La carica di Pickett () è l'attacco finale delle fanterie confederate contro le linee dell'Unione il terzo giorno della battaglia di Gettysburg, durante la guerra civile americana. L'attacco frontale, sferrato nel primo pomeriggio del 3 luglio 1863 contro le posizioni nordiste schierate sul leggero pendio della Cemetery Ridge, non venne in realtà condotto dalla sola divisione virginiana comandata dal generale George Pickett, ma anche da numerose altre brigate appartenenti alle divisioni dei generali Henry Heth e William Dorsey Pender (guidate al momento dai generali James Johnston Pettigrew e Isaac Ridgeway Trimble), anche se furono effettivamente i virginiani del generale Pickett che riuscirono a raggiungere le linee federali e ad intaccarle parzialmente, prima di essere respinte con perdite gravissimeC. Smith, Gettysburg 1863, pp. 93-104..

La disperata carica frontale allo scoperto, condotta con grande determinazione e spirito di sacrificio dalla fanteria confederata si concluse con un totale fallimento e con perdite catastrofiche, pregiudicando definitivamente l'esito della battaglia per l'Armata Confederata della Virginia Settentrionale del generale Robert Edward Lee, ma rimane un esempio epico ormai quasi leggendario del valore e del coraggio dei confederati durante la guerra civileR. Luraghi, Storia della guerra civile americana, pp. 864-870..

Il terzo giorno a Gettysburg Situazione tattica e decisioni del generale Lee Gli aspri combattimenti del 2 luglio 1863 si erano conclusi senza risultati decisivi e con pesanti perdite per entrambe le parti; nonostante una serie di violenti attacchi i reparti confederati dell'Armata della Virginia Settentrionale non erano riusciti neppure in questa seconda giornata di battaglia ad ottenere un successo definitivo. Le perdite tra alcune divisioni scelte dell'armata del generale Lee erano state molto elevate; anche molti ufficiali che spesso avevano diretto dalla prima linea gli attacchi erano caduti. Il generale John Bell Hood e il generale William Dorsey Pender, comandanti di due divisioni rispettivamente del I e del III corpo d'armata confederato, erano stati gravemente feriti, il secondo ufficiale sarebbe morto nei giorni seguenti; i generali di brigata Barksdale, Semmes e Avery erano morti, i generali di brigata J.M. Jones e G.T. Anderson erano seriamente feritiD.S. Freeman, R.E. Lee. A biography, vol. III, pp. 102-103..

Il piano del generale Lee nel complesso era fallito: soprattutto a causa di errori di esecuzione e dello scarso coordinamento degli attacchi, l'assalto confederato non era riuscito a superare la resistenza delle truppe federali che pur a costo di gravi perdite erano riuscite a mantenere il possesso delle posizioni più importanti. Le divisioni del generale Hood e del generale Lafayette McLaws avevano guadagnato terreno, ma l'altura più importante sul fianco sinistro dell'Armata del Potomac, il Little Round Top, non era stata conquistata; al centro le brigate dei generali Ambrose Wright e Cadmus Wilcox avevano raggiunto le linee federali, ma erano state respinte dal Cemetery Ridge. Sul fianco sinistro dell'Armata della Virginia Settentrionale, il generale Jubal Early era quasi riuscito a conquistare Cemetery Hill ma a causa del mancato sostegno delle truppe del II corpo d'armata del generale Richard Ewell anche questa occasione era andata perdutaD.S. Freeman, R.E. Lee. A biography, vol. III, pp. 101-103..

Nonostante questi insuccessi e l'evidente solidità delle linee federali ancorate sulle due ali alle alture del Little Round Top e di Cemetery Hill, il generale Lee rimaneva fiducioso di poter ancora raggiungere una vittoria decisiva. Egli sapeva che, nonostante le gravi perdite, il morale della sua armata era ancora molto alto; Lee aveva piena fiducia nella combattività dei suoi soldati e riteneva possibile sferrare un ultimo attacco generale, possibilmente meglio coordinato nello spazio e nel tempo, e sfondare le linee del nemico. Inoltre il generale confederato valutava positivamente i risultati tattici già raggiunti. Dalle posizioni conquistate sul fianco destro nemico e soprattutto al centro lungo la Emmitsburg Road e il cosiddetto "frutteto di peschi", le sue truppe avrebbero potuto schierarsi e ritentare un attacco. Le possibilità di successo apparivano buone soprattutto al centro sul Cemetery Ridge dove in precedenza il generale Wright aveva quasi sfondato le linee federaliD.S. Freeman, R.E. Lee. A biography, vol. III, pp. 103-105..

