosofia: era quella la scuola di Albrecht Penck e di Eduard Brückner.
Poiché gli piaceva comporreAveva composto la barcarola che accompagnava la processione da Grado a Barbana e sapeva suonare pianoforte, violoncello ed organo, scelse i difficili corsi di contrappunto del compositore viennese Herrmann Grädener, ma soprattutto conseguì una specializzazione in storia e geografia.Cfr. in proposito .
Seguì i corsi di storiaCfr. attestati dei tre esami su Europa, rivoluzione francese, Austria. di Heirich Kretschmayr e di August Fournier (lo studioso di Napoleone), i corsiCfr. attestati degli esami di cartografia, geografia generale, geografia fisica, antropogeografia su Africa, Stati Uniti e Germania. di Eugen Oberhummer, studioso di geografia storica e di storia della geografia, e quelliCfr. attestati degli esami di climatologia, geografia della Germania, rapporti fra i continenti, geografia matematica. tenuti dal geografo Eduard Brückner, che influì moltissimo sulla sua formazione.Cfr. ad es. . Non risultano invece esami specifici di geografia economica, ramo nel quale poi eccelseCfr. in occasione della morte; contribuì a ciò la sua prima esperienza di insegnamento. elaborando atlanti economici importanti come lAtlante della produzione e dei commerci o lAtlante agricolo dell'Italia fascista e proseguendo così la tradizione dell'Istituto De Agostini.Atlante di geografia commerciale del Prof. Dott. Guido Assereto "corredato con note illustrative e riveduto da E. Friedrich, Prof. di geografia alla R. Università di Lipsia", Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1908.
Amici e compagni di studi e di interessi culturali Viveva in un appartamento con alcuni colleghi, a cui aveva accettato di preparare i pasti. Furono suoi compagni di studi ed amici il germanista e saggista Ervino Pocardal 1928 al 1930 lavorò nella redazione dell'Istituto Geografico De Agostinicfr. biografia di Pocar di Celso Macor pag. 61, reperibile anche in Google., già compagno di banco a Gorizia e come lui Vorzüglicher (eminentista), e poi studente della facoltà di Filosofia di Vienna, il poeta gradese Biagio Marin, Augusto De Gasperi, fratello di Alcide De Gasperi allora deputato a Vienna. Si trovavano a Vienna in quel periodo uno scultore originario di Brazzano, che lavorava per la corte imperiale ed aiutava i compaesani, Alfonso Canciani, ed il glottologo Carlo Battisti, che insegnava all'Università di Vienna, versatile e ricco di interessi. Pur essendo più anziano del Visintin, gli divenne amico e fu con lui prigioniero in Russia.Cfr. foto a p. 27 in , in cui Battisti è il primo da destra in basso
La prima guerra mondiale Allo scoppio della prima guerra mondiale il 28 luglio 1914 lui, cittadino austriaco, fu arruolato come sottotenente di complemento (Kadett) nell'esercito austro-ungarico.Cfr. la foto in .Durante l'istruzione militare ricevette anche una denuncia, perché aveva suggerito ai soldati, per rinfrancarli da una lunga esercitazione, di marciare al ritmo, di "Su fratelli, su compagni", a suo parere molto adatto alla marcia. L'intelligente ufficiale superiore stracciò la lettera, dopo avergliela fatta leggere per metterlo in guardia dalla malevolenza altrui. Come gli altri italiani sudditi austriaci, (fra cui gli amici Augusto De Gasperi e Carlo Battisti), fu inviato come ufficiale sul fronte russo nell'inferno della Galizia, dove gli imperi centrali furono sconfitti nei primi mesi di guerra. Visintin partecipò alla battaglia di Galizia e rischiò più volte la vita salvandosi fortunosamente dai terribili proiettili shrapnel.sempre ne conservò uno, il cui impatto era stato ammortizzato da un grosso mucchio di letame dietro a cui si era gettato L'Italia del resto faceva parte della Triplice Alleanza (Germania, Austria-Ungheria, Italia) e solo l'anno successivo (Visintin era ormai prigioniero da mesi), dopo il patto di Londra del 26 aprile 1915, entrò in guerra contro l'Austria (24 maggio).
Prigioniero in Russia Venne fatto prigioniero subito all'inizio della guerra con il suo reggimento che era stato circondato dai Cosacchi.Dopo i faticosi spostamenti diurni, aiutato da un commilitone, riuscì a trovare riparo al freddo notturno nel fieno di una legnaia, che dovettero difendere da un alto ufficiale che li voleva cacciare, facendosi forte della posizione sociale e del grado Durante la prigionia studiò il russoEbbe occasione di usarlo una volta a Parigi mentre cercava degli atlanti (quello del 1954 ha molti elementi in comune con gli atlanti De Agostini), ma ottenne solo di spaventare i proprietari della libreria, di origine russa, che lo presero per una spia. ed imparò per passatempo il gioco degli scacchi, ma soprattutto mise a frutto le sue competenze musicali, dirigendo nella Piazza Rossa la banda dei prigionieri da lui creata. Si occupò anche della banda musicale dei vigili del fuoco di Orlov.Cfr. faccia posteriore della .
