È stato attivo tra Stati Uniti e Giappone prevalentemente durante gli anni ottanta e novanta, quando combatteva nelle federazioni New Japan Pro-Wrestling, World Championship Wrestling, World Wrestling Federation e All Japan Pro Wrestling. Specializzato principalmente nel ruolo di monster heel, in alcune fasi della carriera ha anche combattuto come face.
Soprannominato "The Mastodon", era un peso massimo dalla mole imponente ma dotato di qualità atletiche, che gli consentivano di eseguire frequentemente sia manovre aeree come il Vadersault che prese di potenza.
Tra i tanti titoli vinti spiccano tre WCW World Heavyweight Championship, tre IWGP Heavyweight Championship e un WCW United States Heavyweight Championship. Anche se non ha mai detenuto il WWF Championship, ha combattuto in molti main event sia in pay-per-view che in show televisivi che lo avevano in palio.
Le riviste specializzate Wrestling Observer Newsletter e Pro Wrestling Illustrated lo hanno nominato "Wrestler of the Year" nel 1993 e nel 1996, ed è stato anche inserito nella Wrestling Observer Newsletter Hall of Fame. Nel 2022 è stato inserito postumo nella WWE Hall of Fame.
Football americano Durante il periodo delle scuole superiori giocò a football americano come linea offensiva e vista la promettente carriera, decise di iscriversi alla University of Colorado (dopo essere stato cercato da più di venti altre università) per cercare di intraprendere la carriera da professionista. Nel 1978 venne scelto dai Los Angeles Rams nel terzo round del Draft NFL, ma poco tempo dopo, nel maggio del 1978, un serio infortunio ad una gamba mise fine alla sua carriera.Los Angeles Rams 1980 Media Guide, p. 63. Iniziò quindi a lavorare come agente immobiliare.
Carriera nel wrestling American Wrestling Association (1985–1987) Mentre si allenava in palestra venne avvicinato da un uomo che si ricordava di lui ai tempi del football al college e che gli suggerì, data la sua imponente stazza, di provare a diventare un lottatore di wrestling. Allenato da Brad Rheingans, ebbe la sua prima occasione di rilievo in ambito nazionale nella American Wrestling Association. Combatteva con il ring name "Baby Bull", in seguito cambiato in "Bull Power". Durante questo periodo fece esperienza ed affinò le sue abilità sul ring. Lottò anche un match contro Stan Hansen per l'AWA World Heavyweight Championship.
New Japan Pro Wrestling (1987–1992) Dopo aver lottato nella All Japan Pro Wrestling e visti i buoni risultati, Giant Baba gli offrì un contratto con la New Japan Pro-Wrestling nel 1987. White cambiò nuovamente ring name, passando a Big Van Vader, nome ideato da Antonio Inoki, proprietario della federazione, e iniziò ad indossare una maschera. La sua nuova identità venne studiata da Inoki basandosi sulla figura mitica del forte omonimo guerriero presente nel folklore giapponese. Venne presentato come nuovo membro della stable "Takeshi Puroresu Gundan" diretta dal manager Takeshi Kitano, e White faceva la sua minacciosa entrata indossando un grosso ed ingombrante copricapo-maschera di colore nero che sputava fumo ai lati della testa. Dopo un match nel quale Riki Chōshū aveva affrontato Inoki, perdendo, Big Van Vader chiese di avere un incontro con Inoki alle stesse regole, da cui uscì vittorioso. Questo portò alle forti proteste del pubblico favorevole ad Inoki, risultanti nell'interdizione della New Japan dalla Sumo Hall fino al 1989 a causa dei disordini accaduti.
Dopo aver vinto la finale di un torneo ad otto partecipanti contro Shinya Hashimoto, vinse l'IWGP Heavyweight Championship. Il 25 maggio, un mese dopo essere diventato campione, perse la cintura in favore di Salman Hashimikov. Il 10 agosto rivinse per la seconda volta il titolo e poco tempo dopo, partì per l'Europa, dove lottò sotto il vecchio nome "Bull Power" contro Otto Wanz e vinse anche il CWA World Heavyweight Championship. Continuò a combattere tra Giappone ed Europa, difendendo con successo i due titoli.
