Figlio di Raffaele Guido e di Maria Pia Ciampa, risiedeva con i genitori in via Capodistria, nel quartiere Trieste di Roma, ed era studente di architettura quando, nell'autunno del 1975, prese parte al massacro del Circeo. Il crimine fu compiuto insieme agli amici Angelo Izzo e Andrea Ghira; nel corso dell'evento furono violentate e seviziate la diciannovenne Maria Rosaria Lopez, che rimase uccisa la sera stessa, e la diciassettenne Donatella Colasanti, che sopravvisse alle violenze e morì 30 anni dopo, nel 2005, per un tumore al seno.

I processi Il 29 luglio 1976, con una sentenza in primo grado, i tre imputati vennero condannati all'ergastolo; Andrea Ghira fu condannato in contumacia in quanto si era reso latitante. I giudici non concessero alcuna attenuante. Nel gennaio 1977 Guido e Izzo presero in ostaggio una guardia carceraria e tentarono di evadere dal carcere di Latina, senza successo. La condanna di Gianni Guido venne modificata in appello il 28 ottobre 1980 e ridotta a trenta anni di reclusione, a seguito di una dichiarazione di pentimento e del versamento di un risarcimento di cento milioni di lire alla famiglia della vittima Maria Rosaria Lopez.

Il 21 gennaio 1981 Guido riuscì a evadere dal carcere di San Gimignano. Approfittando dell'incarico di effettuare le pulizie nella portineria, colpì con un portacenere l'agente di custodia mentre si trovava sulle scale della porta d'ingresso; aperto il cancello, fuggì all'esterno della struttura, dove ottenne un passaggio in auto da un cittadino ignaro, che successivamente testimoniò davanti ai Carabinieri. Per tale evasione furono accusate di complicità cinque persone: i genitori di Guido, l'agente di custodia Mario Guazzini, l'ex direttore del carcere Luigi Morsello e il maresciallo delle guardie carcerarie Francesco Pilloni. In seguito Guido venne condannato in prima istanza a quattro anni di reclusione per l'evasione, i genitori furono assolti, mentre l'ex direttore e Pilloni beneficiarono dell'amnistia. L'agente di custodia, inizialmente condannato a otto mesi di reclusione, fu successivamente assolto in appello per non aver commesso il fatto.

Guido si rifugiò a Buenos Aires, dove iniziò a lavorare come commerciante di autovetture sotto la falsa identità di Andrea Mariani. Accusato di possesso di documenti falsi, fu identificato e arrestato su ordine dell'Interpol nel gennaio del 1983. In attesa dell'estradizione, tentò una prima fuga dal carcere "Villa Devoto", ma fu bloccato subito. Nell'aprile del 1985 riuscì invece a evadere dall'ospedale "Manuel Rocco" di Buenos Aires, dove si trovava ricoverato a causa delle lesioni riportate durante il precedente tentativo di fuga.

Il 28 maggio 1994 fu catturato nuovamente a La Chorrera, una località situata a trenta chilometri da Città di Panama, in seguito a un'intercettazione telefonica. Al momento dell'arresto utilizzava il nome falso di Daniel Ibrahim Laurian ed era in possesso di un passaporto libanese; venne quindi estradato in Italia in tempi brevi. Guido presentava una vistosa zoppia (dovuta ai traumi alla gamba destra riportati durante l'evasione in Argentina) ed era sposato con una donna dominicana, Dora Matos, dalla quale si stava separando.

La libertà L'11 aprile 2008 Gianni Guido fu affidato ai servizi sociali dopo aver trascorso 14 anni nel carcere di Rebibbia. Terminò di scontare definitivamente la propria pena il 25 agosto 2009, dopo aver conseguito in stato di detenzione la laurea in Lingue e letterature straniere, usufruendo di uno sconto di pena di 8 anni per effetto del provvedimento di indulto.

Letizia Lopez, sorella di Maria Rosaria, espresse una valutazione contraria al provvedimento, criticando i lunghi periodi di latitanza trascorsi all'estero da Guido, lamentando la mancanza di segni tangibili di pentimento e considerando non adeguatamente severo il regime detentivo applicato.

Nella cultura di massa Il romanzo La scuola cattolica (2016) di Edoardo Albinati analizza il contesto socioculturale nel quale maturò il massacro del Circeo e descrive il ruolo ricoperto da Guido. Dal libro è stato tratto nel 2021 l'omonimo film diretto da Stefano Mordini, in cui Gianni Guido è interpretato da Francesco Cavallo. Nella miniserie televisiva del 2022 Circeo, il personaggio di Guido è interpretato da Marco Tè.

Note

Voci correlate Massacro del Circeo Angelo Izzo Andrea Ghira