Il Calendario Atlante De Agostini, è un atlante tascabile ed al contempo un annuario geografico-statistico pubblicato ogni anno dall'Istituto Geografico De Agostini a partire dal 1904, fatto salvo il volume unico biennale 1945-1946, edito alla fine della seconda guerra mondiale. Caratterizzato dal colore rosso, è giunto nel 2026 alla centoventiduesima edizione ed ha tuttora grande successo, anche per il formato oltre che per la ricchezza di notizie politiche, economiche, finanziarie, sociali che riguardano il mondo intero e mirano ad essere il più possibile fedeli al reale. Nel campo dell'editoria è un vero e proprio longseller, utile a studiosi, viaggiatori, persone colte o interessate all'attualitàper informazioni si segnalano le introduzioni ad alcune edizioni, come quella del 1924, quella del 2004 e quella del 2024, edita per il centoventesimo anno dall'origine cen. Fu ideato da Giovanni De Agostini e raggiunse gradualmente l'attuale conformazione. Il salto di qualità avvenne sotto la direzione di Luigi Visintin.
Gli inizi La prima edizione, una brochure in cartoncino verde oppure rosso mattone di piccolo formato (), era un calendario annuale che rispondeva alla moda ed aveva una funzione di promozione commerciale sia pur al prezzo di L. 0,60. Contava 64 pagine: calendario dei mesi con disegni liberty, alcune pagine di notizie astronomiche e geografiche con un atlantino, disegnato da Achille Dardano (1904-1907)fu capocartografo dell'Istituto (capotecnico era Bernardo Rössing), cfr. a pag. 14, Domenico Maggiore, Nel 15 anno della fondazione dell'Istitutografico De Agostini, Napoli 1946 di pagg. 26: Tale opuscolo rende omaggio a tutte le maestranze, che cita singolarmente per il loro contributo allo sviluppo dell'Istituto, di cui ricorda le iniziative editoriali ed inciso da A. Hoppe e G. Cipriani, costituito da 11 doppie tavole cartografiche, alternate ai mesi dell'anno 1904, di Europa, Italia, continenti, con una doppia pagina di bandiere dei 57 principali Stati, e con catalogo editoriale dell'allora Istituto Geografico Italiano del dott. G. De Agostini & C. Insieme a Dardano se ne occupò dal 1904 al 1907, secondo De Magistris, Ferdinando Rodizzacfr. Luigi Filippo De Magistris, Sussidi bibliocartografici fondamentali per la conoscenza delle Fonti Geo-cartografiche moderne pag. 112, Milano Ed.Iinternaz. Cisalpino, 1944
Già nell'edizione per il 1908, a cura di Carlo Maranelli, le pagine erano diventate 90. Nel 1910 venne aggiunto un indice dei nomi geografici contenuti nelle tavole e venne elevato il prezzo a L. 0,80, pur mantenendo il numero complessivo delle pagine. Rinnovate furono le edizioni per il 1911, a cura di Albino Machetto, per il 1912, in cui Machetto inserì la divisione amministrativa dell'Italia con le colonie italiane in concomitanza con la guerra di Libia intrapresa l'anno prima, l'edizione per il 1913 in occasione del decennale, sempre curata dal Machetto24 tavole a colori, indice di ca. 3500 nomi geografici, e 100 pagine di testo con notizie cronologiche e geografico-statistiche, e l'edizione per il 1914, a cura di Luigi Filippo De Magistris (14-19)A De Magistris si deve anche un Atlantino Geografico Mondiale con notiziario statistico-storico-geografico edito per i tipi del De Agostini durante la prima guerra mondiale come omaggio della Società anonima Bianchi Automobili-Velocipedi Milano, abbastanza simile al Calendario Atlante tranne che per la disposizione delle tematiche e la mancanza del calendario e dell'annata, che ne fu redattore fino all'edizione per il 1919. Questa si apriva con una Nota d'Esultanza per la fine della guerra, e riportava anche il Bollettino di Guerra di Armando Diaz del 4 novembre 1918.
