Biografia Pochissimo si conosce della sua vita. Nato a Blois, Guglielmo di Blois fu monaco benedettino, fratelloPetrus Blesensis, Epistolae, XC 285, in Patrologia Latina di Jacques-Paul Migne, CCVII del ben più famoso Pietro, che fu consigliere di Guglielmo II di Sicilia.

Soggiorno in Sicilia Al pari del fratello, e all'incirca nello stesso periodo, Guglielmo trascorse un breve periodo nel Regno normanno di Sicilia. La sua discesa nel regno normanno meridionale forse precedette ma comunque non coincise con quella del fratello, avvenuta nell'estate del 1167, dal momento che quest'ultimo, nel suo epistolario, annota di essere l'unico sopravvissuto di quel folto gruppo di 37 cavalieri francesi e spagnoli che nel 1167 avevano costituito il séguito di Stefano di Perche.

Incarichi ecclesiastici Durante la permanenza siciliana, Guglielmo fu proposto per la cattedra arcivescovile di Catania: l'aspirazione dei due fratelli, appoggiata della regina Margherita di Navarra, si rivelò avventata, andando a confliggere con gli equilibri di potere e gli interessi di cui era portatore Matteo da Salerno, che riuscì a imporre suo fratello GiovanniGina Fasoli, Tre secoli di vita cittadina catanese (1092-1392), in Scritti di storia medievale, Bologna, 1974, pp. 380-381, che fu infatti vescovo dal 1167, ordinato da papa Alessandro III il 26 luglio 1168. Guglielmo ebbe lungamente a lamentarsi dell'esclusione dalla prestigiosa cattedra etnea, ma il suo risentimento sarebbe mutato in accenti di gioia nel giro di pochi anni, alla notizia della morte di Giovanni, da lui interpretata come punizione divina, sepolto dal terremoto che devastò Catania nel 1169.

Preso atto dell'esclusione, le aspettative dei due fratelli dovettero accontentarsi di una destinazione meno prestigiosa: Guglielmo fu nominato abate di una comunità che Chalandon individuava nell'Abbazia di Santa Maria di Maniace, nella competenza dell'arcidiocesi di MessinaFerdinand Chalandon, Histoire de la domination normande en Italie et en Sicilie, vol. II, Parigi, 1907 (nota 6 a p. 321). Tale ipotesi, nonostante l'adesione accordata da Ludovico GattoL. Gatto, Pietro di Blois, arcidiacono di Bath, in Sicilia, in "Siculorum Gymnasium", 31, 1978 (p. 64), è stata definitivamente scartata da L. Townsend White, che ha identificato il luogo nel monastero di Santa Maria della MatinaLynn Townsend White, Jr., For the Biography of William of Blois, in "English Historical Review", no. 50, 1935, pp. 487-490, situata sulla piana ad est di San Marco Argentano, nell'omonima diocesiLa lezione Matinensis era già avanzata in Pierre Daunou et al., Histoire littéraire de la France, Tomo XV, 1907 (p. 367).

Opere Alda

Più che per il suo ruolo al séguito del fratello, Guglielmo è conosciuto soprattutto per la composizione di un'opera in versi latini (distici elegiaci), la commedia elegiaca Alda, appartenente a un genere letterario fiorito inizialmente nella Francia del XII secolo, con epicentro nella Valle della Loira e a ChartresFerruccio Bertini, «», in Enciclopedia federiciana, dal sito dell'Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani. Nel prologo (vv. 9-28), Guglielmo afferma di essersi ispirato ad una barbara versione latina di una commedia di Menandro (Venerat in linguam nuper peregrina Latinam Hæc de Menandri fabula rapta sinu. Vilis et exul erat, et rustica plebis in ore, Quæ fuerat comis vatis in ore sui). L'originale è stato identificato con una rielaborazione in prosa della commedia perduta Ἀνδρόγυνος ἢ Κρής, che Guglielmo deve aver letto durante il soggiorno in Sicilia, regione che manteneva uno stretto rapporto con il mondo greco.Karl Lohmeyer, Guilelmi Blesensis Aldae comoedia, Lipsiae, 1892; Ludwig Traube, «Berl. Philol. Woch.», 13, 1893, p. 717; Edmond Faral, Le fabliau latin au moyen âge, in «Romania», 50, 1924, pp. 321-385; Konrad Gaiser, Menanders 'Hydria'. Eine hellenistische Komödie und ihr Weg ins lateinische Mittelalter (Heidelberg, 1977).