Dopo un lungo soggiorno nei campi di prigionia di Kirsanov,Cfr. foto di prigionieri a p. 21 in , con Augusto De Gasperi nella seconda fila penultimo a destra, e a p. 27 con Battisti ultimo a destra davanti vicino a Frida dove dovette affrontare problemi di ogni tipo, nell'ottobre 1916 colse l'opportunità di optare per l'Italia e chiese di esservi inviato, riuscendo nel caos generale a far partire anche i due fratelli, Francesco e Antonio, casualmente ritrovati ed a lui inferiori d'età. In particolare riuscì a far imbarcare sul vapore in partenza verso l'Italia,Un quarto scaglione di prigionieri arrivò ad Arcangelo troppo tardi perché i ghiacci avevano chiuso la via del rimpatrio il fratello più piccolo, facendolo passare per suo facchino e nutrendolo poi del suo, in quanto, come tanti altri, era abusivo e non faceva parte del gruppo di cui era il responsabile. Il viaggio si svolse in treno sulla terra russa con partenza da Kirsanov il 15 ottobre, attraverso Jaroslavl' e Vologda fino al porto di Arcangelo, da cui salparono il 30 ottobre per Glasgow (con partenza da Glasgow il 10 novembre), Southampton, Cherbourg, ed infine attraverso la Francia col treno fino a Torino (arrivo il 16 novembre). Il viaggio fu avventuroso per la tempesta e gli attacchi di navi nemiche, ma ben peggiore fu la sorte di coloro che rimasero in Russia e rientrarono attraverso la Siberia e il Pacifico o, in qualche caso, rimasero in Russia.Per gli spostamenti in Russia cfr. . La competenza assunta in questo periodo gli permise la pubblicazione in Italia della prima carta della Russia.
La laurea a Torino Giunto a Torino il 16 novembre 1916, vi riunì i fratelli e la madre Benvenuta Culvan. Trovato un impiego, si laureò a tempo di record in Lettere e Filosofia il 30 aprile 1918 con una tesi sulla carta geografica di Paolo dal Pozzo Toscanelli,Questione allora attuale perchè nel Congresso Geografico di Roma del 1913 ne aveva trattato Hermann Wagner, maestro tedesco autorevolissimo ed autore di un libro in proposito che ne sosteneva l'autenticità, cfr. Atti del Congresso, p. CLXX. dopo di aver recuperato i certificati della precedente carriera universitaria ed aver dato anche buona parte degli esami sulle materie apprese a ViennaCfr. .. Aveva avuto anche qui buoni professori, come Lionello Venturi in Storia dell'arte. Si dedicò all'insegnamento nellIstituto Superiore di Commercio Paolo Boselli di Chieri e fu assistente volontario all'Università di Torino del geografo Cosimo Bertacchi.su Cosimo Bertacchi si può vedere Piccola storia di vita vissuta di Amalia Bertacchi, ed. L'Impronta, Torino, 1936., che ne apprezzò le doti e la competenza e lo segnalò all'Istituto Geografico De Agostini, che si era affermato per la pubblicazione di svariati atlanticompreso lAtlante della nostra guerra del 1916 (tavole di Achille Dardano e testo di Luigi Filippo De Magistris) sugli scacchieri della prima guerra mondiale, dotato di interessanti fotografie L'attività dell'Istituto era in declino per motivi economici tanto che cambiò proprietà nel novembre-dicembre 1919.
Alla direzione scientifica dell'Istituto Geografico di Novara Il prof. Luigi Visintin, reduce a stento dall'influenza spagnola, era stato assunto dal 1º maggio 1919, e prese servizio il 2 maggio come segretario di Direzione, addetto alla revisione scientifica ed all'aggiornamento delle opere dell'Istituto e redattore della rivista La geografia. Già nel 1920, previo esame da parte di una commissione, assunse la direzione scientifica dell'Istituto al posto di Luigi Filippo De Magistris,Nominato all'Università, titolare a Milano e docente alla Bocconi. a sua volta succeduto a Giovanni De Agostini. Nel 1922 anche Achille Dardano lasciò il De Agostini,Fu assunto al Ministero delle colonie. dopo di che Visintin si trovò solo. Egli seppe far proseguire anche quella scuola interna di cartografia che raggiunse notorietà mondiale. Non c'erano in Italia scuole di cartografia, tranne quella dell'I.G.M. Chi usciva dalla scuola o rimaneva al De Agostini o veniva assunto nei Comuni, da geometri o ingegneri, da altre aziende cartografiche, es. TCI e . e promosse durante il suo mandato l'editoria cartografica a Novara. Curò fin dall'inizio una serie di opere.