Per microfinanza ci si riferisce a quei prodotti e servizi finanziari offerti da istituti bancari specializzati a clienti reputati non solvibili. Si tratta quindi di soggetti che non riescono ad ottenere credito e altri servizi finanziari dalle istituzioni finanziarie tradizionali per due ragioni: vengono reputati non solvibili (unbanked) e/o i costi legati all'offerta di questi servizi sono eccessivi e rendono l'operazione non conveniente economicamente.

La Microfinanza si articola in un vasto insieme di strumenti: Microassicurazione, Microleasing, Housing Microfinance, Canalizzazione rimesse degli immigrati e Microcredito.

La microfinanza nei paesi del terzo mondo Il principale servizio di questi istituti, spesso chiamati Banche dei poveri o Banche etiche ed operanti nel Terzo mondo, è costituito dal microcredito, cioè nella concessione di prestiti di modesto importo (equivalenti a pochi euro o decine di euro) a piccoli imprenditori (artigiani, commercianti, coltivatori,...) che ne hanno bisogno per avviare una nuova attività o migliorare quanto già fanno. Altri servizi normalmente forniti riguardano anche la raccolta del risparmio e le assicurazioni. Una tipologia particolare della microfinanza nei paesi del terzo mondo è rappresentata dalla finanza informale, che in molti casi si ricollega alle tradizioni locali, ma che non deve essere interpretata come un fenomeno residuale ed identificata nella sfera arretrata della società e considerata un relitto del passato perché frequentemente mostra segni di apertura all'innovazione e doti di flessibilità e di capacità di adattamento al mutare delle condizioni economiche ben superiori a quelle della finanza istituzionale.

Le banche dei poveri riescono ad operare con questo tipo di clientela innanzitutto riducendo al minimo le spese di gestione attraverso l'abolizione completa della burocrazia: sono i funzionari che vanno di villaggio in villaggio per raccogliere il risparmio o erogare i prestiti dopo aver valutato le singole richieste. I prestiti, inoltre, sono rimborsati con rate settimanali così da poter evidenziare immediatamente situazioni di difficoltà ed intervenire per risolverla. Infine, per assorbire momenti di difficoltà del beneficiario, i prestiti sono normalmente erogati a piccoli gruppi di persone che si impegnano moralmente ad aiutarsi in caso di difficoltà.

La cosa funziona così bene che le Nazioni Unite hanno dichiarato il 2005 "Anno Internazionale del Microcredito".

La microfinanza nei paesi ricchi I paesi attualmente considerati ricchi hanno una grande tradizione di microrisparmio, reso conveniente per il sistema creditizio attraverso il meccanismo di depositi vincolati poliennali che minimizzano le spese di gestione incoraggiando il loro mantenimento per lunghi periodi (ad esempio ancora negli anni novanta le Poste Italiane emettevano buoni fruttiferi con tagli a partire da poche decine di migliaia di lire che al lordo raddoppiavano dopo 7 e triplicavano dopo 11 anni o buoni ventennali di valore equivalente con tassi crescenti con l'aumento del periodo di deposito).

Il microcredito è stato invece trascurato per lungo tempo, sebbene in paesi come l'Italia vi sia una chiara tradizione al riguardo con istituti come i Monti frumentari, pecuniari e di pietà che hanno ben operato fino al XIX secolo.

Per quanto riguarda più propriamente la microfinanza intesa come un servizio etico per aiutare le fasce deboli fornendo loro il supporto tecnico e finanziario necessario per avviare attività imprenditoriali che li mettano in grado di ripagare il debito e di conquistare una indipendenza economica, essa è stata per lungo tempo assente.

Negli ultimi anni, però, in considerazione dell'aumento del numero dei "nuovi poveri", cioè di coloro che vivono sul filo della sussistenza e possono trovarsi in gravi difficoltà anche per far fronte a spese improvvise di piccola entità, e sulla scia dei successi conseguiti dalle Banche etiche nel terzo mondo, alcune organizzazioni di volontari stanno tentando di importare, con i debiti adattamenti, queste esperienze .

Un servizio di microfinanza che invece è sempre più popolare nei paesi industrializzati oltre al social lending è il micropagamento. Già molto utilizzato sul web a supporto del commercio elettronico e occasionalmente per la raccolta pubblica di fondi (a volte via SMS), oggi si sta lavorando per trasformare il telefono cellulare in un borsellino elettronico per far fronte alle piccole spese quotidiane (pagamento di parcheggi, acquisto di biglietti dei mezzi pubblici,...).

Scopo Le banche non forniscono servizi finanziari, quali prestiti, per i clienti con poco o nessun reddito. Questo si vede nelle economie in via di sviluppo le quali mancano di un forte sistema finanziario. Le banche sostengono costi notevoli per gestire un account cliente indipendentemente dalla grandezza delle somme di denaro presenti. Il costo fisso di elaborazione di prestiti di qualsiasi dimensione è notevole come diverse cose. La povera gente di solito cade sotto di tale punto di pareggio. Un calcolo simile si applica per offrire altri servizi finanziari ai poveri. Inoltre, la maggior parte delle persone povere ha pochi beni che possono essere garantiti da una banca come garanzia. Come documentato ampiamente da Hernando de Soto ed altri, anche se capita di possedere terreni in via di sviluppo, non possono avere titolo efficace ad esso. Ciò significa che la banca avrà scarso ricorso contro debitori insolventi.

