Pëtr Il'ič Čajkovskij nella letteratura e nel cinema, come per altri artisti, è rappresentato in modalità di natura differente: dalla biografia più o meno in senso tradizionale (ma "diversa" a seconda dell'epoca in cui è stata stilata), alla biografia-romanzata o romanzo-biografico talora (come nel caso di quello di , Sinfonia Patetica), al saggio-biografico, allo studio "scientifico" ed analitico.

Biografie ed opere affini. Saggi

Un saggio autobiografico scritto in francese dal compositore stesso nell'estate del 1889, su richiesta del musicista e critico tedesco Otto Neitzel (1852-1920), venne pubblicato l'anno seguente in traduzione tedesca a Breslavia sulla rivista Nord und Süd. Questo testo (un autentico "anticipo" assoluto su ogni altro scritto biografico attorno a Čajkovskij) è incorporato in un più ampio articolo di Neitzel sulla musica russa, con ampie annotazioni e commenti, anche sul "collega". L'autografo è andato venduto ad un collezionista privato, in un'asta del 1961 a Monaco di Baviera e non si conosce la sua attuale collocazione.

Successivamente alla morte del musicista apparvero articoli, scritti sparsi ancora rintracciabili nelle più accurate bibliografie su Čajkovskij, ma di rilievo marginale. Il critico musicale Nikolaj Dmitrievič Kaškin (1839-1920), amico del musicista, scrisse un volume di "Ricordi", Vospominanija o P.I.Čajkovskom, Moskva, 1896 ripubblicato ancora nel 1924 a Pietrogrado a cura di Igor Glebov.

Un autentico precursore occidentale degli esegeti sulla musica slava e su Čajkovskij, fu Rosa Newmarch, che attinse da fonti contemporanee russe per i propri scritti. In tal guisa scrisse uno dei primi saggi-biografici su di lui usciti in Occidente all'inizio del secolo XX, ma suoi primi contributi datano già dal 1897.

Tuttavia la prima opera biografica di vero riferimento è quella dovuta al fratello del musicista, Modest, uscita in tre volumi tra il 1900 e 1902 e presto tradotta in tedesco (ma con tagli, 2 volumi). Essa ebbe nel 1905 a cura della Newmarch, una diffusa versione inglese, benché ridotta e inaccurata. Nella sua prefazione la Newmarch illustra tuttavia i motivi della propria edizione "abbreviata" (questa versione è apparsa in ristampa negli USA ancora nel 2004).. Anche per il testo di Modest (si intende la versione inglese 1905) può essere letto direttamente "on line" come per quello della Newmarch del 1900, nel medesimo sito.

Nonostante la sua parzialità e su alcuni essenziali aspetti pure ingannevole. (è stato ipotizzato un amore-odio-gelosia del fratello minore verso il più noto artista, cfr. bibliografia anglosassone in "Tchaikovsky Research"), il libro, come è facile intuire, divenne una fonte basilare per tutta la successiva letteratura specifica su Čajkovskij, arrivando da una persona peraltro tanto vicina al musicista. Di conseguenza ad essa si son sempre in un modo o nell'altro rifatti negli anni seguenti, i vari biografi sino ad oggi. La ripetizione di avvenimenti della vita del musicista che si riscontra tra opere diverse e successive, è dovuta sia a questo primo riferimento di Modest Il'ič Čajkovskij, sia al naturale "travaso" di notizie da un'opera ad un'altra.