La direzione di Luigi Visintin
I primi anni Importanti novità vennero introdotte a partire dall'edizione per il 1920, la diciassettesima, per merito del geografo e cartografo prof. dott. Luigi Visintin, che ne fu redattore dal 1919 e ne assunse poi la direzione fino all'anno della morte (1958). La prosa breve e densa, che ne caratterizza le opere, era particolarmente adatta al Calendarietto, frutto di un lavoro molto impegnativo, a cui peraltro si dedicava nei ritagli di tempo, avendo però sempre in mente le bozze del Calendario qualunque fosse la notizia che trovava.
Visintin, diventato nel 1920 direttore scientifico dell'Istituto Geografico novarese, continuò ad occuparsi personalmente dell'opera che considerava il proprio biglietto da visita e chiamava Calendarietto. Lo descriveva così proprio nel 1920: minuscolo libriccino tascabile, che si stampa annualmente a migliaia di copie e che, oltre all'Atlante Geografico di 24 tavole circa, contiene una quantità di notizie interessanti gli uomini d'affari e ogni persona colta, offrendo dati statistici tra i più recenti e attendibili, tratti dalle fonti migliori con rigorosa unità di metodocfr. Prof. Luigi Visintin, Nuovo Atlante per Tutti, IGDA, 1920, parte conclusiva dell'introduzione.
Nell'edizione elaborata nel 1919 per il 1920 vennero ripensate le carte in seguito ai trattati della prima guerra mondiale, ad esempio quella del Nuovo Confine Franco-Belga-Tedesco, quelle riguardanti l'Europa centrale, quella ancora in parte incerta sulla Venezia Giulia. Fu aggiunta una sezione sull'Africa in considerazione degli interessi italiani. Fu introdotta per l'occasione un'ampia parte storica sulla prima guerra mondiale riguardo all'Italia (del prof. dott. T. Celotti), riguardo alla pace con l'Austria e alla questione di Fiume (prof. dott. Mario Baratta). Fu aggiunta la cronologia della guerra mondiale nei suoi vari scacchieri, dichiarazioni di guerra comprese con evidenziazione grafica di potenze centrali e rottura di relazioni diplomatiche, redatta dal Visintin (pp. 55–66). Questi per l'occasione tolse le carte sull'America, ridimensionò la sezione a carattere generale su universo e terra, eliminò la sezione su geografi ed esploratori contemporanei presente nell'edizione per il 1919, per lasciare spazio a due pagine di Baratta sui geografi morti in guerra, compreso Cesare Battisti, che era stato collaboratore esterno dell'Istituto. Accurata la veste tipografica che riporta sul verso della copertina la comoda misura dei dieci centimetri, con l'equivalenza del centimetro alla scala cartografica (1 cm. = 1 km alla scala di 1:100000).
A partire dal 192121 tavole redatte dal cav. A. Dardano e dal prof. L. Visintin, sotto la direzione del Visintin, fu aggiunto, come negli altri atlanti, l'indice dei nomi contenuti nelle tavole geografiche, estremamente laborioso, ma indispensabile per l'utilizzo del materialecfr. in proposito le osservazioni di Giuseppe Dalla Vedova in Scritti geografici. La ricerca dei nomi è quindi agevolata dai numeri arabi corrispondenti alle singole tavole e dai richiami in rosso sui margini (lettere maiuscole e minuscole) che contrassegnano i trapezi creati da meridiani e paralleli. Questo sistema divenne tradizionale negli atlanti De Agostini, come la scelta armoniosa dei colori dei singoli stati (si trattava infatti di carte politiche, con l'aggiunta di una carta delle comunicazioni mondiali, di due carte astronomiche e di una tavola delle bandiere mercantili).