Nel novembre 1989, andò in Messico e lottò contro El Canek nella Universal Wrestling Association in un match valido per l'UWA World Heavyweight Championship. Sconfisse anche Canek, guadagnandosi così il terzo titolo detenendolo per circa un anno.
Nel febbraio 1990, lottò contro Stan Hansen durante un evento che contrapponeva i wrestler della All Japan Pro Wrestling contro quelli della New Japan Pro-Wrestling. L'incontro tra i due fu molto violento e Vader si infortunò seriamente ad un occhio (il bulbo oculare gli uscì dall'orbita) ma riuscì comunque a prevalere. I suoi ripetuti successi generarono una certa attenzione nei suoi riguardi da parte della World Championship Wrestling, che lo convinse a lavorare per loro anche se era ancora attivo come IWGP Heavyweight Champion.
Il suo primo match in WCW ebbe luogo il 7 luglio 1990 a The Great American Bash, dove sconfisse "Z-Man" Tom Zenk in due minuti. Allo stesso tempo, iniziò una faida con Stan Hansen nella All Japan Pro Wrestling. Circa due settimane dopo, andò in Europa e sconfisse Rambo nella finale di un torneo indetto per l'assegnazione del vacante CWA World Heavyweight Championship. Nel gennaio 1991, sconfisse Tatsumi Fujinami e diventò IWGP Heavyweight Champion per la terza volta. Il regno da campione però durò poco, in quanto il 4 marzo perse la cintura in un rematch contro Fujinami. Poi Rambo gli strappò anche il titolo CWA World Heavyweight Championship il 6 luglio 1991. A quel puntò firmò un contratto con la World Championship Wrestling.
Il 1º marzo 1992 insieme a Bam Bam Bigelow vinse l'IWGP Tag Team Championship battendo Hiroshi Hase e Keiji Muto. A maggio si scontrò con The Great Muta, e si infortunò realmente ad un ginocchio. L'infortunio fu la causa primaria per la quale Vader e Bigelow persero i titoli di coppia in favore degli Steiner Brothers dopo averli detenuti per quattro mesi.
World Championship Wrestling (1990–1995) Faida con Sting (1992–1993) Vader combatteva già nella World Championship Wrestling dal 1990, ma solamente nel 1992 a tempo pieno. Quando diventò a tutti gli effetti un wrestler WCW, a Vader venne affiancato come manager il veterano pluricampione Harley Race, e il 12 aprile 1992 ricevette un match per il WCW World Heavyweight Championship detenuto da Sting. Il match fu molto violento (Sting si ruppe realmente due costole e si incrinò lo sterno), il campione riuscì a mantenere il titolo. Successivamente iniziò una faida con Nikita Koloff mentre Sting si riprendeva dall'infortunio e una volta rientrato, il 12 luglio ci fu il rematch a Great American Bash, dove Vader riuscì a conquistare il titolo. Il regno da campione durò però poco tempo, infatti un secondo infortunio al ginocchio lo costrinse a cedere il titolo a Ron Simmons, sostituto di Sting per il match, che era stato attaccato da Jake "The Snake" Roberts poche ore prima dell'incontro.Foley, p. 225. Dopo Clash of the Champions 1992, si sottopose ad un intervento chirurgico per risolvere i problemi al ginocchio.
In seguito al suo ritorno avvenuto a Halloween Havoc 1992, oltre a porre fine alla carriera di Nikita Koloff costringendolo al ritiro per infortunio, Vader spezzò accidentalmente la schiena del jobber Joe Thurman, paralizzandolo per alcune ore.Foley, p. 3. A Starrcade, perse contro Sting nella finale del torneo "King of Cable". Due giorni dopo, sconfisse Ron Simmons riguadagnando il WCW World Heavyweight Championship, che perse l'11 marzo 1993 contro Sting a Londra. Sei giorni dopo, rivinse la cintura in un rematch svoltosi a Dublino, in Irlanda. Nelle settimane successive, difese con successo il titolo contro Davey Boy Smith, ancora Sting e Dustin Rhodes.