Va rammentato che abbastanza presto vennero stampati i "Diari"I "Diari" scritti dal musicista coprono diversi anni a partire dal 1858 al 1891. L'edizione occidentale in lingua inglese del 1945, poi ristampata (vedi "Bibliografia" della presente voce, al nome del curatore Lakond), raggruppa di fatto 10 diari, pur numerandone 11, ma si deve tener presente che risulta perduto quello del 1882. Inoltre è andato distrutto accidentalmente quello del periodo 1858-9 ().Il cosiddetto "Diario della mia tournée 1888", è in realtà un articolo in forma di cronaca-diario, scritto nell'aprile di quell'anno relativamente al primo giro concertistico in Europa occidentale come direttore di proprie opere, basandosi sul diario privato corrispondente. Incompiuto, consta di 14 capitoli e venne pubblicato parzialmente dal fratello Modest nel 1894. Si veda: . del compositore, nonché parti della sua enorme corrispondenza con persone diverse; tali pubblicazioni si sono succedute nel tempo con edizioni e versioni variate, tagliate, censurate, commentate, a sé stanti o incorporate in opera maggiore e questo sino ai giorni nostri. Peraltro parte della corrispondenza risulta esser andata perduta o distrutta da familiari del musicista o dei von Meck (questi per quanto riguardava le loro proprie famiglie)Anche in e . Tali "ammanchi" sono negati dallo specialista Brett LangstonVedi nel Forum del "Tchaikovsky Research" questa discussione: http://www.tchaikovsky-research.net/en/forum/forum0017.html.Sul sito inglese "Tchaikovsky Research" si trova un catalogo della corrispondenza generale, con rinvii interni al sito stesso e molti dettagli. Si tenga peraltro presente che del musicista esiste la cosiddetta Opera Omnia, pubblicata a Mosca e Leningrado dal 1940 in poi, contenente oltre la musica, i lavori letterari e la corrispondenza (questi ultimi dal 1953, 17 voll.).Riferimenti bibliografici sull'Opera Omnia (musica, lavori letterari e corrispondenza in . Comunque l'Opera Omnia nella sua prima edizione si compone così: 63 voll. per i lavori musicali (editi dal 1940 al 1990; 4 voll. per i lavori letterari (editi dal 1953 in poi), 13 voll. per la sola corrispondenza (dal 1958). La parte "letteraria/corrispondenza" è terminata nel 1981 (cfr. anche Orlova, Casini/Delogu, Tammaro, vedi Bibliografia).Scrive lo specialista Brett Langston: "[...]Tchaikovsky did leave a will, in which his brother Modest was named as an executor. Modest had no reservations about publishing hundreds of the composer's letters in his own biography (1900–02), since at the time it was common practice for letters from any famous people to be published after their deaths — not just in Russia, but worldwide. Modest sought to obtain the originals (or at least copies) of all his brother's letters, for preservation and study at the museum he founded at Klin.

Tchaikovsky's letters to Nadezhda von Meck eventually ended up in the custody of his niece Anna, who was the wife of his benefactress's son Nikolai von Meck. When the latter was arrested and executed by the Soviet authorities in 1929, many of the original letters were smuggled out of Russia by Anna; however, handwritten copies had already been deposited in the museum at Klin (now run by the Soviet authorities) and these formed the basis for the first complete published edition of Tchaikovsky's correspondence with Nadezhda von Meck, edited by Vladimir Zhdanov and Nikolai Zhegin, and published in 3 volumes between 1934 and 1936. These were reprinted in the 1970s and 1980s in the "complete" collected edition of Tchaikovsky's correspondence (running to over 5,000 letters to hundreds of persons).

Anna's daughter Galina von Meck translated many (but not all) of the letters between her grandmother and Tchaikovsky into English, in the collection "To My Best Friend...", in: .

In tempi recenti sono del resto apparse opere biografiche e studi che hanno lavorato non tanto e solo sulla vecchia bibliografia preesistente, ma su nuovi documenti ignorati, scritti che, per loro stessa esplicita scelta "editoriale", hanno contribuito ad aumentare la già fitta mole di riflessioni attorno alla vita e all'opera di questo musicista, specie con il ricorso a ricerche particolari (contributi in tal senso sono e continuano nella letteratura in lingua inglese).