Il generale Lee riteneva di avere ancora forze sufficienti per combattere un terzo giorno a Gettysburg, nonostante le perdite subite; nel pomeriggio era arrivata sul campo di battaglia la divisione virginiana del generale George Pickett e il comandante dell'Armata della Virginia Settentrionale intendeva impegnarla dopo un breve riposo il mattino successivo. Altri reparti erano ancora in piena efficienza e relativamente freschi: le divisioni dei generali Edward Johnson e Pender, parte della divisione del generale Jubal A. Early, le brigate dei generali Mahone e Posey. Erano attese inoltre altre due brigate di cavalleriaD.S. Freeman, R.E. Lee. A biography, vol. III, p. 105..

Il generale Lee quindi decise che il 3 luglio 1863 la sua armata avrebbe sferrato nuovi attacchi sperando finalmente di mettere in rotta il nemico e aprirsi la strada per Philadelphia. Nella serata inviò i primi ordini generali di attacco sia al generale Ewell che al generale James Longstreet; quest'ultimo al termine della giornata del 2 luglio non si era recato al quartier generale dell'armata a conferire con il comandante in capo ma si era limitato ad inviare un resoconto scritto; gli ammetteva che i suoi attacchi non avevano raggiunto il successo atteso. Nelle sue memorie il presidente Jefferson Davis ha criticato la decisione del generale Lee di rimanere e combattere il terzo giorno a Gettysburg ed ha affermato che l'esercito sudista avrebbe dovuto invece ritirarsi dopo il secondo giornoD.S. Freeman, R.E. Lee. A biography, vol. III, pp. 105-106..

Nel primo mattino del 3 luglio 1863 il generale Lee si recò con il suo stato maggiore al quartier generale del I corpo d'armata del generale Longstreet; egli fu sorpreso di non vedere preparativi per l'attacco che egli intendeva sferrare al più presto; non c'era segno neppure della divisione del generale Pickett che egli avrebbe voluto fosse già schierata lungo la Chambersburg RoadD.S. Freeman, R.E. Lee. A biography, vol. III, p. 107.. Il generale Longstreet accolse il comandante in capo al suo quartier generale; egli aveva preferito non eseguire subito gli ordini. Il generale espresse subito forti obiezioni al piano d'attacco. Il comandante del I corpo propose di rinunciare a rinnovare gli attacchi frontali ed invece organizzare in alternativa un vasto movimento aggirante sul fianco sinistro dell'Armata del Potomac che egli, dopo aver fatto esplorare il terreno dalle sue avanguardie, riteneva vulnerabile. Il generale Lee ascoltò con calma, senza dare segno di irritazione, le critiche del suo subordinato ma respinse il piano propostogli ribadendo che il nemico andava attaccato sul terreno dove era schierato e confermando che al più presto le tre divisioni raggruppate del I corpo d'armata, quelle dei generali Hood, McLaws e Pickett, avrebbero dovuto assaltare le linee dell'Unione nel settore di centrosinistra del fronte.