A fine febbraio 1993 firmò un contratto per otto incontri con la Union of Wrestling Force International, dove lottò con il nome di Super Vader per problemi di copyright sul nome. A partire dal settembre 1993, si fece chiamare solamente Vader invece di "Big Van Vader" poiché il copyright del nome era ancora di proprietà di Inoki. Lavorò con la UWF per circa due anni e vinse anche il titolo massimo, ma presto uscì dalla federazione per motivi finanziari.
Faida con Cactus Jack (1993–1994) Il 17 aprile 1993, Cactus Jack lo sconfisse per count out in un match durante WCW Saturday Night.Foley, p. 239–241. Foley si ruppe il naso ed ebbe bisogno di diciassette punti di sutura dopo l'incontro. Il match venne pesantemente tagliato per la messa in onda, dato che la WCW non voleva mostrare immagini troppo violente. Nel rematch datato 24 aprile, Vader eseguì una violenta powerbomb su Cactus Jack fuori dal ring, causandogli una temporanea perdita di sensibilità alla mano e al piede sinistro.Foley, p. 243–244. Dopo la faida con Cactus Jack, si trovò ad affrontare Davey Boy Smith arrivato da poco dalla World Wrestling Federation. I due si scontrarono a Slamboree 1993 in un match per il titolo che Vader perse solo per squalifica mantenendo così la cintura. In seguito Vader e Sid Vicious unirono le loro forze in un team chiamato "The Masters of the Powerbomb" e a luglio lottarono diversi incontri contro Smith e Sting. Cactus Jack ritornò per affrontarlo nuovamente a Halloween Havoc 1993 in un Texas death match, ma fu Vader a vincere grazie all'interferenza di Harley Race.Foley, p. 265.
I due si riaffrontarono il 16 marzo 1994 a Monaco di Baviera, match in cui Foley perse gran parte dell'orecchio destro; la testa di Foley rimase intrappolata nelle corde del ring, le quali, che erano state tese eccessivamente, gli strapparono via parte del padiglione auricolare.Foley, p. 6–9.
Faida con Ric Flair (1994–1995) Il successivo avversario che si trovò di fronte fu Ric Flair, il quale riuscì a strappargli il titolo. I due continuarono a scontrarsi fino a SuperBrawl IV, dove Flair sconfisse ancora una volta Vader, questa volta in uno steel cage match.
Altre importanti faide dell'epoca furono quelli con The Boss, di nuovo Sting, Dustin Rhodes e "Hacksaw" Jim Duggan, a cui Vader strappò il WCW United States Heavyweight Championship.
Nel gennaio del 1995, affrontò l'allora nuovo WCW World Heavyweight Champion, Hulk Hogan, recentemente passato dalla WWF alla WCW. I due si incontrarono a SuperBrawl V, ma il match si risolse in un nulla di fatto a causa di un'interferenza di Ric Flair. Anche un secondo confronto ebbe il medesimo epilogo.
Il 25 marzo 1995, fu privato dal commissioner Nick Bockwinkel del WCW United States Heavyweight Championship, a causa del brutale pestaggio ai danni di Dave Sullivan. Successivamente ebbe una seconda opportunità di vincere il titolo del mondo da Hogan a Bash at the Beach 1995 in un match nella gabbia, ma perse nuovamente. Ricominciò quindi la faida con Flair, basato sulla sua frustrazione per le ripetute interferenze da parte di questi nei suoi match per il titolo contro Hogan che avevano causato la sua squalifica. A Clash of the Champions XXXI, si prese la sua rivincita, sconfiggendo Flair e Arn Anderson in un handicap match. Poco dopo Vader venne licenziato dalla WCW dopo il suo coinvolgimento in una vera rissa con Paul Orndorff negli spogliatoi.
Ritorno nella New Japan Pro Wrestling (1996) Il 4 gennaio 1996 a Wrestling World, affrontò l'uomo che otto anni prima aveva lanciato la sua carriera e del quale aveva interrotto la striscia positiva di quattro anni di vittorie consecutive: Antonio Inoki. Inoki aveva cinquant'anni all'epoca, ma il match durò comunque circa 14 minuti prima di terminare con il giapponese vincitore.
World Wrestling Federation (1996–1998) Camp Cornette (1996)