Il tema licenzioso della commedia è un amore impossibile per il giovane Pirro, nobile ridotto in miseria, e la bellissima Alda, orfana di madre. Solo l'espediente classico del travestimento permetterà a Pirro di possedere l'amata e a spuntare al recalcitrante e avaro padre di lei un matrimonio riparatore.

Altre opere Di lui sopravvive il De pulice et musca, una altercatio tra una mosca e una pulceAntonio Scolari, I «Versus de pulice et musca» di Guglielmo di Blois, «Studi Medievali», XXVI, (1985), pp. 373-404.

Altre sue opere perdute sono elencate in una lettera scritta dal fratello Pietro intorno al 1174: fino a quella data, si annoverano alcuni componimenti di natura teologica o religiosa (tra cui alcuni sermoni) e la tragedia De Flaura et MarcoEdoardo d'Angelo, Intellettuali tra Normandia e Sicilia (per un identikit letterario del cosiddetto Ugo Falcando) , 2009, p. 346.

Attribuzioni congetturali

È stata anche proposta, in via congetturale, l'identificazione della sua figura con quella del misterioso Ugo Falcando, autore, in elegante latino, della Historia (o Liber) de regno Sicilie, un'opera che si esprime con accenti favorevoli a Stefano di Perche e fortemente denigratori nei confronti di Matteo da Salerno.

Note

Bibliografia Jacques-Paul Migne, Patrologia Latina, CCVII Gina Fasoli, Scritti di storia medievale, Bologna, 1974 Anna Laura Trombetti Budriesi (curatrice), Cultura cittadina e documentazione: formazione e circolazione di modelli. Atti del convegno del Dipartimento di paleografia e medievistica dell'Università di Bologna, 12-13 ottobre 2006, CLUEB, 2009 ISBN 978-88-491-3248-9 Ludovico Gatto, Pietro di Blois, arcidiacono di Bath, in Sicilia, in "Siculorum Gymnasium",31, 1978 Ferdinand Chalandon, Histoire de la domination normande en Italie et en Sicilie, vol. II, Librairie A. Picard et fils, Parigi, 1907 ed. it.: Storia della dominazione normanna in Italia ed in Sicilia, 3 voll., Alife 1999-2001 Pierre Daunou et al., Histoire littéraire de la France, Tomo XV, Académie des inscriptions et belles-lettres, 1907 Francesco Panarelli, « (D'Aiello; Matteo da Salerno, Matteo notaio»), Dizionario Biografico degli Italiani, Vol. LXXII, Istituto dell'Enciclopedia italiana Treccani Horst Enzensberger, «Matheus (von Aiello)», in Lexikon des Mittelalters, VI, Sp. 390

Edoardo d'Angelo, Intellettuali tra Normandia e Sicilia (per un identikit letterario del cosiddetto Ugo Falcando , in Cultura cittadina e documentazione: formazione e circolazione di modelli. Atti del convegno del Dipartimento di paleografia e medievistica dell'Università di Bologna (12-13 ottobre 2006) a cura di Anna Laura Trombetti Budriesi, CLUEB, Bologna 2009, pp. 325–49 segg. ISBN 978-88-491-3248-9

Voci correlate Alda Commedia elegiaca Vitale di Blois Riccardo da Venosa, Paolino e Polla Ugo Falcando, Liber de regno Sicilie Matteo da Salerno Codex Vindobonensis 312 Storia della Sicilia normanna

Collegamenti esterni

Karl Lohmeyer (curatore), Guilelmi Blesensis Aldae comoedia, Carolus Lohmeyer edidit, in Aedibus B.G. Teubneri in Lipsiae, 1892 (on line da Internet Archive, edizione del Codex Vindobonensis 312)

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