Una particolare ed interessante biografia (1936, trad. it. 1993) scritta su Čajkovskij è quella realizzata da Nina N. Berberova, maggiormente orientata all'approfondimento psicologico della personalità del musicista che all'analisi della sua produzione artistica, dall'evocativo titolo Il ragazzo di vetroIl titolo originale del libro tuttavia suona in italiano: "Čajkovskij: storia di una vita solitaria", vedi Bibliografia., come era solita chiamarlo l'adorata governante Fanny.L'appellativo ricorre in tutta la bibliografia čajkovskijana, ad esempio in , dove si riporta un passo dei ricordi di Fanny DürbachIl tanto citato dai biografi appellativo di "bambino di vetro", dal ricordo della governante Fanny Dürbach, è stato altrettanto significativamente reso dalla studiosa Alexandra Orlova, (1990, op. cit., vedi Bibliografia) che a pag. 4 testualmente fa dire: «Era come una pianta di serra». Tuttavia la governante era franco-svizzera, come la madre del musicista era di origine francese e questa lingua (corrente nella borghesia russa dell'Ottocento e lingua ufficiale della corte imperiale), usata pienamente nella famiglia di Čajkovskij. Da qui, nella bibliografia in lingua francese: "enfant de verre", tradotto ovviamente in italiano con "bambino di vetro".

In tale scritto l'autrice tratteggia un vivido ritratto dell'artista partendo dalla fragilità giovanile del ragazzo, morbosamente legato alla madre. La Berberova (vedi la sua prefazione all'edizione del 1987) può vantare l'utilizzo di testimonianze dirette di personaggi che avvicinarono Čajkovskij, ancora in vita all'epoca in cui compilò il suo libro. Attraverso gli anni dell'adolescenza, segnati da turbamenti e legami con compagni di conservatorio, si arriva al profondo legame affettivo con il nipote Davydov, cui sarà tra l'altro dedicata l'ultima opera, quella sesta sinfonia che può senza dubbio essere considerata lo struggente lascito spirituale di Čajkovskij. Nella sua ricostruzione la Berberova smentisce categoricamente l'ipotesi del suicidio "imposto" avvalorando quella della morte accidentale dovuta all'ingerimento di acqua contaminata, in un tempo in cui la Russia era devastata dal colera, assunta quasi con colpevole, rassegnata e consapevole leggerezza in una cena conviviale.Per inciso si può ricordare che il regista Ken Russell nel suo film sul musicista (L'altra faccia dell'amore, vedi oltre) si conforma a quest'ultima, "ufficiale" versione, in ossequio alle proprie fonti bibliografiche seguite (vedi sezione "Film e documentari televisivi".

Vi sono moltissime altre opere biografiche e studi (ma relativamente pochi in lingua italiana, originali o tradotti essi siano) che possono essere di valido riferimento. Alcuni, pur interessanti, sono stati superati dal tempo o risultano datati, anche se non privi di apporti che per l'epoca in cui vennero scritti, vanno notevolmente considerati. È il caso del volume italiano di Mary Tibaldi-ChiesaCiaikovsky, 1943 o quello in lingua tedesca di Kurt von Wolfurt Tschaikovski, 1952; trad. it.: Ciaikovski, 1961.

Va citato un saggio del francese Michel Rotislav Hofmann (probabilmente il maggiore esperto occidentale ai suoi tempi di musica russa), Tchaïkovski, 1959 e l'altrettanto di assoluto riferimento dell'inglese John Warrack Tchaikovsky, 1973, il cui autore è tuttora ritenuto un'autorevole fonte proprio sul musicista russo.

Ricchissimo il volume di Alexandra Orlova Tchaikovsky. A self-portrait, 1990; trad. it: Čajkovskij. Un autoritratto, 1990; la musicologa fu responsabile per certo periodo di una sezione dell'archivio della casa-museo a Klin, dove visse il musicista e che ha conservato epistolari riservati e quindi non accessibili normalmente.