Il generale Longstreet era profondamente pessimista; a suo parere un simile attacco frontale sarebbe fallito, sulla base della sua lunga esperienza di guerra egli riteneva che neppure soldati avrebbero potuto sfondare le linee federali sulle creste. Inoltre egli informò il generale Lee che le divisioni dei generali Hood e McLaws erano indebolite dalle perdite e fronteggiavano un nemico potente, esse non erano in grado di attaccare e, se si fossero sganciate per rischierarsi più a nord, i federali avrebbero potuto minacciare il fianco destro dei confederatiD.S. Freeman, R.E. Lee. A biography, vol. III, pp. 107-108.. Il generale Lee non fu scosso dalle argomentazioni del comandante del I corpo; egli continuava a ritenere che un attacco in forze avrebbe potuto avere successo; estremamente sicuro del valore e della combattività dei suoi soldati che egli riteneva quasi invincibili, era fiducioso. Tuttavia accolse una parte degli argomenti del generale Longstreet; se le divisioni dei generali Hood e McLaws erano troppo deboli, esse sarebbero rimaste sulla difensiva, mentre l'attacco sarebbe stato spostato verso il centro delle linee federali aggregando alla divisione fresca del generale Pickett le quattro brigate della divisione del generale Heth e due brigate della divisione del generale PenderD.S. Freeman, R.E. Lee. A biography, vol. III, pp. 108-109.. Queste due ultime divisioni dipendevano dal III corpo d'armata del generale Ambrose Powell Hill ed erano state duramente impegnate negli scontri del primo giorno; entrambi i comandanti erano stati seriamente feriti e ora le due unità erano guidate dai generali James Johnston Pettigrew e Isaac Trimble.

Il generale Longstreet non condivideva l'ottimismo del generale Lee; egli, depresso e sfiduciato, fu amareggiato per la decisione del comandante in capo di rinunciare definitivamente a manovrare per costringere il nemico ad uscire dalle sue posizioni e spingerlo ad attaccareD.S. Freeman, R.E. Lee. A biography, vol. III, p. 109.. Nonostante l'atteggiamento ostruzionistico e la scarsa convinzione del suo principale subordinato, il generale Lee decise ugualmente di affidare al generale Longstreet il comando diretto delle tre divisioni assegnate per l'attacco. Secondo lo scrittore Edward Stackpole il generale Lee avrebbe invece dovuto sostituire il generale Longstreet e assumere strettamente la direzione delle operazioni; le sue carenze di controllo e insufficiente autorità consentirono ai suoi subordinati di portare avanti i piani con scarsa energia, poca convinzione e mediocre coordinazioneE.J. Stackpole, They met at Gettysburg, pp. 247-248..

L'Armata del Potomac

L'Armata del Potomac aveva subito pesanti perdite nei combattimenti del 2 luglio, ma era riuscita a evitare la sconfitta e aveva mantenuto il possesso delle posizioni tattiche più importanti. Nonostante la dura pressione, le truppe federali avevano combattuto bene e apparivano ancora combattive e fiduciose di poter respingere eventuali altri attacchi sfruttando anche la solidità delle loro difese sulle altureE.J. Stockpole, They met at Gettysburg, p. 229.. Inoltre con il trascorrere del tempo l'armata si rafforzava numericamente grazie all'arrivo dei corpi d'armata più lontani che, assenti l'1 e il 2 luglio, stavano arrivando progressivamente sul campo di battaglia, nella giornata del 2 luglio erano finalmente giunti anche il V corpo del generale George Sykes, il VI corpo del generale John Sedgwick e le due divisioni di cavalleria dei generali Gregg e Kilpatrick; infine era arrivata al mattino del 2 luglio la potente riserva d'artiglieria al comando dell'abile generale Henry Jackson HuntE.J. Stockpole, They met at Gettysburg, p. 117..

Il generale George Gordon Meade, comandante in capo dell'Armata del Potomac, era arrivato sul campo di battaglia nella notte del 1º luglio ed aveva condotto la battaglia difensiva del 2 luglio con qualche difficoltà ma riuscendo a mantenere la coesione del suo schieramento; alla fine del secondo giorno egli, calmo e riflessivo, era fiducioso di poter affrontare con successo un terzo giorno di battaglia. Il comandante in capo intendeva rimanere ancora sulla difensiva e riteneva di aver compreso gli intendimenti tattici del suo avversario. Al generale John Gibbon, comandante di una delle divisioni del II corpo d'armata del generale Winfield Scott Hancock, schierato sulla Cemetery Ridge, egli disse che se il generale Lee avesse attaccato il 3 luglio, avrebbe sferrato l'assalto contro le sue truppe al centro delle linee dell'UnioneE.J. Stockpole, They met at Gettysburg, pp. 225 e 229..