Visto da una prospettiva più ampia, lo sviluppo di un sistema finanziario nazionale sano è stato a lungo visto come un catalizzatore per l'obiettivo più ampio dello sviluppo economico nazionale. Tuttavia, gli sforzi dei progettisti ed esperti nazionali per lo sviluppo dei servizi finanziari per la maggior parte delle persone hanno spesso fallito nei paesi in via di sviluppo, testimoniato dall'analisi 'Indebolimento dello sviluppo rurale con credito a buon mercato'. A causa di queste difficoltà i tassi di interesse diventano molto elevati. Gli usurai applicano tassi molto più elevati alle persone molto povere. Gli usurai sono criticati però bisogna riconoscere che i loro servizi sono molto comodi. La microfinanza è cresciuta rapidamente. Si stima che l'industria ha bisogno di molto denaro per ottenere capitale per tutti i poveri che ne hanno bisogno. Come si è visto in India questi sistemi possono facilmente fallire. Le ragioni del fallimento sono la mancanza di utilizzo da parte di potenziali clienti, sovraindebitamento, scarse procedure operative, trascuratezza dei doveri e dei regolamenti inadeguati.

Modi in cui le persone gestiscono i soldi Rutherford sostiene che il problema principale della gente povera è la gestione dei soldi. Quando il denaro viene accumulato prima di essere usato viene definito "risparmio fino".

Spesso, le persone non hanno abbastanza soldi quando si trovano ad affrontare un bisogno, quindi ricorrono al prestito. Una famiglia povera potrebbe richiedere prestiti a parenti per acquistare terreni, ad un usuraio per comprare riso, o ad un istituto di microfinanza per comprare una macchina da cucire. Dal momento che questi prestiti devono essere rimborsati dopo che il costo viene sostenuto, Rutherford chiama questo "basso risparmio". Il punto di Rutherford è che il microcredito risolve solo metà del problema, e probabilmente la parte meno importante: le persone povere richiedono il prestito per risparmiare e accumulare beni. Le istituzioni di microcredito dovrebbero finanziare i loro prestiti attraverso conti di risparmio che aiutano i poveri a gestire i loro rischi. La maggior parte delle esigenze viene soddisfatta attraverso un mix di risparmio e di credito. Una valutazione fatta dalla Grameen Bank e da altre due grandi istituzioni di microfinanza in Bangladesh ha trovato che per ogni $1 che stavano prestando ai clienti per finanziamenti rurali non agricoli, circa 2,50 dollari provengono da altre fonti, per lo più risparmi dei loro clienti. Recenti studi hanno inoltre dimostrato che i metodi informali di risparmio sono sicuri. Il lavoro di Rutherford, Wright ed altri ha causato la riconsiderazione di un aspetto chiave del paradigma microcredito: i poveri per uscire dalla povertà devono ricorrere al prestito, costituire micro-imprese e aumentare il loro reddito. Il nuovo paradigma pone maggiore attenzione sugli sforzi dei poveri per ridurre la loro vulnerabilità. Una cassetta di sicurezza, luogo flessibile per risparmiare denaro e ritirarla quando necessario, è anche essenziale per la gestione delle famiglie e del rischio familiare.

I tassi di interesse Una delle principali sfide della microfinanza è fornire piccoli prestiti a un costo abbordabile. Il tasso di interesse e l'interesse medio globale è stimato al 37%, con tassi che raggiungono addirittura il 70% in alcuni mercati. La ragione per cui i tassi di interesse sono alti non è legata principalmente al costo del capitale. Infatti, le organizzazioni di microfinanza locali che ricevono prestiti a tasso zero di Kiva devono pagare interessi e commissioni a tassi medi di 35.21%. Al contrario, la ragione principale per l'elevato costo dei prestiti di microfinanza è il costo elevato dell'operazione di microfinanza tradizionale, relativa alla dimensione del prestito. Gli operatori di microfinanza hanno a lungo sostenuto che tali tassi di interesse elevati sono inevitabili, perché il costo sostenuto per ogni prestito non può essere ridotto al di sotto di un certo livello. Gli istituti finanziari spesso non hanno nemmeno un sistema per controllare l'identità della persona, inoltre, non sono in grado di progettare nuovi prodotti e ampliare il loro business per ridurre questo rischio. Il risultato è che l'approccio tradizionale alla microfinanza ha compiuto progressi limitati al solo risolvere il problema che si propone di affrontare: il fatto che le persone più povere del mondo pagano il costo più alto del mondo per il capitale di crescita delle piccole imprese. Gli alti costi dei prestiti di microfinanza tradizionali limitano la loro efficacia come strumento di lotta alla povertà. Dotato di prestiti a interessi e commissioni tassi di 37% significa che i mutuatari che non riescono a guadagnare almeno un tasso del 37% di rendimento possono effettivamente finire ancora più poveri. Negli ultimi anni, il settore della microfinanza ha spostato la sua attenzione dall'obiettivo di aumentare il volume del capitale di prestito a disposizione a quello di fornire prestiti di microfinanza a tasso più conveniente. L'analista di microfinanza David Roodman sostiene che, nei mercati maturi, gli interessi e commissioni, tassi medi praticati dagli istituti di microfinanza tendono a diminuire nel tempo. Tuttavia, i tassi di interesse medi globali per i prestiti di microfinanza sono ancora al di sopra del 30%. La fornitura di servizi di microfinanza ad un costo accessibile potrebbe risiedere in un ripensamento, uno dei presupposti fondamentali alla base della microfinanza, ovvero i mutuatari di microfinanza necessitano di un ampio monitoraggio e l'interazione con gli ufficiali di prestito al fine di beneficiare e di rimborsare i loro prestiti.

Storia della microfinanza