La svolta del '24 L'edizione per il 1924 (cioè nel ventennale della prima) è ispirata ad un nuovo indirizzo, per il quale si era saggiato l'interesse nelle edizioni precedenti, e prende l'aire la vocazione economica del Calendarietto. La prefazione sottolinea che, per il favore con cui era stato accolto il Calendario-AtlanteVennero dell'edizione del 1924 pubblicati anche due atlantini speciali, del tutto simili al calendario-atlante per dimensioni ed ideazione, uno per l'Ansaldo ed uno promosso dal Commissariato Generale dell'Emigrazione per i membri della Conferenza Internazionale dell'emigrazione di Roma, datata maggio 1924, autore ed editore, sempre più attenti alla minuscola ma pur così utile pubblicazione, hanno introdotto numerosi cambiamenti nel ventunesimo volumetto della serie, che dalle 169 pagine del 1923 è passato a 230, sia per l' arricchimento della sezione di geografia generale, sia per l'aggiunta di dati e notizie di ordine economico (agricoltura, industria, commercio) riguardo ai continenti, agli stati europei ed ai paesi più importanti. L'organizzazione interna e l'impianto generale rendevano facile l'accesso e la consultazione. Fra le aggiunte si devono annoverare la carta degli Stati Uniti, la carta sull'Argentina del Nord, meta di emigrazione italiana, e il doppio della carta d'Italia, di cui il pubblico aveva suggerito di aumentare la scala.
Dell'anno successivo, il 1925, edito in occasione dell'Anno Santo, è da considerare a sé un atlantino speciale (copertina di color seppia con stemma pontificio), il Calendario Atlante delle missioni cattoliche. Pubblicato in occasione dell'Esposizione Missionaria Vaticana, pur mantenendo il nome ed il formato del Calendario, è molto diverso dalla sua versione tradizionale perché di essa conserva solo il calendario e le carte, che presentano però in questo caso i confini di diocesi, prefetture, vicariati, oltre ad una pianta di Roma e dell'Esposizione. Il testo è sostituito da una trattazione su apostolato cattolico e stato delle missioni in quattro lingue (italiano, francese, inglese, tedesco), con l'elenco delle missioni ed alcuni dati statistici. Esso anticipa il Testo-atlante illustrato delle missioni del 1932in cui il Visintin disegnò sulle cartine (IGDA) i limiti delle circoscrizioni ecclesiastiche..
Nell'edizione del trentennale (1934), in ciascun capitolo dedicato all'Italia, un paragrafo riguardò le realizzazioni del regime, cosa che contribuì alla diffusione ed all'apprezzamento del calendarietto. Esso uscì poi anche in un'edizione speciale per le forze armate e nel listino delle pubblicazioni del '34 si legge che era particolarmente utile in Esercito, Marina, Aeronautica e non doveva mancare in nessuna biblioteca dopolavoristica, in quanto adatto a diffondere la passione per la geografia. Nel '36 i militari impegnati nell'impresa etiopica ricevettero in dono alcune copie del Calendario Atlante, cosa di cui ringraziarono caldamente.
Con l'edizione per il 1937 fu aggiunta la rappresentazione cartografica dell'Abissinia recentemente assoggettata nonché i discorsi del duce per l'inizio della guerra e la proclamazione dell'Impero, soddisfacendo così la vocazione storica del Calendarietto. Nell'ottobre del 1938, a conferma del contributo dato a scienza, scuola, editoria, il Visintin venne insignito della Commenda della Corona d'Italia cfr.L'Italia Giovane (foglio d'ordini bisettimanale della Federazione dei Fasci di combattimento di Novara), 15 e 26 ottobre 1938. Il 15 ottobre si rileva l' articolo L'aspetto e la vita del mondo nel nuovo grande atlante DE Agostini. Il 26 ottobre si parla dell'onorificenza, data con motu proprio dal sovrano per premiare l'assiduità e il valore del Visintin, autore principale e coordinatore dell' imponente opera.
Durante la seconda guerra mondiale Naturalmente il periodo della seconda guerra mondiale, al di là degli aggiornamenti, rese necessaria l'introduzione di innovazioni per rappresentare la situazione contingente oltre che lo stato del mondo. Il Calendario, che dagli anni Trenta aveva 60.000 lettori, uscì nel suo quarantennale (1943) modernizzato nella veste esterna, con pagine e copertina ad angolo e non più arrotondate. La carta usata per il testo era diventata a poco a poco molto sottile, pur conservando la solidità e la resistenza. Naturalmente la carta era ormai autarchica.